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Soldato indiano rapito e assassinato vicino al confine con il Pakistan
Le tensioni sono riemerse nel Jammu e Kashmir, una regione colpita da insurrezioni lungo il confine tra India e Pakistan, dopo che mercoledì mattina le forze di sicurezza hanno recuperato il corpo di un soldato dell’esercito indiano.
Secondo l’agenzia di stampa ANI, il corpo del soldato 26enne è stato trovato crivellato di colpi in una zona boscosa del distretto di Anantnag.
Il deceduto, identificato come Hilal Ahmad Bhat, era tra i due soldati rapiti da presunti terroristi il giorno prima, spingendo l’esercito a lanciare una vasta missione di ricerca. L’altro soldato è riuscito a fuggire, secondo quanto riportato dai media indiani. I soldati sono stati rapiti durante un’operazione antiterrorismo congiunta notturna condotta dall’esercito indiano in collaborazione con la polizia del Jammu e Kashmir martedì.
The funeral of Army soldier Hilal Ahmad, who was abducted and killed by terrorists in South Kashmir’s Kokernag area, witnessed emotional scenes.
People chanted slogans such as “Jab tak suraj chand rahega, Hilal tera naam rahega” and “Hilal, tere khoon se inqilab aayega.”… pic.twitter.com/8s6j2Ad26Y
— Sajid Yousuf Shah (@TheSkandar) October 9, 2024
Hilal Ahmad, a Territorial Army (@adgpi) soldier from Nowgam, Anantnag, was laid to rest with full military honors in his native village. He had been abducted by terrorists, and his bullet-ridden body was discovered on Wednesday morning. The community gathered to honor his… pic.twitter.com/s0h7LW558j
— Kashmir Outlook (@kashmiroutlook1) October 9, 2024
L’incidente è avvenuto nonostante le misure di sicurezza rafforzate nella regione, dove nelle ultime settimane si sono tenute le prime elezioni dell’assemblea. Nuova Delhi ha schierato 3.000 truppe aggiuntive per le elezioni, che si sono svolte in tre fasi a settembre e ottobre, come riportato dall’Hindustan Times.
In particolare, è stato il primo sondaggio nella regione di confine in oltre un decennio, dopo anni di disordini e militanza. Tuttavia, l’elezione è stata oscurata dall’aumento dell’attività terroristica nella zona.
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Ancora la scorsa settimana, uno scontro tra personale dell’esercito e terroristi ha causato due vittime nel distretto di Kupwara lungo la Linea di controllo, il confine tra India e Pakistan. L’operazione che ha portato allo scontro è stata lanciata il 3 ottobre in seguito a segnalazioni di infiltrazioni terroristiche in India. Secondo i resoconti dei media, si ritiene che circa 60-80 terroristi si siano infiltrati nella regione di Jammu tra marzo e aprile di quest’anno.
Come reputato da Renovatio 21, il mese scorso le forze di sicurezza indiane hanno dichiarato di aver sventato un tentativo di infitrazione terroristica in Kashmir a pochi giorni dalle elezioni.
Il Kashmir è al centro di una grande disputa di confine tra l’India e il suo vicino dotato di armi nucleari. Nel corso degli anni, l’India ha accusato il Pakistan di sostenere il terrorismo transfrontaliero nella regione a maggioranza musulmana, mentre Islamabad ha accusato l’India di violare i diritti umanitari dei residenti della regione.
I legami tra India e Pakistan sono gelidi dal 2019, in seguito al mortale attacco di Pulwama in Kashmir, che ha ucciso 42 soldati indiani. In risposta, Nuova Delhi ha condotto un «attacco chirurgico» contro un gruppo terroristico a Balakot in Pakistan. Inoltre, nel 2019, Islamabad ha declassato le sue relazioni con Nuova Delhi dopo che il governo federale guidato da Narendra Modi ha revocato speciali privilegi costituzionali per la regione.
Gli ultimi sviluppi vicino al confine giungono solo pochi giorni prima del viaggio programmato del ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar in Pakistan per partecipare a un summit della Shanghai Cooperation Organization (SCO). Jaishankar ha recentemente condannato Islamabad per la sua «politica di terrorismo transfrontaliero», affermando che «non avrà mai successo».
Come riportato da Renovatio 21, la settimana scorsa il ministro della Difesa indiano Rajnath Singh aveva accusato il Pakistan di finanziare una «fabbrica di terrorismo». Due mesi fa il premier indiano Modi aveva dichiarato che il Pakistan intendeva «rimanere rilevante» attraverso «terrorismo e guerre per procura».
