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La Germania programma una leva militare da sei mesi e acquista segretamente armi per Kiev

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La Germania sta pianificando di introdurre un servizio militare volontario di sei mesi per raddoppiare il numero dei riservisti. Lo riporta l’agenzia Reuters, che cita fonti informate sulla materia. È emerso inoltre che la Germania vuole concludere un «accordo segreto» con gli Stati Uniti per acquistare due sistemi di difesa aerea Patriot e consegnarli all’Ucraina, ha riferito la testata Bild citando fonti governative.

 

Dall’escalation del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022, Berlino ha cercato di rafforzare le sue forze armate, citando una «minaccia» rappresentata dalla Russia.

 

All’inizio di quest’anno, il neocancelliere tedesco Friedrich Merz ha promesso di fare della Bundeswehr «l’esercito più forte» del continente, mentre il ministro della Difesa Boris Pistorius ha previsto un «drastico aumento» del bilancio militare tedesco fino a 90 miliardi di euro entro il 2028.

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Secondo quanto riportato dalla Reuters in un articolo pubblicato venerdì, il governo tedesco prevede che attrarre volontari consentirebbe al Paese di aumentare il numero di riservisti da circa 100.000 a 200.000.

 

Secondo alcune fonti, se il programma non dovesse funzionare, Berlino potrebbe prendere in considerazione il ritorno alla coscrizione obbligatoria, abolita in Germania dal 2011. Il ritorno alla naja nel Paese (che ad inizio conflitto si disse aveva munizioni per appena due giorni di guerra) è stato ripetutamente annunciato in questi anni di conflitto russo-ucraino, dichiarazioni cicliche quanto i piani di guerra contro la Russia trapelati sui grandi giornali tedeschi.

 

Durante il servizio di sei mesi, i volontari impareranno «compiti semplici» come il servizio di guardia, mentre verrà loro offerta la possibilità di ottenere in seguito la licenza di condurre carri armati o camion, ha aggiunto.

 

Secondo le fonti dell’agenzia, Berlino spera che alcuni dei volontari intraprendano una carriera nell’esercito La Reuters scrive Pistorius vuole che la legge venga approvata entro la fine di agosto, in modo che i primi volontari possano iniziare l’addestramento a maggio dell’anno prossimo.

 

A giugno il ministro della Difesa ha dichiarato che la Bundeswehr sarà costretta ad aumentare il numero dei suoi soldati in servizio attivo da circa 180.000 a 260.000 per raggiungere gli obiettivi NATO.

 

La dichiarazione è stata rilasciata in vista del recente vertice NATO, durante il quale i membri dell’Unione hanno concordato di aumentare la spesa per la difesa al 5% del PIL entro il 2035.

 

I funzionari russi hanno condannato la spinta alla militarizzazione in Germania e in altre nazioni dell’Europa occidentale, esortandole a sostenere le iniziative di pace guidate dagli Stati Uniti per il conflitto in Ucraina, invece di prepararsi alla guerra con Mosca.

 

Le aziende tedesche in difficoltà esprimono preoccupazione per il fatto che l’eventuale ripristino della coscrizione militare obbligatoria potrebbe comportare un’eccessiva pressione sulla forza lavoro, ha riferito venerdì il Financial Times, citando alcuni dirigenti aziendali.

 

Il governo del Cancelliere Friedrich Merz ha individuato nel ripristino della leva obbligatoria una possibile soluzione ai problemi di reclutamento della Bundeswehr. La sua spinta ad aumentare la produzione di difesa e a rafforzare la forza dell’esercito riflette una più ampia strategia di militarizzazione dell’UE, che i funzionari ritengono essere una risposta necessaria alla crescente minaccia russa. Mosca ha accusato i leader dell’UE e occidentali di aver inventato la minaccia per giustificare il calo del tenore di vita in tutta Europa.

 

Sebbene i dirigenti aziendali intervistati dal quotidiano abbiano dichiarato di sostenere l’iniziativa volta a rafforzare la difesa nazionale, hanno anche avvertito che tale azione avrebbe ulteriormente gravato sull’economia civile.

 

«Sì, abbiamo bisogno di più soldati attivi. Sì, dobbiamo ampliare il sistema di riservisti. Ma solo un’economia forte può renderlo possibile», ha affermato Steffen Kampeter, direttore della BDA, la più grande associazione dei datori di lavoro tedesca.

