Intervista alla Voce di Reggio

Pubblichiamo la versione integrale dell‘intervista de La Voce di Reggio a Cristiano Lugli, organizzatore della conferenza di sabato 9 maggio «Vaccini: fra obbligo e libertà di scelta» (alle 16.15 presso l’Hotel Posta di Reggio, Piazza del Monte 2)

 

D: Signor Lugli lei è uno degli organizzatori del convegno anti-vaccinista che avrà luogo sabato 9 settembre all’Hotel Posta. Cosa anima questa iniziativa e per quale motivo avete deciso di alimentare dubbi su un argomento così delicato come la salute dei bambini?

Per prima cosa bisogna specificare bene che non si tratta di “vaccinisti” o “anti-vaccinisti”, ma di padri e di madri interessati a tutelare i propri figli e ad esercitare il loro dovere di genitori. Anzi, proprio perché la salute dei bambini è un bene delicato diventa doveroso alimentare dubbi laddove l’informazione non solo non arriva, ma quando arriva arriva in modo schierato e privo di trasparenza, come nel caso delle vaccinazioni in cui non si parla mai di reazioni avverse, nonostante siano grandemente contemplate. Non solo: ad animare questo intento c’è anche un proposito più grande, e cioè quello di difendere il nostro essere genitori, e quindi aventi il diritto di difendere i nostri bambini e di decidere senza decreti che obblighino ad un trattamento sanitario senza nemmeno tentare il dialogo con le famiglie. Si badi che i paesi in cui la vaccinazione non è obbligatoria il tasso di copertura vaccinale è molto più alto rispetto a quelli in cui sono tassativamente obbligatorie (basta pensare al Veneto). Questo ci porta a capire che un sistema coercitivo non può ottenere buoni risultati sul campo.

D: Perché opporsi in questo modo al progresso?

Ma quale progresso scusi? Un mondo che impone farmaci ai bambini senza mostrare nemmeno il bugiardino ai genitori è in una fase di regressione patente, anzi, sarebbe da usare davvero la parola “oscurantismo”.

D: Praticamente i movimenti “free-vax” non hanno rappresentanza politica nei parlamenti; in Italia probabilmente sono più i deputati che si dedicano alle scie chimiche di quelli che si occupano di vaccini…

Vero, sono pochissimi – qualche nome, come Zaccagnini – e sono casi isolati. L’identità di veduta di Forza Italia e del PD sul tema vaccini, al di là di ogni Nazzareno, dimostra che la politica italiana è appiattita totalmente sui diktat delle farmaceutiche. Pensi che persino Dario De Lucia, consigliere comunale del PD che tenta di rendersi originale senza fra di esiti, si accoda alla campagna ferrata iniziata con il PNPV dal Ministro Sig.ra Lorenzin. Da quello che ho potuto leggere dai suoi post Facebook mi sembra di capire che non abbia nemmeno idea di cosa stia parlando. Forse, dico forse, quando e sé avrà un figlio si interesserà di più al tema senza intraprendere una galoppata con paraocchi e linearità di partito.
Tornando alle case farmaceutiche, non sappiamo quanti lobbyisti queste abbiano a Roma, tuttavia abbiamo i numeri di Washington dove sono registrati 1.274 i lobbyisti di Big Pharma; considerando che il numero tra deputati e senatori americani è 535, possiamo considerare una marcatura a uomo quasi tripla. Niente male direi. Ecco perché parlare di Big Pharma non è da complottisti: Big Pharma, o chiamatela come vi pare, esiste e muove un gran bel granaio di soldi grazie ai concordati fatti con i governi. Il nostro – vorrei ricordare eletto da nessuno – è uno di quelli con cui si fiutava l’affare a miglia e miglia.

 

“Ma quale progresso scusi? Un mondo che impone farmaci ai bambini senza mostrare nemmeno il bugiardino ai genitori è in una fase di regressione patente, anzi, sarebbe da usare davvero la parola ‘oscurantismo’”

— Cristiano Lugli

 

D: Di solito in mezzo ai vostri movimenti si parla di correlazione tra autismo e vaccini, anche se questa non è mai stata dimostrata ed è frutto di una campagna falsaria alimentata da un medico inglese poi radiato dall’ordine…

Questo è un mantra che sentiamo costantemente ovunque. In realtà vi sono molti studi, non solo quelli pionieristici di Wakefield, nonché memorandum interni delle case farmaceutiche che ne parlano, perfino un bugiardino in America che indica l’autismo come possibile effetto collaterale del vaccino. Non dimentico neanche un caso di un amico che ha ottenuto questa diagnosi da un medico legale.

