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Ambiente

1,5 miliardi di mascherine stanno finendo nell’oceano

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Secondo un gruppo ambientalista che monitora il livello di inquinamento negli oceani del mondo, si prevede che circa 1,5 miliardi di mascherine verranno scaricate in mare in un solo anno. Lo scrive Summit News.

 

Un rapporto di OceansAsia ha concluso che il vasto numero di maschere usa e getta contaminerà ulteriormente gli oceani con plastica dannosa e danneggerà gli ecosistemi marini vulnerabili.

 

Si prevede che circa 1,5 miliardi di mascherine verranno scaricate in mare in un solo anno

«Le mascherine  monouso sono realizzate con una varietà di plastica soffiata a fusione e sono difficili da riciclare a causa sia della composizione che del rischio di contaminazione e infezione», sottolinea il rapporto di OceansAsia.

 

«Queste maschere entrano nei nostri oceani quando sono disseminate o  scartate in modo improprio, quando i sistemi di gestione dei rifiuti sono inadeguati o inesistenti o quando questi sistemi vengono sopraffatti a causa dell’aumento dei volumi di rifiuti».

 

Il rapporto sottolinea che sono già emerse prove di animali uccisi dalle maschere. L’organizzazione per la conservazione marina, l’Instituto Argonauta, ha riferito che un pinguino è stato trovato morto su una spiaggia brasiliana a settembre con una mascherina aggrovigliata nello stomaco.

 

Un pinguino è stato trovato morto su una spiaggia brasiliana a settembre con una mascherina aggrovigliata nello stomaco

Le maschere contribuiranno con circa 7.000 tonnellate di plastica agli oceani che si ritiene contengano già 5,25 trilioni di macro e micro pezzi di plastica e 46.000 pezzi più grandi in ogni miglio quadrato di acqua.

 

La plastica negli oceani pesa fino a 269.000 tonnellate e ogni giorno  vengono aggiunti circa 8 milioni di pezzi di plastica . Le cifre rivelano una catastrofe ambientale enormemente orrenda a livello globale.

 

OceansAsia stima che le maschere impiegheranno 450 anni per rompersi completamente.

 

«Questa plastica non “va via”, ma piuttosto si accumula, rompendosi in pezzi sempre più piccoli. Ogni anno, si stima che l’inquinamento marino da plastica uccida 100.000 mammiferi marini e tartarughe, oltre un milione di uccelli marini e un numero ancora maggiore di pesci, invertebrati e altre forme di vita marina», sottolinea il rapporto ambientalista.

Le maschere contribuiranno con circa 7.000 tonnellate di plastica agli oceani che si ritiene contengano già 5,25 trilioni di macro e micro pezzi di plastica e 46.000 pezzi più grandi in ogni miglio quadrato di acqua

 

«L’inquinamento da plastica ha anche un profondo impatto sulle comunità costiere, sulla pesca e sulle economie. Stime prudenti suggeriscono che potrebbe costare all’economia globale 13 miliardi di dollari all’anno e portare a un calo dell’1-5% dei servizi ecosistemici, a un valore compreso tra  500 e  2.500 miliardi di dollari», conclude il rapporto.

 

Il rapporto suggerisce che se è necessario indossare le mascherinee, devono essere utilizzate maschere di stoffa riutilizzabili e lavabili.

 

 

 

 

 

 

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Ambiente

Geoingegneria solare, gli scienziati vogliono la messa al bando globale dei progetti di oscuramento del sole

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Un gruppo internazionale di scienziati ed esperti vuole che tutte le Nazioni del mondo firmino un patto che vieti i finanziamenti pubblici e la diffusione della geoingegneria solare, così come gli esperimenti all’aperto che ruotano attorno a modi per «oscurare il sole». Lo riporta la testata russa RT.

 

«La geoingegneria solare su scala planetaria non è governabile in modo globalmente inclusivo e giusto all’interno dell’attuale sistema politico internazionale», hanno scritto i ricercatori in una lettera aperta pubblicata questa settimana sulla rivista Wiley Interdisciplinary Reviews: Climate Change.

