Vaccini
Vaccini e feti abortiti, un gruppo di genitori ci scrive
Vaccini e linee cellulari di feti abortiti, etica e morale, scienza e coscienza. Da quando Renovatio 21 ha fatto emergere in Italia, quest’aspetto aberrante che riguarda le pratiche di vaccinazioni di massa, qualcosa sembra essersi mosso.
Il tema dei vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti comincia ad infastidire seriamente i piani alti, finanche ecclesiastici perché, si sa, quando si parla di coscienza non è semplice contraddire senza argomenti quantomeno seri.
Un gruppo di genitori ci ha scritto, per farci presente che vogliono combattere per riuscire ad esercitare la loro obiezione di coscienza per ragioni etiche e morali. Ci hanno chiesto aiuto, ci hanno chiesto di ascoltarli. Noi, ovviamente, lo abbiamo fatto più che volentieri intervistando la Sig.ra Anna Casali, portavoce del gruppo di genitori sparsi in varie regioni ma accomunati dallo stesso intento.
Signora Casali, vuole innanzitutto spiegarci chi siete?
Certo, noi siamo genitori cattolici che si sono organizzati in un gruppo avendo tutti il medesimo obiettivo. Abbiamo purtroppo scoperto, attraverso ricerche approfondite, che nel mercato farmaceutico esistono prodotti il cui contenuto, per i nostri precetti religiosi, morali ed etici, non è assolutamente accettabile. Stiamo quindi collaborando per poter affrontare al meglio la problematica e, se possibile, risolverla.
Abbiamo purtroppo scoperto, attraverso ricerche approfondite, che nel mercato farmaceutico esistono prodotti il cui contenuto, per i nostri precetti religiosi, morali ed etici, non è assolutamente accettabile
Perché non vi siete costituiti come associazione, preferendo di rimanere un semplice gruppo di genitori?
Non è nostra priorità attualmente quella di costituire un’associazione, ciò che riteniamo fondamentale è porre l’accento sui paradossi religiosi che emergono quando si affronta la tematica relativa ad alcune produzioni farmaceutiche.
Qual è il problema di questi prodotti farmaceutici a cui fa riferimento?
La componente multiculturale presente in ogni Stato globalizzato è ormai inevitabilmente attenta non soltanto all’ambiente, al materiale ecologico utilizzato per i capi di abbigliamento o per gli arredi, ma soprattutto al non utilizzo di materiale biologico umano o animale in farmaci o cosmetici, in ossequio ai personali dettami religiosi, morali o etici.
Ci domandiamo perché, se il mercato si attiva alacremente per compiacere le scelte per esempio alimentari del consumatore, altrettanto non faccia quando si tratta di questioni così importanti e imprescindibili da qualsiasi altra scelta secondaria.
Laddove le industrie farmaceutiche o cosmetiche non rispettino certi criteri, il consumatore è libero di acquistare altri medicinali o creme, rifiutando pertanto un mercato che non rispetta le personali esigenze e trasmettendo così un messaggio di gradimento soltanto per ciò che è prodotto secondo criteri etici.
La possibilità di scegliere esiste e viene esercita, in non poche circostanze.
Tuttavia la possibilità di rivolgersi ad alternative non può estendersi a qualsiasi tipo di articolo. Per esempio, rappresenta una nota dolente il contenuto, di cui abbiamo solo recentemente appreso l’esistenza, di alcuni vaccini. Benché ultimamente il tema dei vaccini sia spesso oggetto di discussione, raramente si affronta anche l’argomento legato alla loro metodologia produttiva che fa emergere numerosi e preoccupanti risvolti.
È giusto sapere che, per la produzione di alcuni di essi, si utilizzano virus vivi attenuati coltivati su linee cellulari fetali di origine abortiva (WI-38 e MRC-5). Si tratta di cellule che si moltiplicano in vitro, ricavate dagli organi di due feti, una femmina ed un maschio, abortiti negli anni 60. Da allora altre linee cellulari sono state ricavate da feti e sono presenti nelle biobanche che rendono disponibili questi prodotti per vari scopi scientifici (ad esempio alcuni vaccini sperimentali attualmente non presenti sul mercato italiano).
È giusto sapere che, per la produzione di alcuni vaccini si utilizzano virus vivi attenuati coltivati su linee cellulari fetali di origine abortiva (WI-38 e MRC-5)
Queste informazioni vengono consapevolmente taciute e nascoste dietro acronimi indecifrabili.
In questo modo si nega intenzionalmente ai genitori la possibilità di effettuare, con cognizione di causa, le scelte che coinvolgano la propria salute e quella dei propri figli e di consentire che esse siano coerenti con il proprio senso religioso e morale. E l’alternativa etica, purtroppo, non esiste.
Ci domandiamo perché, se il mercato si attiva alacremente per compiacere le scelte per esempio alimentari del consumatore, altrettanto non faccia quando si tratta di questioni così importanti e imprescindibili da qualsiasi altra scelta secondaria.
In questo modo si nega intenzionalmente ai genitori la possibilità di effettuare, con cognizione di causa, le scelte che coinvolgano la propria salute e quella dei propri figli e di consentire che esse siano coerenti con il proprio senso religioso e morale. E l’alternativa etica, purtroppo, non esiste.
Questo è solo un aspetto, sicuramente il più grave per un credente, ma ne esistono altri…
Un’altra grave conseguenza, causata dall’utilizzo di tecniche di coltura che prevedono l’impiego di linee cellulari umane e animali per la preparazione dei vaccini, è di tipo medico: al termine del processo di produzione dei vaccini permane nel prodotto finale una certa quantità di frammenti di DNA che, laddove inoculati, potrebbero innescare un processo mutageno: modificare il DNA del ricevente.
