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Obama afferma che i ragazzi hanno bisogno di uomini omosessuali nelle loro vite
L’ex presidente americano Barack Obama è apparso sul podcast YouTube di sua moglie Michelle trasmettendo un messaggio filo-omotransessualista dai contorni piuttosto oscuri: i ragazzi hanno bisogno di uomini omosessuali nelle loro vite.
«Questa è una delle cose di cui penso, spesso i ragazzi hanno bisogno, non solo di essere esposti a un solo uomo, ehm, a un solo padre, non importa quanto bravo sia il padre, non può essere tutto», ha detto Obama. «E poi quel ragazzo potrebbe aver bisogno di qualcuno che gli dia una prospettiva sul padre».
.@BarackObama‘s WILD Take: ‘Boys NEED Gay Male Role Models’
Reality: The Explosion of Fatherlessness Hurts Boys—Not Lack of Gay Mentors pic.twitter.com/otiqZ52bIl
— LifeSiteNews (@LifeSite) July 18, 2025
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L’ex inquilino della Casa Bianca, ora accusato di aver ordito contro Trump la bufala del Russiagate assieme ai vertici dell’Intelligence statunitense, nel podcasto uxorio ha poi raccontato la sua relazione con un uomo omosessuale più anziano e come questa abbia plasmato la sua vita.
«Una delle cose più preziose che ho imparato come uomo è stata quella di avere avuto un professore gay al college, in un’epoca in cui le persone apertamente gay non lo dichiaravano ancora, che è diventato uno dei miei professori preferiti ed era un bravo ragazzo, e mi rimproverava quando iniziavo a dire cose ignoranti», ha detto l’Obama.
L’ex presidente ha spiegato che questa relazione omosessuale è necessaria anche per gli altri ragazzi: «hai bisogno di questo per dimostrare empatia e gentilezza e, a proposito, hai bisogno di quella persona nel tuo gruppo di amici, così se hai un ragazzo che è gay o non binario o quello che hai, ha qualcuno a cui andare e dire: ok, non sono solo in questo», ha dichiarato l’hawaiano-kenyota.
Il titolo della puntata dello show di Michelle Obama è, senza tanti infingimenti, «BARACK OBAMA su cosa serve per crescere i ragazzi e come Michelle ha migliorato la situazione».
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi, la figura di Obama è stata discussa a più riprese per le sue possibili tendenze omosessuali, con persino il fratellastro kenyota Malik Obama a dichiarare che l’ex presidente è «decisamente gay». Tucker Carlson, una delle figure di punta delle attuali forze trumpiane, arrivò ad intervistare un uomo che asseriva di aver avuto rapporti sessuali e drogastici con Obama ai tempi in cui stava a Chicago. Riguardo gli anni chicaghesi, vi sono tuttavia voci ancora più allarmanti.
Una incredibile leggenda metropolitana vuole che la moglie Michelle sia in realtà un uomo. A parlarne fu l’attrice (paladina dei gay) Joan Rivers prima di morire, non si sa quanto scherzando. Recentemente ha rimesso in circolo la questione il sulfureo padre di Elon Musk, Errol.
Obama è cresciuto senza il suo padre biologico, un kenyota che conobbe la madre studiando russo alle Hawaii ai tempi in cui le isole, più che un paradiso del surf o della lingua di Dostoevskij, erano una grande base militare USA. Ambo i rami materno e paterno della famiglia di Barrack Hussein sarebbero, secondo speculazioni che si rincorrono da decenni, affiliati alla CIA.
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La Russia colpisce uno stabilimento di Kiev per la produzione di droni
🇷🇺💥🇺🇦 RUSSIAN MOD: STRIKES HIT KIEV DEFENSE INDUSTRY, TWO DRONE PLANTS TARGETED
Russian Armed Forces struck defense industry facilities in Kiev, hitting the Aerdron enterprise, which manufactures UAVs, the Russian Defense Ministry reported. Forces also struck the Fanplit… pic.twitter.com/nl1B53UZZf — DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) July 11, 2026
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Google maps accusata di essere dietro le nuove tensioni al confine baltico tra Russia e Estonia
Un alto funzionario di frontiera estone ha attribuito la colpa a Google Maps in seguito a una serie di incidenti che hanno coinvolto cittadini estoni che attraversavano il confine con la Russia. Lo riporta la stampa russa.
Negli ultimi mesi sono stati registrati quattro attraversamenti accidentali del confine, ha dichiarato alla stampa locale Regina Kukk, responsabile del posto di frontiera di Narva. Le violazioni possono comportare multe fino a 600 euro e la detenzione per diversi giorni, ha aggiunto.
