Epidemie
5 verità scientifiche su COVID e vaccini: parla il dottor McCullough
Il dottor Peter A, McCullough è stato recentemente intervistato da John-Henry Westen, il fondatore del sito canadese Lifesitenews.
McCullough, di cui Renovatio 21 vi ha riportato le recenti dichiarazioni su pandemia e questione vaccinale, è una delle persone più titolate a parlare del tema del COVID e dei sieri mRNA.
«L’ampio elenco di credenziali del Dr. McCullough – scrive Lifesitenews – include l’essere un internista, cardiologo, epidemiologo, professore di medicina presso il Texas A & M College of Medicine, presidente della Cardiorenal Society of America, redattore capo di Cardiorenal Medicine e di Reviews in Cardiovascular Medicine e Senior Associate Editor presso l’American Journal of Cardiology. Esercita il mestiere di medico e pubblica studi scientifici accademici».
Durante la densissima intervista McCullough ha evidenziato «cinque messaggi chiave di verità scientifica» che circondano la pandemia che devono essere presi in considerazione.
«Solo le persone malate lo trasmettono agli altri»
1)
Il virus non si diffonde tra le persone asintomatiche. «Solo le persone malate lo trasmettono agli altri». Si tratta, come sapete, di un’affermazione impegnativa, che contraddice praticamente ogni politica messa in campo dai governi del lockdown, in ispecie pensiamo a quello italiano.
2)
Le persone asintomatiche non dovrebbero essere sottoposte a test, poiché «generano falsi positivi, creando casi extra». «Non dovremmo mai testare né a livello nasale né orale», così da creare «maggiori preoccupazioni». «L’FDA non ha mai approvato questi test agli asintomatici» rivela McCullogh, che sostiene che anche l’OMS non abbia dato indicazioni diverse.
«Non ci dovrebbe essere una singola persona sulla terra che si sottopone al test da asintomatico, o che vi si sottopone secondo una routine»
«Non ci dovrebbe essere una singola persona sulla terra che si sottopone al test da asintomatico, o che vi si sottopone secondo una routine».
3)
«L’immunità naturale è robusta, completa e duratura». Secondo McCullogh, una volta guariti dal COVID, non c’è «possibilità di avere un altro caso, di fatto non è mai accaduto al mondo in un caso confermato, finora… tutti i casi emersi sono risultati essere interpretazioni errate di un falso positivo al test PCR».
Se ciò accadesse, ricorda il medico «vedremmo migliaia se non milioni di persone ospedalizzate, la stessa persona ospedalizzata in continuazione».
«L’immunità naturale è robusta, completa e duratura»
Quindi, l’immunità natura, «non può essere migliorata dalla vaccinazione o da qualsiasi altro metodo». Quindi, «una persona che è naturalmente immune dal COVID-19 può tossire in faccia ad un altro e non contagiarlo».
Inoltre, secondo il cardiologo, «le varianti non penetrano l’immunità naturale… In questo momennto le persone che hanno l’immunità naturale non stanno prendendo la variante Lambda, Delta, Epsilon».
4)
«Il COVID-19, e non è importante quale sia variante, è facilmente curabile a casa». Le persone oltre i 50 con pregressi problemi di salute dovrebbero ricevere forme di trattamento a casa, dice il dottore, «tramite farmaci semplici e disponibili, in modo da prevenire l’ospedalizzazione e la morte».
«Le varianti non penetrano l’immunità naturale… In questo momennto le persone che hanno l’immunità naturale non stanno prendendo la variante Lambda, Delta, Epsilon»
«L’85% delle ospedalizzazioni e delle morti sono completamente evitabili con le cure precoci. Le uniche volte in cui le persone finiscono all’ospedale è quando non ricevono alcun trattamento».
«Ogni persona di buonsenso può capire che è facile curare la malattia quando è presto e i sintomi sono lievi, poi diventa progressivamente peggiore».
«Ci sono tre componenti maggiore: replicazione virale, infiammazione, trombosi… alla fine le persone muoiono di coaguli di sangue, ed è molto difficile renderli reversibili.
«Il COVID-19, e non è importante quale sia variante, è facilmente curabile a casa»
5)
I vaccini Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson e AstraZeneca «in questo momento sono obsoleti». «Non coprono le nuove varianti», dice il medico, che ricorda le recentissime ospedalizzazioni di tanti che avevano completato il ciclo vaccinale.
I vaccini Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson e AstraZeneca «in questo momento sono obsoleti». Inoltre, «i vaccini hanno raggiunto un record di mortalità e di danno, e dovrebbero essere considerati non sicuri e non adatti per l’uso umano»
Inoltre, «i vaccini hanno raggiunto un record di mortalità e di danno, e dovrebbero essere considerati non sicuri e non adatti per l’uso umano»
Come nelle altre occasioni riportate da Renovatio 21, le parole di McCullough lasciano il segno, rovesciando completamente idee e protocolli sul COVID – cioè la base di ciò che ha alterato per sempre le nostre vite e rovinato l’economia planetaria, uccidendo, nel frattempo, infinità di persone tramite le cure sbagliate.