È inevitabile domandarsi come sia possibile accettare che Chi ci ha creato sia stato così sprovveduto da aver realizzato un sistema immunitario così deficitario.
Ma, come si può evincere da quanto sopra riportato, il problema presenta notevoli sfaccettature e ripercussioni. I genitori infatti non vengono mai informati della reale composizione dei farmaci: nessun operatore sanitario si assume mai l’onere di spiegare cosa si inocula con un vaccino e nessun foglietto illustrativo è realmente esplicativo, anzi si celano le informazioni più importanti dietro sigle e acronimi. Il consenso che sottoscriviamo prima del trattamento sanitario è tutto tranne che “informato”.
I genitori infatti non vengono mai informati della reale composizione dei farmaci: nessun operatore sanitario si assume mai l’onere di spiegare. Il consenso che sottoscriviamo prima del trattamento sanitario è tutto tranne che “informato”.
E come comportarci poi quando una Legge (L. 119/2017) ci impone, per non incorrere in sanzioni e per non vedere esclusi i nostri figli dalle scuole dell’infanzia o materne, di vaccinare i nostri figli con farmaci prodotti su linee cellulari fetali abortive? In questo modo siamo costretti a scegliere se comportarci da bravi cittadini o da bravi cattolici: ma noi siamo entrambi, e prima di tutto cattolici.
Troviamo assolutamente aberrante che lo Stato ci imponga di agire contro la nostra coscienza e di cooperare ad un male che, seppur remoto e indiretto, sempre male rimane.
Tuttavia di fronte ad una scelta obbligata facciamo nostro il precetto del Vangelo: il cittadino non deve in coscienza obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell’ordine morale: «Bisogna obbedire alle leggi di Dio piuttosto che a quelle degli uomini» (At 5,29).
Quali sono attualmente i vaccini obbligatori prodotti con linee cellulari di feti aborti volontariamente?
Tra i vaccini obbligatori, quelli prodotti con linee cellulari fetali sono il vaccino morbillo-parotite-rosolia e il vaccino morbillo-parotite-rosolia-varicella. Purtroppo però vi sono in commercio molti altri vaccini che contengono linee cellulari fetali.
Il cittadino non deve in coscienza obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell’ordine morale: «Bisogna obbedire alle leggi di Dio piuttosto che a quelle degli uomini» (At 5,29).
Cosa vorreste ottenere?
Nella Costituzione repubblicana il principio della libertà religiosa è sancito in tutta la sua completezza, sia sotto il profilo individuale sia collettivo, dall’art. 19 che afferma che tutti hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, […]. È evidente che se la Carta Costituzionale tutela la libertà di scelta religiosa ciò significa che tale diritto si estrinseca per il singolo credente, non solo nella possibilità di scegliere quale professione religiosa praticare, ma anche di poter mettere in pratica ogni comportamento che sia espressione dei dettami imposti dal proprio credo, pertanto, senza alcuna forma di vincolo imposto da parte dello Stato.
Quello dell’aborto è un tema problematico per quasi tutte le professioni di fede e, in Italia, esiste già la possibilità di esercitare il diritto di obiezione di coscienza per la professione medica.
L’obiezione di coscienza rappresenta, di fatto, il rifiuto categorico di compiere atti prescritti dall’ordinamento italiano ma contrari alle proprie convinzioni, come per esempio il fatto di non partecipare in qualità di medico o personale infermieristico agli interventi clinici di interruzione volontaria di gravidanza o di non sottoscrivere la prescrizione per la pillola contraccettiva di emergenza. Sono atti che confliggono con la libera espressione religiosa e non possono essere oggetto di alcun tipo di prescrizione obbligatoria da parte dello Stato.
L’obiezione di coscienza rappresenta, di fatto, il rifiuto categorico di compiere atti prescritti dall’ordinamento italiano ma contrari alle proprie convinzioni
In USA il legislatore ha riconosciuto questa facoltà ai cittadini di 47 stati su 50 e, in 20 di essi è presente anche la possibilità di esercitare l’obiezione filosofica che riguarda altri aspetti relativi ai contenuti o alle modalità di produzione dei vaccini.
Risultano, pertanto, incomprensibili le motivazioni per la quali in uno stato di diritto quale dovrebbe essere il nostro, possa essere negata la scelta terapeutica sulla base delle proprie credenze religiose. Noi pretendiamo che ci venga riconosciuto lo stesso diritto di obiezione di coscienza concesso ai medici e al personale infermieristico dato che, la fonte normativa di riferimento è la medesima per entrambi.
Noi pretendiamo che ci venga riconosciuto lo stesso diritto di obiezione di coscienza concesso ai medici e al personale infermieristico dato che, la fonte normativa di riferimento è la medesima per entrambi.
Inoltre, proprio come stabilito in materia di consenso informato ai trattamenti sanitari, esigiamo che ogni individuo, nel rispetto delle sue personali convinzioni religiose, sia opportunamente e doverosamente informato dall’operatore sanitario su quali siano i composti di ogni vaccino.
E in quale modo pensate di poter ottenere la possibilità di fare obiezione di coscienza?
Documentandoci, abbiamo appreso dell’esistenza di un gruppo pro-life americano, che si chiama Children of God for life, che si sta prodigando in un enorme lavoro di divulgazione e di informazione sul tema dell'(ab)uso dei feti abortiti da parte delle industrie farmaceutiche.
