Spirito
La tradizione, un’esperienza formidabile e temuta
Tra i benefici spirituali delle consacrazioni episcopali che avranno luogo a Écône il 1° luglio 2026, vi sarà quello di permettere a tutti coloro che lo desiderano di vivere la Tradizione, come auspicava il vescovo Marcel Lefebvre.
È proprio questa esperienza che i progressisti temono, come ha affermato inequivocabilmente il gesuita Thomas Reese su Religion News Service il 13 aprile 2021: «La Chiesa deve essere chiara sul fatto che vuole che la liturgia non riformata scompaia e che la permetterà solo per amore pastorale verso gli anziani che non comprendono la necessità di un cambiamento. Ai bambini e ai giovani non dovrebbe essere permesso di partecipare a queste Messe [sic]». – In altre parole, la Messa tridentina è vietata ai minori di 18 anni e riservata agli ultra novantottenni.
Questo è l’obiettivo del motu proprio Traditionis custodes del 16 luglio 2021, che riduce drasticamente la possibilità di celebrare la Messa tradizionale in latino. Lo scopo è confinare la Tradizione, relegarla in una riserva per l’uso di sacerdoti e fedeli che, si spera, si estingueranno. E queste misure profilattiche sono intese a proteggere la «Chiesa conciliare» – come la definì il vescovo Giovanni Benelli nel 1976 – dal «contagio» della Tradizione.
In definitiva, non è la Tradizione ad avere paura, ma l’utopia conciliare che teme che i suoi giorni siano contati, come dimostrano impietosamente le parrocchie sempre più deserte e i seminari sempre più vuoti. In Francia, l’età media dei sacerdoti diocesani è di 75 anni, mentre quella dei sacerdoti legati alla Tradizione è di 40.
Le cifre non sono «tradizionaliste», tanto meno «lefebvriste». Sono ciò che sono. Ostinate.
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L’esperienza della Tradizione spaventa i conciliaristi, ben disposti a dibattere all’infinito, purché si esprimano solo opinioni. Tuttavia, l’esperienza dei fatti – che sono effettivamente effetti del Concilio – li costringe a considerare la causa di questa «apostasia silenziosa» [espressione tratta dall’esortazione Ecclesia in Europa, 28 giugno 2003], una causa che vogliono evitare a tutti i costi. L’approccio pastorale conciliare, che propugnava l’«integrazione» del clero nella società secolare, si è trasformato in un atteggiamento da struzzo, ma è molto probabile che sarà costretto a nascondere la testa sotto la sabbia.
Oggi più che mai, la battaglia della fede non va combattuta teoricamente o retoricamente, ma praticamente: vivendo la Tradizione quotidianamente, attraverso la Messa di tutti i tempi, i doveri del proprio stato nella vita, la preghiera e la penitenza. Verba volant, exempla trahunt – le parole volano via, ma gli esempi esercitano un’attrazione irresistibile sulle anime in cerca della verità, specialmente sui giovani, come ha osservato Papa Leone XIV in una recente intervista con il Vescovo Atanasio Schneider.
I conciliaristi dottrinari lo sanno e lo temono, ed è per questo che vogliono circondare la Tradizione con filo spinato disciplinare, invocando un’obbedienza che non esigono da coloro che trasgrediscono le leggi divine sul sacerdozio o sul matrimonio. Ma le misure coercitive non fermano un entusiasmo contagioso.
L’esperienza della Tradizione è contagiosa. Missionaria.
Padre Alain Lorans
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Extraordinary Faith via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Spirito
Comunicato della Casa Generalizia: La Fraternità San Pio X presenta ricorso contro il decreto del 2 luglio 2026
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Spirito
Il cardinale Koch afferma che l’incontro della FSSPX con Roma è ancora possibile nonostante le consacrazioni
Il cardinale Kurt Koch ha affermato che la riconciliazione tra Roma e la Fraternità Sacerdotale San Pio X rimane possibile, nonostante le recenti consacrazioni episcopali non autorizzate da parte della Fraternità. Lo riporta LifeSite.
Il 2 luglio il cardinale, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha dichiarato in un’intervista podcast per la rivista tedesca Communio che le recenti consacrazioni episcopali effettuate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X senza mandato pontificio non precludono in modo permanente una futura riconciliazione con la Santa Sede.
«La scomunica», ha affermato Koch, «ha lo scopo di incoraggiare il pentimento e ristabilire la comunione ecclesiale, piuttosto che porre fine a ogni possibilità di dialogo». Ha inoltre espresso la speranza che i colloqui con la Società possano eventualmente riprendere «affinché possano ritrovare la via verso la Chiesa cattolica».
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Intervenendo al podcast condotto da Jan-Heiner Tück, direttore di Communio, Koch ha collocato l’attuale controversia in un contesto storico più ampio. Ha sostenuto che tensioni simili hanno accompagnato «diversi concili ecumenici» nel corso della storia della Chiesa, quando alcuni gruppi hanno affermato che la Chiesa aveva abbandonato la Tradizione introducendo innovazioni inaccettabili. Secondo il cardinale, la questione centrale rimane «come preservare la fedeltà alla Tradizione» affrontando al contempo le sfide che la Chiesa si trova ad affrontare nei diversi periodi storici.
