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Droni

Robocani nel teatro di guerra ucraino

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L’Ucraina sta ora utilizzando cani robotici sul campo di battaglia, in uno dei primi dispiegamenti di tali macchine militari in zona di combattimento. Lo riporta la rivista Forbes.

 

Secondo quanto riportato, i quadrupedi robotici sarebbero stati forniti da una società britannica e non sarebbero autonomi – sarebbero cioè operati tramite telecomando, come una versione a quattro zampe dei droni volanti oramai onnipresenti nella guerra russo-ucraina.

 

A celebrare l’impiego di robocani bellici è lo stesso ministero della Difesa di Kiev, che lo scorso agosto ha pubblicato un post a riguardo.

 


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«Ogni unità dovrebbe avere uno di questi cani», afferma Kurt, comandante della 28a Brigata meccanizzata nel post del ministero ucraino.

 

Secondo un articolo pubblicato dal quotidiano tedesco Bild, la società britannica Robot Alliance ha fornito alle forze ucraine 30 robocani. Secondo il Bild, i robot esplorano all’interno di edifici, trincee e fitti boschi dove i droni aerei non possono andare. Gli automi cannin sarebbero usati per localizzare trappole esplosive e per localizzare le forze russe.

 

Le creature avrebbero una velocità massima di circa 15 chilometri orari. con una durata della batteria fino a cinque ore e possono essere controllati fino a 3,2 chilometri di distanza. Il prezzo, scrive l’articolo del tabloid germanico, si aggirerebbe attorno ai 4.000-8000 euro.

 

Un video girato dalle forze ucraine in zona Donetsk mostra il robocane coperto da una coperta mimetica realizzata dal fornitore tedesco Concamo che rende difficile il rilevamento sia visivo che con immagini termiche. Non appena il robot smette di muoversi, si fonde con la vegetazione sullo sfondo.

 

 

Un comunicato stampa sui robot della piattaforma di raccolta fondi ucraina United24 sottolinea che i dati memorizzati sul robot possono essere cancellati all’istante se il robot viene catturato, per impedire al nemico di ottenere informazioni da esso.

 

 

Il fornitore dichiarato dalla stampa, è un’azienda di sicurezza, non un produttore di robot, che sono stati identificati da utenti di internet come esemplari di Unitree Go2 Pro, cino-androidi di fabbricazione cinese che potrebbero essere visti come l’equivalente a quattro zampe dei popolarissimi quadricotteri made in China DJI, universalmente considerati efficaci, performanti e a buon prezzo.

 

Il Go2 Pro ha un sistema di controllo intelligente con più set di telecamere fisheye che guardano in tutte le direzioni, più un potente processore da 1,5 TFlop e un software intelligente che gli consente di rimanere stabile anche su superfici irregolari o terreni accidentati. È in grado di un certo grado di funzionamento autonomo come seguire visivamente l’operatore.

 

Il vantaggio nell’utilizzo di robocani sul campo invece che i droni volanti può essere indicato nel fatto che mentre un drone volerà sopra fili a scatto, piastre a pressione e altre trappole esplosive, il cane robot le farà scattare. Le truppe sanno di poter seguire in sicurezza il percorso del cane. Se dovesse innescare una mina o una trappola esplosiva, la riparazione o la sostituzione sono economiche e facili.

 

L’automa quadrupede ha altresì capacità di carico: un’immagine diffusa dall’Ucraina mostra appunto la macchina che trasporta un carico utile sconosciuto, che Potrebbe essere un sensore, una carica di demolizione o semplicemente un pacco di rifornimenti.

 

Come i suoi simili americani, il cinese Go2 Pro può anche essere dotato di un braccio robotico. Questi non sono visibili in nessuna delle immagini dall’Ucraina, ma sarebbero ovviamente utili per aprire porte, bonificare bombe e altre attività.

 

Inoltre è da considerare la durata della batteria, che consente al robot di andare in un luogo e restare in attesa per un periodo prolungato. Questo potrebbe essere semplicemente per monitorare i movimenti del nemico, ma i robot successivi potrebbero svolgere un ruolo attivo nelle imboscate.

 

Forbes aggiunge un dettaglio rilevante.

 

«È interessante notare, però, che gli operatori si affezionano molto alle loro macchine: in Iraq, le squadre di bonifica delle bombe che lavoravano con il robot cingolato iRobot, molto meno attraente, insistevano affinché la loro fedele macchina venisse riparata e restituita loro, anziché sostituita con una diversa» scrive la rivista economica statunitense. «Un rapporto suggeriva che gli operatori si stavano “affezionando pericolosamente” ai loro robot e li trattavano come animali domestici».

