Epidemie
L’epidemia di Conte. Il discorso del senatore Bagnai in Senato
Renovatio 21 pubblica il discorso del senatore Alberto Bagnai in Senato, 13 ottobre 2020.
Signor Presidente del Consiglio, quando è iniziata la sua relazione mi sono trovato un po’ spaesato: ho pensato che fosse andato fuori tema parlando del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Sono andato a rivedermi l’ordine del giorno del prossimo Consiglio europeo, dove si parla di COVID-19, di relazioni Europa-Regno Unito, di cambiamento climatico, di relazioni con l’Africa; poi, alla fine, ci è arrivato anche lei, ma lì per lì ho pensato che le avessero dato in mano il foglietto sbagliato, cosa che ogni tanto capita.
Capitò anche nella legislatura precedente, quando lei venne in Aula a difendere lo strano concetto che l’oro della Banca d’Italia non appartenesse allo Stato italiano. A proposito, quelli che scrivono quei foglietti ieri sono venuti in audizione a spiegarci che la Banca centrale europea acquista titoli creando moneta e, quindi, i 500 nuovi miliardi di aggiunta al piano di emergenza pandemica sono stati creati con un click. Tutto qua.
Quelli che scrivono quei foglietti ieri sono venuti in audizione a spiegarci che la Banca centrale europea acquista titoli creando moneta e, quindi, i 500 nuovi miliardi di aggiunta al piano di emergenza pandemica sono stati creati con un click
Resta la domanda politica del perché, invece di 500, non se ne siano creati 5000: glielo dico solo perché lei poco fa ha parlato di risorse scarse. Ma non era questo il tema su cui volevo attirare la sua attenzione.
Vede, presidente Conte, dopo il nostro ultimo incontro di centosettantacinque giorni fa, il 21 aprile, in cui mi accadde di chiedere le sue dimissioni, mi sono interrogato per giorni se quella mia veemenza fosse giustificata, se non mi fossi lasciato trascinare dalla foga oratoria, se la mia valutazione – in questa sede ovviamente deve essere politica e non può essere personale – non fosse stata inquinata dall’amarezza e dalla delusione personale, una delusione che, per quanto mi riguarda, è giustificata dal mio punto di vista e che naturalmente può essere pienamente ricambiata da lei.
In politica bisogna sempre lasciare uno spiraglio aperto al dubbio, una via di fuga all’avversario; bisognerebbe restare freddi, non affidarsi all’istinto, e però, tra i tanti motivi di gratitudine che ho nei suoi riguardi, c’è anche quello di avermi sollevato dal peso di questo dubbio, perché ex post la mia richiesta si è dimostrata perfettamente giustificata.
Quando chiedemmo le sue dimissioni, lei ancora non aveva negato – di fronte ai magistrati di Bergamo – di aver visto il verbale del Comitato tecnico scientifico che consigliava di chiudere in una zona rossa i Comuni di Alzano Lombardo e Nembro. Lo avrebbe fatto poi il 12 giugno, quando negò di averli visti, ma il 7 agosto – sorpresa! – dopo la parziale desecretazione dei verbali del Comitato, lei stesso confessava non solo di aver letto quelle pagine, ma di aver chiesto su di esse uno specifico approfondimento. Quindi, lei sapeva del pericolo ma non agì, o meglio agì in ritardo, e probabilmente in modo esagerato.
Fu forse questa gestione goffa, tutta giocata sulla comunicazione, a costringere poi al drastico provvedimento del lockdown in tutto il territorio nazionale.
Parliamo di COVID-19, perché lei ha ricordato che il Paese è leader nell’emergenza pandemica e, quindi, vediamo come siamo stati leader.
Partiamo da quel weekend in cui – come ricordiamo – il suo staff di comunicazione, nel desiderio di farla apparire in pieno controllo della situazione, riuscì solo a conseguire il risultato di scatenare il panico, in una girandola di conferenze stampa e di bozze inviate da Palazzo Chigi – lei smentì, i giornalisti confermarono – che scatenò l’esodo dalla Lombardia.