Il mese scorso erano invece arrivate accuse all’India di repressione della popolazione islamica da parte dell’ayatollah iraniano Ali Khamenei.
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Immagine screenshot da Twitter
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Due università iraniane bombardate: i pasdaran minacciano una risposta simmetrica
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Il proiettile usato per uccidere Charlie Kirk non corrisponde al fucile del sospettato
Secondo un nuovo documento depositato in tribunale, il proiettile che ha ucciso il commentatore conservatore Charlie Kirk potrebbe non corrispondere al fucile usato dal presunto assassino Tyler Robinson.
Robinson, 22 anni, è accusato di omicidio aggravato e rischia la pena di morte per l’omicidio di Kirk, avvenuto alla Utah Valley University il 10 settembre.
Ma i suoi avvocati difensori ora sostengono che l’Ufficio per l’Alcol, il Tabacco, le Armi da Fuoco e gli Esplosivi (ATF) «non è stato in grado di identificare il proiettile recuperato durante l’autopsia come appartenente al fucile presumibilmente collegato al signor Robinson».
Secondo quanto riportato da Fox News, la difesa potrebbe ora presentare la testimonianza dell’analista di armi da fuoco dell’ATF come prova a discarico. Si precisa inoltre che l’analisi dei referti del DNA presentati dal Federal Bureau of Investigation e dall’ATF richiederà tempo al team della difesa, poiché i referti indicano la presenza di diversi campioni di DNA su alcuni elementi di prova.
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«Come indicano questi casi, determinare il numero di persone che hanno contribuito a una miscela di DNA e stabilire se l’FBI e l’ATF abbiano applicato in modo affidabile procedure scientifiche validate e corrette… è un processo complesso che richiede l’assistenza di vari tipi di esperti, tra cui biologi forensi, genetisti, ingegneri di sistema e statistici, i quali devono tutti esaminare e valutare diverse categorie», si legge nel documento, secondo quanto riportato dal quotidiano mormone di Salt Lake City Deseret News.
Gli avvocati di Robinson hanno aggiunto di aver ricevuto circa 20.000 file audio elettronici, video e documenti scritti che i pubblici ministeri hanno presentato come prove nel caso.
«Il team della difesa ha dedicato e continuerà a dedicare risorse significative all’elaborazione delle prove, compresa l’individuazione di materiali non ancora ricevuti, al fine di prepararsi all’udienza preliminare», si legge nel documento.
«Tuttavia, la difesa è realista e la revisione completa necessaria per determinare cosa manca richiederà centinaia di ore (…)Al momento sappiamo che il signor Robinson non ha ancora ricevuto i fascicoli e i dati forensi necessari per esaminare, tramite l’ausilio di esperti qualificati, le relazioni scientifiche che lo Stato intende presentare all’udienza preliminare», hanno continuato gli avvocati.
Gli avvocati della difesa e i pubblici ministeri si erano già incontrati il 12 marzo. Sulla base di quell’incontro, la difesa ha affermato nella mozione di ritenere che i pubblici ministeri introdurranno «categorie» di prove distinte attraverso tre testimoni identificati appartenenti alle forze dell’ordine durante l’udienza preliminare.
«Ciò include rapporti forensi sul DNA e sulla balistica redatti dall’FBI e dall’ATF, dati dei social media, testimonianze dalle forze dell’ordine riguardo alla scena del crimine e ai luoghi delle perquisizioni, e dalla testimonianza dei genitori e del coinquilino del signor Robinson, nonché da “una notevole quantità di dicerie” provenienti da “agenti di polizia che non hanno testimoniato”».
Secondo l’accusa, Robinson avrebbe guidato per tre ore da casa sua fino al campus universitario per uccidere Kirk, di 31 anni. Secondo la narrativa ufficiale – sulla quale molti in questi mesi hanno espresso forti dubbi – stato consegnato alle autorità da suo padre, Matt, dopo aver riconosciuto il fucile del padre nelle immagini diffuse dalla polizia durante la caccia all’uomo per catturare l’assassino di Kirk.
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Secondo quanto riferito dalle autorità, il nonno di Tyler gli aveva regalato il fucile prima che lui lo usasse per uccidere Kirk. Dopo aver riconosciuto poi l’arma nello specifico, Matt ha mandato un messaggio al figlio chiedendogli una foto del cimelio di famiglia, che il sospettato non è stato in grado di fornire, secondo quanto riferito dalla polizia.
