Spirito
La chiesa africana respinge l’«arcivescova» di Canterbury
La Chiesa anglicana della Nigeria ha ufficialmente rigettato la nomina della prima «arcivescova» di Canterbury. La reazione era stata pienamente anticipata.
L’arcivescovo nigeriano, metropolita e primate della Chiesa nigeriana, Henry Ndukuba, ha definito l’elezione di Sarah Mullally un «doppio rischio»: in primo luogo, perché impone una leadership femminile a chi non può accettarla, e in secondo luogo, perché promuove «una forte sostenitrice del matrimonio tra persone dello stesso sesso».
In una dichiarazione pubblicata lunedì su Facebook, Ndukuba si è chiesto come Mullally «speri di ricucire il tessuto già lacerato della Comunione anglicana», considerando i dibattiti in corso sul matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Lo Ndukuba ha sottolineato che la Nigeria, parte della Global Fellowship of Confessing Anglicans (GAFCON), «riafferma la sua precedente posizione di sostenere l’autorità delle Scritture» e rifiuta quella che ha chiamato «l’agenda revisionista» presente in alcune sezioni della Comunione.
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«Questa elezione è un’ulteriore conferma che il mondo anglicano globale non può più accettare la guida della Chiesa d’Inghilterra e quella dell’arcivescovo di Canterbury», ha dichiarato Ndukuba.
La GAFCON ha espresso «dispiacere» per la nomina di Mullally, sostenendo che la Chiesa d’Inghilterra ha «abbandonato gli anglicani nel mondo» e ha perso la sua autorità morale. La Chiesa d’Inghilterra non ha ancora risposto alla dichiarazione nigeriana.
Sarah Mullally, 63 anni, è stata nominata venerdì come 106° Arcivescovo di Canterbury, dopo l’approvazione della sua candidatura da parte di Re Carlo III. Assumerà l’incarico a gennaio, dopo la conferma definitiva dei vertici della Chiesa d’Inghilterra, diventando la prima donna a ricoprire questo ruolo.
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In gran parte dell’Africa subsahariana, la Chiesa anglicana e altre denominazioni cristiane mantengono una visione tradizionale su matrimonio e genere. La Chiesa della Nigeria, una delle più grandi province anglicane, definisce il matrimonio esclusivamente come l’unione tra un uomo e una donna e non ordina donne come sacerdoti o vescovi.
In Kenya, nonostante la consacrazione del vescovo Rose Okeno abbia rappresentato una svolta storica, le donne in ruoli episcopali rimangono rare e le unioni tra persone dello stesso sesso sono fermamente respinte. Posizioni conservatrici simili predominano in Uganda e in gran parte dell’Africa orientale e occidentale. L’eccezione principale è la Chiesa anglicana dell’Africa meridionale, che ammette donne vescovo ma continua a sostenere l’insegnamento tradizionale sul matrimonio.
Come riportato da Renovatio 21, la comunione anglicana ha già visto a causa dell’elezione di una donna ad arcivescovo del Galles una rottura nelle sue pendici africane. In una conferenza a Kigali di due mesi fa, a seguito della nomina della «vescova» Cherry Wann ad arcivescovo del Galles, è stato concluso che «Poiché il Signore non benedice le unioni tra persone dello stesso sesso, è pastoralmente fuorviante e blasfemo formulare preghiere che invocano la benedizione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo».
«La decisione della Chiesa in Galles di eleggere la Reverenda Cherry Vann come Arcivescovo e Primate è un altro doloroso chiodo nella bara dell’ortodossia anglicana. Celebrando questa elezione e la sua immorale relazione omosessuale, la Comunione di Canterbury ha ceduto ancora una volta alle pressioni mondane che sovvertono la buona parola di Dio» aveva commentato Laurent Mbanda, Presidente del Consiglio dei Primati della Global Anglican Future Conference (GAFCON).
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Immagine screenshot da YouTube
Spirito
Mons. Hanappier consacra una chiesa FSSPX in Texas
Una chiesa consacrata a Dio
Per quasi quattro ore si sono svolti i solenni riti di consacrazione. Con le preghiere del Ponteficale romano, il vescovo, in un certo senso, ha sottratto l’edificio al suo uso secolare per consacrarlo definitivamente a Dio. L’altare stesso è stato consacrato e ha ricevuto le reliquie dei martiri, richiamando l’antica tradizione della Chiesa di celebrare il Santo Sacrificio presso le loro tombe. Anche le dodici croci di consacrazione poste sulle pareti della chiesa sono state unte con il santo crisma. Rimarranno i segni visibili di questa consacrazione e saranno illuminate ogni anno nel suo anniversario.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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Cinquant’anni di vita parrocchiale
La consacrazione ha coinciso con il 50° anniversario della parrocchia Queen of Angels. Mezzo secolo di vita cattolica ha così trovato il suo culmine nella solenne consacrazione della chiesa. Questi giorni si sono conclusi domenica 2 agosto con l’amministrazione del sacramento della Confermazione da parte di mons. Hanappier, seguita da una solenne Messa pontificale. Ad Majorem Dei Gloriam, per la maggior gloria di Dio! Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Eventi ludici «escape box» all’interno di una storica basilica
I cattolici di San Quintinon nel dipartimento dell’Aisne nella regione dell’Alta Francia, hanno inviato una lettera chiedendo la cancellazione di diversi «escape room» in programma all’interno della Basilica di Saint-Quentin, risalente al XII secolo e che custodisce le reliquie dell’omonimo martire del III secolo. Lo riporta LifeSite.