Fu forse questa gestione goffa, tutta giocata sulla comunicazione, a costringere poi al drastico provvedimento del lockdown in tutto il territorio nazionale. Sussisteva infatti all’epoca il sospetto – ora ce lo siamo dimenticato – che la fuga disordinata dalla Lombardia, provocata dalla sua gestione della crisi, avesse diffuso ovunque il virus.
Sussisteva infatti all’epoca il sospetto – ora ce lo siamo dimenticato – che la fuga disordinata dalla Lombardia, provocata dalla sua gestione della crisi, avesse diffuso ovunque il virus
Non era la prima volta però che la sua inerzia ci metteva in pericolo. Sempre dopo la desecretazione dei verbali, abbiamo saputo che il 12 febbraio, tre giorni dopo gli infausti spot della Presidenza del Consiglio, secondo cui il contagio non era affatto facile, lei riceveva uno studio dell’epidemiologo Stefano Merler, ricercatore della fondazione Bruno Kessler, secondo cui il Covid-19 avrebbe potuto provocare fra 35.000 e 60.000 morti, quello studio sul quale il 22 aprile scorso l’onorevole Molinari le avrebbe poi chiesto chiarimenti e del quale si sapeva che non era stato diffuso per non scatenare il panico. Mentre si evitava però di scatenare il panico, non ci si preparava.
Fu lei, non altri, signor Presidente del Consiglio, a dire il 27 gennaio, intervistato dalla signora Gruber: «Siamo prontissimi», ma il primo bando Consip per l’acquisto di materiale sanitario venne completato il 10 marzo, a emergenza largamente conclamata. (Applausi). Risparmio la storia di tutti i successivi fallimenti della gestione commissariale; fallimenti che ovviamente verranno premiati con prestigiosi incarichi.
La situazione però è ancora peggiore di così, perché non solo non ci si preparava; dopo aver avuto la piena consapevolezza dei rischi che il Paese correva – rischi che poi si sono materializzati con discreta precisione, ad onore del ricercatore che li aveva previsti – la sua preoccupazione fu il 15 febbraio di inviare 18 tonnellate di materiale sanitario in Cina (Applausi), perché noi siamo buoni, anzi di più: siamo politicamente corretti e, infatti, chiamiamo spagnola la spagnola, ma la cinese la chiamiamo COVID-19.
Il primo bando Consip per l’acquisto di materiale sanitario venne completato il 10 marzo, a emergenza largamente conclamata
Vorrei aggiungere che il 21 aprile, l’ultima volta che ci siamo visti, non potevo sapere che quella intollerabile forzatura, consistente nel disporre per atto amministrativo di diritti costituzionali soggetti a riserva di legge e a riserva giurisdizionale, che allora fummo fra i primi a denunciare, si sarebbe prolungata a oltranza.
Non lo sapevo, non lo potevo sapere e non potevo nemmeno immaginare – nessuno di noi poteva immaginare – che lei si sarebbe preso e tenuto i pieni poteri, naturalmente sotto lo sguardo benedicente dell’Unione europea, sempre pronta a rampognare il discolo Orban, gli irrequieti polacchi, ma singolarmente muta sulle forzature dello stato di diritto cui il suo Governo cerca di abituarci. (Applausi).
Eppure, perfino voci non solo autorevoli, ma in linea di principio a lei e a questa maggioranza ideologicamente vicine, come quella del professor Cassese, lo hanno chiarito autorevolmente; difficile giustificare una proroga dello stato di emergenza in assenza di emergenza.
La sua preoccupazione fu il 15 febbraio di inviare 18 tonnellate di materiale sanitario in Cina, perché noi siamo buoni, anzi di più: siamo politicamente corretti e, infatti, chiamiamo spagnola la spagnola, ma la cinese la chiamiamo Covid-19
Quindi le cose stanno peggio di come ci potevano apparire il 21 aprile; solo una profonda vocazione autoritaria che si dispiega senza alcun contrappeso può giustificare simili provvedimenti. Grazie quindi per avermi tolto un peso. La mia richiesta era perfettamente giustificata, oltre quanto potessi immaginare e resta sul tavolo. Lei è un ostacolo non solo alla ripresa economica, ma in tutta evidenza anche all’incolumità fisica degli abitanti del Paese, che non sarà sicurezza finché lei resterà dove è.