Come questo gruppo anche noi ci siamo proposti in primis di fare pressione sui politici che siano sensibili al tema dell’aborto, e poi di compiere un’opera di comunicazione sul contenuto di questi farmaci coinvolgendo tutte le associazioni che nella società civile già si adoperano in questo ambito. In particolare, vogliamo ringraziare voi di Renovatio 21 per l’ottimo ed instancabile lavoro che state svolgendo qui in Italia proprio su questo tema, in particolare con l’incontro del 13 marzo prossimo a Roma.
Il Documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2017 è misteriosamente carente a livello storico: per sviluppare il solo vaccino della rosolia sono stati sacrificati circa 80 feti! Abbiamo gli articoli scientifici originali che lo testimoniano.
Ma la Pontificia Accademia per la Vita, il 31 luglio 2017, ha detto che non ci sono più problemi etici e morali perché i feti con cui si sono create le linee cellulari presenti nei vaccini sono stati abortiti tanti anni fa…
Vero, ma questa dichiarazione ci lascia perplessi perché rispetto alla precedente del 2005, che riconosce e promuove l’obiezione da parte dei credenti, è drammaticamente sbilanciata sul fronte medico (pericolosità della malattia) e inspiegabilmente assolutoria su quello morale.
Ci sono tre encicliche recenti (che confermano peraltro la millenaria posizione della Chiesa in merito) che denunciano questo male: Donum Vitæ (1987) Evangelium Vitae (1995) e Dignitas Personae (2008). In particolare in quest’ultima Papa Ratzinger è stato categorico nella condanna dell’utilizzo di feti per qualsiasi scopo scientifico.
Bisogna aggiungere, ed è questo l’aspetto più aberrante, che per essere utili allo scopo farmaceutico i feti devono essere vitali e le procedure abortive sono selezionate per assicurare questo obiettivo, proprio come è emerso nel recente scandalo Planned Parenthood in America, relativo alla compravendita di organi e tessuti di feti.
Il Documento della PAV è misteriosamente carente a livello storico: per sviluppare il solo vaccino della rosolia sono stati sacrificati circa 80 feti! Abbiamo gli articoli scientifici originali che lo testimoniano.
Troviamo assolutamente aberrante che lo Stato ci imponga di agire contro la nostra coscienza e di cooperare ad un male che, seppur remoto e indiretto, sempre male rimane.
E allora, perché mai la chiesa di Bergoglio, della nouvelle Pontificia Accademia per la Vita, dovrebbe appoggiare una simile battaglia?
Non siamo particolarmente ottimisti su questo fronte e ci sembra inopportuno che certa stampa cattolica faccia passare l’informazione che le vaccinazioni MPR e MPRV siano quasi come una professione di fede, dimenticandosi di una verità millenaria (la sacralità della vita) e dell’esistenza di numerosi danneggiati e morti a causa delle vaccinazioni, trasformati in fantasmi invisibili, moderni parìa da nascondere e dimenticare.
Quali alternative dunque, e a chi pensate di rivolgervi?
Noi vogliamo rivendicare il nostro diritto, esattamente come quello riconosciuto ai medici, di poter esercitare obiezione di coscienza. Chiediamo il rispetto dei dettami costituzionali che la garantiscono e delle leggi italiane, europee e internazionali che la tutelano.
Ci viene in soccorso anche la definizione di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che parla di stato di benessere generale del soggetto certamente incompatibile con l’obbligo ad usare prodotti che, per contenuto, creino conflitto con la propria coscienza. Peraltro, già nel lontano 2001, alla Camera dei Deputati, era stata depositata un proposta di legge, a firma On. Pecoraro Scanio e Zanella, che chiedeva il riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza nei confronti degli obblighi di vaccinazione.
Nonostante siano trascorsi da allora ormai diciotto anni, il riconoscimento e la tutela di alcuni diritti civili resta soltanto inchiostro sulla carta.
Genitori per l’Obiezione
(obiezioneticoreligiosa@gmail.com)
Anna Casali, Flavia Ferro, Cinzia Cobai, Anna Grassi, Luca Orlando, Daniela Frigerio, Sabrina Galcon, Manuela Moroni, Santina Mirulla, Arianna Bocchi, Pamela Marino, Gabriella Carraro, Alessando Lanzoni, Vincenzo Miglio, Daniela Salza, Mauro Giusti, Mirco Longhi, Francesco Abbate, Rosaria Laganà, Luca Corelli, Andrea Ferrari, Matteo Serra.
Armi biologiche
I vaccini COVID mirano a ridurre la popolazione mondiale avvelenando miliardi di persone: parla un medico sudafricano
Un eminente medico, a cui si attribuisce il merito di aver contribuito allo sviluppo di trattamenti precoci per il COVID-19, ha affermato che, a suo giudizio, lo scopo della pandemia e delle campagne vaccinali è quello di «controllare e uccidere una larga parte della nostra popolazione senza che nessuno sospetti che siamo stati avvelenati». Lo riporta LifeSite.
Il dottor Shankara Chetty, medico di famiglia in Sudafrica che, secondo il suo sito web , ha «curato 7000 pazienti affetti da COVID-19 senza un solo ricovero ospedaliero o decesso», ha combinato le sue conoscenze mediche con le sue osservazioni sui dettami del governo e sulla censura dei media per supportare le sue conclusioni.
Durante una riunione Zoom con persone che sembravano essere medici, il dottor Chetty ha introdotto il suo intervento ponendo una domanda: «penso che la prospettiva su ciò che sta accadendo sia di vitale importanza. Dobbiamo capire qual è l’ obiettivo. Tutti sanno che ci sono incongruenze, che c’è coercizione, ma dobbiamo capire perché. Perché esiste?»
