Persecuzioni
Bangladesh, incendio doloso nelle case dei cristiani la notte di Natale
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
L’attacco in un insediamento dell’area di Bandarban, nel Bangladesh sud-orientale, mentre gli abitanti erano andati alla celebrazione natalizia in una chiesa di un villggio vicino. Nelle scorse settimane erano stati vittima di richieste di estorsione. L’episodio si inserisce in un modello di oppressione di lunga data contro le comunità indigene delle colline nei tre distretti collinari.
Nell’area di Sarai Tangojhiri, nella Lama upazila di Bandarban, nel Bangladesh sud-orientale, nella tarda serata del 24 dicembre un incendio ha avvolto le case di 17 famiglie cristiane di etnia Tripura. Gli abitanti del villaggio sostengono che l’incendio sia stato un atto doloso, forse legato alle richieste di estorsione avanzate in precedenza da alcuni malviventi.
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Il tragico incidente è avvenuto nel quartiere di Notun Betchhara Tripura, mentre gli abitanti si erano recati per partecipare alle celebrazioni natalizie in una chiesa vicina nella zona di Tangojhiri, dato che il loro quartiere non ha una chiesa propria. Quando sono tornati, hanno scoperto le loro case ridotte in cenere.
L’incendio ha distrutto tutti gli effetti personali, tra cui mobili, pannelli solari, utensili domestici, vestiti e documenti importanti. Le famiglie sfollate sono rimaste senza casa e si sono rifugiate a cielo aperto nei resti carbonizzati del loro quartiere. Gli abitanti del villaggio hanno riferito di aver visto le fiamme intorno all’una di notte, ma non hanno potuto identificare i responsabili, poiché il quartiere era disabitato in quel momento. Delle 18 famiglie che risiedono nell’area, solo una casa è stata risparmiata dalle fiamme, poiché i suoi occupanti erano presenti e in grado di scoraggiare gli aggressori.
I residenti sostengono che questo attacco fa parte di un modello di oppressione di lunga data contro le comunità indigene delle colline nei tre distretti collinari. Gruppi influenti sono spesso coinvolti in questi incidenti, creando un’atmosfera di paura e insicurezza. Le vittime chiedono giustizia e sostegno immediato per ricostruire le loro vite.
Il funzionario esecutivo di Lama Upazila, Rupayan Deb, ha ispezionato il quartiere bruciato e distribuito materiali di soccorso, tra cui coperte, riso, legumi e altri beni di prima necessità alle famiglie colpite. Secondo i residenti, anche il Sarai Union Parishad ha fornito alcuni aiuti alle vittime.
Paisapru Tripura, il karbari (capo villaggio) del quartiere Purba-Betchhara, ha spiegato che il quartiere è stato fondato solo sette mesi fa da famiglie che si sono trasferite dalle aree vicine. Poiché l’insediamento è di recente costituzione, non ha una chiesa, il che ha spinto i residenti a lasciare le loro case chiuse a chiave e a partecipare alle celebrazioni natalizie in una chiesa nella vicina area di Tangojhiri. Durante la loro assenza, i piromani hanno colpito, lasciando le famiglie devastate.
Paisapru Tripura ha rivelato che, un mese prima, un gruppo di individui aveva visitato il quartiere e chiesto un riscatto di 50.000 taka (circa 400 euro ndr). Avevano anche minacciato di sfrattare i residenti se il riscatto non fosse stato pagato. I residenti sospettano che lo stesso gruppo sia responsabile dell’incendio del quartiere.
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In relazione all’incidente, mercoledì pomeriggio è stata presentata una denuncia da Gangang Moni Tripura, un 72enne residente a Purba Betchhara Para. Il caso citava sette persone insieme a diversi accusati non identificati. La polizia ha lanciato un’operazione la sera stessa e ha arrestato quattro sospetti, che saranno presentati in tribunale giovedì. (…). Le vittime stimano i danni subiti in circa 15.00.000 Tk. (12.000 euro).
Il responsabile della stazione di polizia di Lama, Md. Enamul Haque, ha confermato gli arresti, mentre il sovrintendente aggiuntivo della polizia Hossain Mohammad Raihan Kazemi ha sottolineato che sono in corso sforzi per catturare gli altri accusati. Egli ha affermato che l’incidente potrebbe essere stato alimentato da conflitti interni alla comunità locale di Tripura, esacerbati dall’insediamento di nuove famiglie nella zona.
Hemanta Corraya, segretario generale dell’Associazione cristiana del Bangladesh, ha chiesto indagini approfondite, giustizia rapida e un adeguato risarcimento per le vittime. Ha inoltre esortato l’amministrazione a fornire i materiali di soccorso necessari e a garantire la sicurezza della comunità colpita per evitare incidenti futuri.
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Immagine da AsiaNews.