Dobbiamo però tutti ringraziarla per un’altra cosa: per averci fatto capire come deve comportarsi un vero leader. Ora che va di moda il digital – mi perdoni se le ricordo i tempi vetusti della foto analogica – lei in qualche modo è il negativo di un leader.
Basta leggere al contrario quello che lei ha fatto. Vogliamo parlare della sua inguaribile «annuncite»? Gli italiani aspettavano fatti, aspettavano quella che nel linguaggio manageriale si chiama l’execution, non hanno avuto neanche le brioche di fausta memoria, ma semplicemente l’annuncio della brioche: decreti-legge senza decreti attuativi, misure fatte per intralciarsi l’una con l’altra.
Lei è un ostacolo non solo alla ripresa economica, ma in tutta evidenza anche all’incolumità fisica degli abitanti del Paese, che non sarà sicurezza finché lei resterà dove è
È però un’altra sua qualità ad averci colpito fin dall’inizio: la sua incapacità congenita di assumersi, essendo in posizione di comando, le responsabilità delle sue scelte, a partire da quando il 24 febbraio accusava l’ospedale di Codogno, con parole sconsiderate e vigliacche (Applausi) che servirono a diffondere in tutto il mondo la falsa idea che l’untore fosse l’Italia e che motivarono, per tutto ringraziamento dell’abnegazione del personale sanitario, l’apertura di un’inchiesta dei NAS.
Questo è stato il suo metodo: nascondersi dietro il Comitato tecnico-scientifico, nonostante questo non sempre abbia dato ottima prova di sé. Vogliamo parlare di quando il 28 aprile, una settimana esatta dopo il nostro ultimo breve, ma appassionato incontro, il Comitato tecnico-scientifico previse 150.000 ricoveri in terapia intensiva per giugno in caso di riapertura? Ci ricordiamo questa previsione particolarmente azzeccata?
E qui sorge effettivamente un problema.
Se ci avete nascosto – come ci avete nascosto – informazioni essenziali per non scatenare il panico, perché poi tutta la vostra comunicazione sul tema è stata confusa, isterica, contraddittoria, incoerente? A partire da quel week-end del 23 febbraio quando, mentre venivano istituite le prime zone rosse, lei, signor Presidente del Consiglio, passava da una trasmissione televisiva all’altra con estrema disinvoltura, per apparire l’uomo della provvidenza, con l’unico risultato di amplificare i timori della popolazione, senza peraltro contribuire né desiderare di informarla correttamente.
Se ci avete nascosto – come ci avete nascosto – informazioni essenziali per non scatenare il panico, perché poi tutta la vostra comunicazione sul tema è stata confusa, isterica, contraddittoria, incoerente?
Tutto è infatti confuso e velatamente terroristico nel modo in cui veniamo informati, a partire dall’enfasi posta sul concetto di caso.
Un caso in medicina normalmente indica un malato: un caso di morbillo è uno che si è preso il morbillo; ma oggi indica per lo più un portatore sano, sulla cui contagiosità il dibattito scientifico esprime dubbi, mentre i guitti da talk show passano di certezza in certezza.
Del resto, siamo nel Paese che ha ritenuto contagiose le salme: ricordiamo tutti che vennero proibite le autopsie. (Applausi).
Un caso in medicina normalmente indica un malato: un caso di morbillo è uno che si è preso il morbillo; ma oggi indica per lo più un portatore sano, sulla cui contagiosità il dibattito scientifico esprime dubbi, mentre i guitti da talk show passano di certezza in certezza
Eppure, fra i tanti dubbi che si possono avere, di una cosa possiamo essere certi: i cadaveri non respirano ed è difficile quindi che trasmettano una malattia che, notoriamente, rischia di essere trasmessa per via aerea, con – glielo dico in inglese così mi segue – le droplet. Quanti morti sono imputabili al rifiuto di approfondire in termini scientifici lo studio della malattia e alle cremazioni disposte in fretta e furia senza neanche interpellare i parenti?
In questa gestione ci ammorba ovunque il lezzo del paternalismo. C’è addirittura un membro del Comitato tecnico-scientifico che pare abbia detto – spero di no, io non c’ero quando l’ha detto, ma l’ho letto su un giornale, quindi ci credo fino a un certo punto – che l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto è un richiamo; non importa se scientificamente ha senso oppure no, perché è un segnale di attenzione per noi stessi e per la comunità.