«Se non volete guai, scegliete un altro specchio d’acqua», ha detto Kukk. «Naturalmente, non possiamo impedire alle persone [di correre dei rischi]. Da parte nostra, stiamo facendo tutto il possibile per ridurre il numero di violazioni».
Per evitare tali problemi, la Polizia e la Guardia di Frontiera estone (PPA) raccomandano di non utilizzare Google Maps e altri servizi di navigazione popolari, ma di affidarsi all’app di navigazione ufficiale Nutimeri o a un dispositivo GPS dedicato.
Estonia e Russia hanno da tempo divergenze di confine, le cui radici risalgono al crollo dell’Impero russo e che si sono acuite con il conflitto in Ucraina.
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L’Estonia passò sotto il dominio russo all’inizio del XVIII secolo, dopo che la Svezia cedette vasti territori ai membri della coalizione guidata dalla Russia che la sconfisse nella Guerra del Nord del 1700-1721. Con il crollo dell’Impero russo durante la Prima Guerra Mondiale e i successivi sconvolgimenti rivoluzionari, l’Estonia dichiarò la propria indipendenza. Il governo bolscevico riconobbe la separazione con il Trattato di Tartu del 1920.
L’Estonia entrò a far parte dell’URSS nel 1940; secondo Mosca, i sovietici lo ritennero necessario a causa della minaccia rappresentata dalla Germania nazista. La Russia sostiene che tale mossa invalidò il trattato del 1920, mentre alcuni politici estoni continuano a contestare questa posizione.
In base al vecchio trattato, parte di quello che oggi è territorio russo fu assegnata all’Estonia. Un tentativo di definire il confine moderno nel 2005 fallì dopo che Tallinn aggiunse all’accordo un riferimento al Trattato di Tartu, che secondo Mosca avrebbe potuto creare le basi per future rivendicazioni territoriali.
Un accordo di confine rivisto è stato firmato nel 2014, ma non è mai stato ratificato. Nel 2022, il partito nazionalista EKRE ha proposto di ritirare la firma dell’Estonia dal documento, ma la mossa non ha ottenuto il sostegno del parlamento.
Le tensioni lungo il confine di circa 300 km, una parte significativa del quale attraversa il fiume Narva, si sono intensificate nel maggio 2024. L’Estonia ha accusato le guardie di frontiera russe di aver rimosso unilateralmente circa la metà delle 50 boe di segnalazione che l’Estonia aveva unilateralmente posizionato nel fiume.
I segnali vengono normalmente regolati congiuntamente ogni primavera, poiché il letto del fiume si sposta nel tempo. Tuttavia, il deterioramento delle relazioni bilaterali a seguito dello scoppio del conflitto in Ucraina ha impedito la consueta cooperazione.
L’allora primo ministro Kaja Kallas, ora responsabile della politica estera dell’UE, accusò la Russia di aver preso di mira le boe allo scopo di «creare paura e ansia» in Estonia.
Dal 2022, l’Estonia, insieme a diversi altri Stati membri dell’UE confinanti con la Russia, ha imposto restrizioni di viaggio sempre più severe ai cittadini russi, affermando di dover rispondere al rischio di infiltrazione da parte di agenti legati a Mosca. Il traffico transfrontaliero è diminuito drasticamente. Secondo le autorità estoni, poco più di un milione di persone ha attraversato il confine orientale del Paese nel 2025, in calo rispetto al picco di 5,3 milioni raggiunto nel 2018.
Le restrizioni di viaggio, unite ad altre politiche che prendono di mira la lingua russa e i legami transfrontalieri, hanno reso la vita più difficile a molti russi di etnia russa residenti in Estonia. Tra i più colpiti figurano le persone con parenti, proprietà o interessi commerciali in Russia.
Le tensioni di confine si sono ulteriormente acuite quest’anno a seguito di ripetuti incidenti che hanno visto coinvolti droni kamikaze ucraini precipitare in paesi confinanti con la Russia. Poco a sud dell’Estonia, in Lettonia, tali incidenti hanno innescato una crisi politica, culminata nel crollo della coalizione di governo a metà maggio.
I governi occidentali hanno attribuito a Mosca la responsabilità ultima delle incursioni ucraine. La Russia, a sua volta, ha accusato gli Stati interessati di aver dato a Kiev un tacito permesso di utilizzare il loro spazio aereo per attaccare i suoi porti nel Baltico.
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Il presidente serbo contro l’UE: «governo via email»
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