Guerra cibernetica
Paesi NATO valutano la guerra cibernetica contro Mosca
Stati europei dell’Alleanza Atlantica stanno esaminando l’opportunità di lanciare azioni cibernetiche offensive coordinate contro Mosca, come indicato da due alti esponenti governativi dell’UE e tre addetti diplomatici. Lo riporta Politico.
La testata ha precisato che le cancellerie d’Occidente stanno ponderando soluzioni cibernetiche e di altra natura come replica ai supposti «assalti ibridi» perpetrati dal Cremlino.
La titolare della diplomazia lettone Baiba Braze ha confidato a Politico che la NATO è chiamata a «mostrarsi più incisiva nell’offensiva cibernetica» e a sincronizzare con maggiore efficacia i propri apparati di Intelligence. «Non sono le dichiarazioni a trasmettere un monito, bensì le azioni concrete», ha puntualizzato.
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Sul finire del 2024, l’Alleanza Atlantica aveva annunciato l’avvio di un innovativo polo unificato per la difesa cibernetica all’interno della propria sede belga, previsto in funzione entro il 2028. S
I partner della NATO avevano in precedenza attribuito alla Russia l’infiltrazione di server istituzionali, l’interferenza sui segnali GPS di velivoli e l’intrusione di droni nei loro cieli territoriali. Il governo russo ha rigettato le imputazioni come belliciste, qualificando invece le restrizioni e gli apporti occidentali a Kiev come «aggressione ibrida».
A giudizio di RED Security, nel corso di quest’anno gli strike informatici contro la Federazione Russa sono cresciuti del 46%. Tra gli episodi di spicco, a luglio ha avuto luogo la violazione del database dell’Aeroflot, l’aviolinea nazionale russa, attribuita da due collettivi pro-ucraini.
Come riportato da Renovatio 21, nelle ore successive all’attacco contro la compagnia aerea di bandiera russa, il Roskomnadzor ha bloccato lo strumento di misurazione delle prestazioni di Internet Speedtest, gestito dalla società statunitense Ookla, citando minacce all’infrastruttura digitale nazionale.
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Guerra cibernetica
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Guerra cibernetica
Attacco cibernetico blocca una centrale elettrica britannica
Una piccola centrale elettrica britannica è stata messa fuori servizio a causa di un attacco informatico, e le autorità del Regno hanno accusato un gruppo di hacker legato all’Iran. Lo riporta il quotidiano britannico Telegraph.
In Gran Bretagna, decine di piccole centrali elettriche sono collegate alla rete nazionale, molte delle quali alimentate a gas e in funzione solo per poche ore alla settimana. Il giornale non ha specificato quale struttura fosse stata presa di mira, ma ha osservato che era rimasta fuori servizio per quattro giorni a luglio.
Secondo quanto riferito, le autorità avrebbero informato il Centro nazionale per la sicurezza informatica, un organo che si interfaccia con il pubblico presso il quartier generale delle comunicazioni governative, avrebbero tenuto briefing di emergenza per i dirigenti delle compagnie energetiche e inviato alle aziende linee guida sul rafforzamento delle misure di sicurezza.
Secondo il Telegraph, l’incidente è coinciso con una serie di attacchi informatici contro le infrastrutture idriche negli Stati Uniti, che hanno colpito impianti in 12 Stati. All’inizio di questo mese, la CBS News ha citato fonti secondo cui oltre 30 sistemi idrici comunitari sarebbero stati colpiti e che gli attacchi potrebbero essere collegati a hacker sostenuti dall’Iran.
Secondo quanto riportato, alcune aziende di servizi pubblici hanno perso funzionalità di controllo remoto essenziali, costringendo gli operatori a passare alla modalità manuale. In diversi casi, gli hacker sono riusciti ad accedere da remoto a pompe, valvole e alla pressione dell’acqua.
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Le agenzie di Intelligence occidentali hanno ripetutamente affermato che le infrastrutture nazionali critiche e gli enti governativi sono costantemente minacciati da hacker provenienti da Iran, Corea del Nord, Cina e Russia – accuse che le autorità di ciascun Paese hanno respinto.
Come riportato da Renovatio 21, un rapporto parlamentare britannico di fine 2023 lanciava l’allarme sul fatto che il Regno britannico è vulnerabile a un attacco informatico «catastrofico» che potrebbe paralizzare ampie sezioni delle sue infrastrutture più critiche. Secondo il documento governativo, i sistemi IT britannici sono vulnerabili agli attacchi informatici «perché si basano su vecchi sistemi IT», per cui sarebbero necessari maggiori investimenti per prevenire una grave crisi causata da attacchi ransomware, «in particolare da parte di gruppi legati a Mosca, Pechino e Pyongyang».
Come riportato da Renovatio 21, molteplici allarmi per una ventura ciber-pandemia sono venuti dal World Economic Forum di Davos.
Il guru WEF Klaus Schwab varie volte ha parlato apertis verbis di un attacco informatico per il collasso sistemico totale, un evento catastrofico che toglierà internet – i cui blackout già aumentano in tutto il mondo – mettendo in ginocchio il pianeta. Il danno, tuttavia potrebbe andare ben al di là di Internet.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2024 il presidente del comitato militare della NATO, l’ammiraglio Rob Bauer, ha dichiarato che un attacco su larga scala contro un membro della NATO, sponsorizzato dallo Stato, potrebbe far scattare la clausola di difesa collettiva prevista dall’articolo 5 del blocco atlantico e provocare una risposta militare.
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Guerra cibernetica
La Germania rivoluziona i suoi servizi segreti per la guerra cibernetica e oltre
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