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Il medico ha poi individuato come aspetto «più importante» per rispondere a queste domande il «patogeno che causava tutti i decessi causati dal COVID», la proteina spike trasportata dal virus e che il vaccino è progettato per produrre nel corpo del ricevente.
«Se dovessi esprimere la mia opinione su ciò che sta accadendo su scala globale», ha detto, «la proteina spike è una delle tossine o dei veleni più elaborati che l’uomo abbia mai creato. E lo scopo di questa tossina è uccidere miliardi di persone senza che nessuno se ne accorga. Quindi, è un veleno con uno scopo preciso».
Il medico, ampiamente riconosciuto per aver sviluppato la cosiddetta «Terapia dell’ottavo giorno per il COVID-19» per i pazienti che sono entrati nella fase infiammatoria più pericolosa della malattia, ha poi affermato che «quello che sembra essere successo qui è che hanno progettato un virus e ci hanno inserito questo pacchetto di livello militare chiamato “proteina spike”».
Con il rilascio iniziale di questa «tossina ingegnerizzata in modo estremamente elaborato», le reazioni allergiche attese si verificano in una piccola percentuale di persone, causando in molti casi gravi malattie e la morte al momento della reazione. Secondo il Chetty, questo avviene normalmente all’ottavo giorno di comparsa dei sintomi.
Il medico ha affermato che a causa dei primi 14 giorni di lockdown globali, i pazienti infetti da COVID-19 che hanno avuto reazioni allergiche sono arrivati in ritardo negli ospedali e queste istituzioni hanno implementato protocolli obbligatori «per progettare morte e danni al fine di alimentare la paura».
«Ma il gioco che hanno fatto con questo virus ingegnerizzato era giustificare la vaccinazione del pianeta», ha continuato.
Il dottor Chetty ha aggiunto che queste iniezioni hanno lo scopo di «esporci alla proteina spike per un periodo più lungo».
Il medico veterano di 18 anni, che è stato spesso intervistato su Internet da colleghi medici e ha fatto apparizioni con altri noti innovatori nei trattamenti precoci come i dottori Pierre Kory , Ryan Cole e Richard Urso , ha spiegato come, dopo i decessi dovuti a reazioni allergiche nelle prime due settimane, iniziano a emergere pericoli per la salute a lungo termine.
Secondo il Chetty cominciamo «a vedere i danni endoteliali [del rivestimento dei vasi sanguigni] che questo vaccino causa con la sua proteina spike, con la sua influenza sui recettori ACE2. Queste sono le morti che dovrebbero seguire . E non saranno mai attribuite alla proteina spike, una tossina molto ben progettata», ha affermato.
«Ora, la proteina spike è anche una proteina di membrana. Quindi, l’mRNA la distribuirà in tutto il nostro corpo. Sarà prodotta in vari tessuti del nostro corpo. Sarà incorporata nelle membrane che circondano il nostro corpo e in quei tessuti specifici».
Aiuta Renovatio 21
«Quei tessuti saranno riconosciuti come estranei e scateneranno una serie di risposte autoimmuni. Quindi, i decessi che dovrebbero seguire alle vaccinazioni non potranno mai essere attribuiti al veleno! Saranno troppo diversi, saranno troppi e si verificheranno in un arco di tempo troppo ampio perché possiamo capire di essere stati avvelenati», ha continuato.
«A lungo termine, questa tossina esaspera le malattie preesistenti nelle persone», ha spiegato il medico.
Con alcune sostanze tossiche, tra cui «pezzi di proteina dell’HIV» all’interno di questa proteina spike «sicuramente ingegnerizzata», Chetty afferma che «le persone affette da cancro avranno una recrudescenza del cancro e diranno che sono morte di cancro».
«Le persone con lesioni vascolari o predisposte, come i nostri diabetici e [quelli con] ipertensione, avranno ictus e infarti e il resto in momenti diversi, e li attribuiremo alle loro condizioni preesistenti», ha detto.
«Nel corso del tempo, le persone svilupperanno patologie autoimmuni, la cui diversità non verrà mai affrontata da alcun intervento farmaceutico perché sono troppo mirate (…) tuttavia penso che se le persone capissero qual è l’intenzione, allora capirebbero perché è successo quello che è successo. La logica malata, la coercizione, la repressione, sono tutte giustificate se si capisce che c’è un piano più ampio. Questo piano è quello di garantire che possiamo controllare e uccidere una larga parte della nostra popolazione senza che nessuno sospetti che siamo stati avvelenati», ha detto il medico africano.
«E quindi, penso che la giustificazione di tutto ciò che vediamo sia giustificata per comprendere il risultato finale», ha concluso. «Penso che ci sia un quadro molto ampio in gioco; altrimenti i vaccini non avrebbero alcun senso. Ci è stato venduto il vaccino come la nostra salvezza fin dall’inizio, e se guardiamo alla scienza, la scienza non funziona».
Altri esperti hanno segnalato da tempo la possibilità di scenari simili. Lo scorso marzo, un ex alto funzionario della Bill & Melinda Gates Foundation, Geert Vanden Bossch , ha attirato molta attenzione quando ha pubblicato una lettera aperta e un video in cui avvertiva di una «catastrofe globale senza eguali» dovuta ai programmi sperimentali di vaccinazione contro il COVID-19.
Nella sua lettera, il precedente responsabile del programma senior per la Global Alliance for Vaccines and Immunization (GAVI) ha scritto che «sta diventando sempre più difficile immaginare come le conseguenze del vasto» programma di vaccini basati sul trasferimento genico «non possano spazzare via gran parte della nostra popolazione umana».