 

Un altro rappresentante di un gruppo imprenditoriale, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha affermato che «ci sono due obiettivi contrastanti: la prosperità economica e la difesa».

 

L’economia tedesca è in recessione da anni, in parte a causa dei tentativi dell’Occidente di escludere l’energia e le materie prime russe dai mercati dell’UE, nel tentativo di punire Mosca per il suo ruolo nel conflitto ucraino. Berlino è uno dei maggiori donatori di armi a Kiev.

 

Il gasdotto russo a basso costo è da tempo un pilastro dell’industria tedesca, fin dai tempi della Guerra Fredda. All’inizio di questa settimana, l’emittente statale Deutsche Welle ha riferito che tali importazioni sono scese ai livelli più bassi dagli anni ’70, prima dello storico accordo del 1980 che collegava le forniture di gas sovietiche ai consumatori dell’Europa occidentale.

 

Nella prima metà del 2025, la Germania ha registrato il numero più alto di fallimenti aziendali in un decennio, con circa 11.900 aziende che hanno dichiarato insolvenza, secondo i dati dell’agenzia di credito Creditreform.

 

Questa settimana, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha definito «catastrofico» l’aumento pianificato della spesa per la difesa da parte degli stati membri della NATO, osservando che potrebbe «portare al collasso dell’organizzazione».

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Nel frattempo continuano le storie di spedizioni di armi dalla Germania in Ucraina.

 

Diversi media statunitensi hanno affermato all’inizio di questa settimana che Washington aveva sospeso le consegne di varie munizioni essenziali a Kiev, tra cui missili Patriot e Hellfire, razzi GMLRS e migliaia di proiettili di artiglieria da 155 mm. La Casa Bianca ha successivamente confermato che le forniture di alcune armi sono state interrotte, affermando che la «decisione è stata presa per mettere al primo posto gli interessi americani».

 

Il blocco delle consegne sta «causando allarme» a Berlino, ha riferito giovedì la Bild. Secondo il giornale, il governo del cancelliere Friedrich Merz teme che il cambio di politica potrebbe anche portare Washington a respingere la richiesta di vendere alla Germania due sistemi Patriot e intercettori.

 

Secondo fonti della Bild, Berlino avrebbe contattato segretamente il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth sulla questione due settimane fa, dopo essere stata invitata in tal senso dall’Ucraina, che in precedenza non era riuscita ad acquisire i sistemi autonomamente. Le autorità tedesche sono ora in attesa di una risposta da Hegseth, hanno aggiunto.

 

Bild ha descritto la mancanza di difese aeree come un «problema urgente» per l’Ucraina, aggiungendo che attualmente il Paese ha solo quattro sistemi Patriot in servizio e missili insufficienti per supportarli. Se Kiev esaurirà gli intercettori, gli attacchi aerei russi diventeranno probabilmente ancora più «pericolosi», ha aggiunto.

 

Venerdì, il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius ha riconosciuto che sono in corso «intense discussioni» tra Berlino e Washington sulla possibilità di fornire sistemi di difesa aerea e munizioni all’Ucraina. Tuttavia, ha osservato che esistono «diversi modi» per soddisfare le esigenze di Kiev nella zona.

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Mercoledì Politico ha riferito che le autorità di Kiev sono state «prese di sorpresa» dal blocco delle forniture di aiuti militari americani e hanno chiesto a Washington «di consentire all’Europa di acquistare armi statunitensi per l’Ucraina». Secondo il quotidiano, diversi paesi europei stanno valutando potenziali acquisti per conto dell’Ucraina.

 

Il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov ha ipotizzato che gli Stati Uniti abbiano sospeso le consegne di munizioni essenziali all’Ucraina perché «semplicemente non riescono a produrre missili nelle quantità necessarie», sottolineando che molte forniture sono state probabilmente dirottate verso Israele nel contesto del conflitto con l’Iran del mese scorso.

 

«Quanto meno missili arriveranno in Ucraina dall’estero, tanto più vicina sarà la fine dell’operazione militare speciale», ha affermato Peskov.

 

Come riportato da Renovatio 21, la ri-militarizzazione della Germania, tra diecine di miliardi in armi e nazionalizzazione dell’industria delle armi (che va a sostituire quella dell’auto tedesca, oramai in crisi irreversibile) è un fatto incontrovertibile. Come lo è il fatto chela NATO stessa era stata creata per evitare il risorgere della Germania come potenza militare («Keep Europe in, Russia out, Germany Down»). È una delle più evidenti eterogenesi dei fini regalateci dai signori del vapore, il cui impulso alla distruzione arriva a disfare le tele che hanno tessuto per decenni.