 

Il concetto di geoingegneria solare mira ad abbassare le temperature sulla Terra utilizzando la tecnologia moderna per ridurre la luce solare in entrata. Le proposte includono l’irrorazione di sostanze aerosolizzate nella stratosfera per fermare la diffusione dell’energia solare. Alcuni vedono questo come una potenziale risposta al riscaldamento globale: tra di essi, Bill Gates che sta finanziando studi ed esperimenti del fisico harvardiano David Keith.

 

Gli autori della lettera anti-geoingegneria solare hanno messo in guardia dalle «incertezze» sugli effetti di tali tecnologie sul clima, sull’agricoltura e sull’approvvigionamento di cibo e acqua

Le prime irrorazioni aeree con solfato finanziate dall’uomo Microsoft avrebbero dovuto aver luogo l’anno scorso in Svezia. Come riportato da Renovatio 21, il progetto è al momento sfumato, anche per l’opposizione della popolazione indigena dei Sami.

 

Gli autori della lettera anti-geoingegneria solare hanno messo in guardia dalle «incertezze» sugli effetti di tali tecnologie sul clima, sull’agricoltura e sull’approvvigionamento di cibo e acqua.

 

La lettera affermava che le Nazioni più povere del mondo rimarranno altamente vulnerabili a meno che Paesi potenti non mettano la tecnologia di tale scala planetaria sotto il controllo internazionale.

 

L’attuale ordine mondiale sembra inadatto a raggiungere accordi di così vasta portata su un controllo politico equo ed efficace sull’implementazione della geoingegneria solare. Peraltro l’ONU ha di recente espresso di voler prendere in considerazione l’idea.

Le proposte per studiare la geoingegneria solare sono state recentemente lanciate dai media durante la COP26, un importante vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in Scozia nel novembre dello scorso anno.

 

A marzo, la National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine (NASEM) degli Stati Uniti ha pubblicato un rapporto in cui raccomandava un investimento di 100-200 milioni di dollari  nella ricerca sulla geoingegneria solare in cinque anni come parte della creazione di  «un solido portafoglio di politiche di mitigazione e adattamento del clima».

 

NASEM ha affermato che gli esperimenti all’aperto che comportano il rilascio di sostanze nell’atmosfera devono essere limitati e soggetti a una regolamentazione rigorosa.

 

Il rischio di dispersione di sostanze tossiche, come lo zolfo, non spaventa chi propone la geoingegneria solare, anzi: il numero dei morti conseguenti è stato già calcolato e accettato.

Il rischio di dispersione di sostanze tossiche, come lo zolfo, non spaventa chi propone la geoingegneria solare, anzi: il numero dei morti conseguenti è stato già calcolato e accettato.

 

«Le morti per inquinamento atmosferico dovute allo zolfo aggiunto nell’aria sarebbero più che compensate dalla diminuzione del numero di morti per caldo estremo, che sarebbe da 10 a 100 volte maggiore» ha scritto il professor Keith, quello finanziato da Bill Gates, in un editoriale scritto di suo pugno per il New York Times.

 

Il calcolo utilitarista del «male minore» è stata già fatto, quindi. La decisione è stata presa, si tratta solo di farla accettare a tutti.

 

Ora, a meno che i firmatari della lettera anti-geoingegneria non abbiamo dietro di loro i miliardi di uno degli uomini più ricchi della storia umana, è piuttosto facile comprendere come potrebbe andare a finire…

 

 

 

 

 

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Ambiente

Tsunami nel Pacifico, le immagini

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L’eruzione del vulcano sottomarino al largo dell’isola del Pacifico meridionale di Tonga è stata così esplosiva che un’onda d’urto si è fatta sentire in tutto il mondo.

 

Le immagini del vulcano Hunga Tonga mostrano una tra le più violente eruzioni vulcaniche mai catturate dal satellite.

 

L’Agenzia meteorologica giapponese ha emesso un avviso di tsunami per le isole sud-occidentali del paese di Amami e Tokara, prevedendo un’ondata di 3 metri.

 

 

 

 

 

Tonga è al momento il luogo più seriamente colpito.

 


 


Danni immensi sulle coste del Perù.

