Geopolitica
Le filiali di McDonald’s si schierano nelle tensioni in Medio Oriente
Giovedì scorso la filiale McDonald’s aveva annunciato pasti gratuiti per le forze di sicurezza israeliane, innescando in seguito contro-donazioni da parte di molte filiali arabe della catena alla causa palestinese. Lo rivelano diversi post su Twitter.
In mezzo alla crescente reazione contro McDonald’s per il suo apparente sostegno alla guerra di Israele a Gaza, le filiali locali di McDonald’s in Oman, Turchia, Arabia Saudita, Libano, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno risposto con donazioni alla causa palestinese.
Rivelando di aver donato 100.000 dollari «per gli sforzi di soccorso per la popolazione di Gaza» in un post su Twitter, McDonald’s Oman ha ricordato ai clienti che è completamente indipendente dalla sua controparte israeliana e che ciascuno prende le proprie decisioni – politiche e non – senza consultarsi con la multinazionale McDonald’s, che presumibilmente si astiene dalla politica.
Statement from McDonald’s Oman pic.twitter.com/SzKz7lhmgk
— McDonald’s Oman (@Mcdonaldsoman) October 14, 2023
La filiale di McDonald’s dell’Arabia Saudita ha rivelato di aver donato due milioni di riyal (533.000 dollari) a Gaza, in un post su Twitter che includeva una dichiarazione in cui chiariva che era di proprietà e gestita dall’Arabia Saudita, e non responsabile di «ciò che fanno gli altri proprietari di franchising al di fuori dei nostri confini nazionali».
Sabato, in un post su Instagram, McDonald’s Emirati Arabi ha promesso un milione di AED (272.000 dollari) alla campagna di soccorso «Tarahum for Gaza» della Mezzaluna Rossa degli Emirati, allegando una dichiarazione simile di proprietà locale.
— McDonald's UAE (@McDonaldsUAE) October 14, 2023
Secondo quanto riferito, l’attività di McDonald’s in Turchia ha donato 1 milione di dollari alle «vittime della guerra» a Gaza, mentre la filiale in Kuwait ha affermato di aver contribuito con 250.000 dollari alla locale Società della Mezzaluna Rossa. Il programma di pasti gratuiti all’IDF di McDonald’s Israel «non è stata una decisione globale, né è stato approvato da nessuno degli altri operatori locali, specialmente quelli nella nostra regione», si legge nella dichiarazione del Kuwait.
McDonald’s Türkiye olarak; başta kadınlar, çocuklar ve yaşlılar olmak üzere savaş mağduru olan Gazze halkına 1 milyon dolarlık insani yardım desteğini sunacağımızı kamuoyuna arz ederiz.
McDonald's Türkiye – Resmi Açıklama pic.twitter.com/MfnrnlnGSW
— McDonald's Türkiye (@McDonaldsTR) October 13, 2023
Giovedì, McDonald’s Israel si era vantato su Instagram di aver già fornito «decine di migliaia di pasti» ai soldati, alla polizia e agli operatori umanitari israeliani, e di continuare a consegnarne migliaia al giorno in tutto il Paese, oltre a uno sconto del 50% per militari e polizia, nonché cinque ristoranti di nuova apertura specificatamente dedicati al servizio delle forze di sicurezza israeliane.
Come riporta RT, l’annuncio ha innescato una reazione significativa, poiché molti sui social media hanno sostenuto che fosse crudele vantarsi di nutrire gratuitamente gli israeliani mentre i palestinesi di Gaza erano pericolosamente a corto di cibo e acqua sotto il blocco punitivo di Israele. Altri hanno respinto le affermazioni secondo cui la società madre di McDonald’s era apolitica, sottolineando che riceveva una percentuale dei guadagni di tutte le filiali locali, compreso quello di Israele. Da allora gli account sui social media di McDonald’s Israel sono stati resi privati, scrive il sito russo.
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Gruppi filo-palestinesi hanno picchettato un McDonald’s libanese a Saida venerdì in quello che un quotidiano locale ha descritto come un «attacco», prima di ammettere che nessuno è rimasto ferito o proprietà danneggiate durante la protesta. La filiale libanese del ristorante ha successivamente rilasciato una dichiarazione in cui afferma la propria indipendenza.
