Intelligence
Tulsi Gabbard: gli obiettivi di Israele in Iran vanno oltre quelli dell’America
«Gli obiettivi definiti dal presidente sono diversi da quelli definiti dagli israeliani», ha testimoniato Gabbard durante un’audizione della Commissione Intelligence della Camera sui principali rischi per la sicurezza del Paese.
Le dichiarazioni della Gabbard giungono dopo le dimissioni del suo principale collaboratore per la lotta al terrorismo, Joe Kent, che aveva pubblicamente espresso la sua opposizione alla guerra in Iran e affermato che Israele aveva fatto pressioni sugli Stati Uniti affinché intraprendessero azioni decisive. Aveva anche sostenuto che l’Iran «non rappresentava una minaccia imminente» per gli Stati Uniti, un interrogativo che aveva assillato Gabbard e il direttore della CIA John Ratcliffe durante le audizioni consecutive a cui avevano partecipato i vertici dei servizi segreti statunitensi.
Il Ratcliffe ha testimoniato giovedì che Israele è entrato in guerra con l’Iran con obiettivi più ampi rispetto agli Stati Uniti.
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«Gli obiettivi del presidente in relazione all’Operazione Epic Fury non includevano un cambio di regime. Questo potrebbe differire dagli obiettivi di Israele», ha affermato Ratcliffe.
Anche Trump ha cercato, in modo più esplicito, di prendere le distanze dagli sforzi statunitensi in Iran da parte di Israele. Parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One domenica, il presidente ha ammesso che gli obiettivi di Israele potrebbero essere «un po’ diversi» dai suoi. «Sapete, loro sono lì, e noi siamo molto lontani», ha detto.
Un attacco israeliano contro un importante impianto del gas iraniano, avvenuto mercoledì sera, ha fatto impennare brevemente i prezzi dell’energia giovedì e sembra aver aperto una nuova crepa nel coordinamento tra i due alleati.
Negli ultimi giorni la Casa Bianca ha faticato a contenere l’aumento dei prezzi globali del gas, una questione che, secondo alcuni sondaggi, ha fatto calare il sostegno pubblico alla guerra e ha allarmato i repubblicani in vista delle elezioni di medio termine.
In un post pubblicato su Truth Social nella tarda serata di mercoledì, Trump ha affermato che gli Stati Uniti «non sapevano nulla di questo particolare attacco» e ha insinuato che gli Stati Uniti stessero tenendo a freno Israele.
«ISRAELE NON EFFETTUERÀ PIÙ ATTACCHI nei confronti di questo importantissimo e prezioso campo di South Pars», ha scritto.
«Abbiamo il coltello dalla parte del manico. Abbiamo degli obiettivi. Questi obiettivi sono chiari. Abbiamo alleati che perseguono a loro volta degli obiettivi, e la verità parla da sé», ha detto Hegseth ai giornalisti giovedì mattina.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato giovedì pomeriggio ai giornalisti che Israele «ha agito da solo» negli attacchi contro l’impianto di gas iraniano.
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La frustrazione per la guerra, giunta ormai alla terza settimana, è cresciuta anche al Congresso, a causa dell’incertezza sugli obiettivi dell’amministrazione Trump, sulla possibile durata del conflitto e sull’aumento dei prezzi del carburante.
Rivolgendosi alla Gabbarda giovedì, il deputato democratico del Texas Joaquin Castro ha sottolineato che Israele ha ucciso i massimi leader iraniani che, a suo dire, erano nella posizione migliore per negoziare un accordo con gli Stati Uniti.
«Il Congresso e il popolo americano non sanno ancora quali siano i veri obiettivi del presidente, eppure abbiamo perso 13 militari statunitensi», ha detto Castro.
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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Cina
L’FBI arresta una presunta spia cinese all’aeroporto di Los Angeles
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Intelligence
La Germania rischia un potenziale «conflitto violento» con la Russia: parla il capo dei servizi tedeschi
Il capo dell’Intelligence estera tedesca ha avvertito che la Germania potrebbe essere «coinvolta in un violento conflitto con la Russia», indicando il misterioso incidente del drone all’aeroporto di Lipsia come esempio della minaccia «reale e imminente» rappresentata da Mosca.