Secondo i documenti del tribunale, in uno scambio di messaggi tra Tyler Robinson e il suo coinquilino e «partner», il ragazzo transgender (con una fissazione per i Furry, è stato detto) Lance Twiggs, il presunto assassino avrebbe affermato che il fucile era l’unica prova che aveva lasciato sul luogo del delitto.
I messaggi rilasciati dalle autorità hanno suscitato incredulità ed ilarità in rete: molti credono che il linguaggio utilizzato (ad esempio l’uso della parola «vehicle», «veicolo» invece che «car», «macchina») mostri l’inautenticità dei messaggi, forse scritti con l’Intelligenza Artificiale.
A battersi sulla questione dell’incongruenza della storia di Robinson è l’amica e vecchia socia di Charli Kirk Candace Owens, che sta dedicando il suo podcasto – secondo i numeri, il più ascoltato al mondo – a risolvere il caso, puntando il dito sulle crepe della narrativa ufficiale e su inesattezze («menzogne», dice lei) provenienti dalle autorità, tra cui l’FBI, e dall’organizzazione di Kirk Turning Point USA, tra cui la stessa vedova Erica Kirk, che per qualche ragione ha da subito suscitato antipatie e sospetti dal popolo della rete.
La Owens, che afferma di avere fonti all’interno del caso, aveva detto ancora mesi fa che la storia delle armi e delle pallottole di Robinson non torna: il cane della polizia non avrebbe trovato l’arma, le pallottole non tornano (il tipo di calibro che sarebbe stato sparato non ha trapassato il corpo, quando può normalmente uccidere un’alce), le storie dette sulla ferita mortale di Charlie sono non credibili (avevano detto che la pallottola si è fermata perché Kirk mangiava sano e quindi aveva ossa d’acciaio), il comportamento del Robinson è per lo meno incongruo (sarebbe stato filmato in una yogurteria dall’altra parte della città poco dopo l’assassinio).
Candace, che si dice pronta a testimoniare sotto giuramento per il processo, sostiene altresì che Robinson non avrebbe mai confessato – in effetti dichiarazioni firmate, normali in questi casi, non sono state rese pubbliche – e che, secondo altre fonti, non risponderebbe al vero la storia secondo cui il ragazzo sarebbe stato portato in galera grazie all’azione di suo padre.
L’ex capo del controspionaggio USA Joe Kent, di recente dimissionario perché in contrasto con la scelta dell’amministrazione Trump di andare in guerra con l’Iran per conto di Israele, ha ripetuto che gli sarebbe stato impedito di andare avanti con delle indagini riguardo il possibile coinvolgimento di Paesi terzi nell’omicidio Kirk.
È noto che Charlie Kirk, avendo presente il disastro dell’Iraq che aveva ferito la generazione precedente, era estremamente contrario ad una prospettiva di guerra in Iran e sarebbe stato tra coloro che consigliarono Trump di non proseguire oltre il bombardamento dei siti nucleari iraniani dell’anno passato (l’operazione «Martello di Mezzanotte»). Il Kirko aveva iniziato a esternare pubblicamente i suoi dubbi riguardo l’influenza israeliana sulla politica statunitense, parlando nel podcasto della popolarissima giornalista Megyn Kelly delle tensioni cui era oggetto, specie tra i donatori ebrei di TP USA, dopo che la scorsa estate aveva invitato ad un evento dell’organizzazione Tucker Carlson e Dave Smith, due voci critiche delle politiche israeliane.
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Secondo quanto ricostruito dalla Owens e dal giornalista Max Blumenthal, successivamente, in agosto, Charlie sarebbe stato invitato in una prestigiosa villa del miliardario ebreo degli Hedge Fund Bill Ackman negli Hamptons (località marittima per i ricchissimi di Nuova York) , dove sarebbe stato bersaglio di una sorta di «intervention», con tutti i presenti a chiedergli di cambiare corso rispetto al suo crescente scetticismo verso la questione dello Stato Ebraico. Durante l’incontro, dove una lobbyista anglo-ebraica gli avrebbe persino urlato, ad un certo punto gli sarebbe stato passato al telefono il premier israeliano Beniamino Netanyahu, che avrebbe offerto a Charlie – non si capisce su che basi – di poter portare TP USA al «next-level», il livello superiore.
Charlie avrebbe rifiutato la proposta del vertice dello Stato Ebraico. Il 10 settembre, davanti ad un pubblico di 3000 persone, il giovane è stato assassinato con un colpo di cecchino al collo.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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