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Non siamo entrati in contatto con gli alieni perché sono stati tutti uccisi dai raggi gamma, dice lo scienziato

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Le civiltà aliene non sono ancora entrate in contatto con gli esseri umani perché potrebbero essere state annientate dai lampi di raggi gamma (GRB), ha riferito martedì il giornale britannico Daily Mail, citando Frederick Walter, un astronomo della Stony Brook University di New York.

 

Secondo la NASA, i GRB sono esplosioni di luce di breve durata che emettono un quintilione di volte la luminosità del Sole. Walter crede che la forza di un’esplosione sarebbe sufficiente per distruggere qualsiasi civiltà extraterrestre.

 

«È un raggio strettamente focalizzato. E, se fosse diretto attraverso il piano della galassia, potrebbe sostanzialmente sterilizzare circa il 10% dei pianeti della galassia», ha spiegato il professor Walter. L’astronomo ha osservato che, secondo le sue stime, in ogni galassia è presente un GRB ogni 100 milioni di anni circa.

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«In media, nell’arco di un miliardo di anni, ci si potrebbe aspettare che un numero significativo di civiltà venga sradicato, se esistessero… È solo una delle tante spiegazioni possibili, un po’ morbose, suppongo», ha detto.

 

Secondo le stime di Walter, la Via Lattea potrebbe aver visto circa 45 GRB nei 4,5 miliardi di anni di storia della Terra. Ha sottolineato, tuttavia, che qualsiasi sia potenziale minaccia per l’umanità derivante da questo tipo di eventi «non vale la pena preoccuparsi» perché «sono rari e sono diretti», e ciò rende improbabile che i GRB colpiscano la Terra.

 

La NASA descrive i GRB come «gli eventi più potenti dell’universo conosciuto».

 

Il fenomeno fu osservato per la prima volta nel 1967, tramite una coppia di satelliti Vela statunitensi progettati per rilevare test sulle armi nucleari. Tuttavia, la maggior parte dei ricercatori afferma che i GRB sono più comuni nelle galassie distanti in cui si formano stelle e hanno meno probabilità di verificarsi nella Via Lattea.

 

Walter ha anche ipotizzato altre ragioni dietro l’incapacità del genere umano di rilevare la vita extraterrestre, suggerendo che altri mondi potrebbero essere pieni di forme di vita simili a specie acquatiche come balene e delfini. Per questo tipo di civiltà sarebbe impossibile sviluppare la tecnologia necessaria per i viaggi e le comunicazioni spaziali, ha affermato.

 

Il lettore può immaginare lo sconcerto di Renovatio 21 dinanzi alla prospettiva di un universo popolato di cetacei alieni.

 

Ha continuato dicendo che alcune civiltà aliene potrebbero semplicemente scegliere di non correre il rischio derivante dal contatto con altre forme di vita potenzialmente pericolose. Un’altra spiegazione, ha aggiunto, sostenuta da molti fisici e astronomi, è che forme di vita tecnologicamente avanzate su altri pianeti potrebbero essersi autodistrutte.

 

«Guardatevi intorno, stiamo inquinando l’atmosfera. Stiamo mettendo in dubbio se avremo una civiltà vitale tra un secolo, a meno che non facciamo qualcosa di drastico. Se le civiltà tendono ad evolversi nello stesso modo in cui hanno fatto sul nostro pianeta, ciò colpirà tutti», ha detto, avvertendo che al ritmo attuale «c’è il rischio che non riusciremo a superare altri… 150 anni». Si tratta della solita apocalittica da raccolta differenziata, di cui davvero non ne possiamo più, qui declinata in salsa Star Trek.

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Una teoria più interessante sull’assenza del contatto fu proposta anni fa da Elone Musk, impegnato come noto nella missione di far divenire l’umanità una specie multi-planetaria, e quindi in grado di sopravvivere a qualsiasi minaccia alla sua sopravvivenza. Il Musk ha dichiarato che probabilmente l’esplorazione spaziale un giorno scoprirà civiltà aliene «a pianeta singolo» morte, con società piegate su loro stesse magari a causa di simulazioni ricreative che distolgono gli individui dalla loro vita materiale, come è il caso attuale dei videogiochi e della realtà virtuale sempre più immersiva. Da notare che uno degli avversari principali del Musk, oggetto di continui sberleffi come di minacce di botte sul ring, sia il Mark Zuckerberg, che ha speso diecine di miliardi di dollari per far diventare il suo gruppo un first-mover nel campo del VR.

