Connettiti con Renovato 21

Bizzarria

Startup crea scudo che rende invisibili

Pubblicato

il

Una startup britannica afferma di aver creato uno «scudo dell’invisibilità» nel mondo reale che non necessita di energia per funzionare.

 

Messa così, parrebbe davvero un invento di pura magia. Tuttavia, sembra basarsi su legittime leggi scientifiche.

 

Materialmente, si tratta di pezzo di cartone piatto che trasforma qualsiasi cosa dietro di esso in una macchia impercettibile.

 

 

La società, chiamata con estrema fantasia Invisibility Shield Co., sta cercando di finanziare il proprio progetto su Kickstarter , dove finora ha raccolto oltre  88.000 dollari, da un obiettivo iniziale di soli  6.500 dollari.

 

Per poco meno di 400 dollari, puoi ottenere il tuo scudo dell’invisibilità a grandezza naturale, che misura oltre tre piedi per due.

 

Non si tratta ancora di una tecnologia dell’invisibilità in stile Predator – sublime franchising di cinema, fumetti e videogame con temibili cacciatori extragalattici che ci considerano selvaggina.

 

Si tratta, invece, di un semplice trucco ottico: lo schermo devia la luce attorno al soggetto utilizzando un «array di lenti di precisione», scrive la pagina Kickstarter dell’azienda. La luce viene riflessa in direzione orizzontale, dimodoché si ha l’oscuramento quasi totale del soggetto nascosto dietro lo scudo.

 

La scienza dietro l’invenzione non è perfetta. Lo scudo non può replicare perfettamente la scena dietro il soggetto, ma piuttosto la ricrea come una rappresentazione sfocata, un po’ come tentato in maniera banalmente artigianale da Sherlock Holmes nel film Sherlock Holmes – Gioco di ombre interpretato da Robert Downey Jr.

 

 

«Gli scudi si comportano al meglio su sfondi uniformi come fogliame, erba, muri intonacati, sabbia, cielo e asfalto», si legge sulla pagina Kickstarter. «Anche gli sfondi con linee orizzontali definite funzionano molto bene e possono essere elementi naturali come l’orizzonte o elementi artificiali come muri, binari o linee dipinte».

 

Gli impieghi di una simile semplice invenzione, tuttavia, immaginiamo potrebbero non essere solo ludici.

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

Continua a leggere

Bizzarria

Vulcano erutta vicino all’aeroporto, i turisti fanno picnic a bordo lava: le immagini

Pubblicato

il

Da

Il vulcano islandese Fagradalsfjall è eruttato non lontano dal principale aeroporto del Paese la scorsa settimana.

 

L’eruzione vulcanica è avvenuta a circa dieci miglia dall’aeroporto internazionale di Keflavik e a 20 miglia dalla capitale islandese Reykjavik.

 

Non sono stati segnalati feriti, nonostante molti curiosi si siano riversati sul sito per assistere alla scena.

 


 

Pare sia iniziata anche l’usanza, per i turisti, di fare «picnic a bordo vulcano».

 

 

Vi sono immagini in altissima definizione 4k dell’evento girate da un cineoperatore italiano.

 

 

Un canale YouTube sta mandando live le immagini della lava che continua a scorrere.

 

Il vulcano Fagradalsfjall aveva eruttato lo scorso marzo, dopo essere rimasto inattivo per quasi 800 anni .

 

Secondo una dichiarazione di mercoledì del governo islandese, l’eruzione – che è stata tecnicamente classificata come una fessura vulcanica – è seguita a una serie di terremoti regionali.

 

La dichiarazione rileva anche che l’eruzione è relativamente piccola e il governo non è quindi eccessivamente preoccupati per la sicurezza pubblica.

 

«Quello che sappiamo finora è che l’eruzione non rappresenta alcun rischio per le aree popolate o per le infrastrutture critiche», ha aggiunto nella dichiarazione il primo ministro islandese Katrin Jakobsdottir.

 

Ricordiamo en passant come nel 2010 l’eruzione dell’imponunziabile vulcano islandese Eyjafjallajökull mise a terra tutto il traffico aereo d’Europa – per giorni e giorni.

 

Altro che cambiamento climatico.

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

Continua a leggere

Arte

David Lynch dice ad un falso Zelens’kyj di prendere una birra con Putin e fare la pace

Pubblicato

il

Da

Il famoso regista intellettuale americano David Lynch è stato oggetto di una burla da parte di qualcuno che fingeva di essere Volodymyr Zelens’kyj.

 

Nella conversazione il creatore di Twin Peaks ha detto allo Zelens’kyj che è giunto il momento di sedersi con la sua controparte russa per un paio di birre per risolvere la sanguinosa crisi in Ucraina.

 

«È un piacere, signor Zelens’kyj. Sono molto felice di parlare con lei», aveva esordito il Lyncho in una videochiamata con cui credeva fosse il presidente ucraino. Si trattava in realtà di Vladimir «Vovan» Kuznetsov e Alexei «Lexus» Stolyarov, un duo di burloni russi che si sono fatti un nome trollando alla grandissima politici e altri personaggi pubblici.

 

In un appassionato appello al falso Zelen’skyj, il leggendario cineasta scapigliato ha affermato che era suo «lavoro» informare il leader ucraino sulle «tecnologie» che esistono per raggiungere una pace duratura nell’interesse dell’Ucraina, aggiungendo che queste erano molto più efficaci di quelle di «guerra e omicidio». Ha quindi fatto riferimento ad alcune lettere che aveva scritto a Zelensky sull’argomento.

