Vaccini
Kennedy e il morbillo in Texas: la verità
Ha destato grande scalpore, non solo nel mondo antivaccinista, la notizia secondo cui il segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr. ha annunciato l’invio di migliaia di dosi di vaccino in Texas, tra una serie iniziale di misure in risposta a un’epidemia locale di morbillo.
Kennedy è stato accusato per anni dai media mainstream di promuovere «teorie del complotto» su vaccini e nutrizione. L’etichetta affibiatagli negli USA è quella di antivaxxer, traducibile con l’espressione spregiativa italiana «no vax».
Ebbene, ora anche i no-vax, attivi su canali Telegram e su social vari, ora accusano Kennedy, assicurando che è «un venduto». Il tono di molti di questi messaggi lascia comprendere il perverso sollievo che provano alcuni: un mondo senza possibilità di sparire sul nemico è totalmente inagibile per le voci del dissenso a prescindere, quello che non vive senza urlare alla macchinazione permanente, macchinazione che non sanno definire, ma a cui per vivere devono abbaiare.
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Qualche lettore avrà veduto cosa circolava in rete perfino nei giorni in cui Kennedy era assurto alla più alta carica sanitaria del pianeta, in pratica l’evento più rilevante per il movimento antivaccinista degli ultimi due secoli e passa: è lì perché glielo hanno permesso, non sarebbe mai arrivato dov’è se non vi fosse un compromesso a monte o a valle, nulla cambierà, gli eroi non esistono, è tutto un magna-magna etc., e bla-bla-bla.
La storia del morbillo in Texas sembra aver dato fiato alla posizione dei telegrammari.
Cerchiamo di fare un po’ di ordine, razionalmente, sull’accaduto.
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) «ha supportato il Dipartimento della Salute del Texas tramite assistenza tecnica e vaccini», ha scritto RFK Jr. in un post su X nel fine settimana, mentre elencava le misure adottate dal governo federale per aiutare le autorità statali a combattere la malattia. Ha anche affermato che sono state inviate lì 2.000 dosi del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MPR).
L’attuale focolaio nello stato meridionale degli Stati Uniti ha colpito quasi 150 persone, per lo più bambini. Secondo le autorità sanitarie dello Stato, 116 casi hanno coinvolto minori di età inferiore ai 18 anni, con 79 casi confermati che hanno interessato individui che non hanno ricevuto il vaccino MPR e 62 casi in persone con stato vaccinale sconosciuto. Solo cinque delle persone colpite hanno fatto il vaccino.
Altre misure annunciate da RFK jr. riguardano il supporto di laboratorio per un migliore monitoraggio del virus e la comunicazione quotidiana con le autorità locali e il coordinamento degli sforzi di risposta. «Continueremo a finanziare il programma di immunizzazione del Texas», ha scritto RFK Jr. nel suo post, definendo l’arresto dell’epidemia «una priorità assoluta» per il suo team.
Kennedy ha sostenuto in un editoriale pubblicata sul sito di Fox News che spetta a ogni persona decidere se vaccinarsi o meno. «La decisione di vaccinarsi è personale», ha scritto nell’articolo di opinione, aggiungendo che i genitori svolgono un ruolo chiave in tali decisioni, quando si tratta di bambini. Ha anche incoraggiato tutti i genitori a «consultare i propri operatori sanitari per comprendere le proprie opzioni per vaccinarsi con il vaccino MPR».
È la famosa posizione free-vax, di cui tanti, che ora gridano al tradimento, si riempivano la bocca ancora ai tempi della Legge Lorenzin (1997), e prima. «Vaccino libero»: chi se lo vuole fare se lo faccia, ma sappia i rischi che corre. Per inciso, non è la posizione di Renovatio 21 che contesta la tecnologia stessa dei sieri – che alterano un sistema delicato e non ancora spiegato come quello immunitario – nonché ha seri dubbi sulle origini storiche (cioè, massoniche) della spinta alla vaccinazione di massa.
