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Vaccini e feti abortiti, un gruppo di genitori ci scrive

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Vaccini e linee cellulari di feti abortiti, etica e morale, scienza e coscienza. Da quando Renovatio 21 ha fatto emergere in Italia, quest’aspetto aberrante che riguarda le pratiche di vaccinazioni di massa, qualcosa sembra essersi mosso.

Il tema dei vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti comincia ad infastidire seriamente i piani alti, finanche ecclesiastici perché, si sa, quando si parla di coscienza non è semplice contraddire senza argomenti quantomeno seri.

Un gruppo di genitori ci ha scritto, per farci presente che vogliono combattere per riuscire ad esercitare la loro obiezione di coscienza per ragioni etiche e morali. Ci hanno chiesto aiuto, ci hanno chiesto di ascoltarli. Noi, ovviamente, lo abbiamo fatto più che volentieri intervistando la Sig.ra Anna Casali, portavoce del gruppo di genitori sparsi in varie regioni ma accomunati dallo stesso intento.

 

Signora Casali, vuole innanzitutto spiegarci chi siete?

Certo, noi siamo genitori cattolici che si sono organizzati in un gruppo avendo tutti il medesimo obiettivo. Abbiamo purtroppo scoperto, attraverso ricerche approfondite, che nel mercato farmaceutico esistono prodotti il cui contenuto, per i nostri precetti religiosi, morali ed etici, non è assolutamente accettabile. Stiamo quindi collaborando per poter affrontare al meglio la problematica e, se possibile, risolverla. 

Abbiamo purtroppo scoperto, attraverso ricerche approfondite, che nel mercato farmaceutico esistono prodotti il cui contenuto, per i nostri precetti religiosi, morali ed etici, non è assolutamente accettabile

 

Perché non vi siete costituiti come associazione, preferendo di rimanere un semplice gruppo di genitori?

Non è nostra priorità attualmente quella di costituire un’associazione, ciò che riteniamo fondamentale è porre l’accento sui paradossi religiosi che emergono quando si affronta la tematica relativa ad alcune produzioni farmaceutiche.

 

Qual è il problema di questi prodotti farmaceutici a cui fa riferimento?

La componente multiculturale presente in ogni Stato globalizzato è ormai inevitabilmente attenta non soltanto all’ambiente, al materiale ecologico utilizzato per i capi di abbigliamento o per gli arredi, ma soprattutto al non utilizzo di materiale biologico umano o animale in farmaci o cosmetici, in ossequio ai personali dettami religiosi, morali o etici.

 

Ci domandiamo perché, se il mercato si attiva alacremente per compiacere le scelte per esempio alimentari del consumatore, altrettanto non faccia quando si tratta di questioni così importanti e imprescindibili da qualsiasi altra scelta secondaria.

Laddove le industrie farmaceutiche o cosmetiche non rispettino certi criteri, il consumatore è libero di acquistare altri medicinali o creme, rifiutando pertanto un mercato che non rispetta le personali esigenze e trasmettendo così un messaggio di gradimento soltanto per ciò che è prodotto secondo criteri etici.

 

La possibilità di scegliere esiste e viene esercita, in non poche circostanze.

 

Tuttavia la possibilità di rivolgersi ad alternative non può estendersi a qualsiasi tipo di articolo. Per esempio, rappresenta una nota dolente il contenuto, di cui abbiamo solo recentemente appreso l’esistenza, di alcuni vaccini. Benché ultimamente il tema dei vaccini sia spesso oggetto di discussione, raramente si affronta anche l’argomento legato alla loro metodologia produttiva che fa emergere numerosi e preoccupanti risvolti.

 

È giusto sapere che, per la produzione di alcuni di essi, si utilizzano virus vivi attenuati coltivati su linee cellulari fetali di origine abortiva (WI-38 e MRC-5). Si tratta di cellule che si moltiplicano in vitro, ricavate dagli organi di due feti, una femmina ed un maschio, abortiti negli anni 60. Da allora altre linee cellulari sono state ricavate da feti e sono presenti nelle biobanche che rendono disponibili questi prodotti per vari scopi scientifici (ad esempio alcuni vaccini sperimentali attualmente non presenti sul mercato italiano).

È giusto sapere che, per la produzione di alcuni vaccini si utilizzano virus vivi attenuati coltivati su linee cellulari fetali di origine abortiva (WI-38 e MRC-5)

 

Queste informazioni vengono consapevolmente taciute e nascoste dietro acronimi indecifrabili. 

