Comunicati
Renovatio 21 in quota 13.000 articoli. Sostenete la continuazione di quest’opera
Renovatio 21 ha superato i 13.000 (tredicimila) articoli pubblicati.
Il lettore che si segue sa che un articolo simile era apparso tre mesi fa, quando abbiamo raggiunto i 12.000. Il che vuol dire: 1.000 articoli prodotti e confezionati in pochi giorni – cioè, in poche notti. 1.000 articoli sfornati con le poche risorse (private, personali) che abbiamo. 1.000 articoli generati dallo sforzo e dal sacrificio.
13.000 articoli che sorgono da un imperativo che sentiamo impellente: il bisogno della Verità, e la conseguente necessità di doverla diffondere. La spinta a voler comprendere la realtà, e poi spiegarla, renderla disponibile a chiunque non si accontenti della superficie delle cose, che può trovare tranquillamente distribuita su giornaloni, telegiornaloni come nei canali Telegram degli scappati di casa.
Non che lo consideriamo un traguardo – perché andremo molto oltre, e perché stiamo lavorando per offrire al lettore molto, molto di più. Tuttavia, qualcosa che ci sentiamo di segnalare a chi ci legge. Sì, come ci hanno scritto in diversi, questo non è un sito come gli altri. Perché noi vogliamo, davvero, la luce. La luce che dissipa le nuvole, la luce che vince la tenebra.
Lo sappiamo, Renovatio 21 è ancora molto imperfetto. Del maledizione dell’idra dei refusi abbiamo detto il mese scorso. Delle migliorie possibili nella grafica, negli articoli, nella gittata che ha il sito, siamo pienamente consci.
Considerate, tuttavia, sempre che Renovatio 21 si basa, al momento, sugli sforzi personali ed economici di un individuo, accompagnato da quanti accettano di collaborarvi e da quanti decidono di dare sostegno.
Considerate pure che il clima in cui ci troviamo ad operare non è amichevole: abbiamo idea, e talvolta pure la riprova, che gli algoritmi delle principali piattaforme di internet non ci sostengono, anzi ci puniscono – al punto che ricorderete che siamo andati pure in tribunale.
Il che vuol dire che, rispetto a molti altri, facciamo una fatica doppia, tripla, quadrupla, o ancora di più – perché quanto facciamo può essere visto praticamente quasi solo da quanti già ci conoscono. È, chiaro, una corsa in salita, una gara truccata, un sistema per estenuarci e farci desistere. Meno pubblico, meno sostegni, quindi cambiate lavoro, sembra ci dicano.
Invece siamo ancora qua, ancora più determinati e progettativi che mai.
A breve cercheremo di mettervi al corrente sulle novità a cui stiamo lavorando. Stiamo studiando, stiamo cercando le risorse per poterle concretare quanto prima.
Ora dobbiamo domandarvi un gesto generoso per sostenerci nella battaglia e perseverare al vostro servizio – e crescere, come da dogma del ciclo vitale degli esseri viventi. Perché con Renovatio 21 non solo difendiamo la vita: con Renovatio 21 dimostriamo di essere vivi, di esserci sottratti dal processo di zombificazione che avanza in ogni parte della società, e da ben prima del disastro pandemico.
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Roberto Dal Bosco
Banca Isybank
Causale «Sostegno al giornalismo indipendente»
IBAN IT69U0338501601100000159958
Nel frattempo, ringraziamo i lettori che ci sostengono e ci scrivono, ci aiutano e ci stimolano. Il senso di quest’opera, alla fine, è proprio questo: creare una comunità, comporre un insieme di esseri umani in grado di risuonare nel medesimo modo dinanzi all’ora presente – davanti alla minaccia come davanti alla meraviglia, davanti alla catastrofe come davanti alla grazia che ancora può albergare il nostro mondo.
Grazie, lettori di Renovatio 21. Abbiamo ancora bisogno di voi, sì. Fate che l’operazione continui.
Sostenete la lotta per la Vita, la Libertà, la Civiltà.
Vi vogliamo bene.
Roberto Dal Bosco
Comunicati
Buon San Marco ai lettori di Renovatio 21. Per la Vita, contro la morte
Come tutti gli anni, anche questo 25 aprile, auguriamo Buon San Marco ai lettori di Renovatio 21.
Lasciamo che il cittadino sincero-democratico della Repubblica nata dalla Resistenza (tssss) festeggi pure la liberazione dal fascismo: quella che è servita ad introdurre la finzione democratica che ci ha portato – ricordate – al biofascismo.
Eh sì: la Repubblica nata dal grande sforzo partigiano (James Jesus Angleton, chi era costui?) per combattere le orrende coercizioni e gli sterminii del totalitarismo nazifascista ci ha portato l’apartheid biomolecolare e, nell’ultimo mezzo secolo, lo sterminio degli innocenti nel grembo materno, con numeri multipli di quelli della bomba atomica, ora moltiplicati con il fattore degli embrioni disintegrati per fare ai cittadini repubblicani i bambini in provetta.
