Geopolitica
Trump non esclude l’uso della «coercizione» per prendere Groenlandia e Canale di Panama. E il «Golfo del Messico» diverrà «Golfo d’America»
Il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che non escluderebbe misure militari o economiche per riprendere il controllo del Canale di Panama o per acquisire il territorio della Groenlandia controllato dalla Danimarca.
Alla domanda posta durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago martedì se potesse «assicurare al mondo» che non avrebbe usato «coercizione militare o economica» nei suoi sforzi per acquisire uno dei due, Trump ha detto che non lo avrebbe fatto.
«No, non posso assicurarti su nessuno dei due. Ma posso dire questo, ne abbiamo bisogno per la sicurezza economica», ha detto.
Trump ha più volte espresso il desiderio che gli Stati Uniti acquistino la Groenlandia dalla Danimarca.
«La gente non sa nemmeno se la Danimarca ne abbia il diritto legale, ma se lo avesse, dovrebbe rinunciarvi perché ne abbiamo bisogno», ha affermato martedì, sostenendo che si trattava di una «necessità assoluta» per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Il figlio di Trump, Donald Jr, è arrivato in Groenlandia martedì per quella che ha definito una «gita personale di un giorno» durante la quale non erano previsti incontri con funzionari governativi. Il giovane Trump è arrivato in Groenlandia su un aereo con il marchio Trump e ha detto alla folla che suo padre «saluta tutti in Groenlandia».
Greenland is beautiful!!! 🇬🇱 pic.twitter.com/PKoeeCafPz
— Donald Trump Jr. (@DonaldJTrumpJr) January 7, 2025
Greenland loves America and Trump!!! Incredible people with an equally awesome reception. They just want to be able to utilize some of the incredible resources that they have and allow themselves, their country, and their kids to flourish. pic.twitter.com/7TPz0DACKX
— Donald Trump Jr. (@DonaldJTrumpJr) January 7, 2025
Epic day!!!!🇺🇸🇺🇸🇺🇸 https://t.co/wxI2WpozSz
— Donald Trump Jr. (@DonaldJTrumpJr) January 8, 2025
Greenland coming in hot… well, actually, really really cold!!!! pic.twitter.com/IhLKVOfYVM
— Donald Trump Jr. (@DonaldJTrumpJr) January 7, 2025
Incredible day!!!! 🇺🇸🇬🇱🇺🇸🇬🇱🇺🇸 https://t.co/LOzDDkkzjL
— Donald Trump Jr. (@DonaldJTrumpJr) January 7, 2025
Anche il magnate della tecnologia statunitense e stretto alleato di Trump, Elon Musk, sembra sostenere il piano, scrivendo su X che crede che la popolazione della Groenlandia «voglia far parte dell’America» e che sarebbe «la benvenuta».
If the people of Greenland want to be part of America, which I hope they do, they would be most welcome! 🇺🇸 🇬🇱 https://t.co/lgzbVDpYOG
— Elon Musk (@elonmusk) January 7, 2025
Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha ribadito martedì che la Groenlandia «non è in vendita» e non lo sarà mai. «La Groenlandia appartiene ai groenlandesi», ha affermato. Nel frattempo, il premier indipendentista groenlandese Mute Egede ha approfittato delle esternazioni di Trump per chiedere l’indipendenza dalla Danimarca.
La Groenlandia è l’isola più grande del mondo e si trova tra l’oceano Atlantico e quello Artico. È già sede di una grande base militare statunitense e si trova sulla rotta più breve dal Nord America all’Europa. Il territorio ha ottenuto l’autogoverno dalla Danimarca nel 1979.
Come riportato da Renovatio 21, Trump ha anche promesso in precedenza di riprendere il controllo del «vitale» Canale di Panama, che il defunto presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter aveva ceduto a Panama nel 1977.
A dicembre, il presidente di Panama, José Raúl Mulino, ha promesso che «ogni metro quadrato del Canale di Panama e dell’area adiacente appartiene a Panama e continuerà ad esserlo».
Martedì, Trump ha promesso di rinominare il Golfo del Messico in Golfo d’America, perché ha un «suono meraviglioso» ed è «appropriato». «Copre un sacco di territorio. Il Golfo d’America. Che bel nome», ha detto.
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Immagine da Twitter
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Geopolitica
Al-Jolani visita Mosca per la seconda volta in meno di quattro mesi
Mercoledì il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il suo omologo siriano Ahmed al-Sharaa – già noto come il terrorista ricercato Muhammad al-Jolani – per discutere della ricostruzione della Siria, della cooperazione bilaterale e del ruolo di Mosca nel Paese. Si è trattato della seconda visita di Al-Sharaa nella capitale russa in meno di quattro mesi.
Al-Sharaa, un tempo a capo del gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), è salito al potere alla fine del 2024 in seguito alla caduta del governo di Bashar Assad. Il deposto leader siriano è fuggito in Russia, dove gli è stato concesso asilo, e da allora vive a Mosca con la sua famiglia.
Mosca ha proseguito la collaborazione con la nuova leadership siriana e ha mantenuto la sua presenza militare presso la base aerea di Khmeimim e la base navale di Tartus in Siria.
Durante l’incontro, Putin ha dichiarato che i rapporti diplomatici tra Russia e Siria sono sempre stati amichevoli e ha ringraziato al-Sharaa per aver contribuito a svilupparli ulteriormente. Il presidente russo ha inoltre rilevato che il volume degli scambi commerciali tra i due paesi è aumentato del 4% rispetto all’ultimo incontro tra i due leader, avvenuto a ottobre.
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«Sebbene forse non sia un obiettivo così ambizioso come avremmo voluto, è comunque un passo avanti, e una tendenza che dovremmo proseguire. Continuiamo a lavorare attivamente per sviluppare la nostra partnership in tutti i settori», ha affermato.
Mosca e Damasco intendono collaborare in un’ampia gamma di settori, tra cui sanità, edilizia, industria e sport, secondo quanto dichiarato dal presidente russo. Le aziende e le imprese edili russe sono pronte a collaborare con i loro partner siriani per la ricostruzione della nazione mediorientale, ha aggiunto Putin.
Il presidente russo ha inoltre espresso apprezzamento per gli sforzi di Damasco volti a ripristinare l’integrità territoriale della Siria e si è congratulato col Jolani/Sharaa per aver riportato sotto il controllo governativo i territori a est del fiume Eufrate.
Il Jolani/Sharaa ha ringraziato Putin per gli sforzi compiuti dalla Russia per stabilizzare la situazione in Siria e in Medio Oriente, sottolineando che Mosca svolge un ruolo fondamentale nella regione. Ha inoltre affermato che Mosca e Damasco hanno molte questioni all’ordine del giorno e ha espresso la speranza che i colloqui siano fruttuosi.
A dicembre, Al-Sharaa si è recato a Washington per colloqui con il presidente Donald Trump, il quale si è dichiarato «molto soddisfatto» della nuova leadership siriana.
Il già jihadista terrorista, su cui pendeva una taglia da 10 milioni di dollari emessa dal dipartimento di Stato USA, è stato anche a Nuova York a settembre per la plenaria ONU, ricevuto con tutti gli onori dal segretario di Stato Marco Rubio e pure dall’ex direttore della CIA David Petraeus.
L’arrivo dell’ex membro di al-Qaeda in Siria coincideva con l’anniversario della strage delle Torri Gemelle.
Come riportato da Renovatio 21, al-Jolani ha incontrato alti funzionari israeliani in un «silenzioso» sforzo di normalizzazione dei rapporti tra Damasco e lo Stato degli ebrei in stile accordi di Abramo.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
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