 

 

Lo Tsunami è arrivato nel Cile del Nord

 

 

 

Anche gli USA sono colpiti. A Santa Cruz, una cittadina costiera della California centrale, qualcuno ha twittato un video dell’innalzamento del livello dell’acqua.

 

 

Perfino i surfisti hanno battuto in ritirata

 

 

Colpito anche l’Oregon


Dall’Ecuador, immagini non verificata, dell’onda vista dalle navi

 

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Ambiente

«La terra potrebbe rivoltarsi e uccidere l’umanità» dice lo scienziato.

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L’influente scienziato ambientalista James Lovelock, crede che la Terra si autoregoli come un organismo vivente.

 

La sua teoria di Gaia, che prende il nome dalla divinità greca con lo stesso nome che rappresenta la personificazione della Terra, suggerisce che l’ambiente del nostro pianeta sia un essere vivente, in grado quindi di reagire agli stimoli – e agli abusi.

 

Ecco quindi che in un editoriale per il Guardian Lovelock annunzia che Gaia sta per vendicarsi.

 

Il vecchio Lovelock sostiene che le temperature superficiali del nostro pianeta sono state modulate per miliardi di anni «grazie a Gaia: foreste, oceani e altri elementi nel sistema di regolazione della Terra, che ha mantenuto la temperatura superficiale abbastanza costante e quasi ottimale per la vita».

 

L’umanità, dice il Lovelock, ha sostanzialmente alterato quella formula attentamente bilanciata.

 

«Due atti di genocidio – il soffocamento da parte dei gas serra e l’eliminazione delle foreste pluviali – hanno causato cambiamenti su una scala che non si vedeva da milioni di anni», scrive. «Stiamo entrando in un’era di caldo in cui la temperatura e il livello del mare aumenteranno di decennio in decennio fino a quando il mondo non diventerà irriconoscibile».

 

Per Lovelock, non possiamo semplicemente costruire qualche appezzamento di pannelli solari o installare campi di pale eoliche per porre fine alla nostra dipendenza dalla combustione di combustibili fossili.

 

In effetti, l’ambientalista arriva una conclusione sorprendente: «Dobbiamo costruire più centrali nucleari per superare questo problema, anche se i verdi dovranno prima superare le loro esagerate paure delle radiazioni».

 

Lovelock ha dunque parlato della pandemia globale, che a suo dire dovrebbe essere preso come avvertimento: «il virus COVID-19, potrebbe essere stato un feedback negativo», scrive Lovelock.

 

«Gaia si impegnerà di più la prossima volta con qualcosa di ancora più cattivo».

 

L’ambientalismo è, di fatto, un processo di sostituzione religiosa, di ripaganizzazione del mondo. E con il paganesimo, tornano i sacrifici umani

Il catastrofismo ambientale di Lovelock non è cosa nuova, ma gli va riconosciuto di avere almeno inventato un brand efficace (Gaia, suona benissimo), anche se c’è chi dice che in realtà il suggerimento gli sia venuto dal suo vicino di casa William Golding, lo scrittore premio Nobel autore de Il signore delle mosche.

 

L’ipotesi di Gaia è oramai diffusa assai, degenerando in una vera e propria pseudoreligone, che non è errato definire pagana – lo è letteralmente, visto che Gaia era un titano s della mitologia greca, chiamato anche Gea.

 

La religione di Gaia, l’entità olistica che corrisponde alla Terra, insegna che l’uomo è una bestia fra le altre, anzi è la parte peggiore che risulta cancerogena per l’intero sistema. Per cui è lecito aspettarsi dalla Madre – dalla «natura matrigna», direbbe il gobbo di Recanati – una punizione per i propri peccati.

 

Il culto pagano della Madre il cui fantasma pubblicitario a base di quadretti naturali alla National Geographic è chiaramente un sostituto del culto mariano, dove le immagini di cascate e foreste equatoriali sostituiscono le icone della Beata Vergine.

 

L’ambientalismo è, di fatto, un processo di sostituzione religiosa, di ripaganizzazione del mondo.

 

E con il paganesimo, tornano i sacrifici umani.

 

 

 

 

Immagine di ThemeFinland via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-NC-SA 3.0)

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