Quanti morti sono imputabili al rifiuto di approfondire in termini scientifici lo studio della malattia e alle cremazioni disposte in fretta e furia senza neanche interpellare i parenti?
Cioè, c’è un Comitato tecnico-scientifico che ci chiede di fare delle cose di cui non importa se abbiano un senso. E questo è lo strumento che lei ha autorizzato per scaricarsi delle sue responsabilità.
Le previsioni catastrofiche degli esperti si sono susseguite una dietro l’altra, amplificate dai media, mentre l’unica previsione corretta era passata inascoltata. A chi, frastornato da questa girandola di contraddizioni – mascherina sì, no, forse, lockdown sì, totale, parziale, no – osava portare nel dibattito scientifico quell’elemento fecondo, quell’elemento veramente scientifico che è il dubbio, viene opposto con un disprezzo rivoltante per la memoria della Shoah (Applausi), un disprezzo degno della peggiore feccia antisemita, il termine di negazionista. (Applausi).
Come se chi si chiede quale sia l’utilità di indossare la mascherina in un luogo isolato sia paragonabile a chi nega che ci sia stato l’Olocausto. Una «reductio ad Hitlerum» che la dice lunga sul rapporto fra il PD e la scienza: non luogo del dubbio e della ricerca, ma strumento per una gestione autoritaria del dibattito; manganello nelle mani di un potere intrinsecamente repressivo.
Una «reductio ad Hitlerum» che la dice lunga sul rapporto fra il PD e la scienza: non luogo del dubbio e della ricerca, ma strumento per una gestione autoritaria del dibattito; manganello nelle mani di un potere intrinsecamente repressivo
(…)
Questa è la scienza che ci sta guidando in frangenti così difficili e dietro cui lei si nasconde: la scienza della Santa Inquisizione, la scelta dell’universo geocentrico, oggi «PDcentrico».
Le poche cose certe su questa epidemia le ho apprese da mia madre: lavarsi le mani, non starnutire in faccia a chi ti sta di fronte; le normali e basilari norme di igiene.
Sinceramente devo dire, con tutto il rispetto, che non ho bisogno – almeno io – che mi vengano ricordate da un illustre medico – o qualcosa del genere – etiope, con tutto il rispetto che ho per quel Paese di lunga civiltà. Qui in sala Zuccari abbiamo l’incontro tra la Regina di Saba e Salomone, che avvenne trecento anni prima che venisse fondata questa città, quando qui era tutta campagna.
Signor Presidente del Consiglio, qualche giorno fa l’onorevole Sgarbi le ha rivolto un appello che ha il pregio dell’incisività e della sincerità. Le consiglio di riflettere sulle sue parole. (Applausi).
Epidemie
L’India si muove per contenere l’epidemia del mortale virus Nipah, oltre 100 persone in quarantena
Il governo indiano sta prendendo provvedimenti per contenere un’epidemia del mortale virus Nipah, trasmesso dagli animali all’uomo, nello stato orientale del Bengala Occidentale.
Sono stati confermati cinque casi della malattia, che solitamente si trasmette dai pipistrelli all’uomo e per la quale non esiste un vaccino o una cura, e almeno 100 persone sono state costrette a mettersi in quarantena. Si segnala che un paziente è in condizioni critiche.
I sintomi precoci della malattia ne rendono difficile la diagnosi, favorendone la diffusione.
Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) degli Stati Uniti, il periodo di incubazione è compreso tra quattro e 21 giorni, anche se sono possibili intervalli più lunghi tra l’esposizione e la malattia.
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I malati hanno iniziato la malattia con una malattia simil-influenzale (febbre, mal di testa e dolori muscolari) e spesso sviluppano sintomi respiratori, tra cui la polmonite. Il sintomo più grave della malattia è l’encefalite, ovvero l’infiammazione del cervello. Sintomi neurologici gravi, tra cui confusione, convulsioni e coma, possono manifestarsi giorni o addirittura settimane dopo i sintomi iniziali. I pazienti possono anche sviluppare la meningite.
