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Riprese mai viste prima mostrano da una nuova angolazione il crollo delle Torri Gemelle dell’11 settembre

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Un filmato inedito emerso ora online mostra il momento in cui le Torri Gemelle del World Trade Center a Nuova York crollano, circa un’ora dopo essere state colpite da i due aerei di linea nel mattino dell’11 settembre 2021.

 

Il filmato inedito, caricato 23 anni dopo i mega-attacchi terroristici, mostra le torri avvolte dal fumo poco prima di precipitare verticalmente, come in caduta libera.

 

Si tratta di una scena che con il suo orrore ha cambiato il mondo.

 

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Nella descrizione del suo video su YouTube pubblicato il 23 luglio, l’autore del caricamento Kei Sugimoto scrive:

 

«Riprese che ho filmato del crollo del World Trade Center l’11/9/2001. Riprese dal tetto di 64 St Marks Place a New York con una Sony VX2000 con teleconvertitore. Solo per scopi di archiviazione storica».

 

Nella sezione commenti, Sugimoto spiega perché ci ha messo così tanto tempo a pubblicare il filmato, scrivendo:

 

«Stavo pulendo il mio armadio e ho trovato scatole piene di nastri Hi-8, Digital-8 e DV Quando ho provato a riprodurli, ho notato che circa un terzo di essi si era smagnetizzato nel tempo ed erano vuoti o presentavano una grave corruzione dei dati».

 

«Dopo aver fatto delle ricerche online ho scoperto che i nastri video non sono immuni all’invecchiamento, anche se conservati in condizioni ideali, quindi ho iniziato a digitalizzarli. Quindi ora sto semplicemente caricando il video».

 

Mettendo in risalto il filmato questa settimana, l’architetto Richard Gage, fondatore ed ex CEO di Architects & Engineers for 9/11 Truth, ha sottolineato che il filmato mostra lampi bianchi, che riconduce presumibilmente cariche termiche, coerenti con le tecniche di demolizione controllata – una teoria molto diffusa tra coloro che si oppongono alla narrazione ufficiale sul crollo delle Torri.

 

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Gli attentati megaterroristi dell’11 settembre costarono 2977 vittime, esclusi i 19 attentatori. Il quadro internazionale cambiò repentinamente, dando inizio a decenni di guerre senza fine di USA e alleati in Medio Oriente e Centrasia, con ramificazioni impressionanti e sanguinarie, come la creazione dell’ISIS e la diaspora dei cristiani dell’Iraq.

 

Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi sono emersi documenti che dimostrano che le autorità americane avrebbero potuto sapere, riguardo agli attentatori, molto più di quanto non è stato detto al pubblico. Documenti giudiziari comproverebbbero la connessione della CIA con almeno due dirottatori dell’11 settembre.

 

Il presidente Trump ha promesso, se rieletto, di pubblicare tutti i segreti della strage, oltre che quelli riguardanti l’assassinio di John Kennedy e i misteri intorno al miliardario pedofilo Jeffrey Epstein.

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Trump suggerisce che l’Iran abbia colpito una scuola femminile con un Tomahawk statunitense

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avanzato l’ipotesi che l’Iran potesse aver lanciato l’attacco mortale contro una scuola femminile nella città meridionale di Minab impiegando un missile da crociera Tomahawk, un sistema d’arma utilizzato esclusivamente dagli Stati Uniti nell’attuale conflitto.   L’attacco del 28 febbraio alla scuola elementare di Shajareh Tayyebeh ha causato la morte di oltre 160 persone, in gran parte bambine tra i 7 e i 12 anni, configurandosi come l’episodio più letale della campagna militare israelo-americana in corso contro l’Iran. La scuola si trova accanto a una struttura del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (i pasdaran), che era l’obiettivo principale della stessa ondata di attacchi.   Video geolocalizzati dai media sembrano mostrare un missile Tomahawk che colpisce il complesso navale adiacente alla scuola. Interrogato dai giornalisti sulla possibilità che Washington assumesse la responsabilità, Trump ha invece suggerito che il missile potesse essere stato lanciato dall’Iran o da «qualcun altro».     «Beh, non l’ho visto», ha dichiarato Trump. «E devo dire che il Tomahawk, che è una delle armi più potenti in circolazione… è venduto e utilizzato da altri Paesi, lo sapete. E che si tratti dell’Iran, che ha anche alcuni Tomahawk, vorrebbe averne di più. Ma che si tratti dell’Iran o di qualcun altro… il fatto che un Tomahawk sia molto generico, viene venduto ad altri Paesi, ma la questione è attualmente oggetto di indagine».

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Trump non ha fornito alcuna prova del fatto che l’Iran disponga di missili Tomahawk o dei sistemi necessari per lanciarli. Questo missile da crociera a lungo raggio – capace di percorrere 1.600 chilometri a bassa quota per sfuggire alle difese aeree – è prodotto dalla Raytheon ed è impiegato principalmente dalla Marina statunitense a partire da navi da guerra e sottomarini. Solo un ristretto numero di alleati degli Stati Uniti, tra cui Gran Bretagno e Australia, gestisce il sistema; Paesi Bassi e Giappone stanno procedendo all’acquisizione.   Soltanto pochi giorni prima, Trump aveva accusato direttamente Teheran di aver distrutto la scuola con le proprie armi «molto imprecise».   Lunedì, nuovamente pressato sull’argomento, Trump ha ammesso di non possedere informazioni sufficienti sull’incidente e ha affermato che avrebbe accettato gli esiti delle indagini in corso.   «Mi è stato detto che è una questione sotto inchiesta… ma i Tomahawk vengono usati anche da altri», ha insistito.   Il Pentagono ha fatto sapere che l’episodio è oggetto di revisione. Funzionari citati da resoconti dei media statunitensi hanno ipotizzato che la scuola possa essere stata colpita per errore, forse a causa di informazioni di intelligence superate o di imprecisioni nel puntamento.

