Guerra cibernetica
Londra ha chiesto ad Apple di poter spiare gli utenti in tutto il mondo
Il governo britannico ha emesso una technical capability notice («avviso di capacità tecnica») ad Apple, costringendo l’azienda a creare una backdoor per il suo servizio iCloud criptato. Lo riporta il Washington Post.
Tale manovra consentirebbe alle forze dell’ordine e alle agenzie di sicurezza britanniche di accedere ai dati criptati archiviati dagli utenti Apple in tutto il mondo, secondo il giornale.
L’Investigatory Powers Act (IPA) del Regno Unito, definito dai critici come «Snoopers’ Charter» («legge dei ficcanaso»), conferisce alle autorità il potere di imporre alle aziende tecnologiche di consentire l’accesso ai dati degli utenti per scopi investigativi, rendendo tra le altre cose reato rivelare che il governo ha avanzato tale richiesta.
La recente notifica richiede ad Apple di fornire un mezzo per decifrare i dati degli utenti. Attualmente sono protetti da crittografia end-to-end, che garantisce che solo gli utenti possano accedere alle proprie informazioni.
Creare tali backdoor potrebbe indebolire la sicurezza complessiva e creare un precedente pericoloso, secondo Daniel Castro, vicepresidente della Information Technology and Innovation Foundation con sede negli Stati Uniti. In una dichiarazione di venerdì, ha descritto la manovra di Londra come un «ingiustificato eccesso di potere che minaccia la sicurezza e la privacy di individui e aziende in tutto il mondo».
Lo scorso marzo, in una presentazione a una commissione parlamentare, Apple ha espresso preoccupazione per il fatto che l’IPA potrebbe essere utilizzato per costringere le aziende a «rompere la crittografia inserendo backdoor nei loro prodotti software». Apple ha affermato che «non avrebbe mai costruito una backdoor» e avrebbe piuttosto ritirato dal mercato britannico «caratteristiche di sicurezza critiche» che influiscono sulla sicurezza dei dati degli utenti britannici.
Ross McKenzie, partner per la protezione dei dati presso lo studio legale Addleshaw Goddard, ha dichiarato al Guardian che l’ordinanza di Londra potrebbe portare a uno scontro con l’UE, potenzialmente incidendo sugli accordi che consentono la libera circolazione dei dati personali tra Regno Unito ed Europa.
I funzionari della sicurezza del Regno Unito sostengono che la crittografia può ostacolare gli sforzi per combattere la criminalità e il terrorismo. «Mantenere un accesso proporzionato e legittimo a tali comunicazioni di fronte a una crittografia sempre più diffusa è a volte il nostro unico mezzo per rilevare e comprendere queste minacce», ha affermato Ken McCallum, capo dell’agenzia di Intelligence interna del Regno Unito MI5, lo scorso ottobre. Crede che «la privacy e l’accesso legittimo eccezionale possano coesistere se si evitano posizioni assolutiste».
Secondo quanto riportato dal Guardian, il ministero dell’Interno del Regno Unito ha rifiutato di confermare o smentire l’esistenza dell’avviso, affermando: «non rilasciamo dichiarazioni su questioni operative».
Apple ha a lungo difeso la crittografia dei suoi sistemi operativi, in particolare sfidando l’FBI in tribunale nel 2016 per una richiesta di una «backdoor» per accedere all’iPhone di un sospettato dell’attacco terroristico di San Bernardino, California. Nei documenti legali, Apple ha sostenuto che il governo degli Stati Uniti stava richiedendo qualcosa che non possedeva e che creare un tale strumento sarebbe stato «troppo pericoloso».
L’FBI alla fine sbloccò il telefono usando uno strumento spia israeliano, anche se a quanto si dice non trovò nulla di valore.
Rivelazioni successive di questi anni hanno mostrato che un altro potente spyware israeliano, chiamato Pegasus, era stato usato per hackerare decine di migliaia di iPhone in tutto il mondo, prendendo di mira giornalisti, dissidenti e persino capi di Stato. Il Pegasus sarebbe stato utilizzato persino sper spiare Beniamino Netanyahu.
Come riportato da Renovatio 21, un mese fa Apple ha accettato un accordo da 95 milioni di dollari per una causa legale che accusa il suo assistente vocale AI Siri di aver registrato inavvertitamente le conversazioni private degli utenti.
