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Vaccini e feti abortiti, un gruppo di genitori ci scrive

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Vaccini e linee cellulari di feti abortiti, etica e morale, scienza e coscienza. Da quando Renovatio 21 ha fatto emergere in Italia, quest’aspetto aberrante che riguarda le pratiche di vaccinazioni di massa, qualcosa sembra essersi mosso.

Il tema dei vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti comincia ad infastidire seriamente i piani alti, finanche ecclesiastici perché, si sa, quando si parla di coscienza non è semplice contraddire senza argomenti quantomeno seri.

Un gruppo di genitori ci ha scritto, per farci presente che vogliono combattere per riuscire ad esercitare la loro obiezione di coscienza per ragioni etiche e morali. Ci hanno chiesto aiuto, ci hanno chiesto di ascoltarli. Noi, ovviamente, lo abbiamo fatto più che volentieri intervistando la Sig.ra Anna Casali, portavoce del gruppo di genitori sparsi in varie regioni ma accomunati dallo stesso intento.

 

Signora Casali, vuole innanzitutto spiegarci chi siete?

Certo, noi siamo genitori cattolici che si sono organizzati in un gruppo avendo tutti il medesimo obiettivo. Abbiamo purtroppo scoperto, attraverso ricerche approfondite, che nel mercato farmaceutico esistono prodotti il cui contenuto, per i nostri precetti religiosi, morali ed etici, non è assolutamente accettabile. Stiamo quindi collaborando per poter affrontare al meglio la problematica e, se possibile, risolverla. 

Abbiamo purtroppo scoperto, attraverso ricerche approfondite, che nel mercato farmaceutico esistono prodotti il cui contenuto, per i nostri precetti religiosi, morali ed etici, non è assolutamente accettabile

 

Perché non vi siete costituiti come associazione, preferendo di rimanere un semplice gruppo di genitori?

Non è nostra priorità attualmente quella di costituire un’associazione, ciò che riteniamo fondamentale è porre l’accento sui paradossi religiosi che emergono quando si affronta la tematica relativa ad alcune produzioni farmaceutiche.

 

Qual è il problema di questi prodotti farmaceutici a cui fa riferimento?

La componente multiculturale presente in ogni Stato globalizzato è ormai inevitabilmente attenta non soltanto all’ambiente, al materiale ecologico utilizzato per i capi di abbigliamento o per gli arredi, ma soprattutto al non utilizzo di materiale biologico umano o animale in farmaci o cosmetici, in ossequio ai personali dettami religiosi, morali o etici.

 

Ci domandiamo perché, se il mercato si attiva alacremente per compiacere le scelte per esempio alimentari del consumatore, altrettanto non faccia quando si tratta di questioni così importanti e imprescindibili da qualsiasi altra scelta secondaria.

Laddove le industrie farmaceutiche o cosmetiche non rispettino certi criteri, il consumatore è libero di acquistare altri medicinali o creme, rifiutando pertanto un mercato che non rispetta le personali esigenze e trasmettendo così un messaggio di gradimento soltanto per ciò che è prodotto secondo criteri etici.

 

La possibilità di scegliere esiste e viene esercita, in non poche circostanze.

 

Tuttavia la possibilità di rivolgersi ad alternative non può estendersi a qualsiasi tipo di articolo. Per esempio, rappresenta una nota dolente il contenuto, di cui abbiamo solo recentemente appreso l’esistenza, di alcuni vaccini. Benché ultimamente il tema dei vaccini sia spesso oggetto di discussione, raramente si affronta anche l’argomento legato alla loro metodologia produttiva che fa emergere numerosi e preoccupanti risvolti.

 

È giusto sapere che, per la produzione di alcuni di essi, si utilizzano virus vivi attenuati coltivati su linee cellulari fetali di origine abortiva (WI-38 e MRC-5). Si tratta di cellule che si moltiplicano in vitro, ricavate dagli organi di due feti, una femmina ed un maschio, abortiti negli anni 60. Da allora altre linee cellulari sono state ricavate da feti e sono presenti nelle biobanche che rendono disponibili questi prodotti per vari scopi scientifici (ad esempio alcuni vaccini sperimentali attualmente non presenti sul mercato italiano).

È giusto sapere che, per la produzione di alcuni vaccini si utilizzano virus vivi attenuati coltivati su linee cellulari fetali di origine abortiva (WI-38 e MRC-5)

 

Queste informazioni vengono consapevolmente taciute e nascoste dietro acronimi indecifrabili. 