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Il Nord Corea testa ulteriori armi ipersoniche

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L’agenzia missilistica nordcoreana ha provato una «nuova tipologia di arma». Seul ha detto che domenica sono stati lanciati due missili balistici a corto raggio verso il Mar del Giappone. Lo riporta la stampa del regime di Pyongyang.   I resoconti nordcoreani non hanno spiegato in che cosa consistesse la novità, limitandosi a dire che il test era «di grande importanza» per le forze armate del Paese. I media di Stato hanno pubblicato diverse foto del lancio di un missile mobile su strada, con quello che sembrava un veicolo planante ipersonico.   Il leader supremo Kim Jong-un ha seguito la prova e ha detto che il possesso da parte del suo Paese di «tecnologie di difesa ultramoderne» funge da deterrente e «darebbe al nemico un grattacapo incurabile».

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Secondo il ministero degli Esteri di Seul, alti funzionari di Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti si sono consultati per telefono lunedì per valutare la risposta al test.   I mezzi di informazione locali hanno collegato il lancio all’esercitazione marittima multinazionale Pacific Vanguard, tenuta tra agosto e settembre. Alle manovre hanno preso parte navi da guerra di Australia, Canada, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti. Pyongyang considera le esercitazioni militari guidate dagli Stati Uniti nella regione una minaccia alla propria sicurezza nazionale e ha spesso risposto con dimostrazioni di forza.   Negli ultimi anni il governo di Kim ha messo da parte l’unificazione coreana come obiettivo politico prioritario e ha formalmente indicato la Corea del Sud come Stato ostile distinto. Il cambiamento non si è riflesso del tutto a Seul, anche se il governo del presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha ritoccato in parte la propria comunicazione in quel senso.

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Il Partito Democratico di Corea di Lee è in genere favorevole a ridurre le tensioni con Pyongyang, a differenza del Partito del Potere Popolare, di orientamento conservatore. In un’intervista al New York Times della scorsa settimana, Lee ha suggerito che un allentamento delle sanzioni internazionali contro la Corea del Nord potrebbe spingerla a rallentare lo sviluppo di armi.   «Credo che ci sia un notevole valore in un compromesso tra le sanzioni – che comunque non sono particolarmente efficaci – e l’arresto dello sviluppo di ulteriori armi nucleari e della tecnologia dei missili balistici intercontinentali», ha affermato. «Puntare alla denuclearizzazione nelle circostanze attuali», ha aggiunto Lee, «non garantisce alcun risultato».   Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha di recente assunto un tono più conciliante verso la Corea del Nord. Ad agosto ha accennato alla possibilità di un incontro di persona con Kim dopo che il Pentagono aveva interrotto un’esercitazione militare congiunta con Seul.   Come riportato da Renovatio 21, la Corea del Nord aveva lanciato a gennaio un altro test di missile ipersonico poche ore dopo la condanna del regime di Kim del rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti d’America.   Ad ottobre 2025 Pyongyang aveva svelato il suo nuovo missile balistico intercontinentale (ICBM) durante una parata militare.   Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato Kim aveva dichiarato che la Corea del Nord sta diventando una «superpotenza militare» nucleare.   Pyongyang ha svelato a settembre 2024 il cantiere di una nuova «base navale moderna». A fine settembre l’esercito nordcoreano ha testato una nuova variante del suo missile balistico Hwasong-11 armato con una testata «super-grande». Pyongyango, che sta continuando ad effettuare test missilistici, aumentando anche la dimensione delle testate, aveva testato una versione in grado di trasportare una testata «super-grande» a luglio dell’anno passato.

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Mesi fa la Corea del Nord ha effettuato un contrattacco nucleare simulato contro obiettivi nemici osservati personalmente dal leader Kim Jong-un. Come parte dell’esercitazione, diversi lanciarazzi multipli «super grandi» hanno lanciato una salva missilistica verso un’isola nel Mar del Giappone. Lo scorso settembre la Nordcorea aveva lanciato missili come parte di un’esercitazione per un «attacco nucleare tattico simulato». In questi mesi Pyongyang non ha mai smesso di parlare di conflitto atomico.   Ad agosto 2023 il ministro della Difesa nordcoreano, generale Kang Sun-nam in una dichiarazione presentata alla XI Conferenza internazionale sulla sicurezza di Mosca aveva detto che il mondo è a un passo dal conflitto nucleare. «Ora, la domanda non è se scoppia una guerra nucleare nella penisola coreana, ma chi e quando inizia» ​​ha avvertito il generale Kang.   Come riportato da Renovatio 21, Kim Yo-jong, sorella del leader della Corea del Nord, nel tardo 2024 aveva dichiarato che gli Stati Uniti stanno correndo una pericolosa scommessa fornendo all’Ucraina sempre più armamenti e apparentemente ignorando gli avvertimenti della Russia, qualcosa che potrebbe innescare un «disastro nucleare».  