La lettera, indirizzata a padre Matthieu Saur, parroco della basilica di Saint-Quentin, esortava il sacerdote a non permettere che questa «profanazione» avesse luogo all’interno della basilica gotica. La missiva è stata inoltre inviata a padre Bernard Proffit, amministratore diocesano della diocesi di Soissons, Laon e Saint-Quentin, e al quotidiano francese Tribune Chrétienne.
Un gioco «escape room» è un’esperienza ludica d’avventura in cui un gruppo di giocatori viene chiuso in una stanza a tema. L’obiettivo principale è riuscire a uscire dalla stanza o completare una specifica missione entro un limite di tempo prestabilito, che di solito è di sessanta minuti.
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L’escape room di San Quintino, pensata per ragazzi dai 12 anni in su, offre ai partecipanti un’ora di tempo per risolvere enigmi e aprire una misteriosa scatola situata nella Cappella di Saint-Fursy, al fine di «svelare il segreto della Basilica». Diverse sessioni si sono già svolte nella basilica a luglio, e altre, già esaurite, sono in programma per il 19, 21, 28 e 29 agosto.
«Facciamo fatica a credere che le nostre autorità ecclesiastiche responsabili del luogo abbiano autorizzato questo “spettacolo”», hanno scritto i fedeli nella lettera.
La lettera denuncia il fatto che l’evento porterà a «un’esplorazione indiscreta dei luoghi sacri, vagabondaggi disordinati, forti sfoghi verbali, risate e grida».
«Durante questi quattro giorni, il carattere sacro del luogo sarà seriamente compromesso, il che è la definizione stessa della parola “profanazione”», hanno proseguito i fedeli preoccupati.
La Chiesa cattolica ha sempre insegnato che le sue chiese, in quanto luoghi sacri di culto divino, non devono essere utilizzate per scopi profani.
Nella loro lettera, i fedeli citano la lettera del 1987 della Congregazione per il Culto Divino, Concerti nelle chiese, che afferma esplicitamente che le chiese «servono innanzitutto come luoghi di aggregazione per il Popolo di Dio e per la celebrazione dei sacramenti e degli altri atti liturgici» e «non sono luoghi pubblici».
I fedeli hanno inoltre citato il canone 1210 del Codice di Diritto Canonico, che recita: «In un luogo sacro sono ammesse soltanto quelle cose che servono a esercitare o promuovere il culto, la pietà e la religione. Tutto ciò che è in contrasto con la santità del luogo è proibito».
I firmatari hanno inoltre invocato l’articolo 13 della legge francese del 1905 sulla separazione tra Chiesa e Stato, sostenendo che un luogo di culto come la basilica non può essere deviato dalla sua funzione religiosa originaria.
In Europa è ormai comune che le chiese cattoliche vengano utilizzate per scopi puramente laici. A giugno, la chiesa di Sant’Antonio a Madrid ha ospitato una festa per la visione dei Mondiali di calcio davanti al Santissimo Sacramento.
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Vi sono poi numerosi casi, documentati da Renovatio 21, di spazi sacri usati per eventi sacrileghi, omotransessualisti o persino pagani.
Una serie di eventi legati alla Nuit Blanche di Parigi che si svolgevano in chiesa sotto la direzione dell’attivista LGBT Barbara Butch, hanno suscitato indignazione tra i cattolici, che si erano radunati fuori dalla chiesa di San Lorenzo per pregare e protestare pacificamente prima di essere dispersi con la forza dalla polizia, tra cui donne di tutte le età.
In un’intervista rilasciata il 16 maggio 2025 all’emittente radiofonica lionenese M Radio, la cantante francese Julie Zenatti ha affermato di essersi esibita per diversi mesi in chiese e cattedrali in tutta la Francia, descrivendo questi edifici come luoghi dall’atmosfera particolare. La Zenatti ha ammesso nell’intervista di non essere una cristiana praticante e che il suo album sulla spiritualità che verrà presentato in tournée nelle chiese francesi, esprime una forma di «spiritualità pagana».
Pochi giorni fa centinaia di giovani cattolici australiani si sono inginocchiati e hanno recitato il Rosario fuori da un’ex chiesa cattolica a Sydney, provocando l’immediata interruzione dello spettacolo blasfemo a tema LGBT che si stava svolgendo all’interno.
Non vi è solo la Francia nel cahier dello scempio blasfemo.
Ricordiamo il caso della diocesi di Carpi, dove un quadro definito da alcuni fedeli come osceno e sacrilego era stato esposto ella chiesa di Sant’Ignazio, chiesa del museo diocesano di Carpi, per poi essere attaccato da uno sconosciuto che avrebbe ferito anche l’artista lì presente. Anche in quel caso, la mostra era stata verosimilmente approvata dalla gerarchia.
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Immagine di Txllxt TxllxT via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Spirito
Mons. Schneider: «Dobbiamo essere cattolici al 100%, non al 50% o all’80%»
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