Persecuzioni
L’Ucraina bombarda Donetsk durante la celebrazione della Pasqua
Le forze ucraine hanno preso di mira il centro di Donetsk con una raffica di razzi nelle prime ore di domenica, con diversi atterraggi vicino alla cattedrale di Spaso-Preobrazhensky, costringendo un’evacuazione e interrompendo le celebrazioni della Pasqua ortodossa. Lo riporta la testata russa RT.
Secondo quanto riportato, intorno alle 3:25 del mattino sono stati lanciati fino a 20 proiettili Multiple Launch Rocket System (MLRS) dalle vicinanze dell’insediamento ucraino di Ochertenino, a circa 30 km a nord-ovest di Donetsk.
Entro poche ore dall’attacco iniziale, un totale di 12 proiettili di artiglieria da 155 mm hanno colpito la città in più raffiche, mentre le autorità si occupavano delle conseguenze e si prendevano cura dei feriti.
Il bombardamento notturno ha avuto luogo mentre dozzine di cristiani ortodossi stavano lasciando la cattedrale dopo una veglia pasquale. Le esplosioni hanno spinto diverse persone in preda al panico a cadere a terra, mentre altre, compresi bambini, si sono precipitate di nuovo all’interno della chiesa per cercare riparo, secondo i video condivisi sui social media.
Almeno una persona è stata uccisa e altre sei ferite, secondo i rapporti preliminari. Un assistente diacono ha subito una ferita da scheggia allo stomaco dopo aver lasciato la cerimonia, ha detto un testimone oculare a RT.
Sebbene nessuno dei missili abbia colpito direttamente la cattedrale, almeno uno, secondo quanto riferito, ha colpito a meno di 100 metri di distanza.
«Il nemico ha deliberatamente attaccato l’area della cattedrale centrale la notte di Pasqua», ha affermato in un post su Telegram il capo ad interim della Repubblica popolare russa di Donetsk (DPR), Denis Pushilin. «Feccia e selvaggi! Le nostre squadre di combattimento stanno già lavorando per neutralizzare i bastardi».
#HIMARS strikes in Donetsk caught on camera ????. #HIMARStime #HIMARSoCLOCK pic.twitter.com/hwFiaKwUz6
— M|§F|T (@misfit_4) April 16, 2023
Sono state colpite diverse strutture civili nell’area della piazza centrale di Donetsk, tra cui una stazione degli autobus, una farmacia, diversi negozi e un mercato a circa 200 metri dalla cattedrale.
Un asilo ha preso fuoco a seguito di uno colpo quasi diretto, secondo un altro video.
Colpire Donetsk durante la veglia Pasquale è un atto di vera persecuzione.
Avevamo già visto, del resto, come Kiev avesse rifiutato sdegnosamente la tregua offerta da Putin per il Natale ortodosso. Donetsk era quindi stata bombardata dalle forze ucraine nel primo minuto della tregua natalizia che era stata proposta.
Non dobbiamo dimenticare che Kiev, che sta perseguitando la Chiesa Ortodossa ucraina, ha in sé forze apertamente pagane ed anticristiane. Ricordiamo come il Battaglione Azov, nel plauso costante dei nostri media, il quale non appartiene né alla UOC né all’OCU, in quanto in larga parte professa il culto pagano chiamato Rodnovery, la supposta fede indigena delle terre slave.
Il Corriere della Sera è riuscito a farne vedere senza tanto pudore un esemplare, ovviamente tatuatissimo tra rune e parole magiche nordiche, che protestava contro gli ortodossi alla Lavra.
Riguardatevi questo breve video spettacolare. Capite meglio perché questi bombardino durante la veglia pasquale.
L'inviato del Corriere a Kiev va davanti al Monastero delle Grotte e produce un documento che segna contemporaneamente il culmine sia della propaganda occidentale che di quella russa. pic.twitter.com/miLeXY85EG
— Marco Bordoni (@bordoni_russia) April 4, 2023
Persecuzioni
Francia, un edificio religioso in meno ogni settimana
Il Catholic Herald dell’11 agosto 2026 riporta che il patrimonio cattolico francese è effettivamente minacciato. Un rapporto pubblicato a maggio dal ministero dell’Interno francese evidenzia un aumento degli atti anticristiani negli ultimi 15 anni. Nel 2025 sono stati registrati 817 episodi anticattolici, quasi il 90% dei quali ha preso di mira proprietà ecclesiastiche.
Questi attacchi veicolano un messaggio implicito: la Chiesa è indesiderabile agli occhi di una minoranza significativa della società francese. Talvolta, veicolano anche un messaggio esplicito. Nel dicembre 2025, la chiesa di Sainte-Marie-Madeleine, nella diocesi di Marsiglia, è stata vandalizzata. Un graffito recitava: «L’unica chiesa che risplende è quella che brucia».
Nello stesso mese, uno studio dell’Osservatorio per il Patrimonio Religioso ha rivelato che la Francia perde un edificio religioso ogni settimana e che due terzi degli incendi mostrano segni di attività criminale.
L’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani (OIDAC) ha segnalato che il Paese continua a registrare il numero più alto di tali episodi in Europa. Dietro questi atti di vandalismo si celano diverse motivazioni, tra cui il laicismo militante e l’islamismo.
