Spirito
Lettera del Superiore Generale Don Davide Pagliarani agli amici e benefattori della FSSPX
Mitte operarios in messem tuam.
Manda operai nella tua messe.
Cari fedeli, amici e benefattori,
Tra pochi giorni inizierà un nuovo anno giubilare per la Chiesa universale. Speriamo di essere numerosi a Roma il 20 agosto prossimo. In quell’occasione, naturalmente, daremo testimonianza della nostra fede: una fede ricevuta dalla Chiesa attraverso la Tradizione, una fede viva che abbiamo il dovere di trasmettere a nostra volta così come l’abbiamo ricevuta, senza compromessi con lo spirito del mondo.
Che questo giubileo sia anche una testimonianza di speranza, soprattutto per quanto riguarda il futuro della Chiesa e la sua indefettibilità. Infatti, se siamo profondamente legati alla Roma di sempre, dobbiamo anche essere profondamente preoccupati per la Chiesa di domani. Certo, conosciamo la promessa di Cristo di essere con lei fino alla fine dei tempi, nonostante gli assalti dell’inferno. Ma dobbiamo capire che questa promessa implica necessariamente la nostra partecipazione: Nostro Signore conta sui nostri sforzi, ispirati e resi fecondi dalla sua grazia, per garantire l’indefettibilità della Chiesa.
Quali sono nello specifico questi sforzi che Nostro Signore si aspetta da noi per assicurare il futuro della Chiesa? Si possono riassumere nel nostro sforzo comune di far germogliare molte sante vocazioni, sia religiose che sacerdotali. I santi e i papi non hanno mai smesso di ricordarcelo: un popolo è santo solo grazie a un clero santo, e una civiltà ridiventa cristiana solo se è fecondata da religiosi santi. Preoccuparsi della Chiesa di domani significa fare tutto ciò che è in nostro potere per aiutare queste vocazioni a fiorire, a formarsi e a perseverare.
Testimoni eroici di Cristo
Chi può dire abbastanza su ciò che i sacerdoti e i religiosi di domani sono chiamati ad essere? Mons. Lefebvre lo ha riassunto in poche parole parlando ai suoi seminaristi:
«Questo è un tempo per eroi. In un momento in cui tutto sembra scomparire nella struttura della società e persino nella struttura della Chiesa, non c’è posto per le anime tiepide che si arrendono ai problemi o ai dubbi che circolano dappertutto, incluso sulla divinità di Nostro Signore Gesù Cristo, e ciò persino all’interno della Chiesa cattolica. È il tempo per coloro che credono in Nostro Signore Gesù Cristo, e che credono che Nostro Signore Gesù Cristo, attraverso la Sua Croce, abbia fornito la soluzione a tutti i problemi personali della nostra vita»(1).
Ciò che la situazione del nostro mondo richiede è una generazione di sacerdoti e religiosi che testimonino Nostro Signore Gesù Cristo, spesso contro venti e tempeste; una generazione che, per il nostro mondo languente, testimoni l’onnipotenza redentrice che si trova in Cristo Gesù, e solo in Lui; che sia testimone con parole coraggiose e senza scorciatoie intellettuali, ma soprattutto tramite una vita vissuta alla sua scuola e nel suo amore; una generazione in cui ognuno, a modo suo, sarà «un’immagine vivente del Salvatore», come disse Pio XII(2).
Una luce per il mondo
Alcuni possono talvolta essere spaventati dalle tempeste che scuotono il mondo, e che lo scuotono ancora di più quando questo mondo si allontana da Dio. Con Nostro Signore, che calmò i cuori dei suoi apostoli ancor prima di calmare le onde, vorremmo dire loro: non abbiate paura (3). La potenza della tempesta non dimostra forse la potenza ancora più grande del faro, che non smette mai di illuminarci e di guidarci in porto?
Io sono la luce del mondo (4). Come Cristo, anche la Chiesa lo è. Tali saranno anche i suoi ministri e i suoi religiosi, se rimarranno fondati e radicati nella carità, se Cristo abiterà nei loro cuori attraverso la fede (5). Con San Paolo, potranno dire: «Sono certo che né la morte, né la vita, né gli angeli, né i principati, né le potenze, né le cose presenti, né quelle future… né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore» (6).