 

Di solito, quando ci si chiede perché non abbiamo ancora fatto contatto con gli extraterrestri, si fa riferimento al famoso «paradosso di Fermi», un concetto legato alla ricerca di vita aliena proposto per la prima volta dal fisico italiano Enrico Fermi nel 1950 durante una conversazione informale con i colleghi Emil Konopinski, Edward Teller e Herbert York. Nel corso degli anni, i tre hanno raccontato vari aneddoti riguardanti quella discussione storica.

 

Secondo la versione più diffusa, mentre si dirigevano verso la mensa, il gruppo discuteva dei recenti avvistamenti UFO e delle possibilità di viaggi spaziali più veloci della luce. Durante il pranzo, la conversazione si spostò su altri argomenti fino a quando Fermi esclamò: «Ma dove sono tutti?».

 

Anche se non sono note le esatte parole del fisico romano, questa frase è diventata celebre nel tempo. Il paradosso di Fermi mette in luce la contraddizione tra l’immensità dell’universo, che suggerisce la probabilità di vita extraterrestre, e la mancanza di prove o contatti con tali forme di vita.

 

Partendo dall’affermazione del fisico italiano, si può sviluppare il ragionamento: molte stelle, e quindi i loro pianeti, sono molto più antichi del nostro Sole. Se pianeti simili alla Terra sono comuni, alcuni potrebbero aver sviluppato forme di vita intelligente molto tempo fa. Anche con i limitati mezzi di viaggio interstellare attualmente previsti, la Via Lattea potrebbe essere attraversata in pochi milioni di anni. Considerando che molte stelle simili al Sole sono molto più vecchie di esso, la Terra avrebbe dovuto essere visitata da civiltà extraterrestri o dalle loro sonde. Tuttavia, non esistono prove convincenti a sostegno di quest’idea.

 

Il paradosso di Fermi ha dato vita a un vasto dibattito e a molte ipotesi per spiegare l’assenza di contatti con civiltà extraterrestri.

 

La cosiddetta «Rare Earth Hypothesis» («Ipotesi della Terra rara») suggerisce che le condizioni per la vita sulla Terra siano rare nell’universo.

 

La «Great Filter Hypothesis» («Ipotesi del grande filtro») suggerisce l’esistenza di un ostacolo insormontabile nel processo evolutivo delle civiltà, che impedisce loro di raggiungere lo stadio di comunicazione interstellare.

 

Vi è anche la «Zoo Hypothesis» («Ipotesi dello zoo»), secondo cui altre civiltà potrebbero osservare la Terra senza interferire, seguendo un «principio di non interferenza», simile a quello descritto nell’orrenda serie televisiva Star Trek, dove il contatto avviene solo quando una civiltà ha raggiunto la tecnologia del famigerato «motore a curvatura» («Warp Drive»), che come sappiamo ha dato il nome alla ricerca del programma vaccinale che ha disastrato il pianeta nel 2020 («Operazione Warp Speed»).

 

Vi sono inoltre teorie secondo cui le difficoltà tecniche e le differenze nelle modalità di comunicazione potrebbero rendere difficile rilevare segnali extraterrestri.

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Poi c’è l’«equazione di Drake», una formula matematica proposta nel 1961 dall’astrofisico statunitense Frank Drake. Questa equazione offre una stima del numero di civiltà extraterrestri nella nostra galassia, la Via Lattea, che potrebbero essere in grado di comunicare con noi tramite segnali radio.

 

Fu durante il primo incontro del progetto SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) nei primi anni ’60 che Drake presentò la sua equazione, diventata un punto di riferimento nel dibattito scientifico sulla probabilità di esistenza di forme di vita extraterrestri intelligenti e capaci di comunicare.

 

L’equazione di Drake non stabilisce un numero fisso di civiltà nella Via Lattea, ma piuttosto fornisce una metodologia per stimare tale numero basata su una serie di parametri. Poiché i valori di questi parametri sono soggetti a incertezza e dibattito tra gli scienziati, il risultato finale può variare notevolmente. Quando Frank Drake presentò per la prima volta l’equazione, stimò che potessero esistere circa 10.000 civiltà comunicative nella Via Lattea. Tuttavia, a seconda dei valori assegnati ai parametri dell’equazione, le stime possono variare da un numero molto limitato di civiltà a milioni di civiltà nella nostra galassia.