 

Come riportato da Renovatio 21, i roboquadrupedi militari sono in realtà diffusi nelle forze armate di vari Paesi. Robocani Ghost Robots pattugliano le basi dell’aeronautica militare statunitense in un progetto sperimentale, utilizzando essenzialmente il robot come una telecamera CCTV mobile.

 

Nel 2021 Ghost Robotics aveva rivelato al pubblico una versione armata con un fucile da cecchino azionato a distanza e l’anno scorso il corpo dei Marines degli Stati Uniti ha eseguito un’esercitazione con lo stesso robot che sparava un lanciarazzi anticarro M72.

 

In Cina, l’Esercito di Liberazione del Popolo ha rilasciato una serie di video delle sue truppe che si allenano con robot quadrupedi armati, alcuni dei quali assomigliano molto al Go2 Pro.

 

 

Pechino ha inoltre militarizzato modelli di robocane, portandoli sul sempre irrequieto confine himalayano con l’India, dove è schierato il robo-yak. Un video particolarmente inquietante mostra un robocane armato essere trasportato in cima ad un palazzo da un drone.

 

I militari cinesi hanno inoltre mostrato filmati che mostrano robodogghi dotati di fucili d’assalto. La Repubblica Popolare ha fatto capire di star preparandosi per l’implementazione militare già per la prossima guerra.

 

 

Un’azienda russa ha esposto un «robot quadrupede M-81 di fabbricazione russa» armato di lanciarazzi alla fiera ARMY-2022. Si trattava anche qui, probabilmente, di un esemplare di Unitree camuffato.

 


Come riportato da Renovatio 21, robocani lanciafiamme sono già in vendita al costo di circa 9000 euro.

 

 

I robocani nel teatro ucraino non sono i primi ad essere implementati in zona di guerra: sei mesi fa è emerso che le Forze di Difesa israeliane (IDF) utilizzano macchine cinoidi per l’operazione di Gaza.

 

Non vi sono tuttavia solo gli impieghi militari, ma anche quelli civili.

 

Come riportato da Renovatio 21, ai robocani sulle spiagge italiane che raccolgono i mozziconi di sigaretta o a quello che vagolano nella natura umbra per raccogliere dati ambientali, dobbiamo accostare i robocani hanno pattugliato le strade di Shanghai durante il colossale lockdown della primavera 2022, dove per sorvegliare e punire i 26 milioni di abitanti usarono, oltre agli androidi quadrupedi, anche droni che volevano tra i palazzi ripetendo frasi come «contieni la sete di libertà del tuo spirito».

 

Los Angeles, come Nuova York, ha fornito le loro forze dell’ordine di cani androidi. Anche la vicina San Francisco ha persino preso in considerazione l’idea di consentire al suo dipartimento di polizia di utilizzare i robot dotati di forza letale in caso di emergenza. Robodogs sono utilizzati ai confini con il Messico. Tuttavia vi è polemica: c’è chi ritiene che il loro uso spaventa gli immigrati spingendoli verso sentieri dove poi incontrano la morte.

 

Renovatio 21, testata oramai ribattezzabile come «Il Corriere del robocane» vista la serqua di articoli sull’argomento, aveva parlato della militarizzazione dei robocani negli scorsi anni. Roboquadrupedi militari sono in produzione ovunque – pure in versione «telepatica».

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Cina

La Cina testa con successo un drone armato di fucile

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Una delle principali aziende tecnologiche cinesi, Wuhan Guide Infrared, ha condotto con successo il test di un nuovo veicolo aereo senza pilota (UAV) armato di fucile, ottenendo una precisione mai registrata in precedenza.   Negli ultimi anni, le imprese cinesi hanno guidato lo sviluppo dei droni, con numerosi modelli civili che dominano ampiamente il mercato internazionale.   Secondo l’edizione di dicembre del Journal of Gun Launch and Control, il drone è stato realizzato in collaborazione con l’Accademia per le Operazioni Speciali dell’esercito cinese. Nel corso della prova, ha sparato 20 colpi singoli con il fucile d’ordinanza contro un bersaglio delle dimensioni di un essere umano posto a 100 metri di distanza, rimanendo librato a circa dieci metri dal suolo.   Il drone avrebbe conseguito un tasso di successo del 100%, con dieci proiettili concentrati in un raggio di 11 centimetri.   A differenza di sistemi analoghi, questo nuovo UAV non necessita di un’arma appositamente progettata o modificata, ma impiega il normale fucile d’assalto in dotazione all’esercito cinese, come riportato dalla pubblicazione.   Tali risultati eccezionali deriverebbero da algoritmi avanzati di stabilizzazione e puntamento, oltre a un innovativo sistema di fissaggio. Inoltre, gli ingegneri cinesi avrebbero creato un software dedicato che calibra l’angolo di tiro in funzione della distanza, delle stime del vento e di altri fattori, ottimizzato attraverso simulazioni informatiche.   Il limite attuale del sistema consiste nella capacità di sparare solo colpi singoli.