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Gli USA dietro l’attacco alla scuola iraniana

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Le forze americane sono probabilmente responsabili del bombardamento di una scuola elementare nella città di Minab, nel sud dell’Iran, in cui sono morti almeno 168 bambini, oltre a insegnanti e personale. Lo scrive il New York Times in un’analisi pubblicata giovedì.

 

L’attacco del 28 febbraio alla scuola femminile di Shajarah Tayyebeh è avvenuto il primo giorno dell’attacco ingiustificato di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che ha causato la morte della Guida Suprema, l’aitollà Ali Khamenei, di diversi alti comandanti iraniani e di centinaia di civili. Gli attacchi continuano ancora oggi.

 

Nella sua analisi, basata su immagini satellitari appena pubblicate, post verificati sui social media e video geolocalizzati, il NYT ha concluso che la scuola è stata colpita da attacchi di precisione contemporaneamente a molteplici attacchi da parte delle forze statunitensi su una base navale adiacente appartenente al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (i pasdaran) dell’Iran.

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Le immagini storiche mostrano che l’edificio scolastico è stato separato dal complesso militare nel 2016 e presentava chiari tratti distintivi di una struttura educativa civile, tra cui un campo sportivo e murales per bambini.

 

Wes J. Bryant, ex esperto di attacchi mirati dell’aeronautica militare statunitense, ha dichiarato al NYT che gli attacchi sono stati «colpi perfetti», suggerendo che la scuola è stata colpita da un «errore di identificazione del bersaglio» o da informazioni di Intelligence obsolete.

 

La BBC ha pubblicato un’analisi simile giovedì, osservando che le immagini satellitari suggeriscono che la scuola è stata colpita più volte, a giudicare dai segni di bruciature intorno all’edificio, e che la stretta vicinanza dei siti di impatto tra la base pasdarana e la scuola suggerisce che «è stato intenzionale colpire la zona».

 

La Casa Bianca e il Pentagono hanno offerto risposte evasive, con la portavoce Karoline Leavitt che mercoledì ha dichiarato ai giornalisti che «il Dipartimento della Guerra sta indagando sulla questione». Il Ssegretario alla Guerra Pete Hegseth ha insistito sul fatto che le forze statunitensi «non prendono mai di mira obiettivi civili».

 

Martedì, migliaia di persone si sono radunate a Minab per il funerale di massa. Le immagini mostravano file e file di piccole tombe poco profonde e bare avvolte in bandiere iraniane che passavano tra la folla in lutto. Un padre presente sul posto ha accusato «l’America criminale» e Israele di essere «assassini di bambini».

 

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha chiesto un’indagine, definendo l’attacco un esempio dell’«insensatezza e della crudeltà di questo conflitto». L’UNESCO ha dichiarato che «l’uccisione di studenti» costituisce una «grave violazione» del diritto internazionale umanitario.

 

L’incidente di Minab non è la prima atrocità commessa dagli Stati Uniti contro l’Iran. Nel 1988, durante la guerra Iran-Iraq, l’incrociatore della Marina statunitense USS Vincennes abbatté l’aereo di linea civile Iran Air Flight 655, uccidendo tutte le 290 persone a bordo. Washington in seguito espresse «profondo rammarico» e pagò un risarcimento, ma non si è mai formalmente scusata per l’incidente.

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Pubblicati i video della strage in Texas

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Le riprese diffuse giovedì dalla polizia di Austin hanno mostrato il momento in cui gli agenti sono intervenuti dopo che un terrorista islamico ha aperto il fuoco in un bar, uccidendo tre persone; un video mostra un primo piano drammatico del tiratore proprio mentre iniziava a sparare.   Giovedì la polizia del capoluogo texano ha tenuto una conferenza stampa per aggiornare il pubblico sulle indagini sul killer di massa e cittadino senegalese naturalizzato Ndiaga Diagne, che ha sparato e ucciso due persone al Buford’s Backyard Beer Garden nelle prime ore di domenica mattina, ferendone altre 19, una delle quali è poi morta in ospedale.   Un video condiviso dal capo della polizia di Austin, Lisa Davis, ripreso da un veicolo parcheggiato, mostra Diagne che impugna un fucile automatico AR-15 prima di iniziare a sparare sui clienti del bar e sugli astanti.  

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Il capo Davis ha anche condiviso l’audio del dispaccio del pronto intervento e le riprese delle telecamere di sicurezza e delle bodycam della polizia che mostrano gli agenti di polizia di Austin impegnati in una sparatoria con Diagne, che indossava una felpa con la scritta «Proprietà di Allah» e una maglietta con la bandiera iraniana e, a quanto pare, portava un Corano nel suo veicolo, prima di neutralizzarlo.   Alla domanda se la sparatoria fosse collegata al terrorismo, il capo Davis ha risposto che il dipartimento sta lavorando a stretto contatto con l’FBI per stabilire se il terrorismo abbia avuto un ruolo nell’attacco.        

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