 

In questo modo si nega intenzionalmente ai genitori la possibilità di effettuare, con cognizione di causa, le scelte che coinvolgano la propria salute e quella dei propri figli e di consentire che esse siano coerenti con il proprio senso religioso e morale.  E l’alternativa etica, purtroppo, non esiste.

 

Ci domandiamo perché, se il mercato si attiva alacremente per compiacere le scelte per esempio alimentari del consumatore, altrettanto non faccia quando si tratta di questioni così importanti e imprescindibili da qualsiasi altra scelta secondaria.

In questo modo si nega intenzionalmente ai genitori la possibilità di effettuare, con cognizione di causa, le scelte che coinvolgano la propria salute e quella dei propri figli e di consentire che esse siano coerenti con il proprio senso religioso e morale.  E l’alternativa etica, purtroppo, non esiste.

 

Questo è solo un aspetto, sicuramente il più grave per un credente, ma ne esistono altri…

 

Un’altra grave conseguenza, causata dall’utilizzo di tecniche di coltura che prevedono l’impiego di  linee cellulari umane e animali per la preparazione dei vaccini, è di tipo medico: al termine del processo di produzione dei vaccini permane nel prodotto finale una certa quantità di frammenti di DNA che, laddove inoculati, potrebbero innescare un processo mutageno: modificare il DNA del ricevente.

 

È inevitabile domandarsi come sia possibile accettare che Chi ci ha creato sia stato così sprovveduto da aver realizzato un sistema immunitario così deficitario.

 

Ma, come si può evincere da quanto sopra riportato, il problema presenta notevoli sfaccettature e ripercussioni. I genitori infatti non vengono mai informati della reale composizione dei farmaci: nessun operatore sanitario si assume mai l’onere di spiegare cosa si inocula con un vaccino e nessun foglietto illustrativo è realmente esplicativo, anzi si celano le informazioni più importanti dietro sigle e acronimi. Il consenso che sottoscriviamo prima del trattamento sanitario è tutto tranne che “informato”.

I genitori infatti non vengono mai informati della reale composizione dei farmaci: nessun operatore sanitario si assume mai l’onere di spiegare. Il consenso che sottoscriviamo prima del trattamento sanitario è tutto tranne che “informato”.

 

E come comportarci poi quando una Legge (L. 119/2017) ci impone, per non incorrere in sanzioni e per non vedere esclusi i nostri figli dalle scuole dell’infanzia o materne, di vaccinare i nostri figli con farmaci prodotti su linee cellulari fetali abortive?  In questo modo siamo costretti a scegliere se comportarci da bravi cittadini o da bravi cattolici: ma noi siamo entrambi, e prima di tutto cattolici.

 

Troviamo assolutamente aberrante che lo Stato ci imponga di agire contro la nostra coscienza e di cooperare ad un male che, seppur remoto e indiretto, sempre male rimane.

 

Tuttavia di fronte ad una scelta obbligata facciamo nostro il precetto del Vangelo: il cittadino non deve in coscienza obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell’ordine morale: «Bisogna obbedire alle leggi di Dio piuttosto che a quelle degli uomini» (At 5,29).

 

 Quali sono attualmente i vaccini obbligatori prodotti con linee cellulari di feti aborti volontariamente?

Tra i vaccini obbligatori, quelli prodotti con linee cellulari fetali sono il vaccino morbillo-parotite-rosolia e il vaccino morbillo-parotite-rosolia-varicella. Purtroppo però vi sono in commercio molti altri vaccini che contengono linee cellulari fetali.

 

 Il cittadino non deve in coscienza obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell’ordine morale: «Bisogna obbedire alle leggi di Dio piuttosto che a quelle degli uomini» (At 5,29).

 

Cosa vorreste ottenere?

Nella Costituzione repubblicana il principio della libertà religiosa è sancito in tutta la sua completezza, sia sotto il profilo individuale sia collettivo, dall’art. 19 che afferma che tutti hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, […]. È evidente che se la Carta Costituzionale tutela la libertà di scelta religiosa ciò significa che tale diritto si estrinseca per il singolo credente, non solo nella possibilità di scegliere quale professione religiosa praticare, ma anche di poter mettere in pratica ogni comportamento che sia espressione dei dettami imposti dal proprio credo, pertanto, senza alcuna forma di vincolo imposto da parte dello Stato.

 

Quello dell’aborto è un tema problematico per quasi tutte le professioni di fede e, in Italia, esiste già la possibilità di esercitare il diritto di obiezione di coscienza per la professione medica.

