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Ambiente

Supervisore delle scienze climatiche della Casa Bianca sanzionata e esclusa dall’AccademiaNazionale delle Scienze USA

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Jane Lubchenco, vicedirettore per il clima e l’ambiente presso l’Office of Science and Technology Policy della Casa Bianca, è stata richiamata dalla National Academy of Sciences (l’Accademia Nazionale delle Scienza USA) per aver modificato un documento che in seguito conteneva errori tecnici. La Luchenco aveva inoltre aver lavorato con gli scienziati al documento stesso.

 

Uno dei ricercatori si è rivelato essere suo cognato.

 

Come riporta Summit News, è stato quindi riscontrato che la Lubchenco ha violato la sezione 3 del Codice di condotta dell’Accademia Naziona delle Scienze (NAS) , in cui si afferma che «i membri NAS devono evitare quelle pratiche di ricerca dannose che sono chiare violazioni dei principi fondamentali della ricerca».

 

La sezione osserva inoltre: «I membri dovrebbero essere revisori paritari equi e obiettivi, mantenere la riservatezza quando richiesto, muoversi prontamente per correggere la letteratura quando vengono rilevati errori nel proprio lavoro, includere tutti gli autori meritevoli nelle pubblicazioni e dare adeguato credito al lavoro precedente nelle citazioni».

 

La testata online Axios scrive che Lubchenco ha commentato l’accaduto:

 

«Accetto queste sanzioni per il mio errore di giudizio nella redazione di un articolo scritto da alcuni dei miei collaboratori di ricerca, un errore per il quale ho pubblicamente dichiarato il mio rammarico».

 

L’articolo rileva inoltre che i rappresentanti del GOP Frank Lucas dell’Oklahoma, Stephanie Bice dell’Oklahoma e Jay Obernolte della California hanno scritto una lettera aperta a febbraio chiedendo alla Casa Bianca di «considerare se il ruolo di primo piano del Dr. Lubchenco negli sforzi per l’integrità scientifica dell’amministrazione mina la fiducia del pubblico nelle future decisioni politiche».

 

I repubblicani hanno anche osservato che «in qualità di editore degli Atti dell’Accademia nazionale delle scienze , la dottoressa Lubchenco ha dimostrato un chiaro disprezzo per le regole intese a prevenire i conflitti di interesse nella pubblicazione di studi sottoposti a revisione paritaria».

 

«Ora, il Dr. Lubchenco sta svolgendo un ruolo di primo piano nello sviluppo e nella supervisione delle migliori pratiche di questa amministrazione per l’integrità scientifica. La sua violazione di uno dei principi fondamentali dell’integrità scientifica rende il suo attuale ruolo di leadership molto preoccupante» ha comunicato il Partito Repubblicano USA.

 

Nonostante lo scandalo, la Lubchenco sta ancora ricoprendo il suo ruolo alla Casa Bianca continua a promuovere sui social materiale sulla transizione ecologica e l’energia verde.

 

Lubchenco, scienziata ambientale e sedicente esperta in «cambiamenti climatici» e sostenibilità marina e planetaria, dal 2009 al 2013 è stata amministratore della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e sottosegretario al Commercio per gli oceani e l’atmosfera.

 

I suoi numerosi riconoscimenti includono il premio di «genio» MacArthur nel 1993 e più di 20 lauree honoris causa. Nel 2002, la rivista Discover ha riconosciuto Lubchenco come una delle 50 donne più importanti nella scienza.

 

Nel febbraio 2021 la Luchenco è stata nominata dal presidente Joe Biden vicedirettore per il clima e l’ambiente presso l’Ufficio per la politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca (OSTP).

 

 

 

 

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Ambiente

La Libia chiede un’indagine internazionale sull’attacco alla petroliera russa

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Le organizzazioni internazionali dovrebbero indagare sull’attacco a una petroliera russa nel Mediterraneo al largo delle coste libiche, ha dichiarato all’agenzia stampa governativa Sputnik Adel Abdelkafi, consigliere per la sicurezza nazionale del Consiglio Supremo di Stato libico (SSC).

 

Il ministero dei Trasporti russo aveva dichiarato il 3 marzo che la petroliera russa Arctic Metagaz era stata attaccata da imbarcazioni ucraine senza equipaggio al largo delle coste libiche, in prossimità delle acque territoriali maltesi nel Mar Mediterraneo.

 


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«Questa vicenda richiede l’attenzione degli organi o delle organizzazioni internazionali competenti, con esperienza nella risoluzione di incidenti di questo tipo, al fine di prevenire conseguenze negative per la costa libica, il territorio libico e i suoi cittadini», ha dichiarato Abdelkafi, sottolineando che, insieme alle organizzazioni internazionali, anche l’attenzione degli stati costieri del Mediterraneo è fondamentale per prevenire tali attacchi, proteggere l’ambiente marino e garantire la sicurezza di questi Paesi.