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In un altro sviluppo recente, lo scorso mese l’Aviation Industry Corporation of China (AVIC) ha annunciato il primo volo del suo drone pesante a reazione Jiutian (High Sky), in grado di trasportare e rilasciare fino a 100 piccoli UAV kamikaze guidati dall’Intelligenza Artificiale.   La «nave madre» del drone, con una capacità di carico utile massima di quasi sei tonnellate, era già stata mostrata in precedenza equipaggiata con diverse munizioni aria-superficie e aria-aria.   Secondo il produttore, il Jiutian può operare a quote fino a 15.000 metri e mantenere il volo per 12 ore consecutive.   Come riportato da Renovatio 21, la Cina negli anni passati aveva varato anche una nave portaerei per droni.   Nel frattempo, secondo quanto riportato dalla CNN lo scorso settembre citando un generale dell’esercito, le forze armate statunitensi stanno cercando di colmare il divario nelle tecnologie moderne dei droni.

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Droni

La Russia sviluppa un nuovo proiettile anti-drone

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Il conglomerato statale russo per le armi Rostec ha comunicato il successo dei test di un nuovo tipo di munizione specificamente progettata per contrastare i droni di piccole dimensioni, destinata a migliorare in modo significativo la capacità delle truppe di neutralizzare tali minacce aeree.

 

Il proiettile, battezzato Mnogotochie («Ellissi»), è stato realizzato in diversi calibri già in uso standard presso le forze armate russe. Secondo quanto riferito da Rostec, la munizione incorpora un elemento separatore che, una volta esploso a mezz’aria, si divide in tre frammenti distinti, più che raddoppiando le probabilità di colpire un bersaglio volante entro una distanza massima di 300 metri.

 

«Le munizioni Mnogotochie sono state concepite proprio per far fronte alle esigenze del combattimento contemporaneo, in cui i droni di dimensioni ridotte rappresentano una delle minacce più gravi per i soldati. L’esperienza sul campo conferma che le armi leggere rimangono uno strumento estremamente efficace per la difesa contro i droni», ha dichiarato Bekhan Ozdoev, direttore industriale del cluster militare di Rostec.

 

L’azienda ha diffuso un breve filmato che mostra un militare russo impegnato in prove al poligono: il soldato abbatte con un unico colpo un piccolo drone da una distanza di 70 metri. Il proiettile non richiede alcuna modifica al fucile in dotazione, è compatibile con gli accessori preesistente e, a quanto risulta, può essere impiegato indifferentemente insieme alle munizioni standard.

 

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Rostec ha precisato che le nuove cartucce sono già state impiegate in combattimento durante il conflitto in Ucraina, dove hanno dimostrato un’elevata efficacia. Pur non fornendo dettagli tecnici approfonditi sul meccanismo, è ragionevole supporre che si tratti di un proiettile dotato di un involucro tipo sabot che si disintegra in volo, rilasciando i sub-proiettili.

 

Negli ultimi anni il teatro ucraino ha visto un impiego massiccio e diversificato di droni: dai piccoli quadricotteri modificati per sganciare bombe ai velivoli kamikaze FPV di varie dimensioni, fino a pesanti ottocotteri di origine agricola riconvertiti per trasportare proiettili di mortaio o bombe aeree.

 

Entrambi gli schieramenti hanno fatto largo ricorso a fucili a pompa per dotare la fanteria di capacità anti-drone immediate e hanno sperimentato munizioni a pallini o a frammentazione per i fucili d’assalto in dotazione standard. Tali tentativi hanno prodotto esiti non uniformi: alcune soluzioni si sono rivelate eccessivamente aggressive per le canne delle armi, mentre altre hanno presentato rischi per i soldati vicini a causa della rapida dispersione dei sabot ad alta velocità.

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Droni

I droni ucraini fanno strage a Kherson

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Almeno 24 persone sono rimaste uccise e oltre 50 ferite in un attacco compiuto da un drone ucraino contro un bar e un hotel nel villaggio di Khorly, nell’oblast’ di Kherson, dove una folla di civili – tra cui famiglie con bambini – stava celebrando il Capodanno. Lo ha reso noto il governatore della regione, Vladimir Saldo, in un post su Telegram il 1° gennaio 2026.   L’attacco è avvenuto poco prima della mezzanotte, dopo che un drone da ricognizione aveva sorvolato la zona, ha precisato Saldo. Subito dopo, tre droni hanno colpito il locale affollato, provocando un vasto incendio che ha distrutto completamente la struttura. Uno dei droni trasportava una miscela incendiaria, ha riferito RT il 1° gennaio. L’impatto della sostanza ha generato un rogo devastante nella sala piena di gente.   L’ufficio stampa del governatore russo della regione di Kherson ha diffuso immagini scioccanti delle conseguenze: travi d’acciaio contorte, aree completamente vuote con sole macerie al posto degli edifici e teli bianchi che sembrano coprire i corpi delle vittime.    