 

L’obiezione di coscienza rappresenta, di fatto, il rifiuto categorico di compiere atti prescritti dall’ordinamento italiano ma contrari alle proprie convinzioni, come per esempio il fatto di non partecipare in qualità di medico o personale infermieristico agli interventi clinici di interruzione volontaria di gravidanza o di non sottoscrivere la prescrizione per la pillola contraccettiva di emergenza. Sono atti che confliggono con la libera espressione religiosa e non possono essere oggetto di alcun tipo di prescrizione obbligatoria da parte dello Stato.

L’obiezione di coscienza rappresenta, di fatto, il rifiuto categorico di compiere atti prescritti dall’ordinamento italiano ma contrari alle proprie convinzioni

 

In USA il legislatore ha riconosciuto questa facoltà ai cittadini di 47 stati su 50 e, in 20 di essi è  presente anche la possibilità di esercitare l’obiezione filosofica che riguarda altri aspetti relativi ai contenuti o alle modalità di produzione dei vaccini.

 

Risultano, pertanto, incomprensibili le motivazioni per la quali in uno stato di diritto quale dovrebbe essere il nostro, possa essere negata la scelta terapeutica sulla base delle proprie credenze religiose. Noi pretendiamo che ci venga riconosciuto lo stesso diritto di obiezione di coscienza concesso ai medici e al personale infermieristico dato che, la fonte normativa di riferimento è la medesima per entrambi.

 

Noi pretendiamo che ci venga riconosciuto lo stesso diritto di obiezione di coscienza concesso ai medici e al personale infermieristico dato che, la fonte normativa di riferimento è la medesima per entrambi.

Inoltre, proprio come stabilito in materia di consenso informato ai trattamenti sanitari, esigiamo che ogni individuo, nel rispetto delle sue personali convinzioni religiose, sia opportunamente e doverosamente informato dall’operatore sanitario su quali siano i composti di ogni vaccino.

 

 E in quale modo pensate di poter ottenere la possibilità di fare obiezione di coscienza?

Documentandoci, abbiamo appreso dell’esistenza di un gruppo pro-life americano, che si chiama Children of God for life, che si sta prodigando in un enorme lavoro di divulgazione e di informazione sul tema dell'(ab)uso dei feti abortiti da parte delle industrie farmaceutiche.

 

Come questo gruppo anche noi ci siamo proposti in primis di fare pressione sui politici che siano sensibili al tema dell’aborto, e poi di compiere un’opera di comunicazione sul contenuto di questi farmaci coinvolgendo tutte le associazioni che nella società civile già si adoperano in questo ambito. In particolare, vogliamo ringraziare voi di Renovatio 21 per l’ottimo ed instancabile lavoro che state svolgendo qui in Italia proprio su questo tema, in particolare con l’incontro del 13 marzo prossimo a Roma.

 

Il Documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2017 è misteriosamente carente a livello storico: per sviluppare il solo vaccino della rosolia sono stati sacrificati circa 80 feti! Abbiamo gli articoli scientifici originali che lo testimoniano.

Ma la Pontificia Accademia per la Vita, il 31 luglio 2017, ha detto che non ci sono più problemi etici e morali perché i feti con cui si sono create le linee cellulari presenti nei vaccini sono stati abortiti tanti anni fa…

Vero, ma questa dichiarazione ci lascia perplessi perché rispetto alla precedente del 2005, che riconosce e promuove l’obiezione da parte dei credenti, è drammaticamente sbilanciata sul fronte medico (pericolosità della malattia) e inspiegabilmente assolutoria su quello morale.  

 

Ci sono tre encicliche recenti (che confermano peraltro la millenaria posizione della Chiesa in merito) che denunciano questo male: Donum Vitæ (1987)  Evangelium Vitae (1995) e Dignitas Personae  (2008). In particolare in quest’ultima Papa Ratzinger è stato categorico nella condanna dell’utilizzo di feti per qualsiasi scopo scientifico.

 

Bisogna aggiungere, ed è questo l’aspetto più aberrante, che per essere utili allo scopo farmaceutico i feti devono essere vitali e le procedure abortive sono selezionate per assicurare questo obiettivo, proprio come è emerso nel recente scandalo Planned Parenthood in America, relativo alla compravendita di organi e tessuti di feti.

 

Il Documento della PAV è misteriosamente carente a livello storico: per sviluppare il solo vaccino della rosolia sono stati sacrificati circa 80 feti! Abbiamo gli articoli scientifici originali che lo testimoniano.