Il Nipah ha un tasso di mortalità elevato, compreso tra il 40% e il 75% a seconda del ceppo del virus. I sopravvissuti devono spesso affrontare danni neurologici a lungo termine e il virus può riattivarsi dopo una fase di quiescenza all’interno dell’organismo.
Secondo quanto riportato da The Independent, «i principali portatori naturali sono i pipistrelli della frutta (specie Pteropus); gli esseri umani possono contrarre l’infezione attraverso il contatto diretto con pipistrelli o altri animali infetti, oppure consumando cibo contaminato da saliva, urina o feci di pipistrello. È stata segnalata anche la trasmissione da uomo a uomo, in particolare attraverso il contatto ravvicinato con i fluidi corporei di una persona infetta».
Il virus è stato identificato per la prima volta nel 1999, dopo un’epidemia tra gli allevatori di suini in Malesia e Singapore. Sono stati registrati ripetuti focolai nell’Asia meridionale, in particolare in Bangladesh e nell’India nordorientale.
Nell’India meridionale, il Kerala ha segnalato la sua prima epidemia di Nipah nel 2018. Sono state segnalate infezioni anche nelle Filippine. Sono stati rilevati anticorpi contro il virus Nipah nei pipistrelli in Asia e Africa.
Le autorità sanitarie hanno avvertito che il virus ha il potenziale per una trasmissione su larga scala o addirittura per una pandemia globale, una situazione drammatizzata nel film Contagion (2011), che utilizzava documenti OMS per sviluppare la sua trama.
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Come riportato da Renovatio 21, un virus simil-Nipah era al centro di un’esercitazione pandemica, Dark Winter, nel 2018, che ribattezzava il virus con il nome fittizio «Clade X».
«Clade X si è rivelata un’arma biologica ingegnerizzata, che combinava la virulenza del virus Nipah con la facilità di trasmissione della parainfluenza» scriveva un giornalista del New Yorker che aveva preso parte all’esercitazione. Era stato intenzionalmente rilasciato da A Brighter Dawn, un gruppo fittizio modellato sul culto giapponese del giorno del giudizio Aum Shinrikyo, che ha effettuato gli attacchi con gas sarin nella metropolitana di Tokyo, nel 1995».
«L’obiettivo dichiarato di A Brighter Dawn era quello di ridurre la popolazione mondiale ai livelli preindustriali. Alla fine della giornata, che rappresentava venti mesi nella simulazione, erano riusciti a uccidere centocinquanta milioni di persone perfettamente rispettabili. “L’America è stata appena spazzata via”» scriva il New Yorker.
Dark Winter potrebbe essere stato citato, non si sa se con cognizione di causa, da Biden durante la sua terrifficante campagna elettorale 2020.
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Immagine di NIAID via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Epidemie
Kennedy: RFK Jr.: «la manipolazione psicologica dei pazienti affetti dalla malattia di Lyme è finita»
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«Questa malattia ha distrutto delle vite»
La malattia di Lyme è un’infezione batterica che si diffonde attraverso le punture di zecca. I Centers for Disease Control and Prevention stimano che ogni anno vengano diagnosticate e trattate 476.000 persone. I dati federali suggeriscono che nell’ultimo decennio tra i 5 e i 7 milioni di americani siano stati infettati. Secondo il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), gli attuali test basati sugli anticorpi spesso non rilevano le infezioni in fase iniziale e avanzata, ritardando il trattamento. Fino al 20% dei pazienti presenta sintomi persistenti che degenerano in patologie croniche e debilitanti. I relatori hanno sottolineato ripetutamente che la malattia di Lyme non è una semplice infezione, ma una malattia complessa e multisistemica, spesso complicata da coinfezioni che possono imitare o scatenare altre condizioni, tra cui la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide e la fibromialgia. «Conosco moltissime persone la cui vita è stata distrutta da questa malattia, che vanno da un medico all’altro nel tentativo di trovare qualcuno che possa curarle», ha detto Kennedy. Ha descritto la tavola rotonda come un punto di svolta. «Questa giornata segna una pietra miliare per questa agenzia, in cui riconosciamo che si tratta di una malattia», ha affermato. «Uno dei motivi per cui abbiamo voluto ospitare questo incontro, come ho chiarito, è annunciare al mondo che il gaslighting sui pazienti affetti dalla malattia di Lyme è finito».Sostieni Renovatio 21
L’Intelligenza Artificiale, i nuovi test e la copertura Medicare segnalano una rottura con la precedente politica sulla malattia di Lyme