 

Come riportato da Renovatio 21, gli scienziati da anni cercano modi di rilevamento delle civiltà aliene, per esempio osservando con i telescopi segni di inquinamento negli esoplaneti. Interessante: qui l’inquinamento, invece che veicolo di morte, è segno di vita…

 

Il noto astronomo harvardiano cacciatore di alieni Avi Loeb, noto alle cronache per sue affermazioni sorprendenti, lo scorso anno ha dichiarato potrebbero esservi fino a 4 quintilioni di astronavi aliene nel sistema solare.

 

Secondo un altro astrofisico, invece, le civiltà aliene avrebbero creato degli wormhole, peraltro già viste dagli umani.

 

Tali civiltà potrebbero, sempre secondo la scienza, non essere benevole. Negli scorsi anni un ricercatore spagnuolo aveva calcolato fino a quattro civiltà aliene malvagie nella nostra galassia. Avvertimenti contro di esse, in effetti, erano venute anche dal direttore dell’ente USA per la ricerca di forme di vita intelligenti nel cosmo, il SETI.

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Il capo del Pentagono: «presto scopriremo se gli alieni esistono davvero»

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Il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha dichiarato che scoprirà insieme al pubblico americano se il suo dipartimento possiede documenti che dimostrano l’esistenza degli alieni.   Come riportato da Renovatio 21, la scorsa settimana il presidente Donald Trump ha emesso un ordine esecutivo che ordina al Pentagono di divulgare «qualsiasi altra informazione connessa» ai fenomeni aerei non identificati (UAP) e agli oggetti volanti non identificati (UFO). Hegseth ha dichiarato ai giornalisti che l’ordine «non era affatto sulla mia cartella del bingo» e ha messo in guardia dal non aspettarsi una rapida divulgazione.   Alla domanda se credesse nell’esistenza degli alieni, il segretario rispose: «Vedremo. Farò la revisione e lo scoprirò insieme a voi».

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L’ordine di Trump è arrivato dopo un podcast in cui l’ex presidente Barack Obama ha affermato di credere che gli alieni siano reali, ma ha assicurato che il governo degli Stati Uniti non ne detiene nessuno in custodia.   «Non esiste una struttura sotterranea, a meno che non ci sia questa enorme cospirazione e non l’abbiano nascosta al presidente degli Stati Uniti», aveva detto Obama. Trump ha affermato che Obama ha divulgato informazioni riservate prima di ordinarne la pubblicazione per soddisfare “l’enorme interesse” del pubblico americano.   Le autorità americane raccolgono segnalazioni di avvistamenti UFO/UAP da decenni, e il Pentagono gestisce attualmente un ufficio per la risoluzione delle anomalie in tutti i domini allo scopo. Non è mai stata rilasciata alcuna conferma ufficiale di intelligence non umana.   L’amministrazione Trump si presenta come paladina della trasparenza governativa, ma i critici sostengono che non sia riuscita a mantenere le promesse. La sua promessa di divulgare i file di Epstein è stata fonte di particolare contesa.   L’ex ufficiale dell’Intelligence dell’aeronautica David Grusch ha testimoniato di fronte al Congresso che il governo degli Stati Uniti ha condotto un programma segreto di reverse engineering (cioè retroingegneria) «pluridecennale» che coinvolgeva astronavi aliene recuperate.   Come riportato da Renovatio 21, nel 2021 al Congresso USA era stato presentato un disegno di legge sulla Difesa che per finanziare il reverse engineering della tecnologia UFO.   Il concetto della mancanza di prove di visite della Terra da parte di extraterresti erano state ribadite anch con le dichiarazioni nel 2024 del portavoce del Pentagono, il maggiore generale Patrick Ryder. Un rapporto di inizio di quell’anno che negava le prove di vita extraterrestre in realtà rivelava anche la costruzione di sistemi sensoristici chiamati «Gremlin» per il rilevamento degli UFO.   A novembre 2023 alcuni giornali come il Daily Mail, dicendo di avere fonti anonime, avevano scritto che la CIA sarebbe riuscita a recuperare almeno nove veicoli potenzialmente alieni, due dei quali «completamente intatti». Il tema degli UFO sta scaldando molti animi a Washington in questi ultimi anni, con vari senatori americani che hanno parlato apertis verbis della loro possibile minaccia agli interessi militari americani. «Ci sono cose che volano sopra installazioni militari, e nessuno sa cosa sia e non sono nostre», ha dichiarato il senatore repubblicano Marco Rubio, ora nominato a segretario di Stato dal presidente eletto Donaldo Trump.