 

In questo modo si nega intenzionalmente ai genitori la possibilità di effettuare, con cognizione di causa, le scelte che coinvolgano la propria salute e quella dei propri figli e di consentire che esse siano coerenti con il proprio senso religioso e morale.  E l’alternativa etica, purtroppo, non esiste.

 

Ci domandiamo perché, se il mercato si attiva alacremente per compiacere le scelte per esempio alimentari del consumatore, altrettanto non faccia quando si tratta di questioni così importanti e imprescindibili da qualsiasi altra scelta secondaria.

In questo modo si nega intenzionalmente ai genitori la possibilità di effettuare, con cognizione di causa, le scelte che coinvolgano la propria salute e quella dei propri figli e di consentire che esse siano coerenti con il proprio senso religioso e morale.  E l’alternativa etica, purtroppo, non esiste.

 

Questo è solo un aspetto, sicuramente il più grave per un credente, ma ne esistono altri…

 

Un’altra grave conseguenza, causata dall’utilizzo di tecniche di coltura che prevedono l’impiego di  linee cellulari umane e animali per la preparazione dei vaccini, è di tipo medico: al termine del processo di produzione dei vaccini permane nel prodotto finale una certa quantità di frammenti di DNA che, laddove inoculati, potrebbero innescare un processo mutageno: modificare il DNA del ricevente.

 

È inevitabile domandarsi come sia possibile accettare che Chi ci ha creato sia stato così sprovveduto da aver realizzato un sistema immunitario così deficitario.

 

Ma, come si può evincere da quanto sopra riportato, il problema presenta notevoli sfaccettature e ripercussioni. I genitori infatti non vengono mai informati della reale composizione dei farmaci: nessun operatore sanitario si assume mai l’onere di spiegare cosa si inocula con un vaccino e nessun foglietto illustrativo è realmente esplicativo, anzi si celano le informazioni più importanti dietro sigle e acronimi. Il consenso che sottoscriviamo prima del trattamento sanitario è tutto tranne che “informato”.

I genitori infatti non vengono mai informati della reale composizione dei farmaci: nessun operatore sanitario si assume mai l’onere di spiegare. Il consenso che sottoscriviamo prima del trattamento sanitario è tutto tranne che “informato”.

 

E come comportarci poi quando una Legge (L. 119/2017) ci impone, per non incorrere in sanzioni e per non vedere esclusi i nostri figli dalle scuole dell’infanzia o materne, di vaccinare i nostri figli con farmaci prodotti su linee cellulari fetali abortive?  In questo modo siamo costretti a scegliere se comportarci da bravi cittadini o da bravi cattolici: ma noi siamo entrambi, e prima di tutto cattolici.

 

Troviamo assolutamente aberrante che lo Stato ci imponga di agire contro la nostra coscienza e di cooperare ad un male che, seppur remoto e indiretto, sempre male rimane.

 

Tuttavia di fronte ad una scelta obbligata facciamo nostro il precetto del Vangelo: il cittadino non deve in coscienza obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell’ordine morale: «Bisogna obbedire alle leggi di Dio piuttosto che a quelle degli uomini» (At 5,29).

 

 Quali sono attualmente i vaccini obbligatori prodotti con linee cellulari di feti aborti volontariamente?

Tra i vaccini obbligatori, quelli prodotti con linee cellulari fetali sono il vaccino morbillo-parotite-rosolia e il vaccino morbillo-parotite-rosolia-varicella. Purtroppo però vi sono in commercio molti altri vaccini che contengono linee cellulari fetali.

 

 Il cittadino non deve in coscienza obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell’ordine morale: «Bisogna obbedire alle leggi di Dio piuttosto che a quelle degli uomini» (At 5,29).

 

Cosa vorreste ottenere?

Nella Costituzione repubblicana il principio della libertà religiosa è sancito in tutta la sua completezza, sia sotto il profilo individuale sia collettivo, dall’art. 19 che afferma che tutti hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, […]. È evidente che se la Carta Costituzionale tutela la libertà di scelta religiosa ciò significa che tale diritto si estrinseca per il singolo credente, non solo nella possibilità di scegliere quale professione religiosa praticare, ma anche di poter mettere in pratica ogni comportamento che sia espressione dei dettami imposti dal proprio credo, pertanto, senza alcuna forma di vincolo imposto da parte dello Stato.

 

Quello dell’aborto è un tema problematico per quasi tutte le professioni di fede e, in Italia, esiste già la possibilità di esercitare il diritto di obiezione di coscienza per la professione medica.

