Geopolitica
Truppe israeliane subiscono perdite in un’incursione in Siria
Venerdì Israele ha sferrato un ulteriore assalto ingiustificato e su vasta scala contro il territorio siriano, mietendo almeno 13 vittime – tra cui bambini – e causando il ferimento di una ventina di persone.
L’incursione ha riguardato il centro abitato di Beit Jinn, nel meridione siriano, e ha rappresentato un’insolita operazione di penetrazione via terra da parte delle truppe israeliane, verosimilmente coadiuvata da copertura aerea e colpi di cannone.
«L’esercito israeliano ha reso noto che sei suoi militari hanno subito lesioni, tre delle quali di entità grave, a seguito di sparatorie con miliziani durante l’operazione nel borgo di Beit Jinn», ha riferito Reuters citando fonti ufficiali. Non è dato sapere se l’IDF abbia registrato caduti, ma in caso affermativo è plausibile che Tel Aviv mantenga il silenzio.
Sostieni Renovatio 21
L’irruzione e i bombardamenti israeliani all’alba hanno indotto decine di nuclei familiari a evacuare il sito in direzione di aree meno esposte. La diplomazia siriana ha immediatamente stigmatizzato «l’attacco criminale compiuto da una pattuglia dell’esercito di occupazione israeliano a Beit Jinn».
Nel comunicato si legge: «Il fatto che le forze di occupazione abbiano preso di mira la città di Beit Jinn con bombardamenti brutali e deliberati, in seguito al fallimento della loro incursione, costituisce un vero e proprio crimine di guerra».
Diverse fonti indicano che l’offensiva israeliana ha compreso pure tiri di obici, elemento che potrebbe spiegare l’elevato numero di perdite civili.
Stando alla Syrian Arab News Agency (SANA), i cadaveri di almeno cinque siriani, inclusi due minori, sono stati trasferiti all’ospedale nazionale del Golan nella località di al-Salam a Quneitra.
Anche droni israeliani hanno operato nella regione. Nella Siria post-Assad, le IDF hanno progressivamente intensificato le intrusioni nel suolo siriano, dilatando in misura cospicua l’occupazione delle alture del Golan.
Le forze armate israeliane hanno motivato l’operazione ad alto rischio con l’intento di catturare sospetti legati a Jama’a Islamiya, formazione islamista sunnita libanese accusata di aver lanciato missili contro Israele dal Libano nel corso della guerra di Gaza, e di aver ordito «comploti terroristici».
Tale episodio configura un caso eccezionale in cui le IDF hanno patito perdite così consistenti nelle loro missioni siriane, secondo Reuters.
In un avviso su X, l’esercito israeliano ha precisato che sei suoi effettivi sono rimasti colpiti, tre in modo serio, in uno scontro a fuoco.
🚨 IDF releases footage of counterterror raid in southern Syria that ended in arrests and a fierce firefight
The IDF has published video showing the arrest of two members of the al-Jama’a al-Islamiyya terror organization in the village of Beit Jinn overnight, along with a clash… pic.twitter.com/eoh20Xsn41
— Israel War Room (@IsraelWarRoom) November 28, 2025
Aiuta Renovatio 21
L’esercito ha proseguito affermando che, pur essendosi l’operazione «conclusa» con l’arresto o l’eliminazione di tutti i ricercati, le sue unità permangono sul terreno «e proseguiranno contro qualsivoglia pericolo» per Israele.
Non sfugge l’ironia nell’improvviso zelo israeliano per debellare gli islamisti sunniti al proprio confine, dal momento che, per anni durante il conflitto per il rovesciamento di Assad, Israele ha tollerato – e in taluni frangenti persino favorito – alcuni di questi medesimi jihadisti.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Opinionista iraniano afferma che il regime accoglie con favore l’invasione di terra USA come la migliore via per la vittoria
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Gli Houthi dichiarano il blocco navale dell’Arabia Saudita