Ciò detto Kennedy non sembra aver detto qualcosa di diverso. La tutela della salute pubblica include «garantire la diffusione di informazioni accurate sulla sicurezza e l’efficacia dei vaccini», ha affermato il ministro della Salute americano. Come dire: daremo i vaccini, ma anche le informazioni a riguardo – qualcosa che prima, possiamo ammettere, non veniva fatto. Alzi la mano il dottore, il USA o in Italia, che poteva bisbigliare a dei genitori i possibili effetti collaterali dei vaccini pediatrici senza essere radiato.
Ma non importa: per la massa antivaccinara, Kennedy ha tradito.
Lo avevamo visto, durante la prima riunione di gabinetto, particolarmente duro in volto, come inserito in una gravitas davvero marmorea: le domande immediate dei giornalisti erano per lui, come sempre sui vaccini, e con il vento in poppa della presunta epidemia in Texas.
During a cabinet meeting, Health Secretary Robert F. Kennedy Jr. was asked about a measles outbreak that has killed one child and sickened nearly 140 people in Texas and New Mexico. pic.twitter.com/NFQRINhFJM
— The Wall Street Journal (@WSJ) February 27, 2025
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Lui aveva risposto secco: «Stiamo seguendo l’epidemia di morbillo ogni giorno (…) ci sono state quattro epidemie di morbillo quest’anno, l’anno scorso ve ne erano state 16. Quindi, non è raro».
Domanda fatta a stesso Trump, lì presente, seduto accanto a Kennedy. Quasi a dirgli: presidente, si rende conto? Perché non lo licenzia? È anche lei un no-vax, presidente? Possiamo finalmente dirlo?
Difficile uscire dal pensiero che si tratti di una trappola, basata sul solito ricatto. Perché qualsiasi mossa sarebbe stata letta come una prova del disastro mortale di avere un antivaccinista al potere. L’accusa la conoscete bene: mentre tu fai il no-vax, i bambini muoiono. L’avete già sentita per caso?
Lo abbiamo ripetuto spesso: il copione, per i mostri del sistema biofarmaceutico, non cambia di molto. Ricordate le epidemie di morbillo che casualmente scoppiavano a Disneyland? Poi Disneyland, il lettore di Renovatio 21 lo sa, divenne per coincidenza un hub vaccinale di massa per il COVID…
Ricordate che, non avendo Disneyland, ad un certo punto in Italia si parlò di Gardaland?
Era il giugno 2017: l’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin in una intervista affermò che «un Paese confinante del Veneto, non italiano, ha mandato, pochi giorni fa una circolare, pubblicata sui suoi giornali, con la quale invitava i bambini di quel Paese e i loro genitori a non andare a Gardaland a causa del basso tasso di immunizzazione per il morbillo». L’assessore alla Sanità del Veneto, Luca Coletto, contestò al ministro l’inesistenza di tale epidemia in Veneto, mentre l’amministratore delegato di Gardaland comunicò che «Gardaland tiene a chiarire che, all’interno del Parco, non c’è stato e non c’è alcun problema specifico legato alle vaccinazioni».
Gardaland, Disneyland. Sì, la sceneggiatura pare discostarsi di poco. Con il problema, tuttavia, che non si tratta di un film.
Credete che chi sta dall’altra parte del gioco non sia in grado di scatenare epidemie a piacimento? Credete che non vi sia la possibilità che per terminare il mandato dell’avvocato Kennedy – la più grande minaccia che Big Pharma ha mai subito negli ultimi cento anni e più – questi scatenino una tempesta che, urlo dopo urlo in un’emergenza artificiale, lo rovini politicamente per sempre? Credete che non abbiano i laboratori per farlo? Credete che non abbiano il coraggio – o l’orrida viltà, la crudeltà estrema – necessari?
Ad ogni modo, se i no-vax telegrammati hanno abboccato, la grande stampa no: ecco che nelle ultime ore si manifesta una gragnuola contro il Kennedy e il suo modo di trattare «l’emergenza» texana del morbillo.