Così, lungi dall’essere spaventati dalle tenebre, le supereranno grazie alla luce che portano. Dall’umile aula dove insegna la suora al pulpito dove predica il sacerdote, attraverso di loro la Chiesa continuerà a rafforzare le anime, a raddrizzare i cuori e a illuminare il mondo. Dal chiostro silenzioso all’oscurità del confessionale, la Chiesa riverserà la pace di Cristo in abbondanza sulle anime e presto anche sulle società. Non ci sono dubbi: il nostro mondo, ogni giorno più invischiato nella sua logica autodistruttiva, ha sete di questa luce, fatta di verità e di carità.
«Va’ e ricostruisci la mia Chiesa in rovina»: così disse Cristo crocifisso al giovane Francesco d’Assisi. Per diffondere questa luce divina su un mondo immerso nelle tenebre, per comunicare la vita di Nostro Signore alle anime, abbiamo bisogno di anime pronte a testimoniare la verità (7), sia davanti al Sommo Sacerdote che davanti a Pilato. Certo, il fumo di Satana è penetrato nella Chiesa, dove il demonio della divisione si traveste da angelo della luce (8). Ma non ci dobbiamo sbagliare: le gravi aberrazioni dottrinali e morali degli uomini di Chiesa, in piena decadenza, annunciano, presto o tardi, la morte dell’utopia modernista.
Un’ardente milizia
La vittoria di Cristo e del Cuore Immacolato di Maria avverrà quindi attraverso l’irradiazione della vita consacrata, vissuta in tutta la sua pienezza, e quindi attraverso una santa milizia di vocazioni sacerdotali e religiose, che scelgono di rinunciare a tutto per seguire Nostro Signore.
Questi testimoni eroici e luminosi avranno bisogno, naturalmente, di grande fortezza e virtù: animati da uno spirito di fede tanto fermo quanto profondo, dovranno essere incapaci di scendere a compromessi con il male e l’errore, e allo stesso tempo pieni di dolcezza e carità.
Questi conquistatori avranno successo solo se saranno ardenti di amore per Cristo, ardenti di zelo e interamente dedicati al bene della Chiesa. Mons. Lefebvre ha ricordato ai suoi seminaristi: «Dovrete essere eroi, santi e martiri; martiri nel senso di testimoni della fede cattolica. Sarete attaccati da tutte le parti ma, sostenuti dall’esempio di coloro che hanno dato la vita e il sangue per la loro fede, sostenuti dall’esempio della Beata Vergine Maria e con il suo aiuto, compirete quest’opera per la vostra santificazione e per la santificazione delle anime» (9).
È questa nuova generazione di sacerdoti, religiosi e religiose che bisogna suscitare e senza la quale la Provvidenza non avrà gli strumenti necessari per portare avanti la sua opera di salvezza. Come possiamo raggiungere questo obiettivo?
Un dono di Dio da reclamare
Come ce lo indica la parola stessa, la vocazione è un dono di Dio. Solo Dio chiama: nessuno si arroga questa dignità, bisogna essere chiamati da Dio[10]. Solo Dio infonde la sua grazia nelle anime, e la vocazione religiosa o sacerdotale è una grazia molto speciale, una grazia di elezione.
Questa grazia, però, deve essere richiesta. Tale dono dipende dalla nostra preghiera. Nostro Signore ci ricorda: La messe è abbondante, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe (11). Più il dono è considerevole, più la preghiera dev’essere insistente. È davvero così la nostra preghiera per le vocazioni? C’è da temere che qualche volta noi impieghiamo più tempo a deplorare il male che a implorarne il rimedio da Dio… Se siamo veramente convinti che solo sante vocazioni restaureranno la Chiesa, e quindi il mondo, se vogliamo veramente che l’opera della Redenzione di Nostro Signore trionfi di nuovo nel nostro tempo, allora dobbiamo chiedere con sempre maggiore insistenza e perseveranza sante vocazioni, moltiplicando le nostre suppliche.
Come i giusti dell’Antico Testamento che aspettavano con ansia la venuta del Salvatore, così noi dobbiamo pregare il Cielo di inviare ai nostri tempi dei «riflessi dell’amore di Dio», «immagini vive di Cristo», in altre parole, nuovi Francesco d’Assisi o Padre Pio, nuove Teresa d’Avila o Caterina da Siena, e tanti santi sacerdoti per dispensare alle anime «la perla più preziosa, cioè le inesauribili ricchezze del Sangue di Gesù Cristo»(12).