«Si potrebbero pensare solo a pochissime altre strategie per raggiungere lo stesso livello di efficienza nel trasformare un virus relativamente innocuo in un’arma biologica di distruzione di massa», ha affermato.
Il cardiologo esperto di COVID-19 Peter McCullough, ha affermato che «abbiamo tra le mani la più grande catastrofe biologica della storia dell’umanità… e nessuno sa come fermarla». Traendo le stesse conclusioni del dottor Chetty altrove , McCullough, autore di oltre 650 pubblicazioni in letteratura medica sottoposta a revisione paritaria, ha affermato di credere «che siamo sotto l’applicazione di una forma di bioterrorismo che è mondiale, [e] che sembra essere stata pianificata per molti anni».
Altri esperti, tra cui America’s Frontline Doctors (AFLDS , hanno da tempo messo in guardia contro la possibilità di un diffuso potenziamento dipendente dagli anticorpi (ADE) come reazione ai vaccini, una condizione che può certamente essere fatale.
In un white paper pubblicato a gennaio, l’AFLDS ha spiegato che «l’ADE è particolarmente insidiosa perché è una reazione ritardata. Inizialmente tutto sembra andare bene. La persona sembra avere un’ottima risposta immunitaria, ma poi [questa vulnerabilità indotta dal vaccino] diventa mortale quando la persona è esposta al virus in natura».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
«Il vaccino amplifica l’infezione anziché prevenirne i danni», scrive l’AFLDS. «Potrebbe essere riscontrato solo dopo mesi o anni di utilizzo nelle popolazioni di tutto il mondo». L’AFLDS ha inoltre avvertito che le reazioni ADE «sono difficili da provare», poiché spesso vengono interpretate come infezioni da «un virus peggiore» o, forse, da una variante più pericolosa.
La dottoressa Sherri Tenpenny aveva lanciato un allarme simile lo scorso febbraio, prevedendo una diffusione della malattia e un tasso di mortalità per ADE a seguito di queste iniezioni. Si aspettava un aumento delle persone con difficoltà respiratorie, che sarebbero state dichiarate affette da un «virus mutante» (ovvero una «variante pericolosa»), il che avrebbe potuto essere utilizzato per promuovere la narrazione secondo cui sono necessarie più vaccinazioni, quando «ciò che queste persone stanno effettivamente sperimentando è l’anticorpo creato dal vaccino originale».
Un’altra esperta che ha espresso preoccupazioni simili è la dottoressa Dolores Cahill , medico irlandese esperto in immunologia e biomedicina. In una presentazione di gennaio, ha affermato che, a causa dell’elevato rischio di ADE, coloro che prenderebbero in considerazione la ricezione di questi «vaccini» dovrebbero comprendere che per il resto della loro vita avrebbero un «rischio di morte molto più elevato» a causa della vaccinazione.
Cahill si aspettava inoltre un numero significativo di decessi dovuti ad ADE nelle settimane, nei mesi e negli anni successivi alle campagne di vaccinazione e ha espresso preoccupazione che tali decessi sarebbero stati classificati come dovuti al COVID-19, quando in realtà potrebbero essere il risultato della vaccinazione.
Da allora, la correlazione drammatica tra l’implementazione di campagne di «vaccinazione» in nazioni di tutto il mondo e il forte aumento dei decessi attribuiti al COVID-19 è diventata la norma.
In un’intervista rilasciata a marzo , l’ex vicepresidente e capo scienziato per le allergie e le malattie respiratorie della Pfizer, il dottor Michael Yeadon , ha tratto conclusioni simili a quelle di Chetty, affermando: «se qualcuno volesse danneggiare o uccidere una parte significativa della popolazione mondiale nei prossimi anni, i sistemi messi in atto in questo momento glielo consentirebbero».
«Sono del tutto convinto che questo [sistema di vaccinazione tramite trasferimento genetico su larga scala] possa essere utilizzato per uno spopolamento su larga scala», ha affermato lo Yeadon. Quando ha pubblicato il video del dottor Chetty su Telegram, lo Yeadon ha esplicitamente affermato la tesi del medico sudafricano affermando: «questa è un’opinione interessante che ha tanto senso quanto qualsiasi altra».
Sostieni Renovatio 21
«Gli obblighi vaccinali sono illogici e spaventosi, poiché la maggior parte delle persone non è esposta a grandi rischi a causa del virus e i vaccini non prevengono l’infezione o la trasmissione. Quindi, non offrono un beneficio sociale, ma solo un potenziale beneficio individuale», ha affermato il medico. «Non costringeremmo MAI le persone a fare qualcosa che porta SOLO benefici a loro, e anche in quel caso, in circostanze improbabili. È una follia. Rifiutate», ha consigliato Yeadon.
Come noto ai lettori di Renovatio 21, non è la prima volta che il dottor Yeadon avanza questo tipo di accuse: ancora un anno fa lanciava l’allarme sul piano vaccinale, dicendo che ne è «sicuro», «non leggermente, ma sicuro». «Questi materiali sono stati progettati intenzionalmente danneggiare, mutilare e uccidere e ridurre la fertilità umana. Questo è il mio verdetto» aveva dichiarato pubblicamente, per poi dire che «se si sommano le bugie, la distruzione economica, l’omicidio e il danno intenzionale derivante dalle sostanze iniettabili, temo che l’unica conclusione a cui arrivo è che qualcuno lassù vuole ridurre la popolazione».
Come riportato da Renovatio 21, il 1° dicembre 2020, Yeadon con il medico tedesco Wolfgang Wodarg aveva presentato una petizione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) per l’immediata sospensione di tutti gli studi sul vaccino COVID-19 in Europa a causa di significativi problemi di sicurezza, inclusa la prevedibile possibilità che molte persone possano «sviluppare allergie, reazioni potenzialmente fatali alla vaccinazione».
