Militaria
L’Iran attacca le infrastrutture dell’industria delle armi israeliana
L’esercito iraniano ha attaccato martedì gli impianti di produzione del produttore di armi israeliano Rafael, ha dichiarato l’esercito iraniano. Lo riporta l’emittente televisiva SNN
«Da stamattina, l’esercito iraniano ha attaccato i centri di cybertecnologia israeliani, così come i centri di produzione di armi della Rafael», si legge in una dichiarazione dell’esercito iraniano.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha annunciato l’avvio di un’operazione in Medio Oriente che prevede l’impiego di armi pesanti e droni d’attacco, senza fornire ulteriori dettagli.
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L’Iran parla di oltre 1.200 vittime dall’inizio del conflitto.
La Rafael Advanced Defense Systems Ltd. è un’azienda israeliana di tecnologia della difesa fondata come Laboratorio nazionale di ricerca e sviluppo per la difesa di Israele per lo sviluppo di armi e tecnologie militari all’interno del ministero della Difesa israeliano e nel 2002 costituita come società a responsabilità limitata, sebbene sempre di proprietà statale.
Tra i suoi prodotti vi sono i sistemi di difesa missilistica Iron Dome e Iron Beam (che impiega il laser), Python (un sistema missilistico aria-aria), lo Spike (un missile anticarro guidato di quarta generazione, «spara e dimentica»), Popeye (un sistema missilistico aria-terra), il Popeye Turbo SLCM (ritenuto un missile da crociera lanciato da sottomarino con testata nucleare), il Protector USV (n veicolo di superficie senza equipaggio, cioè sistema di combattimento navale autonomo senza equipaggio), David’s Sling (sistema missilistico terra-aria).
L’azienda ha un ramo attivo nel trasferimento tecnologico dall’ambito militare a quelli civile.
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Immagine di Israel Defense Forces via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Militaria
Israele sta perdendo la guerra?
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Militaria
La marina pakistana e lo Stretto di Ormuzzo
Renovatio 21 pubblica questo articolo di Réseau Voltaire. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
• La Marina pakistana ha annunciato il lancio dell’Operazione Muhafiz-ul-Bahr (Protettore dei Mari). Ha dichiarato che le sue navi da guerra scorteranno le navi mercantili pakistane in Medio Oriente per «garantire il flusso ininterrotto delle forniture energetiche nazionali».
• Il Pakistan importa la maggior parte del gas naturale dal Qatar e del petrolio greggio dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti, attraverso lo Stretto di Hormuz.
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Secondo il ministero del Petrolio del Pakistan, il Paese ha riserve di petrolio greggio per meno di due settimane e gas naturale liquefatto sufficiente per arrivare alla fine del mese.
• Il 9 marzo il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha annunciato di essere costretto a prendere «decisioni difficili» per proteggere l’economia presentando misure volte al risparmio di carburante, in particolare la riduzione della settimana lavorativa a quattro giorni per i prossimi due mesi e una sospensione delle attività scolastiche di due settimane. Ha inoltre disposto il telelavoro per metà dei dipendenti del settore pubblico e di quello privato, a eccezione dei servizi essenziali.
• Il Pakistan e l’Iran sono due nazioni amiche. I loro eserciti hanno combattuto i separatisti baluci in modo coordinato.
• Shebhaz Sharif ha telefonato a tutti gli Stati del Golfo e del Levante per assicurare loro il proprio sostegno. Ha inoltre inviato le congratulazioni all’ayatollah Mojtaba Khamenei.
A oggi i Guardiani della Rivoluzione lasciano transitare nello Stretto di Hormuz solo le navi cinesi.
Articolo ripubblicato su licenza Creative Commons CC BY-NC-ND
Fonte: «La Marina pakistana e lo Stretto di Hormuz», Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 14 marzo 2026.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Il Bahrein lancia il primo attacco diretto contro l’Iran
🚨⚡️ Confirmation that Bahrain is allowing the U.S. to launch Missile strikes (PrSMs) on Iran from its territory.
The HIMARS launcher system was spotted in Manama. https://t.co/mDjMKM1ox9 pic.twitter.com/CBnMV9NvhX — MenchOsint (@MenchOsint) March 7, 2026
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