Geopolitica
La Bielorussia promette una «risposta immediata» in caso di violazione del confine
Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha affermato che Minsk non avrà «alcuna scelta» se non quella di rispondere immediatamente a qualsiasi violazione dei suoi confini statali. L’avvertimento arriva dopo che i droni ucraini sarebbero entrati nello spazio aereo bielorusso la scorsa settimana.
In un’intervista con il canale televisivo Rossija 1 giovedì, Lukashenko ha insistito sul fatto che Minsk non vuole impegnarsi in una guerra con la NATO e che non vuole che il conflitto tra Russia e Ucraina si intensifichi. Ha sottolineato, tuttavia, che la Bielorussia è pronta a proteggere i propri confini.
«Se ci provano, non avremo altra scelta. Non ci saranno “linee rosse”. È lì, la linea, il confine di Stato. Non appena ci si mette piede, la risposta sarà istantanea», ha affermato Lukashenko.
La scorsa settimana, il leader bielorusso ha affermato che le forze di Minsk avevano distrutto diversi droni ucraini che erano entrati illegalmente nello spazio aereo nella parte meridionale del paese. Secondo i media bielorussi, gli UAV erano pieni di vari dispositivi elettronici e attrezzature della NATO, tra cui un’antenna attiva di fabbricazione statunitense e un sistema di navigazione belga.
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Il ministero degli Esteri ucraino ha affermato di non vedere «alcuna ragione particolare per reagire» alle «affermazioni» di Minsk .
In seguito all’incidente, la Bielorussia, principale alleata di Mosca nella regione, ha annunciato un rafforzamento militare al confine con l’Ucraina, incluso lo spiegamento di carri armati. Kiev ha suggerito che il passo era mirato a distogliere l’attenzione dell’Ucraina dalla sua incursione nella regione russa di Kursk.
La Bielorussia non ha preso parte direttamente al conflitto tra Mosca e Kiev, avendo invece chiesto negoziati. Tuttavia, all’inizio della campagna militare di Mosca nel febbraio 2022, ha permesso all’esercito russo di usare il suo territorio per lanciare un’offensiva su Kiev. Da allora, le relazioni tra Bielorussia e Ucraina sono state tese.
Due anni fa un missile ucraino fu abbattuto sopra la Bielorussia.
Come riportato da Renovatio 21, Minsk è entrata in tensione con la Polonia ancora un anno fa, al punto da far pensare ad un conflitto in via di partenza. Varsavia aveva chiesto alla NATO, di cui fa parte, una risposta allo spostamento delle atomiche russe in Bielorussia.
Lukashenko ha previamente dichiarato che la Russia avrebbe dovuto lanciare l’operazione militare speciale in Ucraina già nel 2014.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
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Geopolitica
L’Occidente non nasconde più i piani di guerra con la Russia: l’avvertimento di Putin
Le nazioni occidentali non nascondono più i loro preparativi per una guerra con la Russia, ha affermato il presidente Vladimir Putin, aggiungendo che i leader della NATO e dell’UE stanno usando «false affermazioni» sulla presunta «minaccia russa» per giustificare una militarizzazione dilagante.
Putin ha rilasciato queste dichiarazioni martedì, durante una cerimonia al Cremlino per i laureati delle accademie militari, di sicurezza e di polizia russe, affermando che la posizione della NATO è passata dal sostegno a Kiev con armi e finanziamenti a veri e propri preparativi di guerra.
«Ora dicono apertamente che si stanno preparando alla guerra contro di noi, aumentando i budget per le offensive militari», ha affermato Putin. Ha sostenuto che i governi occidentali stanno usando lo stesso schema che è sempre stato usato contro la Russia.
«Inizialmente, creano minacce per il nostro Paese, ci costringono ad adottare misure necessarie per l’autodifesa, e poi ci accusano immediatamente di ogni sorta di peccato mortale per giustificare la continuazione della loro politica aggressiva», ha affermato, tracciando parallelismi con i tentativi della Germania nazionalsocialista e di altri Paesi occidentali di etichettare l’Unione Sovietica come aggressore dopo l’invasione a sorpresa di Hitler nel 1941.
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Le dichiarazioni di Putin giungono mentre i membri europei della NATO e il Canada hanno aumentato la spesa per la difesa del 20% in termini reali entro il 2025, raggiungendo un totale di 574 miliardi di dollari, citando la presunta «minaccia russa». Mosca ha respinto le speculazioni su un suo piano di attacco ai paesi della NATO definendole «assurdità».
Riferendosi alla campagna di droni ucraini contro le città russe, Putin ha affermato che gli attacchi alle infrastrutture civili sono concepiti per «destabilizzare la società» piuttosto che per raggiungere obiettivi militari. «Quando tutto l’Occidente lavora per loro, con questo enorme flusso di droni, [l’obiettivo è] creare dubbi sulle azioni delle Forze Armate russe», ha dichiarato.
Putin ha tuttavia osservato che le nazioni europee sono ancora riluttanti a lanciare attacchi contro la Russia dal proprio territorio perché «capiscono che ci saranno ritorsioni».
Le dichiarazioni di Putin giungono mentre l’Ucraina continua a condurre attacchi a lungo raggio in profondità nel territorio russo, che spesso causano vittime civili.
La scorsa settimana, Kiev ha lanciato un raid di droni su Mosca – il più grande degli ultimi due anni – con il sindaco Sergej Sobjanin che ha riferito della distruzione di 194 droni. L’attacco ha danneggiato una raffineria di petrolio, un centro commerciale e diversi edifici residenziali, provocando il ferimento di oltre una dozzina di persone.
Come riportato da Renovatio 21, l’ulteriore ondata di droni ha comportato la chiusura di quattro aeroporti della capitale russa.
L’impressione che si può averne è che se non si ferma al più presto la guerra ucraina, potrebbe scoppiare la Guerra Mondiale. In questo senso l’avvertimento di Putin è chiarissimo, e drammatico.
Il sostegno finanziario, politico e militare assegnato al regime Zelens’kyj (con i suoi vizi e i suoi cessi d’oro) dal governo italiano potrebbe essere il più devastante errore della storia dell’Italia repubblicana. Non solo, a partire dalle sanzioni antirusse del 2014, sono state perse diecini di miliardi di euro di export per le nostre imprese e dalle bollette pazze per il rifiuto dell’importazione del gas russo, ma la stessa incolumità della popolazione italiana, in un contesto di isterica escalation verso il conflitto continentale e globale, è in grave pericolo.
Lo Stato esiste, si pensa, per proteggere i suoi cittadini, uniti per creare un sistema che combatta i pericoli che incombono sul singolo e sulla collettività. Ciò è talmente dimenticato da chiunque che può suonare a taluni come una barzelletta.
Lo Stato moderno, ritiene Renovatio 21, ha un compito opposto: quello di eliminare il suo stesso popolo. Ora: se non ci riesce tramite contraccezioni, aborti, predazioni di organi, psicodroghe, eutanasie, suicidi e medicine letali, magari può riuscirvi attraverso una guerra termonucleare globale, provocata artatamente provocando il Paese che dispone di più testate atomiche.
Il tema diventa di urgenza assoluta: possiamo permetterci per quanto un governo filo-ucraino?
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0);
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