Immigrazione
Nuovo caso di immigrato che morde e stacca un dito ad un agente delle Forze dell’ordine: il fenomeno continua
Una poliziotta in servizio a San Benedetto del Tronto è rimasta ferita durante un controllo su un trentenne di origine africana, fermato su un treno perché privo di biglietto. Lo riporta RaiNews.
Portato in commissariato, l’immigrato avrebbe aggredito gli agenti e morso la poliziotta, staccandole con un morso la falange di un dito della mano destra. La donna è stata trasportata all’ospedale regionale di Ancona, dove dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico.
L’episodio, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, ha spinto il sindacato SIULP a intervenire, chiedendo un potenziamento del personale delle forze dell’ordine nella zona, ritenuto insufficiente.
Quello degli extracomunitari morsicatori non è un fenomeno nuovo, anzi possiamo dire oramai che si tratta di un pattern sociopolitico piuttosto preciso.
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso settembre un carcerato extracomunitario con gravi problemi psichiatrici avrebbe tranciato con un morso e poi ingerito il dito di un compagno di cella dopo averlo tramortito.
Nel 2017 vi fu un caso alla Stazione di Porta Nuova di Torino, quando un migrante morse la mano del poliziotto che stava acciuffandolo nel tentativo di fuggire. Nello stesso anno, nella Bassa bergamasca, un 25enne marocchino avrebbe cercato di scappare da un agente della Polizia locale addentandolo e cercando di sottrargli la pistola di ordinanza.
Nel 2018 un pakistano e un italo-marocchino, fermati a Biella dalla polizia, avrebbero distrutto una volta e aggredito gli agenti, anche mordendo un poliziotto. Secondo Il Giornale il migrante avrebbe patteggiato e sarebbe stato rimesso in libertà. A Cremona si era registrato il caso di un trentenne nigeriano, irregolare e ricercato per violenza sessuale, che avrebbe attaccato i poliziotti con coltello e morsi.
Nel 2019 si ebbe la vicenda di un pregiudicato nigeriano che avrebbe «aggredito un agente di polizia nel corso di un’attività di fotosegnalamento» staccandogli «a morsi il polpastrello del dito anulare della mano sinistra», riporta TorinoToday.
Nel 2020 un detenuto nigeriano avrebbe aggredito quattro secondini, strappando con i denti l’orecchio di uno di loro per poi ingollare il pezzo di carne umana, riporta Il Giornale. Sempre nel 2020, a Rebibbia un detenuto di origini sicule al 41-bis avrebbe aggredito un agente della penitenziaria a morsi staccandogli parte del dito.
Nel 2022 a Spini di Gardolo, nella provincia autonoma di Trento, un detenuto nordafricano avrebbe attaccato a morsi un agente della penitenziaria durante un tragitto di spostamento. Sempre a Trento, in quell’anno un albanese aggredì un barista, picchiandolo selvaggiamente e soffocandolo con una presa al collo e staccandogli via una grande porzione dell’orecchio con un morso.
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Nel 2023, a Genova, un detenuto avrebbe staccato a morsi un pezzo della mano di un ispettore. A gennaio, a Napoli un 54enne marocchino avrebbe picchiato dei cani e morso un dog sitter. Nello stesso anno, un nigeriano avrebbe morsicato un poliziotto in un centro di accoglienza monzese. Successivamente, nel mese di dicembre, a Padova un agente sarebbe stato azzannato da un immigrato sudanese.
Ad aprile 2024 un nigeriano avrebbe aggredito impiegati di una banca di Merano per poi, anche qui, mordere un agente di Polizia.
A ottobre scorso, un giovane nigeriano regolare con numerosi precedenti avrebbe morso un poliziotto nel tentativo di sottrarsi al controllo.
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Immigrazione
Sconvolgente esperimento anarcotirannico nei Paesi Bassi
Dal 2018, 125 studenti olandesi sarebbero costretti a vivere fianco a fianco con altrettanti rifugiati nell’edificio Stek Oost di Amsterdam ai fini di «promuoverne l’integrazione».
Negli anni gli studenti sarebbero stati vittime atti di violenza e di prevaricazione nonché di veri e propri stupri tra cui uno di gruppo.
Nonostante le ripetute segnalazioni, un’amministratrice locale avrebbe dichiarato di non poter far nulla per risolvere la situazione «si vedono comportamenti inaccettabili e la gente è spaventata. Purtroppo non è però sufficiente da un punto vista legale per cacciare qualcuno di casa o per metterlo sotto tutela. Ci troviamo sempre di fronte agli stessi ostacoli».
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Sembra inoltre che la società privata incaricata della gestione del complesso ne avesse proposto la chiusura nel 2023, ricevendo un netto rifiuto dalle autorità. Il «progetto» dovrebbe avere termine nel 2028.
In poche parole, come avviene sempre più spesso nell’Europa kalergista, le istituzioni rifiutano di fare qualcosa o pongono ostacoli insormontabili o semplicemente se ne lavano le mani.
È impossibile che persone minimamente sane di mente non possano immaginare l’esito di simili «esperimenti» che oltretutto hanno avuto luogo un po’ dappertutto basti pensare al trasferimento di gruppi considerevoli di immigrati in piccole comunità rurali o collinari anche in Italia, magari abitate da poche anime spesso anziani.
In Irlanda ciò ha dato origine a forti proteste popolari negli ultimi anni.
Dietro operazioni di questo tipo è pertanto evidente e palese una volontà di terrorizzarci, toglierci la pace in ogni singolo momento della vita quotidiana annichilendoci, in una parola distruggerci. Una volontà che risponde a quei principi alchemici e massonica che abbiamo già menzionato altre volte, «solve et coaugula» e «ordo ab chao».
Il kalergismo è essenzialmente questo, mira a dissolvere noi, la nostra storia, le nostre tradizioni, i nostri bei ricordi per creare qualcosa di diverso e orribile, punta a creare il caos, lo scompiglio, il disordine per creare un ordine in cui tutto ciò che vi è di più bello, buono, onesto, naturale è completamente ribaltato.
Come già detto più volte, non sta scritto da nessuna parte che si debba accettare tutto ciò senza colpo ferire.
Victor García
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