D: Sostenete che ogni iniezione faccia male, ma poi vi opponete ai polivalenti, che minimizzano il numero delle iniezioni. Non è illogico?
Lo è nella misura in cui se mio figlio ha già avuto una delle malattie per cui andrebbe vaccinato non c’è modo oggi in Italia di esentarlo da quel vaccino preciso, perché i monovalenti, come per magia sono spariti dal mercato. Gira su youtube un video interno della GlaxoSmithKline – una delle più grandi aziende farmaceutiche produttrici di vaccini – in cui dicono che hanno creato i polivalenti perché così possono proteggerli con un brevetto. Aggiungiamo lo scandalo per cui di alcuni polivalenti non c’è alcun esperimento fatto dopo i 24 mesi di età, scritta del bugiardino fatta sparire dal sito dell’Associazione Italiana del Farmaco all’indomani della legge Lorenzin. In pratica mio figlio diviene una cavia, e si badi che tecnicamente è proprio così. Basta il buonsenso per capire che affrontare 6 patogeni in un colpo solo, specie per un bambino con il sistema immunitario in via di assestamento, è una pazzia, una aberrazione che non esiste in natura.

D: Mi perdoni, ma non è stupido pensare che le case farmaceutiche vogliano fare il male dei pazienti? Sono così pazze da rischiare?

Le case farmaceutiche ci vogliono malati, altrimenti non possono fare business – per questo si sono moltiplicate le malattie da curare. Riguardo alla capacità delle farmaceutiche di fare del male fino ad uccidere il paziente, ricordo il caso del Vioxx, farmaco per l’artrite che aveva spesso come effetto collaterale l’infarto dei pazienti: anche dopo vari avvertimenti, la farmaceutica Merck aspettò moltissimo prima di ritirarlo dal mercato, cagionando così gli infarti di moltissimi consumatori del farmaco. Ecco diciamo pure che il primum non nocere è andato a farsi benedire da un pezzo.

D: Possibile che non sentiate il bisogno di proteggere i bambini?

Bisogna capire una cosa fondamentale anzitutto, utile al dibattito ragionevole ed obiettivo: proteggere da cosa? Da quale epidemia? Al momento non mi risultano essercene come non ve ne sono nemmeno negli Stati come ad esempio l’Austria, dove la copertura vaccinale è sotto il 90%, la famosa “immunità di gregge” sotto la quale soglia dovrebbero sbocciare come fiori le epidemie. Il bisogno lo sentiamo eccome, tanto quanto i c.d. “vaccinisti”, e forse anche di più, visto che a questo punto ci troviamo a metterci contro una legge, che non è mai una cosa facile, né tantomeno piacevole.Tuttavia, si dice in latino, lex dubia non obligat. È comprensibile l’atteggiamento di tante mamme che hanno vaccinato il figlio e non vogliono quindi in alcun modo avere nella testa il tarlo – tecnicamente la “dissonanza cognitiva” – di aver messo a repentaglio il figlio che devono proteggere. Da qui l’aggressività violentissima di alcuni vaccinisti, che arrivano ad augurare la morte dei bambini non vaccinati e il conseguente suicidio dei loro genitori – e si noti che sono fatti accaduti davvero, provenienti anche da personaggi ben conosciuti, medici da social network compulsivo. Inutile aggiungere che chi ci chiede di “proteggerli” si premura poi di violare la privacy dei nostri figli: di questo si è dibattuto troppo poco, e questo sì che deve scuoterci a proteggerli. In nome di un decreto coercitivo viene assalita la privacy dei minori con l’avvallo di tutti. Questo è scandaloso! La privacy tocca solo quando sono coinvolti i politici per i loro torna comodo.

“Il Vaticano e la CEI hanno un rapporto non sempre limpidissimo con il mondo della salute e con il relativo Ministero della Repubblica, cosa visibile pienamente a partire dal caso del Cardinale Angelini”

D: Parla dell’immunità di gregge come di una favola, ma si rende conto che abbassando questa soglia saranno a rischio sopratutto i vostri figli non vaccinati oltre a quelli che per motivi medici non possono vaccinarsi?

