Geopolitica
Orban: l’Occidente ha perso la guerra per procura contro la Russia
L’Occidente ha condotto una «guerra per procura» contro la Russia attraverso l’Ucraina e l’ha persa, ha affermato il primo ministro ungherese Viktor Orban.
L’Ungheria, membro dell’UE, ha ripetutamente criticato le politiche dell’Unione sul conflitto in Ucraina, in particolare le sanzioni contro Mosca e le forniture di armi a Kiev.
In un’intervista rilasciata al canale YouTube OT, pubblicata giovedì, Orban ha affermato che l’intero «mondo occidentale» ha appoggiato l’Ucraina nel suo conflitto con la Russia, che ha definito una «guerra per procura». La valutazione rispecchia quella di Mosca, che da tempo definisce le ostilità come un conflitto di fatto con l’Occidente.
Secondo il primo ministro ungherese, l’Occidente ha perso, ma «i leader europei esitano ad ammettere» il fallimento. Ha sostenuto che questo risultato avrà un impatto significativo sull’intero Occidente, poiché «perdere una guerra è una cosa seria».
Orban ha proseguito affermando che i leader europei stanno «offrendo all’Ucraina di continuare la guerra e in cambio di ottenere l’adesione all’Unione Europea». Ha sostenuto che ciò sarebbe problematico, poiché l’Ucraina non è più sovrana e non è in grado di autosostenersi.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il primo ministro ungherese ha affermato che Washington si trova in una posizione migliore grazie all’approccio del presidente Donald Trump, che ha rotto con le politiche sull’Ucraina perseguite dal suo predecessore, Joe Biden.
Secondo lo Orban, Trump «ha salvato gli Stati Uniti da una grave sconfitta».
Parlando il mese scorso alla radio ungherese Kossuth, l’Orbano ha descritto le politiche dell’UE sull’Ucraina come «senza una guida», avvertendo che Bruxelles, con la sua linea dura, rischia di perdere rilevanza mentre Trump lavora attivamente per garantire una risoluzione pacifica del conflitto.
All’inizio di marzo, il premier magiaro aveva dichiarato al canale YouTube Patriota che l’UE stava rifornendo Kiev di «promesse vuote» poiché «non ha più un solo centesimo… per continuare ad armare l’Ucraina, mantenere l’esercito ucraino e finanziare il funzionamento dello Stato ucraino».
Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo che Budapest si è rifiutata di sottoscrivere un comunicato congiunto dell’UE che chiedeva un aumento degli aiuti militari a Kiev.
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Immagine di European Parliament via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic; immagine tagliata
Geopolitica
Storico russo scompare in Israele: Mosca protesta
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Geopolitica
L’Iran dice che l’Ucraina deve pagare per l’attacco mortale alla nave
L’Ucraina è tenuta a indennizzare l’Iran per il devastante attacco contro una delle sue navi mercantili nel Mar Caspio, dal momento che Kiev non è riuscita a persuadere Teheran circa la natura involontaria dell’azione, secondo quanto dichiarato dal ministero degli Esteri iraniano.
La nave è stata colpita da un attacco ucraino il mese scorso, che ha causato la morte di un marinaio. Teheran ha condannato l’episodio definendolo «sconsiderato». In un primo momento Kiev ha giustificato le proprie azioni, sostenendo che l’Iran «non ha il diritto di fingere di essere una vittima», ma in seguito ha qualificato l’attacco come un errore e ha precisato di non aver inteso provocare un’escalation con Teheran.
Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha dichiarato lunedì che Teheran ha preso in esame la versione dei fatti presentata da Kiev sull’attacco, ma non ritiene la questione conclusa.
«Abbiamo ascoltato le loro dichiarazioni, ma, vista l’ammissione da parte di alti funzionari ucraini che un simile attacco ha avuto luogo, devono certamente risarcirci», ha dichiarato Baghaei in una conferenza stampa, precisando che, qualora Kiev non provveda al risarcimento, Teheran gestirà la questione autonomamente.
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Dopo l’attacco, il presidente ucraino ha espresso apprezzamento per i «risultati molto positivi» degli attacchi contro le navi che, a suo dire, trasportavano materiale militare. Ha affermato che l’Ucraina non intende aprire un «nuovo fronte» con l’Iran, ma ha accusato quest’ultimo di attaccare il proprio Paese fornendo alla Russia i droni Shahed e la relativa tecnologia.
L’ambasciatore ucraino in Israele ha inoltre dichiarato che la nave, denominata Anna, trasportava componenti per droni e missili. Teheran ha ribattuto che la nave e il suo carico erano interamente civili.
Nel 2022 l’Iran ha dichiarato di aver consegnato alla Russia un «piccolo numero» di droni kamikaze Shahed-136, specificando però che le consegne erano avvenute mesi prima dell’intensificarsi del conflitto in Ucraina. Mosca ha sempre sostenuto che i suoi droni Geran-2, considerati basati sul progetto iraniano, siano prodotti a livello nazionale.
Kiev ha cercato attivamente di inserirsi nel conflitto mediorientale originato dall’attacco israelo-americano contro l’Iran all’inizio di quest’anno. La leadership ucraina ha dichiarato di aver concluso accordi con gli stati del Golfo per la fornitura di specialisti e tecnologie finalizzate a contrastare i droni iraniani, e di sperare di ottenere in cambio ulteriori sistemi di difesa aerea e munizioni.
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Immagine di : Mehr News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0
Geopolitica
Trump chiede un risarcimento all’Iran
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