Questa è certamente la richiesta più urgente del nostro tempo. Sappiamo che Dio non abbandonerà la sua Chiesa e che vuole concedere alla nostra epoca i santi di cui ha bisogno: ma lo farà solo se glielo chiederemo con altrettanta insistenza e umiltà. È proprio questa la speranza e la preghiera che vogliamo portare a Roma in occasione del Giubileo, ed è per questo che abbiamo scelto come tema del nostro pellegrinaggio: «Mitte operarios in messem tuam. Manda operai nella tua messe»(13).
Una nuova generazione di sacerdoti
Tuttavia, non vogliamo limitare tale causa a queste poche ore di preghiera giubilare. Al contrario, vorremmo che questa preoccupazione per le vocazioni vivesse in tutti noi negli anni a venire: innanzitutto nella nostra preghiera, certo, ma anche nello zelo che ciascuno di noi metterà in campo a questo scopo. Tutti dobbiamo lavorare per questa causa: i sacerdoti, naturalmente, con il loro esempio e il loro entusiasmo soprannaturale; ma anche i padri e le madri: perché è dallo zelo che metteranno nello sviluppo e nella santificazione della loro famiglia che dipendono le vocazioni di domani, tanto è vero che la famiglia profondamente cristiana è, secondo le parole di Pio XI, «il primo e più adatto giardino dove le vocazioni dovrebbero come spontaneamente germogliare e fiorire» (14). Torneremo su queste riflessioni in modo più approfondito nelle prossime lettere che vi invieremo.
Questo progetto durerà anni. Per questo vogliamo porlo, ad un titolo particolare, sotto la protezione della Madonna Addolorata. Già con il Fiat dell’Annunciazione, il suo grembo verginale divenne la prima cattedrale dove il Verbo, assumendo la nostra natura, ricevette l’unzione che lo rese il Consacrato di Dio e istituì il nuovo sacerdozio… Poi, ai piedi della Croce, Gesù affidò al Cuore addolorato e immacolato di Maria il sacerdozio di San Giovanni, istituendola Madre, nella persona dell’amato Apostolo, di tutti i sacerdoti. Così, attraverso la sua intima compassione alle sofferenze del suo Figlio divino, nei dolori del Calvario, la Madonna ha dato vita alla Chiesa di ieri, di oggi e di domani.
È a lei, dunque, che dobbiamo rivolgere le nostre urgenti preghiere. Imploriamola con fiducia di concederci le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. E in termini molto concreti, usiamo instancabilmente l’arma del santo rosario. Per tutto l’anno giubilare, che inizierà il 24 dicembre prossimo e terminerà il 6 gennaio 2026, eleviamo al cielo una supplica continua di ferventi rosari per le vocazioni. Non li conteremo, né vogliamo limitarne il numero, ma contiamo sull’impegno di ciascuno di noi a dedicare questo Anno Santo alla fruttuosa recita del Rosario. Contiamo in particolare sulle preghiere dei bambini delle nostre famiglie e delle nostre scuole e sui loro sacrifici; invitiamo i loro educatori a fare tutto il possibile per aiutare questi bambini a essere generosi.
Il 20 agosto deporremo solennemente questa moltitudine incalcolabile di rosari e sacrifici ai piedi della Madonna, come tributo di gratitudine e umile fiducia nella potenza della sua materna intercessione. Sotto la sua guida, faremo il possibile per suscitare le sante vocazioni che renderanno santa la Chiesa di domani.
Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie un santo Natale.
Dio vi benedica.
Menzingen, 20 dicembre 2024
Don Davide Pagliarani
Superiore Generale
1) Omelia, Ecône, 7 gennaio 1973.
2) Enc. Menti Nostræ.
3) Gv 6,20.
4) Gv 8,12.
5) Cfr. Ef 3,17.
6) Rom. 8,38-39.
7) Gv 18,37.
8) 2 Cor 11,14.
9) Omelia, Ecône, 21 maggio 1983.
10) Eb 5,4.
11) Mt 9,37-38.
12) Pio XII, enc. Menti Nostræ.
13) Missale Romanum, Messa per chiedere vocazioni sacerdotali.
14) Enc. Ad Catholici sacerdotii.
