Droni
L’Iran cattura un altro drone spia USA a Ormuzzo
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (i pasdaran) ha dichiarato di aver catturato un veicolo sottomarino autonomo statunitense nello Stretto di Hormuz, il secondo episodio di questo tipo segnalato nel mese.
Secondo una dichiarazione della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, ripresa dai media iraniani, il veicolo sottomarino militare UROV stava svolgendo attività di spionaggio nella via d’acqua strategica.
L’IRGC ha identificato il mezzo come un Remus 600, veicolo sottomarino autonomo avanzato usato dalla Marina statunitense per il rilevamento di mine, la sorveglianza e la ricognizione. Ha diffuso un filmato del recupero dall’acqua e ha detto che gli specialisti stanno cercando di estrarne i dati.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre avvertito che lo Stretto di Hormuz resta «chiuso», affermando che continueranno a contrastare quelli che hanno definito «movimenti pericolosi e attività navali non autorizzate». Gli Stati Uniti non hanno ancora commentato.
First Footage
Iran has captured a second US unmanned underwater vehicle intact in the Strait of Hormuz. pic.twitter.com/XP343uFzoU— IRIB (Islamic Republic of Iran Broadcasting) (@iribnews_irib) September 27, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, ad inizio settembre l’Iran aveva detto di aver sequestrato un drone sottomarino statunitense; alcune riprese delle Guardie Rivoluzionarie sembravano mostrare un Dive-LD costruito da Anduril. Il Pentagono ha ammesso di aver perso il sommergibile, ma ha sostenuto che si trattava di un modello vecchio e danneggiato, senza dati sensibili o apparecchiature classificate.
Pochi giorni dopo le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato di aver distrutto un Saildrone Explorer statunitense vicino all’imboccatura dello Stretto ormusino, diffondendo filmati del mezzo in fiamme. A metà settembre l’esercito USA ha dichiarato di aver sventato un altro tentativo di sequestro di un Saildrone, colpendo due imbarcazioni iraniane presuntamente coinvolte.
Gli episodi avvengono in un clima di tensione marittima crescente tra Washington e Teheran. Gli Stati Uniti hanno distrutto diverse petroliere iraniane dopo aver accusato le Guardie Rivoluzionarie di aver lanciato missili balistici contro navi da guerra americane. L’Iran, dal canto suo, ha preso di mira navi e petroliere commerciali statunitensi, accusate di violare le restrizioni intorno allo Stretto. All’inizio di questa settimana fonti hanno riferito di un’intensificazione dell’attività militare di Washington nella zona, con aerei da ricognizione avvistati vicino al territorio iraniano e il presunto dispiegamento di altri caccia.
Nel frattempo gli sforzi diplomatici di questa settimana per sbloccare lo stallo Iran-USA sembrano falliti. All’Assemblea Generale dell’ONU l’Iran ha presentato quello che il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito un «piano concreto di sette giorni», offrendosi di riaprire lo Stretto di Ormuzzo e riprendere i colloqui sul nucleare se Washington avesse revocato il blocco navale, allentato le restrizioni sulle esportazioni di petrolio iraniano, sbloccato i beni congelati e rispettato un cessate il fuoco, compresa la fine delle operazioni israeliane in Libano. Il presidente Donald Trump ha respinto la proposta definendola «inaccettabile».
«Respinggo la loro proposta», ha detto ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca sabato, sostenendo che Teheran vuole un accordo «perché sta perdendo malamente». All’incontro ONU ha anche detto di trovarsi di fronte a una «decisione importante» sull’opportunità di «annientare» l’Iran se i negoziati fallissero.
Il comandante supremo dell’esercito iraniano, generale Amir Hatami, ha affermato domenica che «la guerra non è finita», insistendo sul fatto che Teheran ha vinto la fase iniziale del conflitto ma ora deve «consolidare la sua vittoria».
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Droga
I cartelli narcos messicani reclutano dronisti che hanno operato in Ucraina
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Droni
Kiev attacca Mosca durante le elezioni: sciame di droni «senza precedenti»
Due civili sono morti e diverse altre persone, tra cui due bambini, sono rimaste ferite nella regione di Mosca a seguito di un intenso attacco di droni ucraini inteso a ostacolare le elezioni parlamentari russe, come comunicato dalle autorità locali.
L’attacco è stato celebrato dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj sui social media.
«I nostri attacchi a lungo raggio hanno avuto un impatto molto significativo nella regione di Mosca la scorsa notte. Sono stati colpiti uno dei principali impianti dell’industria petrolifera russa e un centro logistico dell’aggressore. Si tratta di miliardi di dollari che alimentano la macchina bellica. I sistemi utilizzati includevano FP-1, RZ-100, MICH-2000, Palianytsia, Vendetta, Liutyi, Bars, Flamingo, Sichen e Pelican».