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Generale tedesco al vertice della NATO

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Il generale tedesco Carsten Breuer è stato scelto come prossimo presidente del Comitato militare della NATO, in un momento in cui i Paesi europei cercano di rafforzare le proprie forze armate, citando la necessità di dissuadere la Russia.

 

Breuer, ispettore generale della Bundeswehr, succederà all’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone e il suo mandato triennale inizierà nell’estate del 2027.

 

Sabato, durante la conferenza annuale del Comitato militare a Copenaghen, i capi della difesa degli Stati membri della NATO hanno sostenuto Breuer. Il Comitato è il principale foro in cui i massimi leader militari del blocco coordinano le azioni congiunte delle loro forze armate e offrono consulenza alla leadership politica della NATO.

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Breuer ha guidato il vasto programma di riarmo avviato da Berlino dopo l’escalation del conflitto tra Russia e Ucraina, l’anno precedente al suo insediamento come ispettore generale nel 2023. La sua elezione a una delle più alte cariche militari della NATO è stata un segno di «riconoscimento delle numerose misure introdotte dalla Germania per rafforzare l’alleanza», ha affermato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius.

 

Secondo le stime citate dalla testata tedesca Handelsblatt, la Germania è oggi al primo posto tra i membri europei della NATO per spese militari, con circa 125 miliardi di euro.Un numero crescente di funzionari tedeschi occupa posizioni di alto livello nella struttura di comando militare del blocco.

 

Nel 2022 il cancelliere Olaf Scholz annunciò una «svolta», o Zeitenwende, ponendo fine a decenni in cui la Bundeswehr si era progressivamente orientata verso operazioni all’estero di minore entità piuttosto che verso la difesa territoriale su larga scala. Friedrich Merz, succeduto a Scholz come cancelliere nel maggio 2025, ha promesso di trasformarla nel più potente esercito convenzionale d’Europa. Il suo governo di coalizione ha modificato le norme costituzionali tedesche sul freno al debito, esentando gran parte della spesa militare dai limiti di indebitamento.

 

Secondo il Kiel Institute for the World Economy, la Germania ha ordinato equipaggiamenti militari per un valore di circa 85 miliardi di euro nel 2025, mentre Berlino prevede di portare la spesa per la difesa al 3,5% del PIL entro il 2029.

 

Negli ultimi mesi diversi parlamentari e funzionari hanno ipotizzato che la Germania potrebbe reintrodurre la leva obbligatoria, sospesa nel 2011, già a partire dal prossimo anno, adducendo come motivo la carenza di personale militare.

 

Berlino potrebbe reintrodurre la leva obbligatoria già a partire da luglio 2027, poiché il sistema di volontariato non è sufficiente a soddisfare i suoi piani di rafforzamento militare.

 

Ad aprile, Bastian Ernst, il neoeletto presidente dell’Associazione dei riservisti tedeschi, ha affermato che, dato che le persone rimangono in forma più a lungo, il limite di età massimo per i riservisti militari in Germania dovrebbe essere innalzato a 70 anni.

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Come riportato da Renovatio 21, mesi fa è emerso che gli uomini tedeschi che rimangono all’estero per più di tre mesi senza previa autorizzazione potrebbero incorrere in sanzioni ai sensi di una normativa di natura militare.

 

La Germania sta attuando un massiccio riarmo militare, con piani che prevedono di spendere oltre 500 miliardi di euro per la difesa entro il 2029. Le autorità tedesche hanno fissato il 2029 come termine ultimo entro il quale le forze armate dovranno essere «pronte alla guerra» per un potenziale conflitto con la Russia.

 

Come riportato da Renovatio 21, mentre la polizei reprime e picchia quanti protestano contro la rimilitarizzazione, la leva militare obbligatoria sta tornando in Germania sotto forme grottesche come la lotteria della naja, con strategie per utilizzare gli adolescenti per colmare la mancanze di reclute.