Come riportato da Renovatio 21, la settimana passata WhatsApp ha avvisato circa 100 giornalisti e membri della società civile di possibili violazioni dei dispositivi che coinvolgono spyware della società israeliana Paragon Solutions.
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Immagine di Ka Kit Pang via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International, 3.0 Unported, 2.5 Generic, 2.0 Generic e 1.0 Generic; immagine modificata
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Guerra cibernetica
Modelli di IA Anthropic hanno lanciato tre attacchi informatici non intenzionali
L’azienda sviluppatrice di Intelligenza Artificiale Anthropic ha reso noti tre episodi in cui i suoi modelli di IA Claude hanno inavvertitamente preso di mira organizzazioni reali durante valutazioni di sicurezza informatica che avrebbero dovuto svolgersi in un ambiente isolato.
I casi sono stati identificati retrospettivamente durante una revisione avviata a seguito di un incidente simile che ha coinvolto OpenAI e Hugging Face, un archivio online di modelli e set di dati di IA, e che è stato segnalato questo mese.
Anthropic ha dichiarato di aver individuato tre incidenti risalenti ad aprile. In ciascun caso, un ambiente di test configurato in modo errato manteneva l’accesso a Internet, consentendo a Claude di interagire con aziende e servizi pubblici reali. L’azienda ha attribuito il problema a un «malinteso» con il suo partner di valutazione, Irregular. I test prevedevano esercitazioni di «cattura la bandiera» che richiedevano a Claude di ottenere informazioni riservate da obiettivi simulati. Tuttavia, al modello era stato erroneamente comunicato che la rete non aveva alcuna connessione con il mondo esterno, portandolo a considerare qualsiasi sistema incontrato come parte dell’esercizio.
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In un caso, l’azienda fittizia che Claude aveva ricevuto l’ordine di infiltrarsi condivideva il nome con un dominio internet reale. Il modello ha avuto accesso al sito autentico durante quattro diverse sessioni di test ed ha estratto informazioni che, a quanto pare, includevano credenziali di accesso ad applicazioni e infrastrutture.
Durante un’altra valutazione, Claude si è imbattuto in istruzioni fittizie che indicavano a un ingegnere del software di installare del codice Python. Ha quindi caricato un pacchetto software dannoso su PyPI, un repository pubblico di programmi Python, nel tentativo di ottenere l’accesso al sistema target.
Prima che PyPI identificasse il pacchetto come dannoso, questo era stato scaricato ed eseguito su 15 sistemi reali, tra cui uno gestito da un’azienda di sicurezza. Successivamente, Claude ha estratto le credenziali che ha utilizzato per accedere ad altre parti dell’infrastruttura aziendale, ha affermato Anthropic.
Nel terzo e più recente episodio, il modello ha faticato a raggiungere il bersaglio previsto e ha iniziato a cercare su internet obiettivi alternativi. Alla fine ha interrotto la sua attività dopo aver appurato che i sistemi trovati erano reali e non simulati.
Anthropic ha dichiarato che, nell’incidente PyPI, il registro delle azioni di Claude affermava che caricare malware su un repository reale «NON sarebbe stato accettabile». Tuttavia, il modello si è convinto che il servizio facesse parte della simulazione, non essendo riuscito a riconoscere le autorità di certificazione autentiche che proteggevano le sue connessioni. La rivelazione giunge in un momento di crescente competizione tra gli sviluppatori di IA statunitensi e cinesi, impegnati in una corsa contro il tempo per costruire modelli sempre più performanti. Anthropic, OpenAI e altre aziende hanno cercato di dimostrare i progressi compiuti nelle prestazioni dell’IA, investendo massicciamente in nuovi sistemi.
Alcuni dirigenti del settore tecnologico hanno sostenuto che le aziende americane di AI dovrebbero allentare alcune restrizioni di sicurezza per preservare la propria posizione nella corsa globale all’IA.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.
Settimane fa Mrinank Sharma, fino a poco tempo fa responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».
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Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».
Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini. Secondo l’Amodei, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda.
Il mese scorso la Repubblica Popolare Cinese ha denunziato l’esistenza di un meccanismo segreto di condivisione dati nell’IA Claude di Anthropic.
Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.
Come riportato da Renovatio 21, l’azienda ha dichiarato a luglio che Claude, l’ultimo modello di Intelligenza Artificiale sviluppato da Anthropic, ha creato un ambiente di lavoro interno che impiega per manipolare concetti in maniera analoga al pensiero consapevole umano.
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Agente IA autonomo attacca grande piattaforma IA
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