Persecuzioni
Sacerdote cattolico condannato a 11 anni di carcere in Bielorussia per «alto tradimento»
Un prete cattolico in Bielorussia è stato condannato lunedì a 11 anni di carcere con l’accusa di «alto tradimento», in quella che è stata descritta come la prima prigionia politica di questo tipo dopo lo scioglimento formale dell’Unione Sovietica. Lo riporta LifeSite.
Il 30 dicembre, Padre Henryk Okołotowicz ha ricevuto una condanna a 11 anni di carcere dal Tribunale regionale di Minsk in Bielorussia ed è destinato a essere inviato in un campo di prigionia di massima sicurezza, anche se i dettagli precisi restano sconosciuti. Il suo processo è iniziato a fine novembre e, secondo la stampa locale, il caso di Okołotowicz è stato condotto in segreto a porte chiuse.
Al momento della sentenza, alcune fonti hanno attestato che in aula non erano presenti rappresentanti della sua famiglia o della Chiesa cattolica in Bielorussia.
Sostieni Renovatio 21
Okołotowicz, apparentemente molto malato di cancro, ha sostenuto di essere innocente, essendosi in precedenza dichiarato non colpevole. Nelle poche lettere che sono arrivate ai suoi parrocchiani, ha chiesto ai cattolici di pregare per lui, poiché riponeva la sua speranza nella provvidenza di Dio, secondo i media polacchi.
Il motivo ufficiale del suo arresto, originariamente detenuto nel 2023, e la sua recente condanna sono stati attribuiti solo a «alto tradimento».
Dopo essere stato arrestato dal KGB bielorusso nel novembre 2023, le accuse contro il sacerdote non sono ancora state divulgate al pubblico. Voci non ufficiali diffuse prima dell’inizio del processo suggerivano che fosse accusato di aver causato danni finanziari allo Stato.
I notiziari locali riferiscono che anche i gruppi per i diritti umani hanno sollevato preoccupazioni circa la prigionia del sacerdote sin dal suo arresto nel novembre 2023. Secondo quanto riferito, poco prima dell’arresto ha avuto un infarto e in seguito è stato sottoposto a un intervento chirurgico per un tumore allo stomaco.
Okołotowicz ha una storia molto lodata di ministero ai cattolici e di assistenza alla rinascita della pratica cattolica in Bielorussia, di conseguenza si è anche guadagnato l’ira delle autorità comuniste. Ordinato nel 1984, quello stesso anno è diventato il primo prete bielorusso a celebrare la messa sulla tomba degli ufficiali polacchi massacrati a Katyn nel 1940 dalla polizia segreta di Stalin.
Secondo quanto riportato dalla stampa polacca, il suo ministero sacerdotale lo ha portato a subire punizioni da parte delle autorità sovietiche circa 30 volte, anche prima della caduta dell’Unione Sovietica.
Di origine polacca, il 64enne Okołotowicz proviene da una famiglia profondamente religiosa. I suoi primi tentativi di entrare in seminario furono impediti dalle autorità sovietiche, ma alla fine fu formato in un seminario clandestino e poi fu ordinato segretamente nel giugno 1984 dal vescovo Vincentas Sladkevičius della Lituania.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Di recente aveva prestato servizio presso la chiesa di San Giuseppe a Volozhin. Le pratiche anti-cattoliche vengono attuate anche in concomitanza con la presa di mira di individui polacchi in Bielorussia. In effetti, alcuni resoconti evidenziano che il trattamento di Okołotowicz è dovuto al fatto che è percepito come polacco e quindi sleale nei confronti dello Stato della Bielorussia.
Le statistiche del 2020 suggeriscono che la popolazione cattolica della Bielorussia è il 10,6% del totale nazionale. La maggioranza della popolazione è ortodossa.
Nell’agosto 2021, un giornale governativo ha ridicolizzato la Chiesa cattolica pubblicando una serie di vignette in cui i prelati erano ritratti con svastiche naziste anziché con croci pettorali.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Bestalex via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Persecuzioni