 

Troviamo assolutamente aberrante che lo Stato ci imponga di agire contro la nostra coscienza e di cooperare ad un male che, seppur remoto e indiretto, sempre male rimane.

E allora, perché mai la chiesa di Bergoglio, della nouvelle Pontificia Accademia per la Vita, dovrebbe appoggiare una simile battaglia? 

Non siamo particolarmente ottimisti su questo fronte e ci sembra inopportuno che certa stampa cattolica faccia passare l’informazione che le vaccinazioni MPR e MPRV siano quasi come una professione di fede, dimenticandosi di una verità millenaria (la sacralità della vita) e dell’esistenza di numerosi danneggiati e morti a causa delle vaccinazioni, trasformati in fantasmi invisibili, moderni parìa da nascondere e dimenticare.

 

 Quali alternative dunque, e a chi pensate di rivolgervi?

Noi vogliamo rivendicare il nostro diritto, esattamente come quello riconosciuto ai medici, di poter esercitare obiezione di coscienza. Chiediamo il rispetto dei dettami costituzionali che la garantiscono e delle leggi italiane, europee e internazionali che la tutelano.

 

Ci viene in soccorso anche la definizione di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che parla di stato di benessere generale del soggetto certamente incompatibile con l’obbligo ad usare prodotti che, per contenuto, creino conflitto con la propria coscienza. Peraltro, già nel lontano 2001, alla Camera dei Deputati, era stata depositata un proposta di legge, a firma On. Pecoraro Scanio e Zanella, che chiedeva il riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza nei confronti degli obblighi di vaccinazione.

 

Nonostante siano trascorsi da allora ormai diciotto anni, il riconoscimento e la tutela di alcuni diritti civili resta soltanto inchiostro sulla carta.

 

 

Genitori per l’Obiezione

(obiezioneticoreligiosa@gmail.com)

 

Anna Casali, Flavia Ferro, Cinzia Cobai, Anna Grassi, Luca Orlando, Daniela Frigerio, Sabrina Galcon, Manuela Moroni, Santina Mirulla, Arianna Bocchi, Pamela Marino, Gabriella Carraro, Alessando Lanzoni, Vincenzo Miglio, Daniela Salza, Mauro Giusti, Mirco Longhi, Francesco Abbate, Rosaria Laganà, Luca Corelli, Andrea Ferrari, Matteo Serra.

 

 

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Vaccini

Studio su oltre un milione di bambini rileva la miocardite solo nei bambini vaccinati

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Uno studio sottoposto a revisione paritaria, condotto da ricercatori dell’Università di Oxford, dell’Università di Bristol e della Harvard TH Chan School of Public Health e pubblicato a gennaio sulla rivista scientifica Epidemiology, ha esaminato la sicurezza e l’efficacia del vaccino anti-COVID-19 BNT162b2 di Pfizer-BioNTech nei bambini sani di età compresa tra 5 e 15 anni, a seguito della campagna di vaccinazione iniziata alla fine del 2021.

 

Utilizzando i dati del database OpenSAFELY-TPP con l’approvazione del NHS England, i ricercatori hanno confrontato «l’efficacia e la sicurezza di: (1) la prima dose di vaccino rispetto alla mancata vaccinazione e (2) una seconda dose rispetto a una singola dose».

 

Nello specifico, hanno confrontato 141.711 bambini di età compresa tra 5 e 11 anni e 410.463 adolescenti di età compresa tra 12 e 15 anni che avevano ricevuto la prima dose del vaccino con un numero uguale di bambini non vaccinati appartenenti alle stesse fasce d’età. I ricercatori hanno scoperto che la vaccinazione ha fornito alcuni benefici, tra cui un «effetto protettivo iniziale» che si è attenuato dopo 14 settimane, nonché una minore incidenza di accessi al pronto soccorso rispetto a quanto registrato nel gruppo non vaccinato.

 

I ricercatori hanno tuttavia osservato che «miocardite e pericardite sono state documentate solo nei gruppi vaccinati, con tassi di 27 e 10 casi per milione rispettivamente dopo la prima e la seconda dose».

 

Ancora nel gennaio 2023, l’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (HSA) affermava che «il tasso segnalato di infiammazione cardiaca (miocardite e pericardite) era di 13 per milione di prime dosi e di 8 per milione di seconde dosi del vaccino monovalente Pfizer/BioNTech» tra i soggetti di età inferiore ai 18 anni.