 

L’obiezione di coscienza rappresenta, di fatto, il rifiuto categorico di compiere atti prescritti dall’ordinamento italiano ma contrari alle proprie convinzioni, come per esempio il fatto di non partecipare in qualità di medico o personale infermieristico agli interventi clinici di interruzione volontaria di gravidanza o di non sottoscrivere la prescrizione per la pillola contraccettiva di emergenza. Sono atti che confliggono con la libera espressione religiosa e non possono essere oggetto di alcun tipo di prescrizione obbligatoria da parte dello Stato.

L’obiezione di coscienza rappresenta, di fatto, il rifiuto categorico di compiere atti prescritti dall’ordinamento italiano ma contrari alle proprie convinzioni

 

In USA il legislatore ha riconosciuto questa facoltà ai cittadini di 47 stati su 50 e, in 20 di essi è  presente anche la possibilità di esercitare l’obiezione filosofica che riguarda altri aspetti relativi ai contenuti o alle modalità di produzione dei vaccini.

 

Risultano, pertanto, incomprensibili le motivazioni per la quali in uno stato di diritto quale dovrebbe essere il nostro, possa essere negata la scelta terapeutica sulla base delle proprie credenze religiose. Noi pretendiamo che ci venga riconosciuto lo stesso diritto di obiezione di coscienza concesso ai medici e al personale infermieristico dato che, la fonte normativa di riferimento è la medesima per entrambi.

 

Noi pretendiamo che ci venga riconosciuto lo stesso diritto di obiezione di coscienza concesso ai medici e al personale infermieristico dato che, la fonte normativa di riferimento è la medesima per entrambi.

Inoltre, proprio come stabilito in materia di consenso informato ai trattamenti sanitari, esigiamo che ogni individuo, nel rispetto delle sue personali convinzioni religiose, sia opportunamente e doverosamente informato dall’operatore sanitario su quali siano i composti di ogni vaccino.

 

 E in quale modo pensate di poter ottenere la possibilità di fare obiezione di coscienza?

Documentandoci, abbiamo appreso dell’esistenza di un gruppo pro-life americano, che si chiama Children of God for life, che si sta prodigando in un enorme lavoro di divulgazione e di informazione sul tema dell'(ab)uso dei feti abortiti da parte delle industrie farmaceutiche.

 

Come questo gruppo anche noi ci siamo proposti in primis di fare pressione sui politici che siano sensibili al tema dell’aborto, e poi di compiere un’opera di comunicazione sul contenuto di questi farmaci coinvolgendo tutte le associazioni che nella società civile già si adoperano in questo ambito. In particolare, vogliamo ringraziare voi di Renovatio 21 per l’ottimo ed instancabile lavoro che state svolgendo qui in Italia proprio su questo tema, in particolare con l’incontro del 13 marzo prossimo a Roma.

 

Il Documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2017 è misteriosamente carente a livello storico: per sviluppare il solo vaccino della rosolia sono stati sacrificati circa 80 feti! Abbiamo gli articoli scientifici originali che lo testimoniano.

Ma la Pontificia Accademia per la Vita, il 31 luglio 2017, ha detto che non ci sono più problemi etici e morali perché i feti con cui si sono create le linee cellulari presenti nei vaccini sono stati abortiti tanti anni fa…

Vero, ma questa dichiarazione ci lascia perplessi perché rispetto alla precedente del 2005, che riconosce e promuove l’obiezione da parte dei credenti, è drammaticamente sbilanciata sul fronte medico (pericolosità della malattia) e inspiegabilmente assolutoria su quello morale.  

 

Ci sono tre encicliche recenti (che confermano peraltro la millenaria posizione della Chiesa in merito) che denunciano questo male: Donum Vitæ (1987)  Evangelium Vitae (1995) e Dignitas Personae  (2008). In particolare in quest’ultima Papa Ratzinger è stato categorico nella condanna dell’utilizzo di feti per qualsiasi scopo scientifico.

 

Bisogna aggiungere, ed è questo l’aspetto più aberrante, che per essere utili allo scopo farmaceutico i feti devono essere vitali e le procedure abortive sono selezionate per assicurare questo obiettivo, proprio come è emerso nel recente scandalo Planned Parenthood in America, relativo alla compravendita di organi e tessuti di feti.

 

Il Documento della PAV è misteriosamente carente a livello storico: per sviluppare il solo vaccino della rosolia sono stati sacrificati circa 80 feti! Abbiamo gli articoli scientifici originali che lo testimoniano.