Koch ha inoltre riconosciuto che il Concilio Vaticano II è relativamente recente nella vita della Chiesa e ha affermato che il trascorrere del tempo potrebbe creare condizioni migliori per la comprensione reciproca. Ha suggerito che la Chiesa stessa dovrebbe esaminare come il Concilio è stato interpretato dalla sua conclusione.
«Sarebbe opportuno batterci il petto», ha aggiunto Koch, sostenendo che la Chiesa dovrebbe individuare quali sviluppi post-conciliari necessitano di correzione.e affermando che molte delle preoccupazioni sollevate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X derivano «non dai testi stessi del Concilio Vaticano II», ma da certe «interpretazioni e pratiche» che si sono sviluppate in seguito.
Secondo il porporato, è necessario distinguere tra le richieste del concilio e quelle successive, se la Chiesa desidera rispondere alle obiezioni della Società in modo credibile.
Il cardinale elvetico ha tuttavia criticato la decisione della FSSPX di procedere con le consacrazioni episcopali senza l’approvazione papale, dichiarando che la giustificazione addotta dalla FSSPX equivaleva ad arrogarsi un’autorità che spetta al Papa. Il Koch ha paragonato questo atteggiamento alle azioni intraprese da alcuni gruppi progressisti che cercano anch’essi di agire indipendentemente dall’autorità ecclesiastica.
«Ancora una volta è chiaro che tradizionalisti e progressisti possono soffrire della stessa malattia, anche se ricoverati in reparti molto diversi dello stesso ospedale», ha affermato.
Il cardinale Koch ha inoltre affrontato la questione della concezione della Tradizione all’interno della Fraternità Sacerdotale San Pio X. A suo avviso, la Fraternità considera erroneamente il Concilio Vaticano II come una rottura con l’autentica Tradizione cattolica.
Il porporato svizzero ha inoltre messo in discussione l’interpretazione della FSSPX dell’assioma: Extra Ecclesiam nulla salus («Fuori dalla Chiesa non c’è salvezza»).
«Quando la Fraternità sembra condannare all’inferno tutti coloro che non appartengono alla Chiesa cattolica, mi chiedo come si possa sostenere la convinzione fondamentale della Sacra Scrittura, ovvero che Dio vuole salvare tutti gli uomini», ha affermato Koch, aggiungendo che «il giudizio finale spetta a Dio, non alla valutazione teologica umana».
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Come riportato da Renovatio 21, lo scorso anno il Koch, fresco di nomina a presidente di Aiuto alla Chiesa che Soffre da papa Leone, aveva dichiarato che è «auspicabile» che il 267° pontefice ponga fine alle restrizioni alla Messa in latino e torni al Summorum Pontificum.
Il cardinale Koch pare opporsi alle dottrine fondamentali della Chiesa. Il suo dicastero ha prodotto un progetto radicale per la distruzione della Chiesa cattolica e la sua sostituzione con una nuova «Chiesa sinodale». L’ecumenismo è un interesse di lunga data per Koch, che sostiene purela posizione eretica secondo cui non vi è alcuna necessità di una missione per il popolo ebraico, poiché esso può essere salvato sotto l’Antica Alleanza.
Il suo dicastero ha prodotto documenti che contengono eresia, sia per quanto riguarda la natura della Chiesa che per quanto riguarda l’evangelizzazione degli ebrei. Egli difende il suo rifiuto dell’insegnamento della Chiesa cattolica appellandosi al Concilio Vaticano II.
A fine 2025 all’interno del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, diretto dal cardinale Koch, Leone aveva promosso un vescovo che ha sostenuto le liturgie a tema LGBT a una posizione di consulenza all’interno della Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo. Si tratta dell’arcivescovo birmighamiense Bernard Longley, che aveva ricevuto ben tre nomine dal Vaticano da giugno, nonostante la sua lunga storia di sostegno a iniziative della Chiesa che sono in contraddizione con l’insegnamento morale cattolico.
Il nome del Koch figurava nelle liste dei papabili.
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Immagine di RPP-Institut via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Austria
Spirito
Il Cardinale Fernandez denuncia le «classificazioni», ma scomunica la Fraternità Sacerdotale San Pio X
Omelia del 5 marzo 2023, Cattedrale di La Plata (estratto)
«Perché se non impariamo a vedere gli altri in modo diverso, nulla cambia. Se non imparo a vedere la loro bellezza al di là del loro aspetto, delle loro capacità, del loro orientamento sessuale o di qualsiasi altra cosa; se non imparo a guardare oltre tutto questo, non sarò mai in grado di amarli per come sono, così come vengono, che mi piacciano o no». «Pertanto, ogni fratello e sorella vale più di qualsiasi altra cosa su questa terra. Sapete che, per molti secoli, la Chiesa ha preso una direzione diversa. Senza rendersene conto, ha sviluppato un’intera filosofia e morale piena di classificazioni, concepite per categorizzare le persone, per etichettarle: “Questo è così, quello è cosà; questo può ricevere la comunione, quello no; questo può essere perdonato, quello no”». «È terribile che questo sia accaduto nella Chiesa. Grazie a Dio, Papa Francesco ci sta aiutando a liberarci da questi schemi». Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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