Misteri
Trump ordina la pubblicazione delle trascrizioni riguardanti Epstein
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso di diffondere maggiori informazioni dopo che le critiche alla gestione da parte della sua amministrazione del caso di traffico sessuale che coinvolge il defunto finanziere Jeffrey Epstein hanno raggiunto un punto di svolta.
Dopo mesi di promesse elettorali relative alla divulgazione del l’intero fascicolo del caso, la scorsa settimana il dipartimento di Giustizia aveva dichiarato in un promemoria che non sarebbero stati resi pubblici ulteriori documenti, scatenando una reazione negativa persino tra alcuni dei più stretti sostenitori di Trump.
«Alla luce dell’assurda quantità di pubblicità data a Jeffrey Epstein, ho chiesto al procuratore generale Pam Bondi di produrre ogni testimonianza pertinente alla giuria, previa approvazione del tribunale», ha scritto ieri Trump su Truth Social.
President Trump—we are ready to move the court tomorrow to unseal the grand jury transcripts. pic.twitter.com/hOXzdTcYYB
— Attorney General Pamela Bondi (@AGPamBondi) July 18, 2025
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La Bondi ha confermato che il suo ufficio è «pronto a chiedere al tribunale domani di desecretare le trascrizioni della giuria», anche se non è ancora chiaro quali documenti verranno resi pubblici né quando.
La controversa revisione del dipartimento di Giustizia ha concluso che non è mai esistita alcuna «lista clienti» dell’organizzazione dedita al traffico sessuale di Epstein e non ha trovato prove di ricatto. Non vi erano motivi per indagare su terzi non incriminati, si leggeva nel promemoria.
Questi risultati sembrano contraddire le precedenti dichiarazioni della Bondi, secondo cui la lista dei clienti era «sulla sua scrivania» e che l’FBI le aveva consegnato un «camion» di materiale che «ti avrebbe fatto star male». Bondi sembra aver ritrattato queste affermazioni, chiarendo martedì di riferirsi ai fascicoli sulla sua scrivania in generale.
La Bondi ha poi respinto le preoccupazioni relative a un’interruzione di un minuto nel video di sorveglianza di 11 ore registrato vicino alla cella di Epstein.
Come riportato da Renovatio 21, all’inizio di questa settimana, Trump aveva affermato che solo le «persone stupide» credono che la presunta «lista clienti» del misterioso satrapo miliardario non sia l’ennesima bufala democratica, annunciando che i video mai saranno pubblicati e negando ogni insabbiamento.
Trump ha ordinato la pubblicazione di ulteriori documenti dopo che il Wall Street Journal lo ha accusato di aver inviato un augurio di compleanno a Epstein nel 2003. Il presidente ha minacciato di fare causa a Rupert Murdoch e al suo «giornale di terza categoria» per diffamazione.
Come riportato da Renovatio 21, la base MAGA e le sue voci principali, tra cui quella di Tucker Carlson, non stanno in alcun modo seguendo il presidente nel suo tentativo di spostare l’attenzione lontano dal caso Epstein, che sempre con più vigore viene definito dai commentatori come connesso profondamente con l’Intelligence e persino come una possibile spia israeliana.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Misteri
Starmer invita l’ex principe Andrea a testimoniare sui legami con Epstein
Disturbing photos in Epstein files appear to show Andrew on all fours over female sprawled on floor https://t.co/wIEiulHlG6 pic.twitter.com/I38cRPsWCq
— Daily Mail (@DailyMail) January 31, 2026
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Misteri
Nuovi file Epstein: spuntano i nomi di Trump, Musk e Bill Gates
Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubblico l’ultimo, vasto lotto di documenti legati al finanziere condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein, in ottemperanza a un obbligo imposto dal Congresso. La pubblicazione porta alla luce nuovi dettagli sulle frequentazioni del magnate, senza però formulare nuove accuse penali nei confronti delle figure di spicco menzionate.
