Spirito
Mons. Eleganti: il Vaticano II o «la primavera promessa che non è mai arrivata»
Il vescovo Marian Eleganti, ex vescovo ausiliare di mons. Vitus Huonder a Coira, ha pubblicato un articolo su The Remnant il 15 settembre 2025, intitolato dai redattori della rivista: «Swiss Bishop calls Vatican II “a ruthless disruption”, says the proclaimed springtime never happened [Un vescovo svizzero definisce il Vaticano II ‘una rottura spietata’, afferma che la primavera annunciata non è mai arrivata]».
(…)
«A posteriori, l’intervento postconciliare nella forma, peraltro costante, della liturgia tradizionale, vecchia di quasi duemila anni, mi appare come una ricostruzione piuttosto violenta e provvisoria (imposta dalla Commissione liturgica di Bugnini) della Santa Messa negli anni successivi alla fine del Concilio – una ricostruzione che ha causato gravi perdite che devono essere riparate».
Spiega inoltre: «Ciò è avvenuto anche per ragioni ecumeniche. Molte forze, anche da parte protestante, hanno contribuito direttamente ad allineare la liturgia tradizionale con l’Eucaristia protestante e forse anche con la liturgia ebraica del Sabato. Ciò è stato fatto in modo elitario, dirompente e imprudente dalla Commissione liturgica romana ed è stato imposto a tutta la Chiesa da Paolo VI, non senza causare grandi fratture e lacerazioni nel Corpo Mistico di Cristo, che persistono ancora oggi».
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Vecchi progressisti e giovani tradizionalisti
Il presule svizzero presenta la conclusione a cui Gesù Cristo stesso ci invita: «una cosa è certa per me: se un albero si riconosce dai suoi frutti, è urgente una rivalutazione spietata e sincera della riforma liturgica postconciliare: onesta e meticolosa da una prospettiva storica, non ideologica e aperta come la nuova generazione di giovani credenti che non conoscono né leggono i testi del Concilio».
«Non hanno nemmeno problemi di nostalgia, perché conoscono la Chiesa solo nella sua forma attuale. Sono semplicemente troppo giovani per essere tradizionalisti. Tuttavia, hanno visto come funzionano le parrocchie oggi, come celebrano la liturgia e ciò che rimane della loro integrazione sociale e religiosa attraverso la parrocchia: molto poco! Ecco perché non sono nemmeno progressisti».
Osserva giustamente un progressismo ormai «geriatrico»: «Il cattolicesimo liberale, o progressismo a partire dagli anni Settanta, più recentemente nella forma del Cammino Sinodale Tedesco, ha fatto il suo corso da una prospettiva attuale e ha condotto la Chiesa in un vicolo cieco. La frustrazione è quindi diffusa».
«Lo possiamo vedere ovunque. Le Messe domenicali e feriali sono frequentate principalmente da anziani. I giovani sono assenti, tranne che in pochi luoghi di culto molto frequentati. La riforma avviene da sola, perché nessuno vi partecipa più o ne legge i risultati; è una legge ferrea».
E insiste: «Come possiamo ancora considerare la riforma postconciliare in modo così acritico e ristretto oggi, visti i suoi frutti? Perché non è ancora possibile un confronto onesto con la tradizione e la propria storia (ecclesiastica)? Perché ci si rifiuta di vedere che siamo a un bivio e che dovremmo riconsiderare le nostre posizioni, in particolare riguardo alla liturgia?»
Da qui l’appello a un cambio di rotta in materia liturgica: «Essere o non essere nella fede e nella vita della Chiesa si decide nell’ambito della liturgia. È lì che la Chiesa vive o muore. Tradizionalisti e progressisti lo hanno capito bene fin dal 1965. Perché allora la tradizione è così popolare tra i giovani? Cosa la rende così attraente per loro?»
«Pensateci! Noi votiamo contando chi si astiene, non con i consigli pastorali. Forse dovremmo semplicemente cambiare direzione! Capite?»
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Spirito
Padre Unterhalt: la promozione dell’agenda LGBT da parte del cardinale Marx «tradisce sia il Signore che l’umanità»
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Spirito
Preghiera per i futuri vescovi FSSPX da recitare dall’8 maggio al 1º luglio
Dall’8 maggio, festa di Nostra Signora Mediatrice di tutte le grazie, fino al 1º luglio 2026, festa del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore, la Fraternità Sacerdotale San Pio X invita i fedeli a unirsi in una comune supplica per i futuri vescovi. Questa preghiera chiede a Dio di suscitare pastori pieni di fede, carità, verità e zelo apostolico, capaci di guidare le anime nella fedeltà alla Chiesa e alla Tradizione cattolica.
PREGHIERA PER I FUTURI VESCOVI
Da recitare ogni giorno dall’8 maggio, festa della Madonna Mediatrice di tutte le grazie, al 1° luglio 2026, festa del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore.
Dio eterno e onnipotente, che desiderate che tutti gli uomini giungano alla salvezza e alla conoscenza della verità, Voi il cui Spirito santifica e guida tutto il Corpo della Chiesa, Vi chiediamo umilmente, per intercessione della Vergine Maria Mediatrice di tutte le grazie, di provvedere ai bisogni della vostra Chiesa riversando sui vostri eletti l’abbondanza della vostra grazia.
Fate che in loro risplendano la costanza della fede, la purezza della carità e la sincerità della pace.
Che la loro parola e la loro predicazione si fondino non sul linguaggio persuasivo della sapienza umana, ma sullo Spirito e sulla forza di Dio.
Che, instancabili all’esterno, conservino in sé il fervore dello Spirito; che odino l’orgoglio, che amino l’umiltà e la verità, senza mai tradirla sotto la spinta delle lodi o della paura.
Che non scambino le tenebre per la luce, né la luce per le tenebre; che non chiamino bene il male, né male il bene.
Che siano al servizio dei saggi come degli stolti, dei sapienti come degli ignoranti, per raccogliere il frutto del progresso di tutti.
Moltiplicate su di loro la vostra benedizione e la vostra grazia, affinché, ricolmi di pietà per il vostro dono, possano implorare in ogni momento, con frutto, la vostra divina misericordia.
Per Nostro Signore Gesù Cristo, vostro Figlio, che, essendo Dio, vive e regna con voi nell’unità dello stesso Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.
℟. San Pio X.
℣. Pregate per noi.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine da FSSPX.News
Politica
Papa Leone risponde alle ultime critiche di Trump ma non menziona Jimmy Lai
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