Cellule fetali e animali dei vaccini, l’Islam si sveglia

 
 

Mentre in Europa – e più precisamente in Italia – la Chiesa Cattolica dice sostanzialmente che il peccato di aborto può cadere in prescrizione, e che quindi sui vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti volontariamente (sani), non ci si deve porre nessun problema di coscienza, Il Consiglio degli ulema in Indonesia, ovvero la massima autorità islamica del Paese, ha sentenziato in questi giorni che il vaccino contro il morbillo, la parotite e la rosolia è harām, cioè proibito dalla religione dell’Islam.

 

Il Consiglio islamico ha emanato un’ originale fatwā dove si condanna la presenza di «tracce di maiale» e «cellule umane» nel vaccino MMR – e non solo.

 

Seppur l’organizzazione abbia dovuto lasciare una libera scelta ai musulmani  perché non esistono allo stato attuale «valide alternative», viene ribadita l’inaccettabilità di questi vaccini dal punto di vista spirituale:

La massima autorità islamica indonesiana ha sentenziato iche il vaccino contro il morbillo, la parotite e la rosolia è proibito dalla religione dell’Islam

 

«Ci siamo trovati in una posizione in cui non abbiamo scelta – ha detto un portavoce degli ulema – poiché non è stato trovato un vaccino halal». Halal significa «lecito».

 

Nel frattempo diverse città indonesiane avevano vietato il vaccino già prima della decisione degli ulema, e seppur ora la fatwā – cioè una dispensa fededegna emanata dall’autorità religiosa – sia stata momentaneamente lasciata in stallo,secondo gli esperti sanitari la decisione dei religiosi renderà comunque più difficile l’accesso alla vaccinazione nell’arcipelago, vista l’influenza dei legislatori musulmani sullo stato e sulla popolazione in generale.

 

Il Consiglio islamico ha emanato un’ originale fatwā dove si condanna la presenza di «tracce di maiale» e «cellule umane» nel vaccino MMR – e non solo.
Basti pensare che a guidare il Consiglio degli Uuema è il candidato alla vicepresidenza dell’Indonesia Ma’ruf Amin, scelto dall’attuale presidente Joko Widodo per garantirsi il supporto dei musulmani ortodossi nella campagna elettorale del prossimo anno.

 

Siamo davanti ad una nuova breccia per quanto riguarda l’obiezione di coscienza in campo etico-religioso, dalla quale trarre grande esempio.

 

Cristiano Lugli