Se risaliamo agli Anni Trenta troveremo un tale di nome Hedrich, che pubblicò un articolo in cui pose il limite al 53%, rifacendosi su di un’esperienza del tutto personale, accaduta nei pressi di Baltimora. Da questo dato, pur fantasioso che sia, ad un 95%, ci passa di gran lunga un oceano. Medesimamente si può citare l’ottimo testo “Janeway’s Immunobiology” di Kenneth Murphy, della Washington School of Medicine di Saint Louis, testo la cui autorevolezza è riconosciuta universalmente e dove viene riferito come valore percentuale per raggiungere la c.d. immunità di gregge l’80%. Anche nel suddetto caso però si lascia spazio all’opinione, poiché nulla di quanto asserito circa il dato percentuale necessario è giustificato e basato su fatti; le ipotesi e i pareri personali, pur essendo comunemente cavalcati, in campo scientifico non trovano degna cittadinanza e, essendo che tutto va rigorosamente dimostrato, hanno altrettanta vita breve. Le faccio inoltre notare questo: il famoso caso di poliomielite, accaduto in Albania più o meno vent’anni fa ( e rimasto poi isolato ), si è verificato laddove la copertura vaccinale toccava il 99%. Sappiamo altresì che in Austria la media dei casi di morbillo tocca l’8,75 per ogni milione di abitanti, con una copertura vaccinale che si aggira intorno al 76%. La Germania invece, coperta per il 97%, di casi ne ha 12,22 per milione di abitanti.

D: Cosa siete specificamente? Un comitato formato di famiglie o ci sono intenti politici?

Nessun intento politico, anche perché su questo tema la politica segue tutta lo stesso corso, chi più chi meno; salvo qualcuno che promette e ripromette, senza garanzie di mantenimento. L’idea di questo convegno è nata da un gruppo di famiglie amiche, unite dalla fede cristiana la quale ci obbliga, fra le mille altre problematiche inerenti alle vaccinazioni di massa, ad una ulteriore riflessione morale, ben espressa a più riprese anche da scienziati e ricercatori che nulla hanno a che fare con la religione.

D: Perché mai dovrebbe riguardare la religione? Il Vaticano e la CEI si sono espressi a favore delle campagne di vaccinazione.

Il Vaticano e la CEI hanno un rapporto non sempre limpidissimo con il mondo della salute e con il relativo Ministero della Repubblica, cosa visibile pienamente a partire dal caso del Cardinale Angelini, detto Sua Sanità, il cui potere farmaceutico è stato persino dipinto in un film di successo, “Il Divo”. Troviamo gravissimo che la PAV ( Pontifica Accademia per la Vita) si sia espressa a favore dell’uso di vaccini che fanno uso di cellule provenienti da aborti procurati ( ha capito bene: ABORTI PROCURATI) con la ridicola giustificazione che queste morti sono tutto sommato “lontane nel tempo”. Lo sono anche quelle dei Santi Martiri Innocenti uccisi da Erode nell’anno zero, ben 2017 anni fa; la Chiesa vuole forse dirci che se Erode ne avesse tratto dei vaccini potremmo utilizzarli?

D: Ma non teme per suo figlio?

Temo infinitamente di più i danni da vaccino, che sono riconosciuti dallo Stato dalla legge 210 del 1992. E temo anche per me, perché ricordo il caso Oprandi, il papà morto a causa della vaccinazione del figlio: nessuno lo aveva informato del fatto della contagiosità del soggetto vaccinato; Il tribunale ordinò che la vedova fosse risarcita dal Comune di Milano responsabile della campagna vaccinale, ma quel bambino rimase orfano. Una vita gettata nel niente, una famiglia rovinata: con le vaccinazioni di massa in preparazione, quanti casi del genere ci potranno essere?

D: Che rapporti ci sono con l’ASL di Reggio-Emilia? Il vostro convegno sa di dichiarazione di guerra…

Assolutamente no, tutto il contrario. Il Dott. Alessandro Volta si è a più riprese dimostrato un professionista, invitando le famiglie al dialogo e alla ponderatezza per costruire rapporti in grado di anteporre ad ogni cosa il confronto reciproco. Questo è un comportamento molto apprezzabile. Si sono create due controparti assurde, incapaci di riflettere e di proporre una modalità che renda i genitori consapevoli ed informati, per poter poi decidere autonomamente la miglior tutela del proprio figlio. Il convegno di sabato ha anche questo intento, e cioè di portare i genitori alla consapevolezza necessaria per prendere decisioni importanti circa la salute dei propri bambini. Un sistema ed un decreto che obbligano a tutti i costi, però, sono essi stessi ad aver dichiarato guerra: guerra contro la sovranità biologica, guerra contro la libertà di scelta dei genitori. La mia personale speranza è quella che il terreno si ammorbidisca e si riesca finalmente a trovare un punto di incontro capace di restituire ai padri e alle madri la vocazioni assoluta ad essere tali.
Proprio a motivo di questo auspichiamo che sabato in sala ci siano anche tanti pediatri, medici e magari anche giornalisti, capaci di ascoltare le comprensibili e doverose perplessità, riportando fatti veri, obiettivi, e svincolati da qualsivoglia pregiudizio di sorta.