Il secondo panel si è concentrato sull’innovazione, con ricercatori dell’HHS, dei National Institutes of Health e di istituzioni private che hanno illustrato nuovi strumenti diagnostici e approcci basati sui dati per il trattamento della malattia di Lyme. I relatori hanno evidenziato i test di rilevamento diretto, l’apprendimento automatico per analizzare dati biologici complessi e le terapie progettate per affrontare sia le infezioni che le infiammazioni croniche. Nel corso della sessione, Kennedy ha annunciato il rinnovo del LymeX Innovation Accelerator, un partenariato pubblico-privato lanciato nel 2020 e sostenuto dalla Steven & Alexandra Cohen Foundation. Secondo l’HHS, il programma prevede oltre 10 milioni di dollari in finanziamenti per promuovere lo sviluppo di sistemi diagnostici di nuova generazione, con diversi team attualmente impegnati nella convalida clinica e nella revisione normativa. Secondo l’HHS, il rinnovato impegno si concentrerà sull’innovazione incentrata sul paziente e sugli strumenti diagnostici basati sull’intelligenza artificiale «che supportano un rilevamento più precoce e accurato in tutte le fasi dell’infezione». L’HHS ha inoltre inaugurato una pagina web sulla malattia di Lyme e delineato una strategia nazionale che mette in risalto i dati aperti, la ricerca trasparente e il coinvolgimento diretto dei pazienti. In un importante aggiornamento delle norme, Mehmet Oz, amministratore dei Centers for Medicare and Medicaid Services, ha chiarito che Medicare coprirà esplicitamente l’assistenza per la malattia di Lyme cronica secondo le linee guida aggiornate sulla gestione delle cure croniche per condizioni complesse. «Possiamo coprire la malattia di Lyme cronica. In realtà è già coperta», ha detto Oz. La malattia di Lyme cronica ha fattori scatenanti infettivi chiaramente identificabili, quindi «abbiamo aggiornato il nostro sito web per renderlo più chiaro», ha aggiunto.Iscriviti al canale Telegram ![]()
«Il peso è enorme» per i pazienti e le famiglie
I legislatori hanno accolto con favore il cambiamento. Il deputato repubblicano della Virginia Morgan Griffith, che ha dichiarato di soffrire della sindrome di Alpha-gal, nota anche come allergia alla carne rossa, legata all’esposizione alle zecche, ha definito la discussione un segno di serio impegno federale. “La tavola rotonda di oggi dimostra che il Segretario Kennedy, il Dott. Oz e i legislatori si sono impegnati fermamente per affrontare la malattia di Lyme e altre malattie trasmesse dalle zecche negli Stati Uniti”, ha affermato Griffith nel comunicato stampa dell’HHS. Le storie dei pazienti hanno evidenziato il costo umano della malattia di Lyme. Olivia Goodreau ha affermato di aver consultato 51 medici nell’arco di 18 mesi prima di ricevere una diagnosi di Lyme. La diagnosi è stata seguita da anni di test per identificare molteplici coinfezioni. Samuel Sofie ha descritto le famiglie che prosciugano i propri risparmi alla ricerca di cure efficaci. «Alcuni pazienti passano anni a investire tutti i loro soldi nelle cure, ma non migliorano», ha detto Sofie. Kennedy ha sottolineato che la malattia di Lyme contribuisce in modo significativo alle malattie croniche in tutto il Paese. «Il peso è enorme. E i costi economici non sono stati quantificati da nessuna parte, ma… ci sono costi collaterali di ogni tipo. Quando le persone non possono lavorare, le famiglie vengono distrutte. E ho visto la pressione che questo esercita sulle famiglie», ha affermato. Il vicesegretario dell’HHS, Jim O’Neill, ha inquadrato la tavola rotonda come parte di un più ampio sforzo federale per affrontare le malattie croniche attraverso la tecnologia. «Questo evento dimostra che non aspettiamo il nuovo anno per agire», ha affermato. I sostenitori hanno accolto con favore il cambiamento, ma hanno sottolineato la necessità di darne seguito. Dorothy Kupcha Leland, presidente di LymeDisease.org, ha scritto sul suo blog che la tavola rotonda ha affrontato esigenze di lunga data dei pazienti, tra cui test, trattamenti e copertura assicurativa migliori, ma ha avvertito che un cambiamento significativo richiederà una volontà politica costante, infrastrutture e finanziamenti. «Non è stato un brutto modo per iniziare una conversazione tanto necessariaÌ, ha scritto. «Ma resta da vedere se ne uscirà qualcosa». Lo staff di The Defender © 22 dicembre 2025, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Epidemie
Fauci torna per dire che i complottisti minacciano la democrazia
Il dottor Anthony Fauci ha affermato che la proliferazione di teorie del complotto sui social media potrebbe accelerare il crollo della democrazia.