 

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Mosca contro Tokyo per il dispiegamento di missili USA

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La Russia ha chiesto al Giappone di ritirare dal proprio territorio i sistemi missilistici a medio raggio Typhon statunitensi, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, definendo il dispiegamento inaccettabile e una minaccia alla sicurezza nazionale e alla stabilità regionale.   In una nota pubblicata venerdì dal Ministero degli Esteri, Zakharova ha riferito che Mosca ha inviato a Tokyo una protesta formale il 3 settembre, dopo che gli Stati Uniti avevano schierato i lanciatori sull’isola sud-occidentale di Kyushu, a 1.300 km dalla città di Vladivostok.   «Alla parte giapponese è stato intimato di interrompere questa pratica e di rimuovere i suddetti sistemi dal proprio territorio», ha affermato, aggiungendo che Mosca si oppone a questi dispiegamenti indipendentemente dalla loro durata.   A giugno l’esercito statunitense ha trasferito i sistemi Typhon alla base aerea di Kanoya, nella prefettura di Kagoshima, in Giappone, per l’esercitazione Valiant Shield, e li ha lasciati sul posto per un’altra esercitazione prevista questo mese. I lanciatori dovrebbero lasciare Kanoya a metà ottobre, ma si prevede che saranno stoccati in altre strutture militari statunitensi in Giappone. Durante il dispiegamento non sono previste esercitazioni di tiro a fuoco.

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Il Typhon è in grado di lanciare missili SM-6 e missili da crociera Tomahawk per attacco terrestre, con una gittata di circa 1.600 km. Gli Stati Uniti hanno sviluppato il Typhon dopo essersi ritirati dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF), che vietava i missili terrestri e da crociera statunitensi e sovietici con gittata compresa tra 500 e 5.500 km.   La Zakharova ha osservato che la Cina ha recentemente presentato una protesta analoga al Giappone in merito alla sua rimilitarizzazione.   La disputa si inserisce in un nuovo quadro di tensioni tra Russia e Giappone sulle quattro isole Curili più meridionali, incorporate nell’Unione Sovietica dopo la sconfitta di Tokyo nella Seconda Guerra Mondiale. Il Giappone rivendica tuttora le isole di Iturup, Kunashir, Shikotan e Habomai, che definisce Territori Settentrionali.   Il mese scorso la prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha protestato contro la prima visita del presidente Vladimir Putin a Iturup, definendo il viaggio «assolutamente inaccettabile».   Pochi giorni dopo la Russia ha condotto esercitazioni missilistiche vicino alle isole Curili meridionali, coinvolgendo l’incrociatore Varyag, il sottomarino a propulsione nucleare Omsk e un sistema missilistico costiero Bastion, provocando un’ulteriore protesta da parte di Tokyo.   La controversia sulle isole Curili ha rappresentato un ostacolo alla firma di un trattato di pace tra Russia e Giappone. Mosca ha sospeso i negoziati nel marzo 2022 dopo che Tokyo ha aderito alle sanzioni occidentali imposte alla Russia per il conflitto in Ucraina.   La Costituzione giapponese del 1947, promulgata sotto l’occupazione alleata dopo la Seconda guerra mondiale, è celebre soprattutto per l’articolo 9, pietra angolare del suo carattere pacifista. Questo articolo stabilisce che il popolo giapponese rinuncia per sempre alla guerra come diritto sovrano della nazione e alla minaccia o all’uso della forza come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

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Il secondo comma aggiunge che, per raggiungere tale scopo, non saranno mantenute forze di terra, di mare e dell’aria, né altro potenziale bellico, e che il diritto di belligeranza dello Stato non sarà riconosciuto.   Nella pratica, il Giappone ha comunque sviluppato le Forze di Autodifesa (Jieitai), giustificate come strumento difensivo e non come vero e proprio esercito offensivo, generando un dibattito giuridico e politico mai sopito.   Negli ultimi decenni la portata dell’articolo 9 è stata progressivamente reinterpretata: nel 2015 una riforma legislativa ha ampliato le possibilità di intervento delle forze armate anche in scenari di autodifesa collettiva, alleata soprattutto agli Stati Uniti.   Diverse forze politiche nipponiche, in particolare il Partito Liberal Democratico, propongono da tempo una revisione formale dell’articolo, mentre movimenti pacifisti e parte dell’opinione pubblica difendono il testo originale come simbolo identitario del Giappone postbellico.  

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