Il fenomeno non si limita alla Francia. L’OIDAC ha rilevato nel suo rapporto sui crimini d’odio anticristiani in Europa: «in modo allarmante, sono stati registrati 94 incendi dolosi, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Un terzo di questi atti si è verificato in Germania, dove la Conferenza Episcopale ha recentemente dichiarato che ‘tutti i tabù sono stati infranti’ in merito al vandalismo delle chiese».
Il rapporto prosegue: « Paesi più colpiti nel 2024 sono stati Francia, Regno Unito, Germania e Spagna. A novembre, un monaco di 76 anni è stato ucciso e diverse altre persone sono rimaste ferite in un attacco a un monastero spagnolo. A gennaio, un uomo è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in un attacco legato allo Stato Islamico durante la messa domenicale in una chiesa cattolica di Istanbul. A settembre, una chiesa storica a Saint-Omer, in Francia, è stata quasi completamente distrutta da un incendio doloso».
Gli autori di questi crimini ignorano palesemente l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e la libertà religiosa promossi dal Concilio Vaticano II. Con la loro violenza, dimostrano la netta differenza tra ideologie e fatti.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Velvet via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Persecuzioni
Vescovo mette a tacere famoso esorcista
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Persecuzioni
Messa cattolica a Vienna interrotta da adolescenti arabi che gridavano «Allah Akbar»
Alcuni adolescenti hanno interrotto una messa cattolica a Vienna gridando «Allah Akbar», secondo quanto riportato dai media austriaci. Lo riporta LifeSite.
Il 6 ottobre, alcuni giovani hanno interrotto una messa cattolica in una chiesa parrocchiale nella zona ovest di Vienna, gridando a gran voce «Allahu Akbar» (Dio è grande), uno slogan arabo spesso usato dai musulmani.
Il parroco ha dichiarato al quotidiano austriaco Die Presse di essere preoccupato per l’accaduto e di non voler rivelare l’ubicazione esatta della chiesa per non attirare altri potenziali disturbatori, raccontando di aver sentito prima delle forti risate e del rumore provenire dal fondo della chiesa durante la messa, seguiti da diverse grida di «Allah Akbar» che si sono propagate in tutto l’edificio.
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Il sacerdote stimato che i responsabili avessero circa 14 o 15 anni e fossero di etnia araba. Il gruppo di adolescenti si è dileguato rapidamente dopo aver interrotto la funzione religiosa. «Non ho mai vissuto niente del genere prima d’ora. E sono qui da 20 anni», ha detto il religioso.
Nonostante il trambusto, il sacerdote ha sottolineato che in nessun momento c’è stata una vera minaccia. «Non c’era alcun pericolo; non si trattava di una situazione minacciosa, voglio che sia chiaro. Probabilmente si è trattato solo di esuberanza giovanile», ha affermato, aggiungendo che non avrebbe sporto denuncia alla polizia perché probabilmente non avrebbe portato ad alcun risultato.
Il sacerdote ha detto di aver parlato con un altro parroco di un altro quartiere di Vienna, il quale gli ha riferito che episodi simili si verificano regolarmente nella sua parrocchia.
Il parroco ha espresso sorpresa e perplessità riguardo all’accaduto, dato che la sua parrocchia sostiene gli immigrati musulmani dal 2015. La parrocchia li ha aiutati a trovare un alloggio, a interfacciarsi con gli enti governativi e a frequentare corsi di lingua tedesca. Ha affermato di mantenere un buon rapporto con le famiglie musulmane della zona.
Come molte altre città dell’Europa occidentale, Vienna ha assistito a un massiccio afflusso di immigrati musulmani, soprattutto a partire dalla crisi migratoria del 2015. Secondo gli ultimi dati, il 41,2% degli studenti delle scuole elementari e medie (dai 6 ai 14 anni) a Vienna è di fede musulmana, rappresentando la religione più diffusa in questa fascia d’età. I cristiani costituiscono il 34,5% (17,5% cattolici e 14,5% ortodossi), mentre il 23% non professa alcuna religione.
L’episodio mostra che potrebbe essere in corso, in tutta Europa, un processo di radicalizzazione degli adolescenti, come visto nei disordini di Parigi e di Milano, spacciate per rivolte studentesche quando invece sono germi di guerra etnica vera e propria, con devastazioni e razzie. È logico che le chiese, sparuto simbolo di quello che rimane della religione locale, siano ora prese di mira – così come le catene di messaggi riguardo ad un presunto programma di stupro massivo da parte dei branchi di giovani stranieri sono presi sul serio da tante famiglie.
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È molto probabile che cià accada perché viene discusso in chat dove il comando dell’attacco alla religione cattolica è lanciato, e dove magari gli esiti (gli immancabili video della teppa) vengono vantati.
In Italia, l’interruzione o il turbamento di una funzione religiosa è punito dall’articolo 405 del Codice Penale, che sanziona con la reclusione fino a 2 anni chiunque impedisca o turba cerimonie o pratiche di qualsiasi confessione religiosa. La pena aumenta da 1 a 3 anni di reclusione se il fatto avviene con violenza o minaccia alle persone.
Qualora capitasse al lettore, difenda il sacro con la legge, senza i dubbi dei sacerdoti austriaci: non c’è da essere perplessi, né da pensare alle ragazzate.
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Immagine: Lato nord e tetto della Cattedrale di Santo Stefano a Vienna, visti dalla terrazza panoramica dell’Hotel Lamée.
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