Il dottor Yeadon, tra gli unici ad insistere sin da subito sul problema dei rischi alla fertilità del vaccino COVID, non è nuovo a queste affermazioni forti sul siero genico, definito «omicidio di massa deliberato».
«Stanno venendo a prendere te e i tuoi figli» scrisse in un messaggio dell’anno scorso. «Ci sono ampie prove che stanno emergendo riguardo una paziente pianificazione a lungo termine. Mi dispiace tanto».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Vaccini
Vaccino antitetano, donna sviluppa una rara malattia del sangue dopo l’iniezione
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Uno studio evidenzia le “difficoltà” nella diagnosi e nel trattamento della PTI negli adulti
Gli autori dello studio di caso hanno affermato che il loro lavoro evidenzia le «difficoltà riscontrate nella diagnosi e nel trattamento» della PTI negli adulti. A parte la ferita, la paziente aveva una «storia medica normale» e non aveva mai ricevuto il vaccino Td. È stata sottoposta a intervento chirurgico e ha ricevuto il vaccino Td il giorno dopo. Una settimana dopo la vaccinazione, ha sviluppato una «grave trombocitopenia», ovvero una conta piastrinica pericolosamente bassa, petecchie (piccole macchie di sanguinamento) sulla pelle e «una sensazione di tachicardia», ovvero una frequenza cardiaca elevata. Gli esami hanno escluso altre cause delle lesioni e altre possibili patologie. Le condizioni della paziente sono migliorate dopo tre o quattro settimane di trattamento.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Gli studi sulla sicurezza dei vaccini «non sono stati considerati una priorità di ricerca»
Le lesioni subite dalla donna di 48 anni suggeriscono la necessità di ulteriori ricerche su un possibile collegamento tra il vaccino Td e l’insorgenza della PTI negli adulti, hanno affermato gli autori dello studio. La PTI indotta dal vaccino con la dose di richiamo del vaccino Td «è un fenomeno ben documentato nei bambini, ma raro tra gli adulti», hanno scritto i ricercatori. Hanno osservato che sono stati pubblicati solo due studi sul legame tra il vaccino Td e la PTI negli adulti. Fisher ha affermato che il numero limitato di studi sul possibile legame tra vaccino Td e ITP rientra in una tendenza più ampia secondo cui le comunità scientifica e medica non hanno dato priorità allo studio della sicurezza dei vaccini. «Dopo due secoli di obbligo di somministrazione di vaccini, gli studi che esaminano i meccanismi biologici dei danni e dei decessi causati dai vaccini sono quasi inesistenti, perché non è stata resa una priorità di ricerca da coloro che creano, vendono, regolamentano, promuovono, amministrano e applicano le leggi che impongono l’uso dei vaccini», ha affermato Fisher. Fisher ha affermato che l’Institute of Medicine, oggi noto come National Academy of Medicine, ha pubblicato rapporti nel 1991 , 1994 e 2012, in cui si segnalava un potenziale collegamento tra diversi vaccini e l’insorgenza di trombocitopenia. La mancanza di ricerche sul legame tra vaccino Td e PTI negli adulti significa che non abbiamo identificato i possibili meccanismi attraverso i quali il vaccino Td può causare PTI. «Casi precedenti e analisi attuali della letteratura suggeriscono meccanismi molecolari e fattori genetici come probabili cause di questo esito; tuttavia, una storia clinica dettagliata, insieme al contesto ambientale e clinico, possono consentire una migliore caratterizzazione di questo fenomeno», hanno scritto gli autori dello studio. Jablonowski ha ipotizzato che «gli anticorpi creati per colpire la malattia, come quelli presentati dal vaccino, si legano alle piastrine della persona». Di conseguenza, «questi anticorpi sono delle etichette destinate alla distruzione, destinate a segnalare il patogeno invasore». I ricercatori hanno osservato che il legame tra diversi altri vaccini e l’insorgenza di PTI grave «è stato documentato in una varietà di vaccini, di cui il COVID-19 è l’esempio più recente e studiato». I ricercatori hanno citato uno studio sottoposto a revisione paritaria, pubblicato nel 2011 sulla rivista Vaccine, sul caso di un neonato di 15 mesi che aveva sviluppato la PTI dopo aver ricevuto dosi sequenziali di vaccini contro morbillo-rosolia, varicella e parotite nell’arco di quattro settimane. Questa scoperta «è fondamentale per comprendere che la PTI indotta dal vaccino implica una componente immunologica distinta», hanno scritto gli autori dello studio. Secondo Jablonowski, lo studio del 2011 è «significativo» perché: «Il bambino è stato vaccinato contro il morbillo e la rosolia all’età di 12 mesi, proprio come previsto dalle attuali raccomandazioni dei Centers for Disease Control and Prevention. «A 15 mesi, il bambino ha sviluppato sintomi di trombocitopenia e, 154 giorni dopo l’insorgenza, presentava ancora significativi anticorpi contro il morbillo e la rosolia legati alle piastrine». «È un rischio accertato quello dei vaccini contro il morbillo e la rosolia attualmente somministrati negli Stati Uniti a milioni di bambini ogni anno, come il vaccino MPR». Diversi altri studi hanno riscontrato un’associazione tra il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia (MPR) e l’ insorgenza della PTI nei bambini .Aiuta Renovatio 21
La petizione dei cittadini CHD alla FDA mira a sensibilizzare sui danni causati dai vaccini