«Le morti legate alla vaccinazioni sono dieci volte il numero ufficiale»: parla il dottor McCullough
Epidemie
Ebola, gli Stati Uniti impediscono ai cittadini americani residenti nella Repubblica Democratica del Congo di rientrare in patria
Gli Stati Uniti hanno vietato ai propri cittadini residenti nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) di imbarcarsi su voli commerciali per tornare in patria finché non avranno trascorso almeno 21 giorni in un altro Paese, a causa del peggioramento dell’epidemia di Ebola.
Le restrizioni, annunciate lunedì dall’amministrazione Trump, prevedono l’inserimento dei cittadini statunitensi attualmente nella Repubblica Democratica del Congo o che hanno recentemente lasciato il Paese in una lista di persone a cui è vietato l’imbarco, avvalendosi dei poteri federali in materia di trasporti, ha riferito Reuters, citando un funzionario della Casa Bianca.
Secondo quanto riferito dal funzionario, circa una ventina di americani si stavano preparando a volare negli Stati Uniti martedì, e il Dipartimento di Stato avrebbe fornito assistenza alle persone interessate durante il periodo di attesa.
Il provvedimento giunge nel contesto di una rapida diffusione dell’epidemia del ceppo Bundibugyo di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, dove, all’11 luglio, le autorità sanitarie hanno segnalato 1.926 casi confermati e 702 decessi.
Venerdì, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno annunciato che un cittadino americano che lavora per un’organizzazione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo è risultato positivo al virus Ebola. Un altro cittadino statunitense, contagiato mentre lavorava nel Paese centroafricano, è stato ricoverato all’Ospedale Universitario di Francoforte, in Germania, come ha comunicato lunedì il suo datore di lavoro, l’organizzazione cristiana evangelica Samaritan’s Purse. Anche Peter Stafford, chirurgo e leader del gruppo missionario cristiano Serge, che aveva contratto il virus all’inizio dell’epidemia, è stato trasferito in Germania per ricevere cure.
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L’Uganda ha segnalato 20 casi confermati e due decessi. Un caso legato a un viaggio nella Repubblica Democratica del Congo è stato inoltre rilevato in Francia e riguarda un medico rientrato alla fine del mese scorso da una missione umanitaria.
Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha affermato che, sebbene l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continui a progredire più rapidamente della risposta all’emergenza, il rischio di una più ampia diffusione internazionale rimane basso.
Washington aveva già inasprito le regole di viaggio in risposta all’epidemia. A maggio, il CDC ha innalzato il livello di allerta per i viaggi in alcune zone della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda, mentre il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha disposto che i viaggiatori provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo, dall’Uganda e dal Sud Sudan si sottoponessero a controlli più rigorosi negli aeroporti statunitensi designati.
Lunedì, il CDC ha annunciato di aver prorogato di altri 30 giorni la precedente sospensione dell’ingresso di alcuni cittadini non statunitensi che si erano trovati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti.
Come riportato da Renovatio 21, il Kenya ha già bloccato il progetto statunitense per la struttura di cura dell’Ebola. Dei 800 milioni di dollari che erano stati stanziati, una parte sarebbe destinata alla fornitura di materiali, medicinali e alla costruzione di una rete logistica regionale.
Secondo un Rapporto OMS, entro settembre vi sarebbe il rischio di oltre 8.000 casi di Ebola in Congo.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa la Francia ha confermato il suo primo caso di Ebola in un medico rientrato di recente da una missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo. L’India, dove si vociferava vi fossere dei casi, non ha confermato alcun caso di contagio.
Nelle scorse settimane manifestanti avevano dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola dopo che era stato loro impedito di portare via il corpo di una presunta vittima per la sepoltura.
Come riportato da Renovatio 21, il produttore di sieri genici mRNA Moderna la scorsa settimana si è aggiudicata un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Epidemie
Parassita diarroico si diffonde in America
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Armi biologiche
Fauci ha finanziato la ricerca che ha dato origine al COVID: cosa dicono i documenti secretati dalla Gabbard
Una serie di comunicazioni e documenti resi pubblici dalla direttrice uscente dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, dimostrano che il dottor Anthony Fauci «ha fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di tipo gain-of-function» sui coronavirus dei pipistrelli presso l’Istituto di Virologia di Wuhan (WIV) e che Fauci «ha mentito al Congresso».
La Gabbard ha fatto le sue dichiarazioni in un video divenuto virale sui social media, già visto da milioni di persone.
«Oggi, nel mio ultimo giorno come Direttore dell’Intelligence Nazionale, sto rendendo pubbliche comunicazioni e documenti inediti che svelano come il Dottor Fauci abbia fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di “guadagno di funzione” presso il laboratorio di Wuhan, abbia collaborato con elementi politicizzati all’interno della comunità dell’Intelligence per sopprimere la verità sulle sue azioni e nascondere le origini della fuga di laboratorio del virus, e abbia mentito al Congresso sotto giuramento nel 2024. È ora che conosciate la verità.»