Il vice procuratore generale Todd Blanche ha comunicato venerdì il rilascio di oltre 3 milioni di pagine, 2.000 video e 180.000 immagini, precisando tuttavia l’applicazione di «ampie» censure finalizzate a tutelare l’identità delle vittime e le indagini ancora in corso.
L’insieme dei documenti, diffuso con oltre un mese di ritardo rispetto alla scadenza fissata dal Congresso, conclude l’adempimento dell’amministrazione Trump previsto dall’Epstein Files Transparency Act.
I materiali, provenienti dalle indagini dell’FBI e dagli archivi personali di Epstein, comprendono email in cui il CEO di Tesla, Elon Musk, discuteva di un possibile viaggio sull’isola privata di Epstein. Alla fine del 2013 Musk scrisse a Epstein comunicando di essere diretto a St. Barts e chiedendo «un buon momento per la visita»; Epstein propose di inviare il proprio elicottero. Il viaggio non ebbe mai luogo e Musk ha dichiarato pubblicamente di non aver mai messo piede sull’isola.
In un’altra email del 2013 Epstein si inviò da solo un documento redatto come lettera di dimissioni dalla Bill & Melinda Gates Foundation, in cui sosteneva in modo clamoroso e non verificato che Gates avrebbe chiesto assistenza per procurarsi farmaci «per affrontare le conseguenze dei rapporti sessuali con ragazze russe». Un portavoce di Gates ha smentito categoricamente l’affermazione, definendola «assolutamente assurda e completamente falsa».
Dai documenti emerge inoltre che i contatti tra Epstein e il Segretario al Commercio Howard Lutnick proseguirono fino al 2018, smentendo le precedenti dichiarazioni di Lutnick secondo cui i rapporti si sarebbero interrotti nel 2005. Nei manifesti di volo e negli orari compaiono anche il principe Andrea, insieme ad altre personalità quali il magnate tecnologico Peter Thiel e Steve Bannon, già consigliere del presidente Donald Trump.
Parte del database raccoglie sintesi di segnalazioni inviate alla linea pubblica dell’FBI, contenenti accuse non verificate di illeciti attribuiti a Trump in relazione a Epstein. Il dipartimento di Giustizia ha premesso al comunicato una nota in cui avverte che alcuni documenti «contengono affermazioni false e sensazionalistiche contro il Presidente Trump», giudicate «infondate e false».
Il Blanche ha precisato che l’esame delle email personali di Epstein non ha evidenziato alcun elemento da cui emerga che quest’ultimo ritenesse Trump colpevole di crimini o coinvolto in contatti inappropriati con le vittime. Al contrario, le email rivelano che Epstein criticava spesso Trump, definendolo «stupido» e mettendo in dubbio le sue capacità mentali.
Durante una conferenza stampa, Blanche ha giustificato il ritardo nella diffusione citando la complessità della revisione di milioni di pagine e ha respinto con decisione le accuse di occultamento.
«Non stiamo nascondendo alcuna tranche di documenti super segreti», ha dichiarato, sottolineando che la Casa Bianca non ha esercitato «alcuna supervisione» sul processo di vaglio.
Il comunicato include inoltre nuovi elementi relativi alla collaboratrice di Epstein, Ghislaine Maxwell, attualmente detenuta per una condanna a 20 anni, tra cui la sua foto segnaletica e il certificato di naturalizzazione che indica la professione di «manager» al servizio di Epstein.
La pubblicazione segue una recente istanza presentata in tribunale dalla Maxwell, secondo cui 29 presunti complici di Epstein avrebbero evitato il processo grazie a accordi riservati; Blanche ha affermato di non essere a conoscenza di tale circostanza.
Il rilascio dell’ultimo lotto di documenti non ha placato le speculazioni che circondano la rete di Epstein: legislatori e opinione pubblica continuano a esaminare i fascicoli, pesantemente oscurati, alla ricerca di ulteriori indizi sull’estensione dei suoi crimini e sui rapporti con ambienti di potere.
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Militaria
«Il Discombobulatore»: Trump ammette l’uso di un’arma segreta nell’operazione per catturare Maduro
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