Brian Hooker, Ph.D., direttore scientifico del CHD, ha ipotizzato che il caso della donna di 48 anni assomigli a quello di Alexis Lorenze, che a 23 anni ha sviluppato gravi reazioni, tra cui cecità temporanea, lividi, gonfiore e piaghe su tutto il corpo. Un ospedale californiano ha imposto a Lorenze di sottoporsi a tre vaccini prima di sottoporla a una trasfusione di sangue per curare l’emoglobinuria parossistica notturna (EPN). Tra i vaccini che l’ospedale richiese a Lorenze c’era anche quello contro la meningite (meningococco) e quello contro la polmonite (pneumococco). La EPN è una rara malattia autoimmune che induce il sistema immunitario ad attaccare e danneggiare i globuli rossi del corpo. Il mese scorso, CHD ha presentato una petizione cittadina alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense, chiedendo alla FDA di revocare le licenze dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna contro il COVID-19, in risposta ai rischi per la salute pubblica posti da tali vaccini e nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni causati dai vaccini. Jablonowski ha affermato che le segnalazioni di trombocitopenia presentate al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS), il sistema di segnalazione degli eventi avversi ai vaccini gestito dal governo statunitense, «sono state particolarmente intense nel 2021», il primo anno in cui i vaccini contro il COVID-19 sono stati ampiamente disponibili. Il numero di segnalazioni VAERS presentate era «quasi equivalente al numero totale di segnalazioni degli ultimi 20 anni», ha affermato Jablonowski.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Vaccini
La FDA chiede un avvertimento sui vaccini antinfluenzali riguardo al rischio di convulsioni febbrili nei bambini
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Il mese scorso, il Centro per la Valutazione e la Ricerca sui Prodotti Biologici della FDA ha inviato avvisi a diverse aziende produttrici di vaccini, tra cui Sanofi, AstraZeneca, GSK e CSL Seqirus, chiedendo loro di aggiungere l’avvertenza. L’agenzia ha citato studi che mostrano un aumento del rischio di convulsioni febbrili il giorno successivo alla vaccinazione.
La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti vuole che i vaccini antinfluenzali riportino un’avvertenza che le iniezioni possono causare convulsioni febbrili nei bambini piccoli.
La scorsa settimana, il Center for Biologics Evaluation and Research (CBER) dell’agenzia ha inviato avvisi a diversi produttori di vaccini, tra cui Sanofi, AstraZeneca, GSK e CSL Seqirus, chiedendo loro di aggiungere l’avvertenza.
Il CBER ha citato due studi osservazionali post-marketing da lui condotti, dai quali è emerso che i bambini di età compresa tra 6 mesi e 4 anni hanno un rischio maggiore di convulsioni febbrili il giorno successivo alla vaccinazione.
La FDA ha proposto questa formulazione per le etichette dei vaccini:
«In due studi osservazionali post-marketing separati, è stato osservato un aumento del rischio di convulsioni febbrili durante il primo giorno successivo alla vaccinazione con vaccini antinfluenzali trivalenti (2024-2025) e quadrivalenti (2023-2024) a dose standard nei bambini di età compresa tra 6 mesi e 4 anni».
Sostieni Renovatio 21
L’avvertenza verrebbe aggiunta alle etichette dei vaccini FluMist di AstraZeneca, Fluarix di GSK, FluLaval di ID Biomedical, Fluzone di Sanofi Pasteur e Afluria e Flucelvax di Sequiris.
I produttori di vaccini hanno 30 giorni di tempo per accettare l’aggiornamento dell’etichetta proposto, proporre modifiche o presentare una confutazione.
Un portavoce di Sanofi ha dichiarato a Fierce Pharma che le convulsioni febbrili si sono verificate solo in un «sottogruppo limitato di pazienti» e che l’azienda include già informazioni su tali convulsioni nell’etichetta di Fluzone.
GSK ha dichiarato a Fierce Pharma che l’azienda sta esaminando la richiesta della FDA e che è «fiduciosa» nel «profilo di sicurezza ed efficacia» dei suoi vaccini antinfluenzali.
«Ogni crisi è brutta, punto e basta»
Le convulsioni febbrili sono convulsioni spesso causate da febbre scatenata da infezioni correlate a comuni malattie infantili. Le convulsioni si verificano in genere nei bambini di età compresa tra 6 mesi e 5 anni, quando la temperatura supera i 38 °C.
La maggior parte delle convulsioni febbrili dura meno di 15 minuti e non è pericolosa per la vita. Secondo Medpage Today, «non causano danni permanenti e non hanno effetti duraturi».
Brian Hooker, Ph.D., direttore scientifico di Children’s Health Defense (CHD), non è d’accordo. «Qualsiasi crisi epilettica è negativa, punto e basta», ha affermato.
«Le convulsioni febbrili “lievi” possono raddoppiare le probabilità che un bambino riceva una diagnosi di epilessia, mentre le convulsioni febbrili ‘complesse’, che durano più di 15 minuti, possono aumentare tale rischio fino a 10 volte», ha affermato Hooker.
Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, ha affermato: «L’intera teoria a sostegno dell’ammissibilità delle convulsioni febbrili post-vaccinazione si basa su un’idea: che siano innocue».
Jablonowski ha affermato che alcuni studi, tra cui una revisione del 2023 pubblicata su Frontiers in Cell and Developmental Biology, indicano che potrebbe non essere così. La revisione ha dimostrato che “le convulsioni febbrili che si verificano durante lo sviluppo neurologico… possono ‘in ultima analisi portare alla malattia'”, ha affermato.
La revisione «mette in evidenza in particolare l’ADHD [disturbo da deficit di attenzione/iperattività], l’epilessia e il declino cognitivo in età adulta», ha affermato.
