Politica
L’esercito prende il potere in Madagascar
L’esercito del Madagascar ha annunciato di aver assunto il controllo del Paese dopo l’impeachment del presidente Andry Rajoelina, come riportato martedì da diversi media. La dichiarazione è stata fatta in un contesto di proteste di massa e di una crisi politica sempre più grave.
Il colonnello Michael Randrianirina ha parlato alla radio nazionale, dichiarando che l’esercito aveva «preso il potere» e che tutte le istituzioni, eccetto la camera bassa del parlamento, sarebbero state sciolte, secondo quanto riferito da France24.
L’annuncio è giunto subito dopo che 130 legislatori hanno votato a favore dell’impeachment di Rajoelina, con una sola scheda bianca, stando a testimoni citati da Reuters.
Il leader dell’opposizione malgascia Siteny Randrianasoloniaiko ha contestato il precedente tentativo di Rajoelina di sciogliere l’Assemblea nazionale, definendolo «privo di validità legale».
Protests in Madagascar escalate into a military coup
One of the military units that joined the protests demanding the president’s resignation stated that the armed forces of the 25-million country are now under its command. pic.twitter.com/bOeL47MCKX
— Sprinter Press News (@SprinterPress) October 12, 2025
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Secondo RFI, Rajoelina sarebbe fuggito dal Paese dell’Africa australe in seguito a un presunto accordo con il presidente francese Emmanuel Macron.
Successivamente, è apparso in una trasmissione da una località non rivelata, confermando di aver lasciato il Madagascar per timore per la propria incolumità a seguito dell’ammutinamento militare. Il presidente ha chiesto un dialogo e ha sottolineato l’importanza di rispettare la Costituzione, senza cedere alle richieste di dimissioni.
Il Madagascar è in fermento dal 25 settembre, quando le proteste sotto lo slogan «Gen Z Madagascar», inizialmente legate alla carenza di energia elettrica e acqua, si sono trasformate in una rivolta più ampia contro povertà e corruzione.
Come riportato da Renovatio 21, a fine settembre Rajoelina aveva sciolto il governo e nominato un nuovo primo ministro per cercare di placare le tensioni.
Tuttavia, la situazione è peggiorata quando i soldati d’élite del CAPSAT si sono uniti ai manifestanti, dando a Rajoelina un ultimatum di 48 ore per dimettersi. Rajoelina ha denunciato gli eventi come un tentativo di colpo di Stato e ha esortato le «forze nazionali» a difendere la Costituzione.
Un’analoga instabilità politica si era verificata in Kenya l’anno scorso, quando il presidente William Ruto ha sciolto quasi tutto il suo governo dopo settimane di proteste violente guidate da giovani contro proposte di aumento delle tasse e l’incremento del costo della vita.
Come riportato da Renovatio 21, giovani delle nuove generazioni sono alla base del rovesciamento del governo in Nepal negli scorsi giorni.
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
La Le Pen avvia ricorso contro il divieto di candidarsi alla presidenza
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Politica
Il capo dello gabinetto di Netanyahu arrestato nell’ambito di un’indagine sulle fughe di notizie
Il capo dello staff del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Tzachi Braverman, è stato arrestato e sottoposto a interrogatorio dalla polizia per presunti tentativi di ostacolare un’inchiesta sulla fuga di notizie di un documento classificato al tabloide tedesco Bild.
L’interrogatorio di Braverman è durato circa 13 ore domenica, come riferito dal Times of Israel. Al termine è stato rilasciato con l’imposizione di misure restrittive, tra cui il divieto di accedere per 15 giorni agli uffici del Primo Ministro e il divieto di uscire dal Paese per 30 giorni.
Queste limitazioni potrebbero ritardare l’insediamento di Braverman nel ruolo di ambasciatore israeliano a Londra, nomina per la quale aveva già ricevuto l’approvazione l’anno scorso.
Nel settembre 2024, la Bild aveva pubblicato un documento riservato dell’intelligence militare israeliana, presentandolo come dimostrazione del fatto che il gruppo armato palestinese Hamas non avesse alcuna intenzione di concludere un accordo per il rilascio degli ostaggi con Israele.
L’ex portavoce di Netanyahu, Eli Feldstein – arrestato nell’ottobre 2024 e accusato di aver diffuso il documento al tabloide – ha dichiarato in un’intervista il mese scorso che il primo ministro aveva appoggiato l’utilizzo del documento per rafforzare nell’opinione pubblica l’idea che servisse maggiore pressione su Hamas.
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Feldstein ha inoltre sostenuto che Braverman era al corrente di un’indagine riservata sulla fuga di notizie di Bild già da mesi prima che la vicenda diventasse di dominio pubblico, e gli avrebbe garantito che sarebbe riuscito a «chiuderla».
Secondo quanto riportato da Channel 12, i due hanno avuto un breve incontro faccia a faccia durante l’interrogatorio di domenica del capo dello staff. L’avvocato di Braverman ha successivamente dichiarato che il suo assistito «ha risposto a tutte le domande degli inquirenti e ha negato ogni versione inventata dei fatti avanzata dall’imputato», cioè Feldstein.
Il partito Likud di Netanyahu ha qualificato l’interrogatorio di Braverman come una «campagna di persecuzione» e un «tentativo di phishing» diretto contro il primo ministro e i suoi più stretti collaboratori.
Il deputato dell’opposizione del partito democratico Gilad Kariv ha invece affermato che chiunque pensi che il capo dello staff possa aver agito all’insaputa di Netanyahu «vive in un’illusione», sostenendo che dovrebbe essere il primo ministro stesso a essere interrogato, e non Braverman.
Lo scandalo legato a Bild si sviluppa in un contesto di forte erosione del consenso verso il governo Netanyahu: un sondaggio diffuso a fine dicembre dall’Israel Democracy Institute (IDI) indica che soltanto un quarto degli ebrei israeliani e poco più del 17% degli arabi israeliani ripone fiducia nell’attuale esecutivo.
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Immagine di pubblico domino CC0 via Flickr
Gender
Transessuale attacca la casa del vicepresidente americano JD Vance: è figlio di un donatore del Partito Democratico
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I appreciate everyone’s well wishes about the attack at our home. As far as I can tell, a crazy person tried to break in by hammering the windows. I’m grateful to the secret service and the Cincinnati police for responding quickly.
We weren’t even home as we had returned… — JD Vance (@JDVance) January 5, 2026
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