 

Troviamo assolutamente aberrante che lo Stato ci imponga di agire contro la nostra coscienza e di cooperare ad un male che, seppur remoto e indiretto, sempre male rimane.

E allora, perché mai la chiesa di Bergoglio, della nouvelle Pontificia Accademia per la Vita, dovrebbe appoggiare una simile battaglia? 

Non siamo particolarmente ottimisti su questo fronte e ci sembra inopportuno che certa stampa cattolica faccia passare l’informazione che le vaccinazioni MPR e MPRV siano quasi come una professione di fede, dimenticandosi di una verità millenaria (la sacralità della vita) e dell’esistenza di numerosi danneggiati e morti a causa delle vaccinazioni, trasformati in fantasmi invisibili, moderni parìa da nascondere e dimenticare.

 

 Quali alternative dunque, e a chi pensate di rivolgervi?

Noi vogliamo rivendicare il nostro diritto, esattamente come quello riconosciuto ai medici, di poter esercitare obiezione di coscienza. Chiediamo il rispetto dei dettami costituzionali che la garantiscono e delle leggi italiane, europee e internazionali che la tutelano.

 

Ci viene in soccorso anche la definizione di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che parla di stato di benessere generale del soggetto certamente incompatibile con l’obbligo ad usare prodotti che, per contenuto, creino conflitto con la propria coscienza. Peraltro, già nel lontano 2001, alla Camera dei Deputati, era stata depositata un proposta di legge, a firma On. Pecoraro Scanio e Zanella, che chiedeva il riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza nei confronti degli obblighi di vaccinazione.

 

Nonostante siano trascorsi da allora ormai diciotto anni, il riconoscimento e la tutela di alcuni diritti civili resta soltanto inchiostro sulla carta.

 

 

Genitori per l’Obiezione

(obiezioneticoreligiosa@gmail.com)

 

Anna Casali, Flavia Ferro, Cinzia Cobai, Anna Grassi, Luca Orlando, Daniela Frigerio, Sabrina Galcon, Manuela Moroni, Santina Mirulla, Arianna Bocchi, Pamela Marino, Gabriella Carraro, Alessando Lanzoni, Vincenzo Miglio, Daniela Salza, Mauro Giusti, Mirco Longhi, Francesco Abbate, Rosaria Laganà, Luca Corelli, Andrea Ferrari, Matteo Serra.

 

 

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Chiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

I pubblici ministeri dell’Idaho chiedono la pena di morte per Andrea Shaw, accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli otto giorni dopo che avevano ricevuto le vaccinazioni di routine. La Shaw nega le accuse. In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione in Idaho. L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» la richiesta della pena di morte da parte dell’accusa.

 

I pubblici ministeri dell’Idaho chiederanno la pena di morte per Andrea Shaw , una giovane madre accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli, alzando drasticamente la posta in gioco in un caso penale che ha attirato l’attenzione nazionale.

 

In un avviso depositato alla fine della scorsa settimana presso il Tribunale del Terzo Distretto Giudiziario dell’Idaho, il vice procuratore della contea di Payette, Ryon Sirucek, ha identificato quattro circostanze aggravanti previste dalla legge che i pubblici ministeri intendono utilizzare per giustificare la pena capitale qualora Shaw venisse condannata per omicidio di primo grado.

 

In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione nello stato dell’Idaho. La legge è stata emanata in seguito a un tentativo fallito, avvenuto nel 2024, di giustiziare un uomo di 73 anni tramite iniezione letale.

 

I pubblici ministeri devono dimostrare almeno una circostanza aggravante prevista dalla legge prima che Shaw possa essere considerata passibile della pena di morte. In caso di condanna, sarà una giuria a stabilire se tali circostanze sussistano.

Secondo quanto riportato nel documento, i pubblici ministeri hanno individuato quattro circostanze aggravanti: che Shaw avrebbe commesso due omicidi contemporaneamente; che gli omicidi sarebbero stati «particolarmente efferati, atroci o crudeli, manifestando una depravazione eccezionale»; che avrebbe mostrato «un totale disprezzo per la vita umana»; e che la sua condotta dimostra una propensione a commettere omicidi che la renderebbe una minaccia continua per la società.

 

La Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, deceduti il ​​1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che Shaw abbia ucciso i bambini mentre dormivano nello stesso letto. Il suo processo inizierà l’11 gennaio 2027.

 

La Shaw, che si è dichiarata non colpevole, ha sempre negato le accuse. Ha ipotizzato che la morte dei suoi gemelli possa essere stata causata dai vaccini ricevuti durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso.

