Militaria
Il ministro della Difesa belga: «cancellare Mosca dalla mappa». Il Cremlino: «psicosi militare»
Il ministro della Difesa belga Theo Francken ha tentato di precisare la propria dichiarazione secondo cui la NATO potrebbe «radere al suolo Mosca», sottolineando che si trattava di un riferimento al principio di deterrenza dell’Alleanza. Mosca ha bollato la sua retorica come «irresponsabile» e sintomo di «psicosi militare».
Giovedì il Francken ha postato sui social i chiarimenti, allegando uno screenshot di un tweet X dell’ex presidente russo Dmitrij Medvedev, che lo derideva e felicitava gli «amici» della Russia per il test del drone sottomarino nucleare Poseidon.
Nel messaggio, Francken ha ribadito che la NATO «non è in guerra con la Russia né lo desidera», definendola «per definizione un’alleanza difensiva». Ha ricordato che il principio di «rappresaglia» è rimasto «incontestato per 76 anni» e rappresenta il pilastro della strategia di deterrenza.
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«Questo è esattamente ciò che intendevo nell’intervista e non ritratto una sillaba», ha scritto.
La rettifica segue le parole rilasciate a De Morgen all’inizio della settimana, in cui aveva minimizzato i rischi di uno scontro diretto NATO-Russia per la fornitura di missili Tomahawk all’Ucraina. Francken aveva affermato che Vladimir Putin non userebbe armi nucleari perché l’Alleanza USA potrebbe «cancellare Mosca dalla mappa», aggiungendo che un attacco a Bruxelles lascerebbe la capitale russa «rasata al suolo».
Il viceministro degli Esteri russo Aleksandr Grushko ha etichettato le frasi come tipiche dell’«isteria militare» occidentale, mentre l’ambasciata russa in Belgio le ha giudicate «assurde e scollegate dalla realtà».
Mosca considera il conflitto ucraino una guerra per procura della NATO contro la Russia e sostiene che le armi occidentali prolungheranno solo le ostilità senza mutarne l’esito.
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Immagine di Paul Van Welden via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Militaria
Israele continua gli attacchi nel Sud del Libano
🚨🇱🇧 🇮🇱 Israeli airstrikes are hitting Kfar Rumman alongside the Ali al-Taher Heights
-Both targets sit in the same corridor just outside Nabatieh in southern Lebanon -Israel struck the ridge yesterday with airstrikes and heavy mortar fire, and again on Saturday -Ali al-Taher… — Mario Nawfal (@MarioNawfal) August 21, 2026
Reports from Lebanon: Israeli airstrikes are pounding the Ali al Taher hills pic.twitter.com/au05A7rAKW
— Open Source Intel (@Osint613) August 21, 2026
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Militaria
L’Iran offre una ricompensa di 30.000 dollari per l’uccisione di soldati americani
Teheran offrirà premi in denaro a qualsiasi cittadino iraniano che uccida o catturi un militare americano, ha annunciato il capo dell’esercito Amir Hatami, mettendo in guardia Washington dal dispiegare truppe sul territorio iraniano.
Parlando domenica a un evento, secondo quanto riferito dall’emittente di Stato IRIB, Hatami ha spiegato che l’iniziativa è stata messa a punto a seguito di «numerose richieste» avanzate da iraniani desiderosi di contribuire alla difesa del Paese.
«Chiunque uccida o catturi e consegni un aggressore americano riceverà una ricompensa di 30.000 dollari o 5 miliardi di toman iraniani dall’esercito iraniano», ha dichiarato Hatami. «Le donne iraniane che porteranno a termine con successo questa azione riceveranno il doppio della ricompensa.»
Lo Hatami ha aggiunto che le armi impiegate per uccidere i soldati americani sarebbero state acquistate dallo Stato al doppio del loro valore e poi esposte in un museo in fase di realizzazione, mentre i proprietari avrebbero ricevuto armi di sostituzione.
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Gli Stati Uniti non hanno ancora avviato un’operazione terrestre in Iran. Tuttavia i media occidentali hanno riferito che Washington starebbe contemplando missioni che potrebbero comportare l’invio di un consistente numero di truppe sul suolo iraniano.
Secondo quanto riportato, il Pentagono avrebbe preso in esame una vasta operazione per impadronirsi delle scorte di uranio arricchito di Teheran, custodite in impianti nucleari fortemente protetti. L’operazione potrebbe coinvolgere migliaia di militari, con unità speciali incaricate del recupero del materiale e forze più numerose destinate a presidiare i siti.
Nel corso del conflitto alcuni membri di equipaggi americani si sono già trovati sul territorio iraniano. Ad aprile un F-15E è precipitato sopra l’Iran, dando avvio a importanti operazioni di soccorso per i due aviatori. Le forze iraniane e i residenti locali hanno cercato i due militari dispersi, mentre Teheran avrebbe offerto ricompense in denaro per la loro cattura. Entrambi sono stati infine recuperati dalle forze statunitensi.
Lo Hatami ha inoltre invitato le forze americane a lasciare il Medio Oriente, dichiarando che «non è più consentito loro di entrare nel Golfo Persico, nel Mar d’Oman e nello Stretto di Ormuzzo», aggiungendo che Teheran non consentirà alle basi americane nella regione di tornare al loro «stato precedente».
Gli Stati Uniti e Israele hanno avviato la loro campagna militare contro l’Iran alla fine di febbraio, accusando Teheran di voler acquisire armi nucleari. L’Iran ha risposto con attacchi contro obiettivi americani e israeliani in tutta la regione.
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Immagine di Tasnim News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Militaria
L’India ricomincia a produrre i caccia russi Sukhoi
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