Blasfema scultura con Cristo armato di mitragliatrici Uzi
Visualizza questo post su Instagram
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Gli eventi patentemente blasfemi, talvolta nei pressi di luoghi religiosi o persino dentro, si moltiplicano negli anni. Come riportato da Renovatio 21, due anni fa una politica svizzera di origine musulmana si filmò mentre sparava ad un’immagine della Madonna e di Gesù Bambino. Il vescovo disse che la perdonava.🚨Marseille, 12 sept. 2026 James Colomina installe « Tu ne tueras point » à L’Aérosol (La Tulipe, 15e) : un Christ rouge de 2 m tenant un Uzi dans chaque main.
Placée d’abord en façade, l’œuvre a été rentrée à l’intérieur face aux réactions. Visible jusqu’au 1er novembre.… pic.twitter.com/yY40quQdQV — ✞✟† 🅰️d Vitam 🐓🪢 (@Ad_Vitam44_) September 14, 2026
Das ist Sanja Ameti. Sie ist Schweizer Politikerin und gehört zur Führungsebene der GRÜN-LIBERALEN Partei.
Die Muslima ist in Albanien geboren und in die Schweiz „geflüchtet”. Vor Kurzem brüstete sie sich im Netz mit ihren Schießübungen auf ein Ikonenbild von #Jesus und #Maria.… pic.twitter.com/65nLKZoiC6 — Georg Pazderski (@Georg_Pazderski) September 9, 2024
Aiuta Renovatio 21
Persecuzioni
Assisi: falsi culti ammessi nelle chiese. Esclusa la FSSPX
Domenica 6 settembre 2026, ai sacerdoti e ai fedeli della Fraternità Sacerdotale San Pio X, giunti ad Assisi per concludere il loro pellegrinaggio annuale con il canto del Credo nella Basilica di San Francesco, è stato negato l’accesso in comunità. Don Gabriele d’Avino, Superiore del Distretto d’Italia, ha pronunciato un’esortazione sul sagrato prima che i pellegrini cantassero pubblicamente il Credo.
Esortazione di don Gabriele D’Avino
Prima di darvi la benedizione finale, prima di fare gli ultimi avvisi e poi salutarci per questa bellissima edizione dell’annuale pellegrinaggio Bevagna-Assisi, un ultimo minuto, una ultima considerazione per portare alla vostra attenzione il senso di quello che abbiamo fatto in questo faticoso pellegrinaggio a piedi. Il sole non è stato molto clemente, ma il Signore ci ha dato la grazia e la forza di poter testimoniare pubblicamente questa fede. Perché testimoniare pubblicamente questa fede?
Ebbene, prendo una frase dell’apostolo San Paolo nella seconda epistola ai Corinzi che si domanda retoricamente, si domanda che accordo ci può essere tra la luce e le tenebre, che accordo ci può essere fra Cristo e Belial, il nome datoal demonio. Una domanda retorica, che accordo ci può essere? Nessuno. Nostro Signore è l’unico Mediatore, l’unico Redentore. Qualsiasi altro modo di pregare un qualche Dio, di invocare una qualche divinità, è un culto falso, è un culto dato al demonio.
Sappiamo, ad esempio, che i musulmani non credono alla Santissima Trinità, né alla divinità di nostro Signore, né alla sua morte in croce e alla sua resurrezione, ma credono che Maometto sia il sigillo dei profeti e il Corano sia la parola di Dio.
Gli ebrei non credono che Gesù sia il Messia e il figlio di Dio, ma attendono ancora un Messia terreno e seguono i nefasti precetti del Talmud.
Gli induisti, per fare un altro esempio, non credono a un solo Dio personale e creatore, né all’unicità di questa vita, né alla redenzione, ma credono a una moltitudine di divinità, credono alla reincarnazione, alla dissoluzione dell’io nel tutto e altre amenità simili.
I buddisti non credono in un Dio creatore, non credono nell’anima immortale, non credono alla grazia, ma credono all’estinzione del desiderio e della persona nel nirvana. Credono che la salvezza l’uomo se la dà da sé.