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Il Pentagono l’anno passato ha ammesso di aver filmati secretati di UFO abbattuti da caccia USA.   Pochi mesi fa anche deputati giapponesi hanno istituito un progetto di gruppo bipartisan dentro la Dieta (il Parlamento del Paese) per lo studio degli UFO, con l’obbiettivo di cambiare l’approccio del governo alla misteriosa ed esiziale questione.   Lo scorso autunno lo Sean Kirkpatrick, il responsabile degli UFO presso il Pentagono (o per lo meno, quello che apparentemente fa questo mestiere), arrivato al termine del suo incarico ha fatto un bilancio della sua attività e dichiarato possibile l’esistenza della vita extraterrestre.   Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa è stato distribuito agli agenti di polizia degli Stati Uniti un manuale su come gestire le segnalazioni di «fenomeni aerei non identificati» (UAP), in cui vengono descritti come chiara minaccia per la sicurezza nazionale, poiché le loro capacità e origini sono sconosciute».   Come riportato da Renovatio 21, pochi anni fa è stato altresì registrato il più nitido video ufologico della storia, girato nella città di Curitiba, nel Brasile meridionale

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Genio dell’astrofisica assassinato dinanzi casa

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L’astrofisico 67enne Carl Grillmair è stato trovato morto lunedì, ferito da un colpo di arma da fuoco, fuori dalla sua abitazione nella California meridionale. Secondo il medico legale della contea di Los Angeles, Grillmair, esperto di pianeti lontani e delle complessità del nostro vasto universo, è stato colpito al torso da un colpo di arma da fuoco nella sua casa, situata a circa un’ora a nord di Los Angeles.

 

Successivamente la polizia ha arrestato un tale Freddy Snyder, 29 anni, e lo ha accusato di omicidio, oltre che di furto d’auto e furto con scasso di primo grado per un altro episodio avvenuto a dicembre.

 

Lo scienziato del California Institute of Technology (il politecnico noto come Caltech) è stato definito un «genio» dai suoi colleghi e ha ricevuto elogi per aver presumibilmente scoperto l’acqua su un pianeta lontano.

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Secondo la sua biografia online pubblicata sul Caltech, il lavoro del Grillmair comprendeva ricerche condotte utilizzando il telescopio spaziale Spitzer della NASA e si concentrava sulla struttura galattica, sulla materia oscura e sulle popolazioni stellari.

 

Un popolare account di X, chiamato@SunWeatherMan, ha sollevato sospetti sull’omicidio, scrivendo: «’Hai sentito parlare del tizio del CalTech che è stato colpito?’ … no, non ho sentito parlare del tizio che lavorava sulla materia oscura e sulla fisica galattica e che era anche stranamente ossessionato dalla ricerca di comete, che è stato colpito sulla veranda di casa sua nel cuore della notte in quello che la polizia descrive come un omicidio casuale correlato a una rapina/furto d’auto».

 

«Intendi il tizio che lavora con i dati infrarossi provenienti da cose come James Webb/Spitzer, i dati che contraddicono centimetro per centimetro il paradigma cosmologico dominante da 300 miliardi di dollari… avvicinandolo gradualmente a una cosmologia del plasma, che rende reali i cicli, gli impulsi, i disastri, le connessioni, la coscienza e le cose di Dio/spirito di cui tutti parliamo? No, non ne ho mai sentito parlare» scrive l’account.

 

La polizia non ha ancora chiarito se Grillmair e Snyder avessero qualche legame prima della sparatoria. La deputata repullivana floridiana Anna Paulina Luna ha scritto sui social media che è «strano» che «così tanti scienziati» vengano assassinati. Il riferimento è probabilmente all’assassinio del direttore del Plasma Science e Fusion Center del politecnico bostoniano MIT Nuno F.G. Loureiro, ucciso a colpi di arma da fuoco due mesi fa.

 

Come riportato da Renovatio 21, il Loureiro era considerato un pioniere nella disica della fusione nucleare.