 

In precedenza, la National Oil Corporation (NOC) libica aveva affermato di poter gestire le conseguenze dell’attacco ucraino alla petroliera russa di GNL al largo delle coste libiche. La petroliera di GNL verrà rimorchiata in uno dei porti della compagnia.

 

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha precisato che la nave cisterna per il trasporto di gas naturale liquefatto (GNL), che trasportava 100.000 metri cubi di gas naturale liquefatto, ha perso propulsione e potenza, subendo un incendio e una conseguente esplosione di gas. Tutti i 30 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo, ma due marinai sono rimasti feriti.

 

La nave è ora alla deriva nel Mediterraneo tra la Sicilia e Malta. Attivisti ambientalisti dicono che potrebbe esplodere creando un disastro ecologico marittimo.

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Ambiente

«Un crimine che segnerà generazioni»: l’Iran accusa Israele di ecocidio

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Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha chiesto che Israele venga «punito per i suoi crimini di guerra» contro la Repubblica islamica.   I bombardamenti dei depositi di carburante a Teheran da parte delle autorità israeliane «violano il diritto internazionale e costituiscono ecocidio», ha scritto su X.   Araghchi ha messo in guardia sul fatto che gli attacchi potrebbero provocare danni ambientali irreversibili, mettendo a rischio la salute dei residenti e contaminando il suolo e le falde acquifere per generazioni.   In precedenza, l’ambasciatore Amir Saeid Iravani aveva presentato formalmente una denuncia alle Nazioni Unite dopo che gli attacchi ai depositi di carburante avevano generato aria tossica e piogge acide, esponendo i civili a gravi pericoli per la salute.   Come riportato da Renovatio 21, gli attacchi israeliani a Teheran hanno prodotto piogge acide e incendi che sono stati filmati pure per le strade della città.  

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Il portavoce del ministero degli Esteri iraniani ha dichiarato che gli attacchi «non sono altro che una guerra chimica intenzionale contro i cittadini iraniani. Le conseguenze di questa catastrofe ambientale e umanitaria non saranno limitate ai confini dell’Iran».   I grandi incendi di idrocarburi generano enormi quantità di sostanze chimiche tossiche e particolato fine, che comportano rischi immediati e prolungati per la salute. Fuliggine, ossidi di zolfo e di azoto, metalli pesanti e altre sostanze nocive colpiscono in misura particolare le persone con patologie respiratorie e gli anziani.   A lungo termine, questi inquinanti possono provocare gravi malattie, incluso il cancro. Una volta dispersi nell’atmosfera, possono viaggiare per migliaia di chilometri; depositati sul suolo, contaminano le falde acquifere.   Eventi analoghi provocati dall’uomo, come gli incendi dei pozzi petroliferi appiccati dalle forze di Saddam Hussein nel 2003 durante l’invasione statunitense, hanno prodotto effetti duraturi sulle truppe americane presenti sul campo. Gli incendi di Teheran si distinguono per la loro prossimità a un grande centro urbano, con un rischio maggiore di esposizione acuta.  

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Ambiente

Ghiacciaio antartico accusato di rubare il ghiaccio ai vicini

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Un ghiacciaio antartico – osservato dallo spazio –  è stato sorpreso a rubare ghiaccio al ghiacciaio vicino durante il suo scioglimento.

 

In uno studio pubblicato sulla rivista The Cryosphere, alcuni ricercatori dell’Università di Leeds in Inghilterra, hanno scoperto che un ghiacciaio dell’Antartide occidentale si è reso protagonista di un vero atto di «pirateria del ghiaccio», ossia aumentando di volume a discapito dei ghiacciai vicini che si stavano assottigliavano.

 

Utilizzando immagini satellitari scattate tra il 2005 e il 2022, gli scienziati sono rimasti sorpresi nell’apprendere che sebbene tre ghiacciai – Kohler East, Pope e Smith – avessero iniziato a ritirarsi con una velocità superiore del 51% all’anno, il ghiacciaio vicino, Kohler West, aveva in realtà rallentato il suo avanzamento del 10%.

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Secondo Heather Selley, ricercatrice di dottorato a Leeds e autrice principale dell’articolo, queste diverse velocità di diradamento sembrano avere strane conseguenze.
«Riteniamo che il rallentamento osservato sul ghiacciaio Kohler West sia dovuto alla deviazione del flusso di ghiaccio verso il ghiacciaio vicino, il Kohler East», ha spiegato la scienziata in un comunicato stampa.

 

Questa «pirateria del ghiaccio» consiste nel fatto che la massa congelata viene «reindirizzato da un ghiacciaio all’altro, e il ghiacciaio che accelera, in sostanza, “ruba” il ghiaccio al suo vicino che rallenta».

 

Sebbene questo fenomeno non sia sconosciuto dagli studiosi di quetso ramo scientifico, in passato occorrevano centinaia o addirittura migliaia di anni perché si verificasse. Osservarlo accadere in un periodo di soli diciotto anni è stato «affascinante», ha sottolineato la Selley, ma allo stesso tempo potrebbe anche creare delle preoccupazioni alla comunità scientifica.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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