Gli animisti, coloro che credono in varie divinità, danno il culto ad alcune creature della terra, non credono naturalmente alla rivelazione soprannaturale, credono agli spiriti, credono agli antenati, credono alle forze della natura e a cose simili.
Ma per arrivare più vicino a noi, i protestanti, possiamo dire sono molto simili. E invece no. I protestanti non credono al Sacrificio della Messa, non credono ai sette sacramenti, non credono alla Tradizione, non credono al Papa, ma credono che ciascuno interpreti da sé la Scrittura e sia salvato soltanto dalla fede senza le opere.
Allora, quelli che sono proprio più vicini a noi, gli ortodossi, forse. No, neanche loro. Gli ortodossi non credono al primato di giurisdizione e all’infallibilità del Romano Pontefice, credono a una Chiesa senza un capo visibile e ogni confessione particolare dell’ortodossia, come sappiamo, obbedisce di fatto alle autorità politiche locali.
Questo è un po’ il panorama delle false religioni. Ebbene, tutti costoro i loro rappresentanti, negano il nostro Signore Gesù Cristo, negano la sua Chiesa come unica arca di salvezza e tutti costoro o i loro rappresentanti il prossimo 27 ottobre saranno ammessi a pregare pubblicamente in questa città di Assisi per commemorare, come saprete, i 40 anni dell’incontro interreligioso che ebbe luogo nell’86, presieduto dal Papa, niente di meno, Giovanni Paolo II, commemorato a sua volta 25 anni dopo, nel 2011, da Benedetto XVI, e che si ripete – evento funesto – anche quest’anno. I membri e i rappresentanti di tutti questi falsi culti pregheranno pubblicamente nelle chiese della città di Assisi.
E come sapete bene, il motivo per cui ci troviamo in questo cortile, è che le autorità di questa basilica alle mie spalle e il Vescovo di Assisi hanno decretato che la fraternità San Pio X non è ammessa a pregare pubblicamente il vero Dio. Ci si permette però di pregare in Basilica, a piccoli gruppi e in privato. È il principio, come sapete, della libertà religiosa. Va bene la verità nel proprio cuore, non va bene la verità professata pubblicamente
Siccome noi però rifiutiamo il principio della libertà religiosa, a noi non interessa tutto questo, quindi non entreremo a piccoli gruppi, non entreremo privatamente a pregare, rimarremo qui fuori sul sagrato, e con il sorriso accetteremo l’ingiustizia che il Signore permette anche per la nostra edificazione, e pregheremo naturalmente anche per coloro che stendono la mano contro l’unico Mediatore, contro l’unico Salvatore, negando di fatto il diritto che Gesù ha a regnare anche nella società e naturalmente nella Chiesa stessa.
Di conseguenza, con tutto il fiato che ci rimane in gola, professeremo qua fuori pubblicamente la nostra fede prima di salutarci, e professeremo la nostra fede nell’unico Mediatore, l’unico Salvatore, il Re di questo mondo e delle società, nostro Signore Gesù Cristo, e canteremo il Credo.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da FSSPX.News
Persecuzioni
La FSSPX esclusa dalla Basilica di Assisi
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Vaccini2 settimane faScienziati chiedono la ritrattazione dello studio danese che afferma che l’alluminio nei vaccini è «sicuro»
-



Politica4 giorni faSì, vogliamo i funerali di Stato per Emma Bonino
-



Civiltà2 settimane faChi sono i fabiani?
-



Animali2 settimane faI migranti di Ceuta picchiano a morte un cucciolo di delfino: la mente progressista in cortocircuito
-



Morte cerebrale1 settimana faIl test d’apnea: crudele strumento dell’industria della morte cerebrale
-



Vaccini6 giorni faI dati sulla mortalità rivelano «segnali di allarme allarmanti» in seguito alla campagna di vaccinazione contro il COVID
-



Cremazione2 settimane faLe ceneri di Guccini. Con benedizione cardinalizia
-



Salute2 settimane faI malori della 36ª settimana 2026













