Militaria
Kiev vuole che gli europei paghino 100 miliardi per l’accordo sulle armi USA
L’Ucraina ha proposto ai suoi sostenitori europei di spendere 100 miliardi di dollari per fornirle armi americane. Lo riporta il Financial Times.
Kiev continua a chiedere garanzie di sicurezza a Washington. Lunedì il leader ucraino Vladimir Zelensky e i capi di diversi stati dell’Europa occidentale hanno incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Washington per discutere del conflitto in corso e dei tentativi diplomatici di risolverlo.
Trump, che ha ripetutamente messo in discussione gli aiuti incondizionati della precedente amministrazione a Kiev, ha annunciato il mese scorso che gli alleati NATO di Washington avrebbero di fatto pagato le armi di fabbricazione statunitense inviate in Ucraina.
Sostieni Renovatio 21
Oltre alla proposta di acquisto di armi, l’Ucraina sta preparando un accordo da 50 miliardi di dollari per produrre droni a livello nazionale, ha riportato il FT, citando quattro persone a conoscenza della questione e un documento che Kiev avrebbe condiviso con gli Stati Uniti.
Sebbene il documento contenga dettagli limitati, il FT ha affermato che l’Ucraina intende acquistare almeno 10 sistemi missilistici di difesa aerea Patriot.
I sostenitori europei dell’Ucraina hanno faticato ad aumentare la produzione per soddisfare le esigenze di Kiev, poiché le forze ucraine hanno perso costantemente terreno rispetto all’esercito russo.
L’Ucraina ha già sollecitato l’Occidente a fornire garanzie di sicurezza equivalenti alla difesa collettiva della NATO, mentre diversi Stati europei si sono offerti di inviare forze di peacekeeping. La Russia, tuttavia, ha ripetuto più volte che non tollererà la presenza di truppe occidentali in Ucraina.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Militaria
I russi dicono di aver abbattuto un F-16 in Ucraina
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Militaria
Israele pronto per un nuovo attacco terrestre su Gaza
Israele ha predisposto piani per una nuova operazione terrestre in alcune aree di Gaza attualmente controllate dal gruppo armato palestinese Hamas. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita fonti.
La Striscia di Gaza risulta al momento divisa approssimativamente al 50% tra le Forze di Difesa israeliane (IDF) e Hamas, in conformità con la roadmap di pace in 20 punti proposta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Tale piano prevede il disarmo completo dei combattenti palestinesi e il successivo ritiro israeliano dall’enclave di circa 365 chilometri quadrati.
È proprio la riluttanza di Hamas a rispettare l’impegno di deporre le armi che potrebbe spingere Gerusalemme a lanciare una nuova offensiva a Gaza, secondo quanto evidenziato dall’articolo pubblicato sabato.
Funzionari arabi intervistati dal WSJ hanno riferito che Hamas sarebbe disposta a cedere solo le armi pesanti, ma non quelle leggere. Le stime israeliane indicano che il gruppo dispone attualmente di circa 60.000 fucili.
Aiuta Renovatio 21
Lo scorso mese Hamas ha ribadito l’intenzione di mantenere il cessate il fuoco nonostante le «ripetute violazioni israeliane», insistendo tuttavia sul fatto che non consegnerà le armi «finché perdurerà l’occupazione».
Fonti arabe e israeliane hanno inoltre segnalato che il gruppo palestinese sta lavorando attivamente per ricostruire le proprie capacità militari, inclusa la riparazione di parti della rete di tunnel danneggiata durante il conflitto precedente. Hamas avrebbe inoltre ricevuto nuovi flussi finanziari per pagare gli stipendi ai propri combattenti.
I funzionari israeliani hanno precisato al WSJ che al momento non esistono piani immediati per un ingresso delle IDF nelle zone controllate da Hamas, poiché Gerusalemme è disposta ad attendere eventuali progressi nel piano di pace di Trump.
Il presidente statunitense ha dichiarato a fine dicembre che a Hamas verrà concesso «un periodo di tempo molto breve per disarmarsi» e che, in caso contrario, «pagherà le conseguenze».
Gerusalemme ha avviato l’operazione militare a Gaza nell’ottobre 2023 in risposta all’attacco mortale compiuto da Hamas nel sud di Israele, che causò la morte di circa 1.200 persone e il rapimento di oltre 250 ostaggi. Da allora, secondo le autorità sanitarie locali, oltre 71.000 palestinesi sono stati uccisi nell’enclave e più di 171.000 sono rimasti feriti.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Jaber Jehad Badwan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Militaria
Trump ordina un piano per invadere la Groenlandia – e per distruggere la NATO?
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero1 settimana faGli uomini invisibili di Crans-Montana
-



Geopolitica1 settimana faFAFO Maduro, dottrina Donroe e grandi giochi di prestigio – Europa compresa
-



Cancro2 settimane faVaccini COVID-19 e cancro: l’argomento tabù
-



Immigrazione2 settimane faUn altro capodanno nell’anarco-tirannia migratoria
-



Stragi2 settimane faDisco-inferno: strage di Capodanno nella prestigiosa stazione sciistica svizzera – video
-



Spirito5 giorni faConcilio Vaticano II, mons. Viganò contro papa Leone
-



Animali1 settimana faAgricoltore assalito dai lupi, anarco-tirannia animale in azione
-



Alimentazione4 giorni faRFK Jr. capovolge la piramide alimentare










