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Nave cinese sospettata di aver danneggiato un cavo nel Mar Baltico
Una nave mercantile cinese in rotta dalla Russia all’Egitto è sospettata di essere coinvolta nei danni a due cavi dati sotto il Mar Baltico. Lo riportano di versi organi di stampa.
Il BCS East-West-Interlink, che collega la Lituania alla Svezia, è stato gravemente danneggiato domenica, mentre il cavo sottomarino in fibra ottica C-Lion1 dalla Finlandia alla Germania è stato tagliato lunedì mattina. La causa di entrambi gli incidenti è finora sconosciuta.
«Gli svedesi stanno esaminando attentamente la nave cinese», ha affermato mercoledì il Financial Times citando una fonte anonima. I localizzatori marittimi hanno identificato la nave come Yi Peng 3, di proprietà della Ningbo Yipeng Shipping.
«La Difesa danese può confermare che siamo presenti nell’area vicino alla nave cinese Yi Peng 3», ha affermato il ministero della Difesa di Copenaghen in un criptico post X mercoledì. «La Difesa danese al momento non ha ulteriori commenti».
Regarding the Chinese ship Yi Peng 3:
The Danish Defence can confirm that we are present in the area near the Chinese ship Yi Peng 3. The Danish Defence currently has no further comments. https://t.co/11s3yeR4PB— Forsvaret (@forsvaretdk) November 20, 2024
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I siti web di tracciamento marittimo hanno mostrato che la nave cinese si era fermata nello stretto di Kattegat, a nord di Copenaghen, con due navi della Marina Reale Danese nelle vicinanze. La nave era partita da Ust-Luga in Russia ed era diretta a Port Said in Egitto.
«Non abbiamo informazioni su questa questione», ha detto al FT l’ambasciata cinese in Svezia, mentre un rappresentante della Ningbo Yipeng ha detto solo che il governo danese aveva chiesto all’azienda di «collaborare con le indagini».
I funzionari finlandesi hanno sconsigliato di affrettare il giudizio lunedì. Ciò non ha impedito al ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius di dare la colpa all’«azione ibrida».
«Nessuno crede che questi cavi siano stati tagliati accidentalmente», ha detto Pistorius martedì. «E dobbiamo anche supporre, senza saperlo ancora, che si tratti di sabotaggio».
Citando fonti anonime online, il quotidiano tedesco Bild e la rivista statunitense Newsweek hanno affermato che il capitano della Yi Peng 3 era un cittadino russo.
Il C-Lion1 corre vicino ai gasdotti NordStream, che un tempo trasportavano gas naturale dalla Russia alla Germania. Tre tubi su quattro sono stati danneggiati da un sabotaggio nel settembre 2022. Nessuno si è assunto la responsabilità delle esplosioni che hanno reso inutilizzabili i gasdotti. Il giornalista investigativo Seymour Hersh ha puntato il dito contro gli Stati Uniti e la Norvegia. Diversi giornali occidentali hanno invece affermato che un gruppo di ucraini ha effettuato il bombardamento.
Arresti nel caso del Nord Stream sono stati effettuati nelle ultime ore.
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Droni ucraini attaccano il gigante informatico Yandex, il Google russo
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Macron vuole la censura europea: no alla «libertà di parola americana»
Il presidente francese Emmanuel Macron ha respinto quella che ha definito «libertà di parola americana», difendendo il controverso Digital Services Act (DSA) dell’UE, che i funzionari statunitensi hanno etichettato come uno strumento di censura.
Mercoledì, parlando con i giornalisti durante un viaggio in Spagna, Macron ha detto di aver chiesto all’UE di applicare il DSA «in modo molto più esteso, molto più rapido e molto più energico» per contrastare la disinformazione.
«La cosiddetta “libertà di parola” americana – almeno per come esiste oggi ed è stata promossa da alcuni – è l’opposto della libertà di parola», ha affermato, sostenendo che le libertà individuali comportano responsabilità e rispetto per le libertà altrui. «Lo so bene quando cammino per strada: la mia libertà non può significare che sono libero di picchiarti, insultarti o vandalizzare lo spazio pubblico che appartiene a tutti. Eppure, questa è l’idea che alcune persone hanno di “libertà di parola”», ha aggiunto.