 

È probabile che qui il Lynch stesse alludendo alla meditazione trascendentale, di cui egli è affezionato adepto e proselitista da decenni. Il regista gira spesso il mondo con conferenze in cui asserisce che la pace mondiale possa arrivare tramite il suo tipo di meditazione.

 

 


 

Alla domanda del falso Zelens’kj se dovesse parlare direttamente con Putin nell’interesse del raggiungimento della pace, Lynch ha risposto con enfasi: «sì!»

 

Il Lince ha allora sottolineato che ci sarebbero diversi modi per farlo, da una normale conversazione telefonica a una cena virtuale. Alla domanda se la conversazione potesse includere i presidenti che bevono birra, Lynch ha riso e ha risposto di nuovo «sì… e anche un paio di birre».

 

Lynch ha osservato che durante la conversazione, davanti a una birra o a una cena, i due presidenti potevano discutere i problemi tra i due Paesi e arrivare alla reciproca realizzazione che erano entrambi esseri umani.

 

Il regista ha esortato il suo interlocutore a «fermare» la crisi attuale, a parlare con Putin e a «pensare alla pace, pensare all’amicizia» e pensare a come andare d’accordo e «aiutarsi a vicenda».

 

Lynch in precedenza si era pronunciato pubblicamente sulla crisi ucraina a febbraio, rimproverando Vladimir Putin per l’intervento militare russo in Ucraina e dicendo che «non c’è spazio» per l’«assurdità» del conflitto militare nel mondo moderno.

 

La conversazione di Vovan e Lexus con Lynch arriva una settimana dopo la loro intervista con Stephen King, parimenti indotto con l’inganno a pensare di star parlando con il presidente- comico ucraino Volodymyr Zelens’kyj.

 

Il Kingo nella conversazione ha elogiato il collaboratore nazista e criminale di guerra dell’era della Seconda Guerra Mondiale Stepan Bandera definendolo un «grande uomo» e averlo paragonato ai padri fondatori degli Stati Uniti, dicendo agli scrittori russi di «tacere».

 

Come scrive Sputnik, «i burloni russi hanno passato più di un decennio a trollare politici, celebrità, reali e altri personaggi pubblici. Le loro interviste spesso forniscono informazioni su ciò che i funzionari si dicono a porte chiuse e su ciò che le celebrità pensano in privato quando pensano che nessuno stia ascoltando. Vovan e Lexus hanno chiuso il loro canale YouTube a marzo dopo aver pubblicato un paio di interviste sincere con il segretario alla Difesa britannico Ben Wallace e il ministro dell’Interno Priti Patel».

 

Il Lynch nell’episodio 9 dell’ultima stagione di Twin Peaks aveva dato una visionaria e convincente sua visione cosmogonica del Male, che sarebbe entrato nel mondo moderno con gli esperimenti atomici americani degli anni Cinquanta, per poi riprodursi sottoforma di cicale-rane che si infilano nelle bambine nel sonno determinando possessioni demoniache assassine e fatti inspiegabili.

 

Quello che avete appena letto ha molto più senso del consiglio a Zelens’kyj di bersi una birra con Putin.

 

 

 

 

Immagine di Thiago Piccoli via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

 

Continua a leggere

Bizzarria

L’ultimo discorso di Biden è un video deepfake?

Pubblicato

il

Da

 

La Casa Bianca ha rilasciato qualche giorno fa una versione che appare pesantemente modificata del bizzarro discorso di Biden alla National Organization of Black Law Enforcement Executives Conference, un’associazione di poliziotti di colore.

 

Nel video, il volto di Biden appare leggermente alterato, ed è stato notato che egli sbatte le palpebre in tutto 6 volte in 11 minuti di discorso.

 

In rete gli utenti si sono chiesti se si tratti di una versione «drogata» del presidente americano. Il conduttore di Fox News Tucker Carlson ha recentemente riferito che una fonte gli ha detto come Biden venisse regolarmente alimentato con pillole durante la campagna presidenziale 2020 affinché gli fosse impedito di «comportarsi come un bambino piccolo».

 

Tuttavia, l’ipotesi che prende più piede è quella che si tratti di un video deepfake, ossia realizzato con algoritmi di ultima generazione in grado di ricreare iperrealisticamente i volti delle persone.

 


Il deepfake è una tecnologia derivata da ricerche informatiche universitarie che ha preso piede pochi anni fa, e che lentamente sta percolando nel mondo del cinema e degli effetti speciali.

 

I deepfake, che si basano su algortimi chiamati Generative Antagonist Network (GAN), sono stati usati dapprima per inquietanti e illegali filmati osceni; di fatto la loro esistenza non è ancora stata regolata.

 

La credibilità dei deepfake è tale che i volti generati con gli algoritmi sono più credibili di quelli reali.

 

I deepfake paiono essere stati utilizzati anche durante la guerra ucraina: qualcuno che impersonava il sindaco di Kiev Vitalij Klitschko avrebbe intrattenuto conversazioni con altri sindaci europei per videoconferenza, possibilmente utilizzando un software di deepfake in tempo reale. Parimenti,

 

Joe Biden, una vita passata a mentire, non poteva farsi scappare la possibilità di utilizzare anche l’ultimo ritrovato in fatto di menzogne.

 

 

Un anno fa la giornalista Sharyl Attkisson suggeriva che, vista la sparizione della persone fisica di Biden dalla comunicazione della Casa Bianca, tanto valeva che usassero un «ologramma» per i suoi discorsi pubblici.

 

Detto, fatto.

Continua a leggere

Più popolari