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Saldo ha paragonato l’attacco di Khorly al massacro di Odessa del maggio 2014, quando manifestanti nazionalisti inseguirono 42 oppositori anti-Maidan nella Casa dei Sindacati della città e incendiarono l’edificio, bruciandoli vivi.   Kherson, in precedenza parte dell’Ucraina, è stata annessa alla Russia come oblast il 30 settembre 2022 in seguito a un referendum tenutosi dal 23 al 27 settembre, in cui l’87% dei votanti si è espresso a favore dell’ingresso nella Federazione Russa. Alla fine del 2025, le forze armate russe controllano il 74-76% del territorio della regione.   L’attacco ucraino a Kherson arriva subito dopo il lancio da parte dell’Ucraina di 91 droni kamikaze – alcuni diretti al complesso presidenziale di Vladimir Putin nella regione di Novgorod – nella notte tra il 28 e il 29 dicembre 2025.   Il feroce attacco ai festeggiamenti di Capodanno, che ha colpito famiglie con bambini radunate in un hotel e in un bar nel villaggio costiero di Khorly, sulla costa del Mar Nero, e che ha provocato finora 24 morti e almeno 50 feriti, ha suscitato dure condanne da parte di alti funzionari e personalità russe.   Il senatore Konstantin Kosachev, vicepresidente del Consiglio della Federazione (camera alta del Parlamento russo), ha dichiarato: «Questo è un crimine mostruoso. Qualsiasi attacco contro obiettivi civili è un crimine di guerra. Ma questo attacco è stato commesso con particolare cinismo, portato a termine alla vigilia di Capodanno, con perdite colossali. Spero che il mondo finalmente rabbrividisca e si renda conto che abbiamo a che fare con un regime criminale e terroristico. Un’assoluta deformità morale».   La presidente del Consiglio della Federazione, Valentina Matvienko, ha affermato: «Sapevano per certo che lì c’erano persone pacifiche – famiglie con bambini – e hanno attaccato deliberatamente. Abbiamo a che fare con una deformità morale assoluta, con esseri privi di qualsiasi legge morale interiore. Non hanno alcun diritto morale di rappresentare il potere in una società normale… Hanno bruciato vive delle persone».   Il governatore Vladimir Saldo ha commentato: «Non c’era personale militare lì. Strano considerare i bambini e gli adolescenti uccisi e feriti come obiettivi militari. Un crimine commesso con particolare cinismo».   La caporedattrice di RT, Margarita Simonyan, ha reagito con un post carico di emozione: «Hanno bruciato vive delle persone in un caffè di Kherson, durante le campane di Capodanno. Non sono solo criminali di guerra: sono sadici, degni dei loro predecessori della Gestapo. Tutti i responsabili saranno trovati».

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Il ministero degli Esteri russo, guidato da Sergej Lavrov, ha rilasciato una nota il 1° gennaio 2026 in cui si legge: «Perpetrando questa barbara atrocità , il regime di Kiev ha dimostrato ancora una volta la sua natura neonazista che odia gli esseri umani (…) L’usurpatore di Kiev ha deciso di prendere di mira civili indifesi nella sua rabbia impotente, sullo sfondo del vittorioso avanzamento delle Forze Armate russe e delle perdite subite dalle Forze Armate ucraine, nonché del fallito tentativo dei terroristi ucraini di colpire la residenza di stato del Presidente della Federazione Russa nella regione di Novgorod nelle prime ore del 29 dicembre 2025. È pronto a uccidere donne e bambini e a perpetrare crimini simili a quelli accaduti alla Casa dei Sindacati di Odessa, per mantenere il potere e nel tentativo di intimidire le persone delle regioni che si sono recentemente riunificate con la Russia, legando per sempre i loro destini ad essa attraverso referendum».   «Quest’ultimo attacco criminale contro i civili a Khorly», conclude la nota del ministero, «è un’atrocità sanguinosa perpetrata dalla cricca di Kiev. I leader occidentali che continuano a sponsorizzare il regime in bancarotta con denaro e armi hanno la piena responsabilità di questo crimine. Il ministero degli Esteri condanna fermamente tutti gli attacchi terroristici del regime di Kiev».

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