Nelle stesse ore, il grande marchio americano veniva «coinvolto» anche in un ulteriore conflitto: in un’intervista con un canale televisivo ucraino sabato, il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha rivelato di aver chiamato personalmente il segretario di Stato americano Antony Blinken e di avergli chiesto di convincere McDonald’s a riaprire i suoi fast-food in Ucraina.
«Ho pensato tra me e me, è comprensibile il motivo per cui non ci sono McDonald’s in Russia, ma perché noi non li abbiamo?» ha dichiarato il Kuleba, che ha chiamato l’omologo statunitense Anthony Blinken per discutere di altre questioni ma alla fine della conversazione avrebbe chiesto: «Tony, cos’è questo casino? Perché veniamo trattati in questo modo?»
Il ministro ucraino afferma di aver sottolineato che è «ingiusto» che McDonald’s sia stato chiuso in Ucraina e ha osservato che la riapertura dei popolari fast food «segnalerebbe agli investitori» che è sicuro lavorare nel Paese.
Secondo RT, «McDonald’s ha inizialmente chiuso tutte le sue sedi, citando problemi di sicurezza, in seguito al lancio dell’operazione militare russa in Ucraina nel febbraio 2022. Tuttavia, nel settembre dello stesso anno, ha riaperto i suoi ristoranti a Kiev. Successivamente, ha riaperto anche diverse sedi in alcune parti dell’Ucraina occidentale, con tutti i locali che servono menu limitati e impiegano regole di sicurezza ampliate per consentire al personale di chiudere rapidamente i negozi e raggiungere i rifugi in caso di allerta aerea».
Il mese scorso, Kuleba e Blinken hanno visitato un ristorante McDonald’s a Kiev durante la visita a sorpresa del segretario nella capitale ucraina. Secondo i media ucraini, Kuleba ha ringraziato Blinken per aver contribuito alla riapertura della catena e avrebbe ammesso di aver spesso fatto colazione da McDonald’s durante i suoi anni da studente, quando aveva i postumi di una sbornia.
In Russia, nel frattempo, tutti i ristoranti McDonald’s sono stati rinominati Vkusno i Tochka («Gustoso e basta»), creato come parte della vendita del franchising statunitense prima della sua uscita dal Paese a causa delle sanzioni. Offre essenzialmente lo stesso menu ai suoi clienti dell’originale.
A settembre, il proprietario del franchising russo, Aleksandr Govor, aveva suggerito che Vkusno i Tochka avrebbe potuto potenzialmente aprire sedi nelle vicine Cina, Bielorussia e Abkhazia e aveva presentato ufficialmente una richiesta a McDonald’s per consentire l’espansione.
Come riportato da Renovatio 21, la dipartita di McDonald’s dalla Russia aveva ispirato un video andato virale in rete l’anno scorso.
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Immagine di Otto Magnus via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Geopolitica
Perché Israele tifa Argentina?
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Prime Minister Benjamin Netanyahu met in his office with the Ambassador of Argentina to Israel, Rabbi Shimon Axel Wahnish, and wished great success to the Argentine national team in the World Cup final taking place tomorrow.
Ambassador Wahnish presented the Prime Minister with… pic.twitter.com/2x3pYAxA9b — Prime Minister of Israel (@IsraeliPM) July 18, 2026
Non diverso il caso del controverso ministro delle Finanze, l’ultrasionista religioso Bezalel Smotrich, anche lui sorridentissimo in maglia futbolista argentina a favore di social.Netanyahu to Argentina’s Milei:
We support Argentina in so many ways, including tomorrow. I don’t hide that I’m rooting for Argentina. I think most Israeli citizens are rooting for Argentina. Good luck! Vamos Argentina!pic.twitter.com/NigTSDQAr8 — Clash Report (@clashreport) July 18, 2026
🇮🇱 — VID: Finance Minister Betzalel Smotrich cheers on Argentina today in World Cup. pic.twitter.com/zTocN5KUoE
— Belaaz News (@TheBelaaz) July 19, 2026
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#ULTIMAHORA | 🇦🇷 | MILEI DESATA CRÍTICAS EN EL DÍA DE LA BANDERA
⚠️ Javier Milei vuelve a estar en el centro de la controversia tras aparecer en Rosario exhibiendo la bandera de Israel durante un acto por el Día de la Bandera, provocando una ola de críticas de quienes consideran… pic.twitter.com/VcUEgP20vb — Quesdilla de Verdades Youtube (@QuesaVerdades) June 24, 2026
Patagonia burned & @JMilei opened his borders to 300k Israelis, to claim the burned land.