L’ex plenipotenziario USA per il COVID ha lanciato il suo avvertimento durante un discorso alla Harvard TH Chan School of Public Health in ottobre, affermando di essere preoccupato per la «normalizzazione delle falsità».
«Questo è diverso dalla normalizzazione delle falsità, delle teorie del complotto e delle cose folli che stanno accadendo ora e che non ho bisogno di spiegare, accendete la televisione o andate sui social media e le vedrete», ha detto Fauci alla Harvard TH Chan School of Public Health in ottobre.
«Stiamo vivendo tempi molto, molto difficili. Quello che si può fare è, per quanto possibile, contrastare la disinformazione e la disinformazione. Non bisogna accettare la normalizzazione delle falsità come qualcosa di normale», ha dichiarato un frustrato Fauci.
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Fauci ha continuato affermando che una «teoria delela cospirazione» falsa è che siano morte più persone a causa del vaccino che a causa del COVID stesso.
«Sapete, i social media continuano a sputare fuori cose assolutamente false, come il fatto che i vaccini contro il COVID abbiano ucciso più persone del COVID stesso. Voglio dire, i dati non significano nulla».
L’ex direttore del NIH ha poi affermato che la verità viene sopraffatta dalle ripetute bugie, rendendo difficile per il profano distinguere il vero dal falso, e conclude in modo inquietante che le bugie potrebbero far crollare la democrazia.
«E quando la gente dice questo e la cosa viene amplificata sui social media, chi non è come noi e lo fa per vivere, se ne accorge. E quando si normalizzano le falsità, allora nessuno sa cosa… è veramente vero».
«E indovinate un po’? Quando si guarda alla storia, quando succede questo, è allora che le democrazie crollano».
Come riportato da Renovatio 21, durante i suoi controversi studi sull’AIDS, Fauci sparò fake news altamente lesive come quella per cui la malattia si trasmetteva in famiglia, nonché, secondo il libro di Kennedy The Real Anthony Fauci, studi di crudeltà indicibili su bambini orfani a Nuova York, usati impunemente come cavie umane.
Come riportato da Renovatio 21, la comunità all’epoca gay prese ad odiare Fauci come attore negativo dell’emergenza AIDS, al punto da definirlo un nemico pubblico e «idiota incompetente». In particolare, è stata presa di mira la sua scelta di utilizzare un farmaco, l’AZT, accusato di aver causato la morte di tantissimi.
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Fauci – a cui la nuova amministrazione ha tolto immediatamente la scorta – è stato graziato nelle ultime ore dal presidente in uscita Joe Biden con una inusitata «grazia preventiva» per crimini federali che potrebbe aver commesso dal 2014. Il dottore ha accettato la grazia preventiva, dicendo però che non ne aveva bisogno perché non aveva fatto nulla di male.
In molti hanno ricordato, tuttavia, che la grazia si applica ai reati federali e non a quelli dei singoli Stati. Vari singoli Stati USA si starebbero muovendo contro Fauci. L’atto di perdono presidenziale di Biden su Fauci è inoltre contestato dallo stesso Trump che considera invalidi gli atti firmati con l’autopenna.
Come riportato da Renovatio 21, in molti chiedono l’incarcerazione, magari presso Alcatraz, del dottore.
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