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Leone autorizza i vescovi a rimuovere i superiori dei monasteri autonomi. I Francescani dell’Immacolata inglese vengono dissolti
Papa Leone XIV ha emanato giovedì un nuovo regolamento che autorizza un vescovo diocesano a destituire il superiore maggiore di un monastero autonomo.
Il rescritto vaticano, firmato dal Segretario di Stato cardinale Pietro Parolin, concede al Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica «l’autorità di autorizzare il vescovo diocesano competente a emettere il decreto di dimissioni», secondo il documento Rescriptum ex Audientia Sanctissimi.
Il rescritto sottolinea che papa Francesco aveva già espresso il suo sostegno alla modifica del diritto canonico. La nuova autorizzazione viene concessa ai sensi del canone 699 §2 del Codice di Diritto Canonico, riguardante «il decreto di dimissione da un istituto, per giusta causa, di un membro professo temporaneo o perpetuo».
Nel 2022, Bergoglio aveva modificato il can. 699 §2 in modo che il potere di dimettere un membro di un monastero autonomo fosse delegato al superiore maggiore del monastero anziché al vescovo locale.
La nuova norma potrebbe avere conseguenze di vasta portata per i monasteri indipendenti, soprattutto per quelli tradizionali, dato che i vescovi diocesani non di rado si mostrano ostili alle pratiche cattoliche tradizionali, come la Messa tradizionale in latino.
Questo mese, In Gran Bretagna, i sacerdoti dell’Associazione della Famiglia di Maria Immacolata e San Francesco, meglio conosciuti come Francescani dell’Immacolata (Marian Franciscans, in inglese), una comunità tradizionale dedita alla messa antica che segue la spiritualità di San Massimiliano Kolbe, verranno sciolti a seguito delle pressioni del loro vescovo locale. Andrew McKenzie, ordinato vescovo di Dunkeld il 10 agosto 2024, ha informato i frati nel febbraio 2025 che avrebbero dovuto lasciare la diocesi.
I Francescani dell’Immacolata furono bersagliati immediatamente dopo l’ascesa al Soglio di Bergoglio nel 2013. Nel settembre del 2025, il Dicastero per la Vita Consacrata ha notificato la dispensa dai voti per il fondatore dell’Istituto dei Francescani dell’Immacolata, Padre Stefano M. Manelli, che proviene da una famiglia legata a Padre Pio di Pietrelcina.
La vicenda del commissariamento e delle tensioni tra il Vaticano e l’ordine dei Francescani dell’Immacolata è stata definita dagli ambienti tradizionalisti cattolici come una vera e propria «persecuzione» ideologica e istituzionale. Al contrario, la Santa Sede ha sempre motivato gli interventi con la necessità di sanare divisioni interne – dovute in particolari a frati «dissidenti» che lamentavano la celebrazione della Messa in latino invece che quella conciliare di Paolo VI.
L’11 luglio 2013 Bergoglio, papa da poche settimane, approva il decreto che dispone il commissariamento dell’istituto maschile. Il decreto impone una forte restrizione: l’uso della «forma straordinaria» del rito romano (la Messa antica) viene subordinato a un’esplicita autorizzazione delle autorità ecclesiastiche, revocando di fatto le tutele del precedente Summorum Pontificum di Benedetto XVI.
Numerosi frati vicini al fondatore Padre Manelli vengono trasferiti in conventi isolati o all’estero, come ad esempio in Albione. Nel 2015 fu commissariato anche il ramo femminile delle Suore Francescane dell’Immacolata.
Fu quindi avviata un’indagine della Procura della Repubblica di Avellino nei confronti di padre Manelli per presunte malversazioni e truffe legate ai beni delle associazioni laiche. Nel giugno 2025, il tribunale penale di Avellino dichiara il «non doversi procedere» per prescrizione nei confronti di padre Manelli per le accuse sui beni immobili.
Sul fronte canonico, ai frati e alle suore fedeli alla linea originaria viene sistematicamente negata la possibilità di fare ricorso formale ai tribunali vaticani (come la Segnatura Apostolica), spingendo molti religiosi e religiose alla fuoriuscita volontaria o alla richiesta di dispensa dai voti.