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«Il fatto che non si siano verificati casi di miocardite o pericardite nel gruppo non vaccinato non significa che tali eventi non possano verificarsi senza la vaccinazione contro il COVID-19, ma solo che questi eventi non sono stati osservati nei gruppi non vaccinati nelle nostre specifiche analisi comparative», si legge nello studio.

 

Secondo i ricercatori, per gli adolescenti la riduzione del rischio di ospedalizzazione per COVID-19 a seguito della vaccinazione è risultata maggiore del corrispondente aumento del rischio di miocardite e pericardite. Lo stesso non si può dire, tuttavia, per i bambini più piccoli.

 

«La riduzione del rischio di ospedalizzazione per COVID-19 nei bambini (−0,02 per la prima dose rispetto ai non vaccinati) è risultata inferiore all’aumento del rischio di pericardite (0,22)», afferma il paper.

 

Il senatore Rand Paul, repubblicano del Kentucky che il mese scorso ha presentato una proposta di legge per eliminare la protezione legale di cui godono i produttori di vaccini, ha dichiarato in risposta allo studio: «Allo stato attuale, le famiglie hanno limitate possibilità di ottenere giustizia a causa delle esenzioni legali concesse ai produttori di vaccini contro il COVID-19».

 

«Dovremmo approvare il mio disegno di legge, l’End the Vaccine Carveouts Act, per responsabilizzare adeguatamente le case farmaceutiche», ha aggiunto il senatore Paul.

 

Lo scorso anno, la FDA ha richiesto a Pfizer e Moderna di iniziare a segnalare l’incidenza stimata non aggiustata di patologie cardiache in seguito alla somministrazione della formula 2023-2024 dei vaccini BNT162b2 e Spikevax, nonché i risultati longitudinali di uno studio del 2024 riguardante le manifestazioni cardiache e gli esiti della miocardite associata al vaccino nei giovani americani.

 

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Vaccini

Medico britannico rischia di perdere la licenza per aver messo in discussione i vaccini anti-COVID

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Il dottor Aseem Malhotra, un eminente cardiologo britannico e attivista per la salute pubblica, rischia un’indagine da parte del General Medical Council del Regno Unito e la revoca della licenza medica dopo aver messo pubblicamente in dubbio la sicurezza dei vaccini a mRNA contro il COVID-19.   Un noto cardiologo britannico e attivista per la salute pubblica rischia un’indagine da parte del General Medical Council (GMC) del Regno Unito e la revoca della licenza medica dopo aver messo pubblicamente in dubbio la sicurezza dei vaccini a mRNA contro il COVID-19. Il dottor Aseem Malhotra ha descritto la situazione al quotidiano The Defender come «un caso molto insolito, probabilmente senza precedenti».   Malhotra ha affermato che nel 2021, poco dopo aver iniziato a mettere in discussione la sicurezza dei vaccini contro il COVID-19 e aver contribuito a ribaltare l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari del Regno Unito, il GMC (General Medical Council) ha ricevuto diverse denunce anonime da parte di medici che lo accusavano di diffondere «disinformazione sui vaccini COVID».   La minaccia di un’indagine da parte del GMC ha spinto Malhotra a pubblicare un editoriale sul The Telegraph la scorsa settimana.   Ciò ha inoltre spinto oltre 150 professionisti del settore medico e scientifico a firmare una lettera aperta, esortando il consiglio a interrompere l’indagine.   Malhotra ha dichiarato che il GMC deciderà presto se deferire il suo caso a un’udienza formale, un passo che potrebbe portare alla sospensione o alla revoca della sua licenza.

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L’improvvisa morte del padre ha spinto Malhotra a riconsiderare la sicurezza del vaccino contro il COVID.