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Immagine di Anthny-22 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 

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Trump ordina al Pentagono di pubblicare i file sugli alieni e sugli UFO

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Il presidente degli Stati Uniti Donaldo J. Trump ha annunciato che ordinerà al dipartimento della Guerra e ad altre agenzie di pubblicare i file governativi relativi alla vita aliena a causa del «grande interesse».   In un post su Truth Social pubblicato venerdì, Trump ha affermato che i documenti contrassegnati per la divulgazione riguarderanno fenomeni aerei non identificati e oggetti volanti non identificati, insieme a «qualsiasi altra informazione collegata a queste questioni estremamente complesse, ma estremamente interessanti e importanti».   Trump ha fatto l’annuncio poche ore dopo aver accusato l’ex presidente Barack Obama di aver divulgato «informazioni riservate» quando, in una recente intervista podcast, aveva suggerito che gli alieni erano reali.   Come riportato da Renovatio 21, le dichiarazioni di Obama sono diventate virali lo scorso fine settimana dopo che il conduttore del podcast Brian Tyler Cohen ha chiesto all’ex presidente se gli alieni esistano.

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«Sono reali, ma non li ho visti», ha detto Obama. «E non sono tenuti in, dov’è? Nell’Area 51. Non esiste una struttura sotterranea, a meno che non ci sia questa enorme cospirazione e l’abbiano nascosta al presidente degli Stati Uniti».   L’Area 51 è un sito segreto dell’aeronautica militare statunitense nel Nevada, da tempo al centro di teorie del complotto secondo cui il governo vi condurrebbe ricerche segrete e conserverebbe materiali e tecnologie aliene.   Il riserbo che circonda la struttura ha alimentato per decenni speculazioni su attività legate a presenze extraterrestri, incluse teorie secondo cui vi sarebbero custodite astronavi aliene precipitate o che si tratti di un luogo per contatti con extraterrestri. Alcuni avvistamenti di UFO nella zona sono stati segnalati, ma la CIA ha spiegato che si trattava di voli di prova dell’aereo spia U-2.   Le speculazioni sono state rafforzate anche da centinaia di presunti avvistamenti UFO in altre località. Nel maggio 2022 funzionari del Pentagono hanno riferito al Congresso che quasi 400 segnalazioni di fenomeni aerei non identificati erano state presentate da personale militare, un numero in crescita rispetto alle 144 registrate tra il 2004 e il 2021.   Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi anni il Pentagono ha ripetuto di non possedere «alcuna prova che indichi che vita extraterrestre abbia visitato il pianeta».   L’Area 51 ha cercato di essere normalizzata anche da film hollywoodiani come Zero Dark Thirty (2012), pellicola sull’assassinio in Pakistan dello sceicco saudito Osama Bin Laden: una scena ripetuta in rete vede le forze speciali e la CIA, all’epoca proprio sotto il governo Obama, ispezionare un elicottero stealth sperimentale proprio in un hangar dell’Area 51.   Trump ha affermato che avrebbe incaricato il Segretario alla Guerra e altri funzionari di «iniziare il processo di identificazione e divulgazione dei file governativi relativi alla vita aliena ed extraterrestre, ai fenomeni aerei non identificati (UAP) e agli oggetti volanti non identificati (UFO)». Il presidente statunitense osservato che la decisione è stata motivata da un «enorme interesse» per l’argomento, senza fornire ulteriori dettagli.   Parlando ai giornalisti giovedì, Trump ha detto: «Non so se siano vere o no», aggiungendo, riferendosi a Obama: «Potrei tirarlo fuori dai guai desecretando».

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Per chiarire la sua posizione, Obama ha poi affermato di non aver visto alcuna prova che gli alieni «abbiano preso contatto con noi», ma ha aggiunto che «statisticamente, l’universo è così vasto che ci sono buone probabilità che ci sia vita là fuori».   Interrogato sulla possibilità di visitatori extraterrestri, Trump ha risposto: «Non ho un’opinione in merito. Non ne parlo mai. Molte persone lo fanno. Molte persone ci credono».   Alla fine del 2024, il Pentagono ha annunciato di aver ricevuto 757 nuove segnalazioni di UAP non identificati tra maggio 2023 e giugno 2024. Di questi, 21 «meritano ulteriori analisi» a causa di «caratteristiche e/o comportamenti anomali».   The Donald ha affermato di non «credere» nella vita extraterrestre, pur aggiungendo di aver incontrato «persone serie che affermano che vedono volare cose davvero strane là fuori». In un’altra occasione, intervistato dal figlio Don jr., ha fatto il sornione dicendo di sapere e che si tratta di qualcosa di sconvolgente.  

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