Nel maggio 2022, dopo 9 anni, il Vaticano dichiara concluso il commissariamento. Il Capitolo Generale elegge Padre Immacolato M. Acquali come nuovo Ministro Generale, sancendo l’allineamento definitivo dell’ordine alle direttive post-conciliari. A settembre dello scorso anno si consuma la rottura definitiva: il Vaticano concede a Padre Stefano Maria Manelli la dispensa dai voti religiosi, sancendo la sua uscita definitiva dall’istituto da lui stesso fondato
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Immagine di Lula Oficial via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata
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Immagini dal Pellegrinaggio tradizionalista di Chartres
Pentecost Solemn High Mass at the Chartres Pilgrimage. The celebrant was Father Antonius Maria Mamsery, Superior-General of the Missionaries of the Holy Cross. pic.twitter.com/mIkXxnMLBZ
— Father João Silveira (@joaosilveiraaa) May 25, 2026
Messe de la Pentecôte 🔥
Le souffle ordinaire devient Souffle La parole humaine devient Parole Le cœur devient Feu Comment laisser descendre en nous cette vie plus vaste que nous retenons sans cesse…Pèlerinage de Chartres Néo Salva… pic.twitter.com/e8l2rEzYmN — NeoSalva (@bruce57290) May 28, 2026
⚪🥾 𝗙𝗟𝗔𝗦𝗛 — Plus de 20 000 pèlerins ont participé à la solennité de Pentecôte du pèlerinage de Chartres, célébrée selon le rite traditionnel latin par le père Antonius Maria Mamsery.pic.twitter.com/CNeNS7VcOK
— L’Écho Chrétien (@lechochretien) May 24, 2026
🌿 Sur les routes de France, ils étaient près de 20 000 pèlerins. « Vous serez mes témoins jusqu’aux extrémités de la Terre » Les paroles du Christ ont résonné cette année au Pèlerinage de Chartres 2026. Trois jours de marche, de prière et de joie sous le soleil de Pentecôte.🙏 pic.twitter.com/Tb5hy5eiiG
— Carėne Tardy (@Carene1984) May 25, 2026
🔴 Pèlerinage de Chartres
➡️ Chartres sonne, Chartres t’appelle ! Gloire, honneur au Christ-Roi ! L’arrivée !#NDC2026 #Chartres #Pèlerinage pic.twitter.com/Iwc0NMhp0V — Tribune Chrétienne (@tribuchretienne) May 25, 2026
Die diesjährige Wallfahrt von #Paris nach #Chartres hat starke Bilder produziert: junge Menschen im Fahnenmeer, die Rosenkranz beten und Marienlieder singen!
Man vergleiche diese Bilder mit den #ÖRR -Berichten vom letzten öden Boomer-Kirchentag in Würzburg. #Jesus #Kirche pic.twitter.com/QrXWjSmu9p — Rex Regum – katholisch aktiv (@rexregum_kath) May 31, 2026
🚨 🇫🇷 ✝️ FLASH : FRANCE FIN DU PÈLERINAGE DE CHARTRES AVEC UNE AFFLUENCE RECORD DE PLUS DE 20 000 FIDÈLES 💥 🛑
Les trois jours du traditionnel pèlerinage de Chartres s’achèvent aujourd’hui. L’événement a rassemblé une foule immense de marcheurs venus de l’ensemble du… pic.twitter.com/V876Jd98VX — BREF_INFOS (@BREF_ACTUALITES) May 25, 2026
20000 d’un côté (#ParisChartres), 6000 de l’autre (Chartres Paris) X2 en 10 ans, toute la 🇫🇷 + Europe+ Amériques +MO Un prix accessible et une organisation sans faille ; des milliers de bénévoles engagés Un âge moyen de 21 ans Pélé de #Chartres #NDC2026 pic.twitter.com/KeHPQV7AjW pic.twitter.com/QycIu7MSun
— Jean de Florette (@jean2florette) May 25, 2026
Il faut voir cette ruche (20 000 pèlerins, 20 ans de moyenne d’âge) s’élancer dans Paris. La colonne du Pèlerinage de Chartres 2026 est un serpentin qui semble sans fin ! pic.twitter.com/dqZY0QecJh
— Gabrielle Cluzel (@gabriellecluzel) May 23, 2026
20,000 people, with an average age of 20, after having walked 100 kilometres over 3 days from Paris to Chartres Cathedral, assist a Youth Mass on Pentecost Monday, celebrated by His Eminence Raymond Leo Cardinal Burke pic.twitter.com/AYluPWgVOs
— Catholic Sat (@CatholicSat) May 25, 2026
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