Today, on my final day as Director of National Intelligence, I’m releasing never-before-seen communications and documents exposing how Dr. Fauci provided millions in US taxpayer dollars to fund dangerous gain-of-function research at the Wuhan lab, worked with politicized elements… pic.twitter.com/ZMdliW4zyS
— DNI Tulsi Gabbard (@DNIGabbard) June 19, 2026
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Secondo una dichiarazione rilasciata dall’ufficio di Gabbard (ODNI), i documenti appena pubblicati «svelano il ruolo diretto di Fauci nell’influenzare e manipolare le valutazioni della comunità dell’intelligence (IC) sul COVID-19 e come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024, quando sotto giuramento negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell’intelligence sulla ricerca virale».
«La pandemia di COVID-19 ha causato enormi difficoltà e sofferenze a milioni di nostri concittadini americani e a innumerevoli persone in tutto il mondo. Dopo anni di menzogne, censura e insabbiamenti, il popolo americano merita trasparenza, verità e responsabilità», ha dichiarato la Gabbarda.
«Le tattiche utilizzate per nascondere la verità provengono direttamente dal manuale del deep state: leader politicizzati e opportunisti come il dottor Fauci hanno insabbiato le proprie malefatte e gli abusi di potere, manipolato i dati dell’intelligence, mentito al Congresso e minato l’autorità di un presidente regolarmente eletto», ha aggiunto.
Nella sua dichiarazione, l’ODNI ha affermato che i documenti pubblicati sono il risultato di un processo di declassificazione durato un anno, condotto da Gabbard a sostegno del mandato di massima trasparenza del Presidente Trump. «Durante questo processo, i funzionari dell’ODNI hanno raccolto testimonianze da diversi informatori della comunità dell’intelligence (IC) che hanno denunciato ritorsioni per aver contestato la manipolazione delle informazioni sull’origine del virus da parte dell’IC. Ciò ha rivelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, di silenziamento dei critici e di occultamento di prove che hanno minato l’integrità dell’IC e danneggiato il popolo americano.»
La dichiarazione spiega che gli stretti rapporti di Fauci con la comunità dell’Intelligence gli hanno permesso di «assumere tre ruoli chiave durante la pandemia che lo hanno protetto da controlli, consentendogli al contempo di esercitare un’influenza sproporzionata»: Fauci ha finanziato ricerche rischiose sul coronavirus legate alle grandi aziende farmaceutiche e alla ricerca di «vaccini universali» per un valore di migliaia di miliardi di dollari; Fauci era il consulente dietro le quinte che, con i suoi esperti scelti personalmente, ha spinto la comunità internazionale ad avallare un’origine naturale, animale, per nascondere la sua pericolosa ricerca.; Fauci è diventato l’«esperto» nazionale della pandemia e ha diffuso pubblicamente menzogne, disinformazione e censura.
L’ODNI ha inoltre spiegato che la corrispondenza appena resa pubblica contraddice direttamente la testimonianza resa da Fauci nel 2024 alla Sottocommissione speciale della Camera sulla pandemia di coronavirus.
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In quell’udienza, sotto giuramento, a Fauci è stato ripetutamente chiesto se avesse parlato con «FBI, CIA, DIA o qualsiasi altra agenzia di intelligence statunitense in merito alla ricerca sui virus» prima, durante o dopo la pandemia. Fauci ha ripetutamente eluso le domande, prima di affermare falsamente: «a mia conoscenza, no, riguardo al COVID».
La dichiarazione dell’ODNI afferma inoltre che «le testimonianze di numerosi informatori rivelano che gli analisti dell’intelligence che hanno contestato le conclusioni di Fauci sull’origine del COVID hanno subito minacce di ritorsioni, sono stati emarginati e spesso hanno subito battute d’arresto nella carriera. Ciò ha messo a tacere il dissenso e ha favorito una cultura in cui la verità è stata sacrificata al conformismo e le prove credibili sono state insabbiate».
Segnalazioni di informatori che la Gabbard ha riportato all’Ispettore Generale della Comunità dell’Intelligence comprendono: il caso di un appaltatore licenziato pochi giorni dopo essersi rivolto all’ODNI in qualità di informatore; i dirigenti che ricordano agli analisti che sostenevano l’ipotesi della fuga dal laboratorio che sarebbe stata la leadership a decidere quali analisti sarebbero stati promossi (il messaggio era chiaro: dissentire da un risultato manipolato avrebbe compromesso la carriera); i dirigenti di alto livello avrebbero eretto degli ostacoli per i whistleblower, eliminando l’anonimato dal processo di denuncia e insistendo sulla presenza di manager o avvocati alle riunioni dell’ODNI, creando un clima di intimidazione.
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Immagine di Christopher Michel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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