Milei is replacing Argentines with Israelis & creating Israel 2.0 in the western hemisphere. Milei cares more about Zionist Jews than he does his own people. pic.twitter.com/WsMml26ACc — Bryce M. Lipscomb (@BryceMLipscomb) July 15, 2026
🚨 EL SIONISMO AVANZA 🚨 Continuando con su plan de convertirnos en colonia de Israel, Milei mandó a poner la bandera sionista en el monumento a la bandera en Rosario.
Sigan diciendo que es todo conspiranoia. Sigan nomás… pic.twitter.com/8C3bnFXavu — M (@MConurbasic) April 22, 2026
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Argentine President Javier Milei, still in Israel, literally dancing and signing for Netanyahu’s amusement:pic.twitter.com/Lt60T0dbAO
— Glenn Greenwald (@ggreenwald) April 22, 2026
Argentina’s president, Javier Milei, is still in Israel, hugging the Western Wall. pic.twitter.com/T3VRQKb3Xu
— Clash Report (@clashreport) April 22, 2026
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Israeli tourists were arrested for starting a fire in Los Glaciares National Park, a resource-rich forested area in Argentina’s Patagonia. Additionally, M26 IM grenades connected to the IDF were found near Lake Epuyén in the Chubut region.
Follow: https://t.co/7Dg3b41PJ5 pic.twitter.com/t16wGD6onk — PressTV Extra (@PresstvExtra) January 13, 2026
🚨 The Milei government approved a law allowing protected lands in environmental reserves to be sold to FOREIGN companies if they suffer a fire.
The Argentine Patagonia was set on fire by Israeli TOURISTS. Connect the dots!!!! pic.twitter.com/sjnSs4kpVx — China pulse 🇨🇳 (@Eng_china5) January 12, 2026
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Renovatio 21 quattro anni fa aveva parlato del tifo esoterico, a suon di malefizi, portato avanti da una vera armata organizzata di streghe argentine – con il risultato della vittoria ai Mondiali del Qatar . Quest’anno è evidente il supporto, neanche tanto occulto, di un’intero Stato religioso messianico, e tutte le sue ramificazioni planetarie. Vediamo come andrà a finire. Roberto Dal Bosco🚨 ÚLTIMA HORA: Acaban de filtrar un vídeo de 5 minutos sobre todos los robos de Argentina a Inglaterra.
Esto es un escándalo Mundial. pic.twitter.com/1W56lBqhVT — LaVozGalactica (@Lavozgalactica) July 16, 2026
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Geopolitica
Soldati statunitensi feriti negli attacchi iraniani
Secondo quanto riportato venerdì da CBS News, diversi militari statunitensi sono rimasti feriti negli attacchi iraniani contro installazioni militari in Giordania all’inizio di questa settimana, proprio mentre l’Iran lanciava una nuova ondata di attacchi di rappresaglia.
Gli attacchi ad almeno due basi giordane utilizzate dalle forze statunitensi hanno provocato il ferimento di «diversi militari americani», secondo quanto riferito da funzionari statunitensi all’emittente televisiva, a condizione di anonimato. Non sono state segnalate vittime tra le fila americane o giordane; il numero dei feriti e la gravità delle loro lesioni rimangono sconosciuti.
Il dipartimento della Guerra degli Stati Uniti non ha ancora confermato i feriti né risposto alla versione della CBS. Non è chiaro nemmeno quando esattamente siano avvenuti gli attacchi o quali basi siano state colpite. Gli aerei da guerra statunitensi operano regolarmente dalle installazioni militari giordane, ma gli Stati Uniti non rendono pubbliche tutte le strutture utilizzate dalle proprie forze.