Hooker ha suggerito che affermare che le convulsioni febbrili sono innocue aiuta a normalizzare un infortunio che può causare danni più ampi ai bambini, in particolare a quelli con altri problemi di salute.
«È disgustoso come le reazioni ai vaccini vengano minimizzate e normalizzate dalle grandi aziende farmaceutiche», ha detto Hooker. »Troppi bambini vengono danneggiati – il tasso di convulsioni nelle persone autistiche può raggiungere il 20% – e il danno viene nascosto sotto il tappeto».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Diversi tipi di vaccini sono collegati a un tasso più elevato di convulsioni febbrili
Il CBER ha valutato i vaccini antinfluenzali per due stagioni di raffreddore e influenza tra il 2023 e il 2025. L’agenzia ha analizzato i dati delle compagnie assicurative per confrontare l’incidenza delle convulsioni febbrili nei bambini dai 6 mesi ai 4 anni nel primo giorno successivo alla vaccinazione, con l’incidenza di tali convulsioni tra gli 8 e i 63 giorni successivi alla vaccinazione.
Secondo il CBER, i dati indicavano un tasso di eccesso stimato di 21,2 convulsioni febbrili per milione di vaccini antinfluenzali quadrivalenti a dose standard e 44,2 convulsioni extra a seguito della somministrazione di vaccini trivalenti.
Uno studio del 2012 condotto su bambini di età compresa tra 6 mesi e 2 anni ha rilevato un aumento del rischio di convulsioni febbrili nelle 24 ore successive alla somministrazione concomitante di un vaccino antinfluenzale inattivato e del vaccino pneumococcico coniugato 13-valente (PCV13 o polmonite) o del vaccino contro difterite, tetano e pertosse acellulare (DTaP).
La dottoressa Meryl Nass, ex medico internista e fondatrice di Door to Freedom, concorda sul fatto che i vaccini antinfluenzali comportino un rischio di convulsioni febbrili. Tuttavia, ha affermato, altri vaccini, tra cui quello contro morbillo-parotite-rosolia (MPR), presentano un rischio ancora maggiore.
L’anno scorso, il Comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione (ACIP), che fornisce consulenza ai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) in materia di politica vaccinale, ha votato per non raccomandare più il vaccino MMRV (morbillo-parotite-rosolia-varicella) per i bambini di età inferiore ai 4 anni.
Il voto dell’ACIP è seguito a una presentazione contenente prove di un aumento del rischio di convulsioni febbrili in seguito alla somministrazione del vaccino MMRV.
In uno studio del 2024 pubblicato su JAMA Network Open, i ricercatori della FDA hanno rilevato un segnale di sicurezza per le convulsioni nei bambini piccoli a seguito della vaccinazione mRNA contro il COVID-19. La maggior parte delle convulsioni era febbrile.
Un segnale di sicurezza è un segnale che un evento avverso potrebbe essere causato dalla vaccinazione, ma sono necessarie ulteriori ricerche per verificare tale collegamento.
In una pre-stampa pubblicata all’inizio del 2024, i ricercatori della FDA hanno scoperto che i bambini di età compresa tra 2 e 5 anni che avevano ricevuto il vaccino mRNA contro il COVID-19 presentavano un rischio maggiore di convulsioni febbrili subito dopo la vaccinazione.
Nass ha messo in dubbio l’utilizzo da parte del CBER di studi osservazionali per trarre le sue conclusioni.
«Ciò di cui abbiamo bisogno sono alcuni studi prospettici di sorveglianza attiva per ottenere dati reali sui tassi di convulsioni febbrili e altri problemi nei bambini piccoli». Ha affermato che questi problemi spesso non vengono rilevati negli studi retrospettivi sulle cartelle cliniche.
Aiuta Renovatio 21
La comunicazione del CBER ai produttori di vaccini antinfluenzali è arrivata pochi giorni dopo che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha apportato modifiche radicali al calendario delle vaccinazioni infantili, riducendo il numero di vaccini raccomandati per tutti i bambini da 17 a 11.
Nell’ambito di tali cambiamenti, i vaccini antinfluenzali non sono più raccomandati per tutti i bambini. Al contrario, il CDC ora raccomanda la condivisione delle decisioni cliniche tra medici e genitori.
L’anno scorso, l’ACIP ha votato per non raccomandare più i vaccini antinfluenzali contenenti timerosal, un conservante a base di mercurio associato a disturbi dello sviluppo neurologico.
Uno studio condotto dalla Cleveland Clinic su 53.402 adulti lo scorso anno ha scoperto che le persone che si erano vaccinate contro l’influenza durante la stagione del raffreddore e dell’influenza dell’anno precedente avevano il 27% di probabilità in più di contrarre l’influenza.
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 16 gennaio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Vaccini2 settimane faGemelli di 18 mesi morti dopo la vaccinazione
-



Nucleare2 settimane faSappiamo che l’Europa potrebbe essere presto oggetto di lanci nucleari?
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò: «l’Unione Europea va rasa al suolo»
-



Autismo1 settimana faEcco la Barbie autistica: il mondo verso la catastrofe sanitaria (e il Regno Sociale di Satana)
-



Immigrazione1 settimana faEva Vlaardingerbroek bandita dalla Gran Bretagna
-



Immigrazione6 giorni faLe nostre città ridisegnate dagli immigrati
-



Spirito1 settimana fa«Sinodalità e vigile attesa»: mons. Viganò sul mito del Concilio Vaticano II «sicuro ed efficace»
-



Salute1 settimana faI malori della 2ª settimana 2026












