Geopolitica
Teheran chiede una risposta dell’ONU alle minacce di Trump
Il governo iraniano ha presentato una richiesta formale alle Nazioni Unite affinché intervengano a seguito delle dichiarazioni sempre più aggressive del presidente statunitense Donald Trump, inclusa l’affermazione che Washington è pronta a intervenire nei disordini in atto nella Repubblica Islamica.
In una lettera inviata venerdì al Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, l’ambasciatore iraniano Amir Saeid Iravani ha accusato Trump di «incitamento alla violenza, ai disordini e agli atti terroristici» in Iran.
«Il Presidente degli Stati Uniti ha apertamente minacciato la Repubblica islamica dell’Iran di ricorrere alla forza e di intervenire, dichiarando: “Siamo pronti a partire”», ha scritto.
«Queste ripetute e deliberate dichiarazioni dimostrano un modello coerente di condotta illecita da parte degli Stati Uniti», prosegue la lettera, che ripercorre una lunga serie di presunte interferenze americane negli affari iraniani, tra cui il colpo di Stato del 1953, il sostegno a Saddam Hussein durante la guerra Iran-Iraq, l’abbattimento del volo Iran Air 655 e l’uccisione del generale Qassem Soleimani sei anni fa.
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Manifestazioni di vasta portata sono esplose in Iran alla fine di dicembre, inizialmente innescate dalle gravi difficoltà economiche, tra cui il nuovo minimo storico raggiunto dalla valuta nazionale. Le proteste si sono rapidamente diffuse e sono diventate sempre più violente, con i manifestanti che hanno assaltato edifici governativi e si sono scontrati con le forze di sicurezza.
Sono stati registrati anche numerosi morti sia tra i dimostranti che tra gli agenti.
Venerdì Trump ha scritto su Truth Social che se l’Iran «spara e uccide violentemente i manifestanti pacifici», gli Stati Uniti «verranno in loro soccorso».
Ciò ha indotto il presidente del parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf a replicare con un monito su X, affermando che le forze statunitensi in Medio Oriente sarebbero considerate «obiettivi legittimi» in caso di intervento da parte di Washington.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha riconosciuto il diritto dei cittadini a protestare pacificamente, ma ha precisato che né la violenza durante le manifestazioni né le ingerenze straniere saranno tollerate.
«Il grande popolo iraniano rifiuterà con forza qualsiasi ingerenza nei propri affari interni», ha scritto Araghchi su X. «Allo stesso modo, le nostre potenti forze armate sono pronte a intervenire e sanno esattamente dove intervenire in caso di violazione della sovranità iraniana».
La lettera dell’ambasciatore iraniano all’ONU sollecita il Consiglio di Sicurezza a «condannare in modo inequivocabile e fermo queste dichiarazioni sconsiderate e provocatorie» e invita gli Stati Uniti a rispettare il diritto internazionale, astenendosi da «ogni minaccia o uso della forza».
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Immagine di Mehr News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Geopolitica
Trump: cessate il fuoco concordato tra Israele e Libano
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Geopolitica
L’Iran dichiara Ormuzzo «completamente aperto» a tutte le navi commerciali
Il passaggio attraverso lo Stretto di Ormuzzo per tutte le navi commerciali è ora completamente aperto, ha dichiarato venerdì il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi. Ha aggiunto che la via navigabile rimarrà aperta per tutta la durata del cessate il fuoco in Libano.
L’annuncio di Araghchi è giunto poco dopo l’entrata in vigore di una tregua di 10 giorni tra le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e il gruppo militante Hezbollah in Libano, che ha rappresentato uno dei principali ostacoli a un accordo di pace tra Iran e Stati Uniti.
Scrivendo su X, il ministro iraniano ha dichiarato che «in linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto ormusino è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco».
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Ha tuttavia precisato che alle navi sarebbe stato consentito di navigare lungo la «rotta coordinata già annunciata dall’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell’Iran», lasciando intendere che lo stretto rimarrà sotto il controllo di Teheran.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto all’annuncio di Araghchi sul suo account Truth Social, ringraziando apparentemente Teheran per la completa riapertura dello «Stretto dell’Iran».
Lo Stretto ermisino è chiuso da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco non provocato contro l’Iran alla fine di febbraio. La chiusura ha fatto impennare i prezzi dell’energia e scosso l’economia globale, interrompendo una delle arterie commerciali più importanti del mondo, che gestisce circa il 20% delle esportazioni globali di petrolio greggio.
Nei minuti successivi all’annuncio di Araghchi, i prezzi del petrolio sono crollati di oltre il 10%, con il greggio che ha toccato poco più di 83 dollari al barile e il Brent che si è attestato intorno agli 88 dollari.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Bizzarria
L’Iran dice di voler allearsi con l’Italia, ma rivendica la scoperta del gelato
Dear Italy, Your PM just defended Pope and lost an ally in Washington — the Commander in Grief, yet the most ‘powerfool’man on earth.
We’d like to apply for the vacancy. Our qualifications: 7,000 years of civilization, a shared love of poetry, architecture, and food that… — Iran in Ghana (@IRAN_GHANA) April 15, 2026
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Why would we hurt Italy? We love Italian people, soccer, and food and we love Rome, Rimini, Pisa, Milan, Venice, Sardegna, Florence, Naples, Genova, Turin Sicily, and everything in between. 🇮🇹
— Iran Embassy in Thailand ☫ (@IranInThailand) April 14, 2026
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— Iran Embassy in Tajikistan (@IRANinTJ) April 14, 2026È incontrovertibile: dai video Lego in giù, la guerra di comunicazione sta venendo stravinta dall’Iran con fantasia e tecnologia e, fondamentale, tanto humor – alla faccia dei video della Casa Bianca che trattano la guerra come un vero videogame, facendo indignare non solo i vescovi statunitensi.
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