Malhotra ha scritto di non aver inizialmente messo in discussione i vaccini contro il COVID-19. Ha ricevuto il ciclo iniziale di due dosi del vaccino Pfizer-BioNTech e ha esortato i membri di alcuni gruppi ad alto rischio a vaccinarsi.   Tuttavia, cambiò opinione quando suo padre, il dottor Kailash Chand, vicepresidente onorario della British Medical Association, fu colpito da un infarto e morì nel 2021.   «L’autopsia ha rivelato una grave malattia coronarica che era progredita molto più rapidamente di quanto mi sarei aspettato, visti i precedenti esami cardiaci e il suo stato di salute», ha scritto Malhotra.   La morte del padre ha spinto Malhotra a indagare sul profilo di sicurezza dei vaccini a mRNA contro il COVID-19. Ha scoperto diversi studi sottoposti a revisione paritaria che suggerivano un legame tra i vaccini e gli eventi avversi simili a quelli manifestati dal padre.   Gli studi includevano un’analisi, sottoposta a revisione paritaria, delle sperimentazioni cliniche sui vaccini anti-COVID-19 di Pfizer e Moderna, pubblicata sulla rivista Vaccine nel 2022. L’analisi ha rilevato che i vaccini erano associati a un rischio maggiore di eventi avversi gravi rispetto a un gruppo di controllo trattato con placebo.   Secondo l’analisi, circa 1 persona su 800 che ha ricevuto il vaccino ha manifestato eventi avversi gravi, tra cui coaguli di sangue.   Malhotra ha scritto che le autorità sanitarie statunitensi hanno ritirato dal mercato il vaccino contro l’influenza suina nel 1976 e un vaccino contro il rotavirus nel 1999, entrambi associati a tassi di eventi avversi di gran lunga inferiori a 1 su 800.   Ha affermato che questi risultati smentiscono le affermazioni secondo cui le sue critiche pubbliche ai vaccini contro il COVID-19 avrebbero alimentato l’esitazione vaccinale e minato la fiducia del pubblico nella professione medica.   «Le prove presenti nella letteratura pubblica in realtà dicono il contrario», ha affermato Malhotra.

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RFK Jr. ha elogiato Malhotra per la sua ricerca sui rischi del vaccino contro il COVID.

Malhotra ha raccolto i suoi risultati in un’analisi di 10.000 parole, sottoposta a revisione paritaria e pubblicata nel 2022 sul Journal of Insulin Resistance.   «È stato sottoposto a un’ampia revisione paritaria e rimane l’articolo più scaricato nella storia della rivista», ha scritto Malhotra.   L’articolo valse a Malhotra gli elogi del Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., che all’epoca presiedeva la Children’s Health Defense.   Il giorno della pubblicazione dell’articolo, Kennedy lo chiamò e gli disse: «Dottor Malhotra, sono Robert Kennedy Jr. Voglio ringraziarla per il suo coraggio».   «Ho parlato a lungo con il futuro segretario alla Salute degli Stati Uniti in merito alla cattura degli enti regolatori, ai conflitti di interesse in medicina e all’importanza del consenso informato», ha scritto Malhotra. «In seguito mi ha invitato al suo podcast per una discussione approfondita».   Nel 2024, Malhotra ha discusso argomenti simili nel podcast The Joe Rogan Experience.   «Le conseguenze professionali sono state immediate», ha scritto Malhotra. «Per i critici, la mia apparizione sulla piattaforma mediatica alternativa più influente al mondo ha confermato che mi ero spinta oltre quelli che consideravano i limiti accettabili della narrativa medica ufficiale».   Malhotra ha dichiarato a The Defender che, in seguito alla sua apparizione nel podcast di Rogan, «i medici anonimi hanno deciso di citare in giudizio il GMC (General Medical Council) per non aver indagato su di me».   Fino ad allora, il GMC aveva scelto di non indagare su Malhotra, nonostante le denunce ricevute. In tribunale, il GMC inizialmente «ha difeso la sua decisione», ha affermato Malhotra.   Ma nel 2024, con un’inaspettata inversione di rotta, «il GMC capitolò, ammettendo di aver commesso un errore nel processo decisionale». Il consiglio decise quindi di riaprire il caso per valutare se le denunce giustificassero ulteriori indagini.   Malhotra ha scritto che il suo discorso del settembre 2025 alla conferenza di Reform UK ha ulteriormente alimentato le richieste di avviare un’indagine nei suoi confronti, mentre importanti politici britannici hanno preso le distanze da lui. Reform UK, un partito politico guidato da Nigel Farage, è attualmente in testa ai sondaggi d’opinione nel Regno Unito.   «Nel giro di pochi minuti, figure di spicco del movimento riformista presero le distanze. Giorni dopo, alla Camera dei Comuni, il Primo Ministro, Sir Keir Starmer, trasse in inganno il Parlamento affermando falsamente che io avessi dichiarato che tutti i vaccini causano il cancro», ha scritto Malhotra.   «Dopo la conferenza sulla riforma, la situazione sembra essersi aggravata, con ulteriori richieste da parte di una piccolissima minoranza di medici affinché venissi radiato dall’albo o mi venisse revocata la licenza medica, nonostante la stragrande maggioranza dei medici, e certamente l’opinione pubblica, si siano schierati apertamente dalla mia parte», ha dichiarato Malhotra a The Defender.   Solo l’anno scorso, Malhotra ha ricevuto un riconoscimento ufficiale per il suo lavoro in campo medico. Nel luglio 2025, è stato premiato per l’eccellenza nella comunicazione in ambito di salute pubblica ai Global Health Awards, tenutisi presso la Camera dei Comuni del Regno Unito.