 

Secondo i documenti depositati in tribunale dalla sua difesa, la Shaw portò i gemelli al pronto soccorso il 24 aprile 2025, il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni di routine, perché erano letargici e avevano le labbra blu.

 

Secondo quanto riportato nel documento, il medico del pronto soccorso che ha curato i bambini ha diagnosticato loro una «reazione post-vaccinazione».

 

I bambini rimasero malati nei giorni precedenti la loro morte e la Shaw chiese ripetutamente un consulto medico.

 

Né la polizia né la procura hanno reso pubbliche le prove che, a loro avviso, supportano l’affermazione secondo cui la Shaw avrebbe ucciso deliberatamente i suoi figli piccoli. L’atto d’accusa del gran giurì è secretato e non accessibile al pubblico, e i referti del medico legale non sono stati resi pubblici.

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La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari. Un giudice distrettuale della contea di Payette, in Idaho, ha successivamente revocato la cauzione, che è a discrezione del giudice nei casi di pena capitale.

 

Commentando le affermazioni dell’accusa, Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato:

 

«Non ci sono elementi di cui siamo a conoscenza che suggeriscano che lei rappresenti una minaccia per la società, né riteniamo che vi siano prove a sostegno dell’accusa di aver ucciso i suoi figli, come lei stessa ha affermato. Siamo fermamente convinti della sua innocenza».

 

L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» l’intenzione dell’accusa di chiedere la pena di morte. Ha dichiarato a The Defender: «Non c’è alcuna possibilità che una giuria giunga a una conclusione in questo caso al di là di ogni ragionevole dubbio, quindi non credo che [la pena di morte] verrà nemmeno presa in considerazione».

 

Nel frattempo, Rick Jaffe, consulente esterno di CHD, si è unito la scorsa settimana al team di difesa legale di Shaw in qualità di co-difensore.

 

Jaffe è l’avvocato principale di una causa intentata da CHD all’inizio di quest’anno, in cui si accusa l’American Academy of Pediatrics (AAP) di aver gestito per decenni un sistema di frode ai danni delle famiglie americane in merito alla sicurezza del calendario vaccinale infantile.

 

La Shaw è il principale querelante nella causa intentata da CHD contro l’AAP.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 19 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Vaccini

«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   La scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D., ha dichiarato a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, che Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e che i suoi rischi «superano nettamente» i benefici. Ha inoltre messo in dubbio le prove che suggeriscono che il vaccino prevenga il cancro cervicale e ha sollevato preoccupazioni sui possibili legami con la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e altre patologie.   Il vaccino Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e i suoi rischi «superano nettamente» i benefici, ha dichiarato questa settimana a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD) , la scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D. , durante la trasmissione CHD.TV.   Tomljenović ha affermato che Gardasil, l’unico vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) attualmente disponibile negli Stati Uniti, non previene il cancro cervicale, ma lo screening di routine per il cancro cervicale previene i decessi.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il cancro, ha affermato, non è stato dimostrato che migliori i risultati ottenuti dai programmi di screening.   «È solo uno scenario di fantasia», ha detto Tomljenović riguardo all’idea che Gardasil offra benefici reali.   Ciononostante, i funzionari sanitari statunitensi continuano a raccomandare la vaccinazione contro l’HPV, nonostante le crescenti revisioni sulla sicurezza che alimentano il dibattito sul vaccino.   Merck, l’azienda produttrice di Gardasil, ha recentemente accettato di pagare 50 milioni di dollari per risolvere oltre 200 cause legali relative a presunti danni causati dal vaccino. L’azienda sta inoltre sviluppando un vaccino sperimentale contro l’HPV, progettato per colpire ulteriori ceppi virali ad alto rischio.   Tomljenović, che ha prestato servizio come perito nel contenzioso relativo al Gardasil , ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno fatto ben poco per risolvere le preoccupazioni di lunga data.   «È sempre la solita storia, che viene solo ribadita», ha detto. «Il problema principale del Gardasil è che non è efficace come affermato, né sicuro».   Holland ha condiviso le sue preoccupazioni. «Fino all’arrivo sul mercato dei vaccini contro il COVID, il vaccino contro l’HPV era di gran lunga il più pericoloso», ha affermato.