Dall’antifascismo al biofascismo è stato un passo piuttosto breve. E quindi, lasciamo pure che i goscisti (cioè, i figli, i nipoti, nell’attesa che vengano inghiottiti dalla risacca maranza che hanno contribuito a creare) festeggino la «Liberazione» – è crollata una repubblichina «sociale», che Mussolini (che nulla aveva capito dell’evo di politica della morte che si stava caricando) voleva persino chiamare «socialista» – e si è installata una «Repubblica fondata sul lavoro», e già qui non si capisce come si possa essere liberati se poi bisogna lavorare. Qui ci starebbe il ricordo del film Accattone (1961) di Pier Paolo Pasolini, dove, verso la fine, quando dicono al protagonista Franco Citti che bisogna lavorare, lui risponde «Ma ndove stamo, a Bughenvald?».
Certo, questa cosa del principio politico assoluto del lavoro, incistato sovieticamente nel primo articolo della Costituzione più bella del mondo, poi è stato calpestato in ogni maniera possibile, e sappiamo quante cause di persone che hanno rifiutato il ricatto vaccinale sono ancora in corso.
Massì. Lasciamoli alle loro marcette, organiche e salubri come un pasto in Autogrill. Ovviamente che ne daremo puntualmente conto se poi nell’annuale promenade meneghina da Piazzale vi fossero numeri come negli scorsi anni, quando con i partigianofili sfilarono gli ucronazisti («Azovdimmerda!» ebbero a dire certuni scandalizzati) o perfino serque di bandierone della NATO (!) con la Rosa dei Venti tra le falci e i martelli, in una koiné di simboli apparentemente politici opposti che ne fanno emergere di fatto la cifra esoterica.
E che, finalmente i padroni, i veri vincitori, vogliono tirare dal mezzadro repubblicano la decima del Dopoguerra? Chi ha bombardato l’Italia e l’Europa ora dice alle figure cartonate della sinistra che comandano loro, e che tutta la narrazione resistenziale è ascrivibile alla favola di Fedro del «calcio dell’asino».
Ah, saperlo. Del resto tra i segretari della NATO ad una certa si facevano nomi di capi della sinistra parlamentare italiana. Qualcuno se ne accorge, i figli del PCI ora sono i reggicoda dei Darth Vadere dell’Impero più oscuro dell’universa. Altri non vedono, altri ancora fanno finta di niente, e proseguono fischiettosamente.
Vabbè, ci stiamo incancrenendo: in realtà questo doveva essere un articolo di puri auguri, magari ricordando che oggi, nel giorno di San Marco, è fatto spesso di scampagnate sull’erba con la primavera che batte decisa. Tutti i veneziani ed ancora molti veneti conoscono questa realtà: il 25 aprile è il giorno della gita in compagnia e del pic-nicco, è il giorno della natura generosa e del riposo.
Pax tibi Marce Evangelista Mevs. Sono le parole, che, secondo la leggenda, un angelo apparso sottoforma di Leone Alato a San Marco Evangelista, naufrago nella laguna. Hic requiescet corpus tuum. Qui risposerà il tuo corpo.
La Pace, sapeva la Serenissima, è il fondamento della stabilità, della prosperità – della Vita.
Un concetto apparentemente semplicissimo, che tuttavia nell’ora della Necrocultura divenuta sistema operativo dello Stato moderno, pochi sembrano aver presente.
Per noi, invece, è chiarissimo. La Vita prima di ogni cosa. La Vita contro la morte.
La pace sia con voi, lettori.
Roberto Dal Bosco
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Il Sole splende oltre la Tenebra. Buona Pasqua ai lettori di Renovatio 21
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Albachiara, la militanza, la determinazione cristiana
Nella notte tra il 24 e il 25 febbraio, Albachiara Cristiani ha reso la sua anima a Dio dopo aver combattuto con tutte le sue forze contro la malattia.
Ha lottato per la vita, quella Vita che ha difeso con tutta se stessa durante il suo percorso terreno.
Ho avuto l’onore di conoscerla, di collaborare e confrontarmi insieme a lei per varie importanti iniziative, anche sé negli ultimi anni ci eravamo un po’ persi, e questo mi rincresce molto. Nonostante le tante delusioni umane e nonostante il male, Albachiara, con il suo temperamento forte, deciso e senza peli sulla lingua, ha sempre continuato la sua battaglia.
Si è fatta largo, grazie al suo carattere e alla determinazione cristiana che l’ha sempre animata, in vari ambienti della Chiesa, fungendo da monito per tanti consacrati tiepidi e anche per molti laici.
A lei devo la conoscenza di un caro amico e di una cara amica: Roberto Dal Bosco, fondatore di Renovatio 21, ed Elisabetta Frezza, che non ha bisogno di presentazioni.
Era il 2013 quando Albachiara contribuì all’organizzazione di una bellissima conferenza sul tema del gender nella parrocchia del Santo Spirito a Modena, guidata, ancora oggi, da don Giorgio Bellei, uno dei pochi sacerdoti che a Modena ha supportato iniziative di spessore, moltissime volte insieme proprio ad Albachiara.
Potremmo forse dire che la nascita di Renovatio 21 la dobbiamo un po’ anche a lei, che oltre ad aver fatto conoscere molte persone, ci ha sempre spronato a fare qualcosa di più senza cedere mai.
Quando penso alla Chiesa militante, non posso non avere in mente Albachiara, che della militanza ha fatto la sua vita.
La sua ostinazione, la sua audacia, possa servirci da esempio e possa accompagnarci dal suo riposo eterno fra le braccia di quel Figlio di Dio che certo ha tanto amato in questo pellegrinaggio terreno.
A Dio.
Cristiano Lugli
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