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150 medici e scienziati esortano GNC a «ritirare ogni azione» contro Malhotra.

Secondo quanto riportato da GB News , oltre 150 medici, scienziati e accademici hanno firmato una lettera in cui esortavano il GMC e la sua presidente, Carrie MacEwen, a «ritirare ogni azione» contro Malhotra.   Tra i firmatari figurano:   La lettera suggerisce che la minaccia di sanzioni da parte del GMC contro Malhotra sia «politica» e non basata su prove scientifiche o mediche. Afferma, in parte:   «Gran parte delle prove presentate contro di lui sembrano essere state selezionate ad arte da lunghe interviste. Ignorano la sua analisi dettagliata delle prove pubblicate sui danni causati da questi prodotti genetici e si concentrano invece sulle sue opinioni sul perché così tanti professionisti del settore medico siano ancora riluttanti ad affrontare la realtà dei danni diffusi causati dai vaccini. …»   «Nessuna delle accuse corrisponde a una lamentela di un paziente né a un rischio effettivo per la sicurezza dei pazienti».   Dalgleish ha dichiarato a The Defender che le denunce contro Malhotra «fanno parte della strategia di divisione e controllo dei medici dissidenti e, di fatto, della persecuzione di chi denuncia le irregolarità».   Dalgleish ha ipotizzato che «un gruppo di medici che ritengono di non impedirgli di diffondere disinformazione» sia la probabile fonte delle denunce anonime.   «Questo gruppo si è nascosto dietro un mantra anonimo e credo che venga usato come strumento dalle grandi aziende farmaceutiche per eliminare persone come Aseem», ha affermato Dalgleish.   Secondo quanto riportato da GB News, la lettera è stata promossa da quattro gruppi: Doctors for Patients UK, Children’s COVID Vaccines Advisory Council, Health Advisory & Recovery Team e UK Medical Freedom Alliance.   Hanno avvertito che qualsiasi provvedimento disciplinare che il GMC (General Medical Council) potesse adottare contro Malhotra «avrebbe un effetto dissuasivo sui potenziali informatori, il che è estremamente dannoso per la sicurezza dei pazienti».   Diversi firmatari della lettera, tra cui Dalgleish, hanno firmato anche una lettera separata inviata la scorsa settimana a Wes Streeting , Segretario di Stato britannico per la Salute e l’Assistenza Sociale. La lettera esprime preoccupazione per «l’abuso del processo di segnalazione del GMC (General Medical Council) per mettere a tacere i whistleblower» e per l’incapacità del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) di proteggerli.   Malhotra e altri firmatari hanno contribuito al lancio dell’Accordo di Speranza nel 2024, che mira alla sospensione immediata di tutti i vaccini a mRNA contro il COVID-19 e a una «rivalutazione completa della sicurezza e dell’efficacia di tutti i prodotti vaccinali contro il COVID-19». Ad oggi, l’Accordo ha raccolto 68.722 sostenitori.

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Malhotra ha contestato le affermazioni che minimizzano il rischio degli alimenti ultra-processati

Malhotra ha scritto di essersi a lungo espresso apertamente contestando idee profondamente radicate in campo medico.   «Molto prima del COVID, sono stato il primo cardiologo nel Regno Unito a contestare pubblicamente il ruolo dell’eccesso di zucchero e degli alimenti ultra-processati nell’insorgenza di obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiache», ha scritto Malhotra. «Attraverso Action on Sugar, che ho contribuito a lanciare nel 2014, abbiamo promosso la riformulazione degli alimenti trasformati, un’etichettatura più chiara e una tassa sulle bevande zuccherate».   All’epoca, le sue opinioni erano considerate «marginali», ha affermato. Oggi, invece, sono «supportate da una moltitudine di dati e dall’esperienza clinica di molti altri medici, oltre che dalla mia».   Nel 2020, è stato invitato a fornire consulenza al governo del Regno Unito sul miglioramento dei risultati sanitari del Paese.   Le opinioni di Malhotra costituiscono anche un principio chiave del programma Make America Healthy Again (MAHA) e hanno stimolato la creazione di un’organizzazione simile in Europa, Make Europe Healthy Again (MEHA).   Malhotra è intervenuto all’evento inaugurale di MEHA lo scorso anno e, fino a poco tempo fa, ha ricoperto il ruolo di consulente medico capo presso MAHA Action, un’organizzazione con sede negli Stati Uniti .   Michael Nevradakis Ph.D.   © 20 marzo 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Intelligenza Artificiale

Scienziato crea un vaccino mRNA per il suo cane usando l’AI

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Uno scienziato informatico australiano ha impiegato ChatGPT e Grok per sviluppare una potenziale cura per la sua cagnolina, alla quale era stato diagnosticato un tumore in fase acuta.