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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»

Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro.   Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no».   Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:  
  • Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
  • Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
  • Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
  • Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.
  I Pap test di routine rilevano le alterazioni delle cellule cervicali che possono essere monitorate o trattate prima che si trasformino in cancro. Lo screening e le visite ginecologiche regolari hanno contribuito a mantenere bassa la mortalità per cancro cervicale nei paesi sviluppati, ha affermato Tomljenović. Ha citato un tasso di mortalità annuale negli Stati Uniti di circa due decessi ogni 100.000 donne.   Tomljenović sostenne che, affinché la vaccinazione eliminasse tali decessi, Gardasil avrebbe dovuto proteggere da tutti i tumori rilevanti, compresi quelli non causati dall’HPV.   «Non c’è bisogno di essere uno scienziato con un dottorato di ricerca per capire che tutta questa propaganda è semplicemente disgustosa», ha detto.

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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»

Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica.   Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali.   «Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati».   Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19.   «La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo».   Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità.   «Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato.   Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».

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«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»

Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco.   Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine.   «I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV».   Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino.   Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio.   Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo».   Jill Erzen   © 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Vaccini

Vaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»

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Il futuro Papa Leone XIV incoraggiò la vaccinazione contro il COVID-19 come un «atto d’amore» in un video del 2021 recentemente riscoperto, nonostante i gravi problemi morali legati all’uso di cellule fetali abortite nei vaccini e i dubbi, poi confermati, sulla loro efficacia. Lo riporta LifeSite.

 

Nel filmato, archiviato sul sito web Un Católico Perplejo, l’allora vescovo Robert Prevost di Chiclayo, in Perù, affermò di voler «incoraggiare tutti a partecipare alle campagne di vaccinazione in corso in diverse parti della regione», secondo una traduzione in inglese delle sue dichiarazioni.

 

«Impegnatevi al massimo. È molto importante che tutti noi facciamo questo sforzo per vaccinarci. È qualcosa che aiuta noi stessi ed è anche un servizio agli altri, perché solo così potremo abbassare il tasso di contagio, proteggendoci da quella terza ondata che è già stata preannunciata», ha detto il futuro capo della Chiesa cattolica, ribadendo poi le parole del defunto Papa Francesco che definiva la vaccinazione contro il COVID un «atto d’amore».

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Molti all’epoca hanno rilevato che la retorica dell’«atto d’amore» lanciata da Bergoglio si scontrasse con l’obbligo: un «atto d’amore» forzato è di fatto un eufemismo per lo stupro.

 

Come noto, gli oppositori cattolici e non ai vaccini contro il COVID hanno sollevato obiezioni etiche all’assunzione dei vaccini, basate sulle modalità con cui sono stati sviluppati.

 

Secondo un’analisi dettagliata condotta dal Charlotte Lozier Institute, un’organizzazione pro-vita, Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson hanno tutte utilizzato cellule fetali derivate da feti abortiti durante la fase di sperimentazione dei loro vaccini anti-COVID; Johnson & Johnson ha inoltre utilizzato queste cellule anche nelle fasi di progettazione, sviluppo e produzione.

 

Come ripetuto negli anni da Renovatio 21, la questione delle linee cellulari da aborto – usate dalla biomedicina non solo per i vaccini – è un fatto incontrovertibile, è sanitariamente pericoloso.

 

La rivista Science dell’American Association for the Advancement of Science e persino il sito di «fact-checking» di sinistra Snopes hanno ammesso il legame tra i vaccini e l’aborto, il che suscita in molti una forte avversione morale nei confronti di queste aziende.

 

Nonostante queste convinzioni, per le quali diversi cattolici fedeli hanno perso il lavoro, Leone continua nella tradizione di Francesco, che ha invitato in Vaticano l’ex responsabile COVID della Casa Bianca, Anthony Fauci, caduto in disgrazia, per promuovere i vaccini. Prima di assumere il pontificato, Leone avrebbe imposto la ricezione della Comunione sulla mano durante la pandemia e la Confessione per telefono, pratica invalida e sacrilega.

 

Da papa, Leone ha inoltre promosso altri vescovi che si sono schierati a favore dei vaccini anti-COVID, e punito severamente quanti vi si erano opposti: è il caso, lampante, di monsignor Joseph Strickland, strenuo nemico della vaccinazione con cellule di aborto, che è stato rimosso ex abrupto nel 2023 dalla sua diocesi di Tyler, Texas, dal dicastero per i Vescovi, di cui allora era prefetto Robert Prevost.

 

Come riportato da Renovatio 21, Leone in seguito ha promosso a vescovo il vicario don John Gomez, definito come il «giuda di Strickland».

 

 

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Immagine di Diario La Industria – Chiclayo via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported

 

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