Gli Houthi yemeniti, gruppo sciita sostenuto dall’Iran, hanno annunciato un blocco navale contro l’Arabia Saudita, segnando la più grave escalation tra le due parti degli ultimi anni.
La decisione è giunta una settimana dopo che le forze fedeli al governo yemenita sostenuto dall’Arabia Saudita avevano bombardato l’aeroporto internazionale di Sana’a nel tentativo di impedire l’atterraggio di un aereo iraniano con a bordo una delegazione Houthi di ritorno da Teheran.
In una dichiarazione rilasciata lunedì, il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha condannato quello che ha definito un «assedio ingiusto e oppressivo» del Paese.
«Le forze armate yemenite dichiarano un embargo marittimo contro il criminale nemico saudita, basato sul principio “occhio per occhio”, con effetto immediato», ha affermato Saree in un video pubblicato su X.
Il portavoce ha avvertito che «qualsiasi atto sconsiderato» da parte dell’Arabia Saudita «sarà contrastato con un’escalation completa e decisa».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Il ministero degli Esteri saudita ha condannato «la milizia terroristica Houthi» e ha promesso di «adottare tutte le misure necessarie per proteggere le proprie navi in conformità con il diritto internazionale».
Nel 2014, durante la guerra civile yemenita, gli Houthi, un movimento sciita, hanno conquistato Sana’a, la capitale dello Yemen. Un anno dopo, l’Arabia Saudita ha guidato un intervento militare a sostegno del governo riconosciuto a livello internazionale.
Sebbene la campagna di bombardamenti guidata dall’Arabia Saudita non sia riuscita a scacciare gli Houthi, è stata condannata dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni per i diritti umani, ha aggravato la crisi umanitaria nello Yemen e ha causato lo sfollamento di milioni di persone.
Gli Houthi hanno risposto ai bombardamenti lanciando missili e droni contro obiettivi in Arabia Saudita, tra cui aeroporti e impianti energetici.
Dopo lo scoppio della guerra a Gaza nel 2023, il gruppo iniziò ad attaccare navi nel Mar Rosso in quello che definì un atto di solidarietà con i palestinesi. Tali attacchi cessarono in gran parte in seguito al cessate il fuoco tra Stati Uniti e Houthi nel maggio 2025.
La sicurezza del Mar Rosso, collegato al Mar Mediterraneo attraverso il Canale di Suez e all’Oceano Indiano tramite lo Stretto di Bab el-Mandeb, è vitale per la navigazione globale.
L’annuncio del blocco giunge mentre lo Stretto di Hormuz, un altro punto strategico di strozzatura marittima, rimane chiuso a causa della guerra in corso tra Stati Uniti e Iran. Martedì gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi contro l’Iran per la decima notte consecutiva, e da entrambe le parti è emerso che la tregua era di fatto terminata.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Gli USA si preparano ad allargare la guerra con l’Iran
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Gender1 settimana faTutti pazzi per il vecchio spot dei rasoi: quando i maschi avevano un mento non rovinato dalla pillola
-



Immigrazione2 settimane faCosa contiene il rapporto sulle «Grooming gang» di pakistani pedofili che tormentano la Gran Bretagna?
-



Pensiero6 giorni faEcône e il vero ordine mondiale
-



Geopolitica2 settimane faL’Europa verso la guerra contro la Russia. Senza USA e NATO
-



Morte cerebrale1 settimana faBambino dichiarato morto si risveglia in obitorio. La morte è una decisione tecnica?
-



Sanità1 settimana faSanitari stranieri con laurea non riconosciuta nei nostri Pronto Soccorsi: cosa sta accadendo?
-



Politica1 settimana faMuore il senatore falco Lindsey Graham: misteri e oscenità
-



Cancro1 settimana faL’OMS si accorge: aumento vertiginoso dei casi di cancro in tutto il mondo. Chissà di cosa si tratta…














