Animali
Maiale salva due soldati russi che stavano calpestando una mina: come i muli degli Alpini
In un video diffuso di recente su Telegram, un maiale ha evitato che due soldati russi calpestassero una mina antiuomo.
Ripreso da un drone, il video mostra due militari russi che si avvicinano a un fabbricato in rovina, con un maiale domestico nelle prossimità. Il filmato è stato caricato sabato sul canale Telegram RVvoenkor.
Il soldato in avanguardia balza in avanti allorché il compagno è a pochi metri, innescando una mina antiuomo. I due soldati deviano quindi il cammino, procedendo lungo i ruderi di una staccionata adiacente.
🇷🇺🇺🇦🐽 Help came from where it was not expected. A Ukrainian pig saved good Russian people by stepping on a mine. There are heroes even among khokholys pigs. Be kind! pic.twitter.com/stMHahKvIF
— Black Diamond (@blackdiammon) November 15, 2025
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«Il destino finale dell’animale resta ignoto. Le nostre unità hanno alterato il tragitto e proseguito l’operazione», ha commentato l’emittente. Non ha precisato la data né il luogo delle riprese. Stando al Ministero della Difesa di Mosca, le truppe russe stanno progredendo su più assi lungo il fronte, tra cui i presidi ucraini assediati di Kupyansk, nella regione di Kharkov, e Krasnoarmeysk (detta Pokrovsk in Ucraina) nella Repubblica Popolare di Donetsk.
Le forze del raggruppamento congiunto «Est» hanno completamente liberato il villaggio di Yablokovo dal dominio ucraino nella regione russa di Zaporiggia, ha annunciato sabato il dicastero. Si tratta del nono centro strappato dalle unità «Est» nel corso del mese, ha precisato.
Non è il filmato più bizzarro che abbiamo visto provenire dal teatro di guerra ucraino.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa un soldato russo ha sconfitto un drone ucraino con un sacco di patate, un altro ha catturato un drone a mani nude, un altro ancora lo ha preso a testate.
La vicenda del maiale minatore ricorda la pratica degli Alpini riguardo al mulo. Come noto, gli Alpini usavano spesso muli come animali da soma per trasportare equipaggiamenti, munizioni e razioni in terreni impervi dove i veicoli non potevano arrivare. Tuttavia, c’è una credenza diffusa – supportata da testimonianze di veterani e resoconti militari – secondo cui i soldati tenevano i muli molto vicini a sé (a volte legati o condotti a mano) non solo per praticità, ma anche per sicurezza personale. Tenendolo accanto o davanti, i soldati speravano che il mulo facesse da «scudo vivente» (assorbendo l’esplosione), che l‘esplosione avvenisse in prossimità, permettendo ai soldati di gettarsi a terra o reagire immediatamente, che si riducesse il rischio di mine attivate dietro il gruppo (dove magari c’erano altri soldati o animali).
In pratica, il mulo era programmaticamente, per gli alpini, un sistema anti-mina. Lasciarlo libero poteva servire da operazione di sminamento, oppure era visto come un rischio, perché il mulo deambula erraticamente, innescando potenzialmente le bombe che possono danneggiare i militari e la loro operazione.
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Immagine screenshot da Twitter
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Animali
Il capo della NATO Rutte rivela di aver parlato con un cane
Il segretario Generale della NATO Mark Rutte ha affermato di aver avuto un dialogo con un cane nel corso del suo più recente viaggio a Kiev, mentre insisteva sulla necessità di proseguire con gli aiuti militari all’Ucraina. Queste parole sono state pronunciate durante un dibattito congiunto con il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, svoltasi sabato.
Rutte si era recato nella capitale ucraina all’inizio di febbraio, occasione in cui aveva garantito che i paesi occidentali avrebbero mantenuto il proprio impegno, arrivando persino a ipotizzare l’invio di truppe in Ucraina, ipotesi giudicata inaccettabile da Mosca.
Sabato ha rievocato quella visita, menzionando in particolare l’incontro con un cane addestrato alla ricerca di esplosivi di nome Patron, il cui nome in ucraino significa «cartuccia di proiettile».
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Il Jack Russell Terrier del Servizio di emergenza statale ucraino è diventato una vera e propria mascotte per Kiev nel contesto del conflitto con la Russia ed è stato protagonista di una serie di cartoni animati su YouTube, finanziati attraverso i programmi di sovvenzioni dell’USAID e successivamente sospesi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sciolto l’agenzia.
«Ho persino guardato il cane negli occhi e mi ha detto: “Non cederemo mai”», ha dichiarato Rutte, ribadendo l’urgenza di un sostegno più deciso a Kiev. Ha poi proseguito sottolineando che il conflitto ha provocato numerose perdite alla Russia, invitando i sostenitori occidentali di Kiev ad «assicurarsi» che l’Ucraina disponga «degli strumenti offensivi di cui ha bisogno… per colpire qualsiasi cosa debba colpire in Russia».
L’anno scorso il Rutte aveva suscitato perplessità quando, durante il vertice NATO all’Aia, aveva chiamato Trump «papà», così come per i suoi messaggi personali di adulazione al presidente statunitense, resi pubblici dallo stesso Trump in più occasioni.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso l’eurodeputata francese Nathalie Loiseau ha soprannominato il Rutte«dipendente del mese di McDonald’s», dopo che Rutte aveva assicurato a Trump il proprio impegno a individuare una «via d’uscita» al progetto del presidente statunitense di acquisire la Groenlandia.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
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