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«Finché non riterremo responsabili coloro che diffondono contenuti sui social media, non saremo in grado di regolarli», ha detto il leader francese. «Quando qualcuno scrive qualcosa – quando un giornalista scrive qualcosa di completamente falso o un redattore lo pubblica – può essere chiamato a risponderne».
Come riportato da Renovatio 21, ad inizio anno Macron aveva dichiarato che «la libertà di parola è una pura stronzata», magari aspettandosi i 92 minuti di applausi della Corazzata Kotmkin di Fantozzi, ma questi non sono arrivati.
Adottato nel 2022, il DSA obbliga piattaforme come Facebook, X, TikTok, Google e YouTube a contrastare i contenuti illegali, ad aumentare la trasparenza su pubblicità e algoritmi, a proteggere i minori e a valutare e mitigare rischi sistemici come la disinformazione. Le piattaforme più grandi hanno obblighi ulteriori e possono essere multate fino al 6% del fatturato annuo globale in caso di violazioni.
Nel dicembre 2025 l’UE ha inflitto la prima sanzione ai sensi del DSA, ordinando a X di Elon Musk di pagare 120 milioni di euro. Il mese scorso il governo statunitense ha appoggiato il ricorso di X, sostenendo che il blocco aveva ecceduto i propri poteri prendendo di mira un’azienda americana.
«Non tollereremo che la Commissione Europea si impegni in un’eccessiva ingerenza normativa nel tentativo di controllare i motori americani dell’innovazione e della crescita economica», ha dichiarato Brett Shumate, assistente del procuratore generale della Divisione civile del Dipartimento di Giustizia.
Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno la UE aveva accusato il social muskiano di antisemitismo e pedopornografia. Musk aveva risposto chiedelo l’abolizione dell’UE, definita come «Quarto Reich».
Funzionari statunitensi hanno accusato l’UE di erodere la libertà di parola e di tentare di mettere a tacere le voci dissenzienti per ragioni politiche. «L’UE dovrebbe sostenere la libertà di parola, non attaccare le aziende americane per la spazzatura», ha scritto a dicembre su X il vicepresidente JD Vance.
L’anno scorso gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni sui visti a funzionari europei e a responsabili di gruppi di monitoraggio online, tra cui Thierry Breton, ex commissario per il mercato interno e uno dei principali artefici del DSA. Breton ha paragonato la misura al maccartismo, la campagna dell’era della Guerra Fredda contro sospetti comunisti e presunti sovversivi.
La censura in Europa aveva subito un’accelerazione decisiva la scorsa estate, quando sulla scia delle elezioni europee, i vertici dell’Unione stanno lavorando per rendere ancora più controverso il DSA, che molti osservatori hanno definito come una legge di censura radicale.
L’Unione Europea ha iniziato a far leva sul DSA per intensificare la repressione di quella che definisce «disinformazione» sullecampagne di vaccinazione.
L’espansione delle maglie della censura da parte dell’Europa è risalente, e ha trovato fiato soprattutto durante gli anni pandemici, nei quali sono stati mandati avanti appalti per la realizzazione elettronica del sistema.
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Come riportato da Renovatio 21, Elon Musk due anni fa aveva raccontato che X (già Twitter) ha respinto la richiesta di Bruxelles di censurare segretamente le opinioni sulla piattaforma, ricevendone in risposta una persecuzione ai sensi del DSA.
Come riportato da Renovatio 21, l’Europa si sta scagliando contro i colossi della pornografia web con il pretesto della protezione dei minori ma con il fine, nemmeno tanto dissimulato, di introdurre sistemi di identificazione digitale di precisione per tutti i cittadini, il famoso portafoglio UE.
Sullo sfondo, l’avvio dell’euro digitale, la piattaforma di controllo che ingollerà mezzo milione di europei comandandone per sempre le esistenze. Il credito sociale della Repubblica Popolare Cinese al confronto sembrerà una mite misura liberale.
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Immagine di European Union, 1998 – 2026 via Wikimedia pubblicata secondo indicazioni
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