Lunedì, in audizione davanti ai parlamentari, il capo del Bundesnachrichtendienst (BND), Martin Jaeger, ha dichiarato che «lo scontro che stiamo affrontando con la Russia ha assunto una dimensione nuova e più pericolosa».
«La Germania rischia di essere coinvolta in un violento conflitto con la Russia: il tentato attentato di Lipsia ne è solo un esempio», ha proseguito, riferendosi al ritrovamento, in agosto, di un drone carico di esplosivo accanto a un aereo da trasporto ucraino all’aeroporto della città.
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Le autorità tedesche non hanno prodotto alcuna prova che colleghi l’episodio alla Russia. Mosca lo ha definito una «provocazione improvvisata» che serve «esclusivamente agli obiettivi di Kiev e dell’ala militarista della classe politica europea». «È ovvio che la Germania stia perseguendo un’ulteriore escalation», ha dichiarato il mese scorso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Lo Jaeger ha comunque sostenuto che la Russia sta conducendo una «guerra occulta» e che esiste una minaccia «reale e imminente» di attacchi contro obiettivi in Germania. «Nessun altro Paese rappresenta attualmente una minaccia così diretta, completa e concreta per la Germania», ha aggiunto.
Lo Jaegerro è una delle decine di figure politiche, militari e mediatiche occidentali che nelle ultime settimane hanno accusato la Russia di condurre una «guerra ibrida» o «guerra ombra» contro l’Europa. Accuse di questo tipo, per loro natura, sono impossibili da verificare. Mosca le ha respinte come pretesti per intensificare il coinvolgimento occidentale nel conflitto russo-ucraino, giustificare l’aumento delle spese militari ed estendere la sorveglianza e la persecuzione degli oppositori interni.
Il cancelliere Friedrich Merz ha descritto in modo esplicito e senza prove il partito più popolare del Paese, l’AfD di destra, come «sostenuto dalla Russia». Martina Rosenberg, capo del Servizio di controspionaggio militare tedesco (Militärischer Abschirmdienst, o MAD), ha ripreso quell’affermazione nel briefing di lunedì, dicendo ai parlamentari che il Paese è «minacciato da diversi pericoli sia esterni che interni».
Jaeger, Rosenberg e il capo dell’Intelligence interna (BfV), Sinan Selen, hanno elogiato i recenti sforzi di Merz per attribuire al BND maggiori poteri offensivi e hanno chiesto un ulteriore rafforzamento delle capacità del MAD e del BfV. I critici accusano invece di un ritorno della Gestapo o della Stasi.
Nonostante le accuse di «guerra ibrida», i leader europei hanno più volte precisato di non credere che la Russia stia pianificando attacchi concreti contro il territorio della NATO. Il BND non ha riscontrato «alcun segnale di un imminente attacco russo su larga scala contro il territorio della NATO», ha aggiunto lo Jaeger.
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Come riportato da Renovatio 21, di recente è emersa una bozza di legge del governo tedesco introdurrebbe una norma che impedirebbe alle persone con opinioni «estremiste» di acquistare una casa. Quattro mesi fa un cittadino tedesco è stato multato per aver definito il Merz «Fritz il bugiardo».
Nel corso dell’anno è pure emerso che Google ha incontrato più volte il governo tedesco per discutere di «incitamento all’odio» e «disinformazione». Tre anni fa la Germania aveva mandato in carcere un uomo per aver sostenuto la Russia in messaggi su Telegram.
La follia orwelliana in atto in Germania era stata condannata l’anno scorso dal segretario di Stato USA Marco Rubio e dal vicepresidente statunitense JD Vance.
La persecuzione civile e politica del partito è multidimensionale: nel giugno 2025 l capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia.
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Immagine © Olaf Kosinsky via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 3.0-de
Intelligence
«Stasi 2.0»: Merz vuole una polizia segreta
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