 

Due anni fa, a Rosie, la cagnolina meticcia di Staffordshire Bull Terrier e Shar Pei di Paul Conyngham, è stata diagnosticata una forma aggressiva di mastocitoma, una patologia che colpisce i cani. La chirurgia veterinaria e la chemioterapia hanno rallentato la progressione dei tumori, ma non sono riuscite a ridurne le dimensioni.

 

Il Conyngham, ingegnere elettrico e informatico nonché cofondatore di Core Intelligence Technologies, si è rivolto a ChatGPT per elaborare possibili trattamenti, prima di sfruttare la sua esperienza nell’analisi dei dati per identificare le mutazioni nel tumore, mappare le proteine alterate mediante AlphaFold e abbinare i potenziali bersagli ai farmaci.

 

«Il primo passo è stato contattare l’università per far sequenziare il DNA di Rosie. L’idea è di prelevare il DNA sano dal suo sangue e poi il DNA dal suo tumore e sequenziarli entrambi per vedere esattamente dove si sono verificate le mutazioni», ha detto all’Australian.

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I ricercatori del Ramaciotti Centre for Genomics dell’UNSW hanno collaborato al sequenziamento del DNA di Rosie, mentre gli scienziati hanno utilizzato il modello di mRNA elaborato da Conyngham per sintetizzare la nanoparticella del vaccino. Il trattamento è stato somministrato dalla veterinaria oncologa professoressa Rachel Allavena dell’Università del Queensland, che ha supervisionato la terapia sperimentale.

 

Rosie ha ricevuto la prima iniezione a dicembre, seguita da una dose di richiamo il mese successivo. Nonostante il tumore fosse in stadio avanzato, le condizioni della cagnolina sono migliorate nel giro di poche settimane dall’inizio del trattamento, con una massa tumorale che si è ridotta di quasi la metà. A quanto pare, Rosie ora appare più sana e piena di energia.

 

Gli scienziati stanno ora sequenziando nuovamente il tumore per progettare un secondo vaccino mirato alle cellule cancerose che non hanno risposto al primo trattamento.

 

L’inquietante episodio mostra come siano in fase di sviluppo vaccini oncologici personalizzati a mRNA, anche per uso umano.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’intreccio tra AI e sieri genici personalizzati era stata oscuramente annunziato dal miliardario informatico sionista Larry Ellison durante un incontro alla Casa Bianca nelle primissime ore della seconda presidenza Trump che proclamava l’avvio del progetto per lo sviluppo dell’IA detto «Stargate».

 

«Una delle cose più entusiasmanti su cui stiamo lavorando utilizzando gli strumenti forniti da Sam [Altman] e [Masayoshi Son] è un vaccino contro il cancro», aveva affermato l’Ellison con a fianco il presidente Trump. «A quanto pare, tutti i nostri tumori, i tumori cancerosi, piccoli frammenti di quei tumori fluttuano nel sangue. Quindi puoi fare una diagnosi precoce del cancro con un esame del sangue. E usando l’intelligenza artificiale per guardare l’esame del sangue, puoi trovare i tumori che in realtà minacciano seriamente la persona».

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«La diagnosi del cancro tramite Intelligenza Artificiale promette di essere semplicemente un esame del sangue», aveva continuato Ellison. «Quindi, una volta che abbiamo sequenziato il gene di quel tumore canceroso, puoi vaccinare la persona, progettare un vaccino per ogni singola persona per vaccinarla contro quel cancro».

 

«E puoi realizzare quel vaccino mRNA, puoi realizzarlo roboticamente con l’uso dell’IA in circa 48 ore», ha aggiunto l’ultramiliardario, da anni stabilmente nella top ten dei più ricchi del pianeta. «Questa è la promessa dell’IA e la promessa del futuro».

 

Come sottolineato negli anni da Renovatio 21, se non sarà posto un limite, ogni vaccino, in realtà ogni «cura» dell’organismo umano e non, passerà per la genetica, con sieri DNA, RNA, mRNA, microRNA, circRNA, etc.

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