Our long-range responses had a very significant impact in the Moscow region last night. One of Russia’s key oil industry facilities and the aggressor’s logistics facility were hit. These are billions of dollars that sustain the war machine. The systems used included FP-1, RZ-100,… pic.twitter.com/ka5mlDSgb7
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) September 20, 2026
«Ringrazio i nostri guerrieri per la loro precisione: il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina insieme alle Forze per i Sistemi Senza Pilota, alle Forze per le Operazioni Speciali, all’Intelligence della Difesa dell’Ucraina e al Servizio di Intelligence Estera. Sono state imposte sanzioni anche a una struttura nella regione di Voronež. Mosca deve porre fine alla sua brutale guerra e scegliere la pace invece di costruire anelli di difesa aerea a più livelli a spese di altre regioni» ha continuato il presidente ucraino.
«Sono in programma passi verso la de-escalation, in particolare nei settori dell’energia e della sicurezza alimentare. Ciò che serve è la volontà politica. Ringrazio tutti coloro che stanno rafforzando le capacità a lungo termine dell’Ucraina. Sono grato a tutti coloro che affiancano alle nostre risposte a lungo termine risposte attraverso le sanzioni. Gloria all’Ucraina!»
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In un comunicato diffuso domenica, il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin ha dichiarato che oltre 1.600 droni sono stati respinti a partire dal giorno precedente, precisando che altri 450 sono stati intercettati mentre si avvicinavano alla capitale.
«L’attacco senza precedenti era chiaramente pianificato per interrompere le elezioni. Il nemico ha fallito», ha detto.
Alcuni droni sono giunti nella zona della raffineria di petrolio di Mosca, dove un impianto non identificato ha subito danni, e uno ha colpito un palazzo residenziale, secondo Sobyanin, il quale ha aggiunto che non si sono registrate vittime nella capitale.
Le conseguenze del raid sono state però ben più gravi nelle periferie. In precedenza il governatore della regione di Mosca, Andrey Vorobyov, aveva segnalato danni nel distretto di Ramenskoye, a sud-est di Mosca, dove una donna di 44 anni è deceduta e altre cinque persone, compresi due bambini, sono rimaste ferite dopo che un drone ha colpito un condominio nel villaggio di Sofyino.
Nella vicina città di Ramenskoye circa 400 persone, di cui 70 bambini, sono state evacuate da un condominio di 21 piani dopo che i detriti di un drone caduti sul tetto hanno provocato un incendio, danneggiando anche 20 veicoli.
Un’altra persona è morta nel distretto di Orekhovo-Zuyevo, dove un’abitazione privata è stata distrutta e ha preso fuoco durante l’attacco. La vittima era un uomo anziano che si trovava all’interno dell’edificio, come riferito dal governatore.
In altre zone della regione di Mosca un complesso di magazzini è andato a fuoco a Sofyino e un drone ha colpito un condominio a Kotelniki, incendiando appartamenti su tre piani. Le autorità stanno ancora verificando l’eventuale presenza di feriti.
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Anche alcune abitazioni private hanno riportato danni a Kolomna e Yegoryevsk, mentre incendi sono scoppiati in palazzi residenziali nei quartieri di Leninsky, Lyubertsy e Lytkarino. A Istra un edificio residenziale e un impianto industriale hanno subito danni, senza tuttavia vittime.
Il massiccio attacco ha colpito Mosca e l’area circostante poche ore prima dell’apertura dei seggi per l’ultimo giorno delle elezioni parlamentari russe, svoltesi in tre giorni. Nonostante il raid, tutti i 1.443 seggi elettorali di Mosca hanno aperto in orario, ha dichiarato all’agenzia TASS Dmitry Reut, vicepresidente della Commissione elettorale di Mosca.
Mosca ha accusato Kiev di sabotare gli sforzi diplomatici, pur chiedendo pubblicamente la ripresa dei negoziati. Venerdì il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che la leadership ucraina «parla di pace» mentre fa di tutto per impedire la pace e i negoziati.
All’inizio di questo mese Putin ha ordinato attacchi di rappresaglia su larga scala contro le infrastrutture energetiche ucraine in risposta agli attacchi avvenuti in Russia. Mosca ha condannato gli attacchi contro i civili definendoli atti di terrorismo, ribadendo però che le forze russe prendono di mira esclusivamente installazioni militari e legate alla difesa.
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Droni
Attacchi di droni all’oleodotto saudita che permette di aggirare lo Stretto di Ormuzzo
CNN reports that pumping stations on Saudi Arabia’s key east-west pipeline were hit on Thursday, with one severely damaged.
The pipeline currently carries 7+ million barrels of crude oil per day bypassing Hormuz. pic.twitter.com/t5fnZMGcgM — OSINTtechnical (@Osinttechnical) September 11, 2026
🇸🇦 The scale of the suspected attack on Saudi Arabia’s East–West oil pipeline is visible from space.
Satellite imagery shows a dense smoke plume stretching more than 100 km across the desert, while fire-monitoring data detected several intense heat anomalies along the pipeline… pic.twitter.com/eHFiCCMC3m — Eye OSINT (@AlexiaNoel94927) September 11, 2026
🔥Satellite imagery shows further damage at Aramco’s Jazan oil facility in southern Saudi Arabia on Sep 9. Fire damage is visible, with two storage tanks destroyed and two more damaged.
Explore and Compare: https://t.co/xJCALwjQKa#SaudiArabia #IranWar #Houthi #MiddleEast pic.twitter.com/Wsa7aqd3yz — Soar (@SoarAtlas) September 11, 2026
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