Persecuzioni
Uomo armato di coltello interrompe il rosario prima della Messa per accoltellare una donna pro-life
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Persecuzioni
Il dittatore anticattolico Ortega dichiara la fine delle elezioni in Nicaragua
Le elezioni rappresentano ormai un ricordo del passato in Nicaragua, ha affermato nel fine settimana Daniel Ortega, l’ottantenne dittatore anticattolico del Paese.
Secondo quanto riportato dal Guardian, Ortega ha dato l’annuncio durante una cerimonia per celebrare il 47° anniversario della rivoluzione sandinista del 1979.
«Non ci saranno più elezioni qui, così che [i partiti di opposizione] possano tentare di impadronirsi del governo e del potere», ha dichiarato. «Collaboreremo con l’Assemblea Nazionale e le istituzioni competenti sulle leggi, perché abbiamo bisogno di leggi che costruiscano un muro, una barriera, contro i golpisti e i traditori che svendono il loro Paese».
NUNCA VOLVERÁN A HABER ELECCIONES ❌
Así lo acaba de anunciar el señor Daniel Ortega que en Nicaragua se acabaron las elecciones para elegir a sus futuros presidentes.
El seguirá siendo las veces que quiera y se le de la gana. pic.twitter.com/4RmydUw7p1
— TEAM NAYIB BUKELE 🇸🇻 (@nayibnoticiasSV) July 20, 2026
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Le elezioni erano già state svuotate di significato, con i partiti di opposizione messi al bando e i candidati avversari arrestati nel 2021, scrive LifeSite.
Secondo l’organizzazione internazionale Freedom House, i diritti politici sono praticamente inesistenti e le libertà civili non versano in condizioni molto migliori in Nicaragua, documentando un costante deterioramento della democrazia da quando Ortega è salito al potere.
L’anno scorso il regime ha attribuito alla presidenza il potere di «coordinare» gli organi legislativi, giudiziari, elettorali e di controllo; inoltre, dal 2007, il regime ha «chiuso o confiscato almeno 61 organi di informazione nazionali, ha privato della cittadinanza 25 giornalisti, ne ha costretti 283 all’esilio e ne ha imprigionati 15, di cui 4 sono tuttora in detenzione».
«Le autorità hanno continuato a reprimere la libertà religiosa, anche attraverso la sorveglianza del clero, la confisca dei beni ecclesiastici e il divieto di processioni religiose, comprese quelle pasquali, di fatto proibite durante l’anno», afferma il rapporto. «A settembre, l’ONG Nicaragua Never Again ha riferito che il regime aveva espulso almeno 261 figure religiose e chiuso 1.294 organizzazioni religiose dal 2018».
Come riporato da Renovatio 21, solo tre settimane fa la polizia del Nicaragua ha arrestato un prelato cattolico di 80 anni, Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, dopo che questi aveva invitato pubblicamente a pregare per la Chiesa perseguitata nel Paese. Tre anni fa era stata la volta del vescovo di Siuna Isidoro Mora, arrestato mentre pregava per il vescovo di Matagalpa Rolando Alvarez, che era stato a sua volta arrestato e condannato a 26 anni di carcere.
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Secondo un rapporti dell’avvocatessa che da anni documenta le persecuzioni nel Paese Martha Molina, dal 2019, le autorità nicaraguensi hanno vietato più di 16.500 processioni religiose. E 309 tra sacerdoti, monaci e suore sono stati costretti ad abbandonare il loro ministero, molti dei quali espulsi o costretti all’esilio. A gennaio era emerso che il regime aveva ordinato al clero della diocesi di Leon di astenersi dal predicare fuori dalle chiese, un divieto emesso prima di una serie di missioni parrocchiali.
Come riportato da Renovatio 21, a marzo il regime aveva vietato le ordinazioni, mentre centinaia di preti, monaci e suore erano messi a tacere, con il clero confinato nelle chiese ed espulsioni ed arresti di preti. Ortega e la moglie sono arrivati quattro anni fa a vietare le processioni in onore dell’Immacolata Concezione.
L’anno scorso, in quella che è con evidenza una persecuzione sistematica, il regime di Ortega aveva sequestrato il seminario maggiore di Matagalpa, diocesi dove la polizia è arrivata a sequestrare il vescovo. I gesuiti sono stati classificati «personae non gratae» con la confisca dei beni e la revoca dello status giuridico.
Il Vaticano, tuttavia, in questi anni ha giuocato la carta dell’appeasement, se non quella del silenzio più pilatesco.
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Immagine di Office of the President, Republic of China (Taiwan) via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Gender
Arrestato omosessuale che minacciava di sparare in una scuola cattolica, uccidere bambini e «qualche suora» per divertimento”.
USA 🇺🇸
Police have apprehended a 32 year old man who was planning to carry out a mass shooting at a Catholic school in Nebraska He said he wanted to kill ‘children and a few nuns for (expletive) funsies’ pic.twitter.com/b5JoI9aOsn — Catholic Arena (@CatholicArena) July 18, 2026
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