Nell’ultima settimana, l’Iran ha bombardato installazioni militari statunitensi in Giordania, Kuwait, Bahrein, Qatar, Oman, Iraq e Siria con missili e droni, in risposta ai rinnovati attacchi americani sul territorio iraniano.
Footage from another angle shows two ballistic missiles impacting Muwaffaq Salti Air Base in Jordan. The second impact caused a much larger explosion, suggesting it may have hit an important target. https://t.co/Twk7SQthzq pic.twitter.com/jtJwampn6g
— OSINTWarfare (@OSINTWarfare) July 18, 2026
As seen from two different angles; 2 Iranian ballistic missiles bypass 6 Patriot air defense missiles and reach their target at the Muwaffaq airbase in Jordan. pic.twitter.com/rIkvvWgJv3
— ZAMAN (@zamannx) July 18, 2026
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Venerdì sera, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha lanciato attacchi contro l’Iran per la settima notte consecutiva, scatenando una nuova ondata di rappresaglie iraniane.
L’esercito iraniano ha annunciato sabato mattina che la quattordicesima fase dell’Operazione Fulmine ha preso di mira i serbatoi di carburante della base aerea di Al-Azraq in Giordania, un deposito di munizioni nel campo di Al-Udeiri in Kuwait, e gli edifici del quartier generale, i depositi di munizioni e i ponti di collegamento della base aerea di Ali Al-Salem.
I pasdaran hanno affermato separatamente che missili balistici iraniani hanno colpito aerei da combattimento statunitensi di stanza presso la base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania. Filmati diffusi da fonti di intelligence aperte sembrano mostrare il lancio di diversi intercettori MIM-104 Patriot mentre i missili si avvicinano alla base, seguiti da almeno due impatti apparenti. Né Washington né Amman hanno confermato danni o vittime a seguito degli ultimi attacchi.
Teheran ha affermato che i suoi attacchi di rappresaglia hanno causato vittime tra il personale statunitense. Venerdì, le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito aerei da combattimento e velivoli per il rifornimento in volo statunitensi in Giordania, nonché forze statunitensi e un lanciatore HIMARS in Kuwait, causando «significative perdite e danni». Hanno inoltre affermato che «numerosi» membri delle forze speciali americane sono stati uccisi in Kuwait.
Nessuna delle affermazioni è stata confermata dal Pentagono. Il CENTCOM ha inoltre smentito separatamente l’affermazione iraniana secondo cui soldati americani sarebbero stati uccisi in un attacco alla base di Al-Tanf in Siria, dichiarando venerdì che nessun membro del personale americano nella regione è stato «recentemente ucciso o catturato».
All’inizio di questa settimana, i pasdaran hanno rivolto un appello diretto al «nobile popolo» di Giordania e Kuwait affinché si opponesse all’utilizzo dei loro paesi da parte dell’esercito statunitense come basi di lancio per attacchi contro l’Iran. Hanno descritto la Giordania come una terra sacra che non ha posto per occupanti stranieri e hanno esortato i giordani a «cogliere ogni opportunità per distruggere le istituzioni americane ed espellere l’esercito statunitense occupante».
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Geopolitica
L’Argentina mostra lo striscione sulle Falkland-Malvinas
🇦🇷🏴 El jugador argentino Lo Celso saca una pancarta que pone “Las Malvinas son argentinas” en la celebración de la victoria de la selección argentina contra Inglaterra pese a la prohibición de la FIFA de meter pancartas políticas. pic.twitter.com/PtIeA71VGu
— 🇪🇦PATRIAM TV🇪🇦 (@patriam_tv) July 15, 2026
Jogadores argentinos mostram bandeira com a frase “As Malvinas são nossas”.
A Fifa havia proibido manifestações sobre o assunto no jogo de hoje. pic.twitter.com/grtQvYPkpS — Pedro Ramiro (@_pedroramiro) July 15, 2026
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