«Invece dei vaccini, RFK Jr. si concentra su trattamenti non convenzionali contro il morbillo, alimentando le preoccupazioni sulla disinformazione» scriveva ieri la CNN, accusando il segretario alla Sanità di «basarsi molto sul trattamento con vitamina A, così come sui “buoni risultati” ottenuti dall’uso dello steroide budesonide, dell’antibiotico claritromicina e dell’olio di fegato di merluzzo».
Piatto ricco mi ci ficco per il New York Times: «Mentre il morbillo si diffonde, Kennedy abbraccia rimedi come l’olio di fegato di merluzzo».
NBC News: «I medici sono diffidenti nei confronti della risposta di Kennedy all’epidemia di morbillo». Eccoli, sono tornati «gli esperti».
Il Washington Post: «Il focus di RFK jr. sulla vitamina A preoccupa gli esperti».
Il Guardian, giornale della sinistra britannica: «RFK Jr. lancia l’allarme dopo aver sostenuto le vitamine per curare il morbillo durante l’epidemia».
Ci risiamo: battaglia contro la vitamina, stavolta la A. Anche qui, vi ricorda qualcosa?
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Rammentiamo che, riguardo proprio al morbillo e al vaccino MPR proprio Kennedy e il suo gruppo hanno portato avanti una battaglia senza quartiere in questi anni, sottolineando la possibile correlazione con l’autismo, in piena consonanza con il dottor Andrew Wakefield, il medico che ha sacrificato la sua carriera alla causa, dopo che quasi trent’anni fa pubblicò, con un’altra diecina di persone, un paper in cui mostrava che un qualche rapporto tra quella vaccinazione e i disturbi dello spettro autistico potevano esserci.
La stessa candidata vicepresidente della campagna Kennedy, Nicole Shanahan, si è mostrata pubblicamente con Wakefield – persona non grata del mainstream: anche i giornali italiani non lo nominano senza scrivere prima l’aggettivo «discreditato» – poco tempo fa, e lo ha pure ringraziato durante un evento pubblico con Tucker Carlson, indicandolo in mezzo al pubblico.
È dura quindi pensare che la battaglia di Kennedy si sia conclusa. Anzi: abbiamo visto che nella mischia c’è anche, dichiarato, lo stesso Trump.
Tuttavia, se agli scappati di casa di Telegram, con la loro ignoranza finto-iconoclasta, piace pensarlo, pazienza, non è illegale. Sappiano tuttavia che anche quello è un siero, una droga: sono spacciatori dipendenti dalla dopamina, e iniettati di risentimento.
Non sembrano, tuttavia, le persone più sane cui prestare ascolto. Né quelle in grado di portare la battaglia fino in fondo.
Roberto Dal Bosco
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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0
Vaccini
La FDA chiede un avvertimento sui vaccini antinfluenzali riguardo al rischio di convulsioni febbrili nei bambini
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«Ogni crisi è brutta, punto e basta»
Le convulsioni febbrili sono convulsioni spesso causate da febbre scatenata da infezioni correlate a comuni malattie infantili. Le convulsioni si verificano in genere nei bambini di età compresa tra 6 mesi e 5 anni, quando la temperatura supera i 38 °C. La maggior parte delle convulsioni febbrili dura meno di 15 minuti e non è pericolosa per la vita. Secondo Medpage Today, «non causano danni permanenti e non hanno effetti duraturi». Brian Hooker, Ph.D., direttore scientifico di Children’s Health Defense (CHD), non è d’accordo. «Qualsiasi crisi epilettica è negativa, punto e basta», ha affermato. «Le convulsioni febbrili “lievi” possono raddoppiare le probabilità che un bambino riceva una diagnosi di epilessia, mentre le convulsioni febbrili ‘complesse’, che durano più di 15 minuti, possono aumentare tale rischio fino a 10 volte», ha affermato Hooker. Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, ha affermato: «L’intera teoria a sostegno dell’ammissibilità delle convulsioni febbrili post-vaccinazione si basa su un’idea: che siano innocue». Jablonowski ha affermato che alcuni studi, tra cui una revisione del 2023 pubblicata su Frontiers in Cell and Developmental Biology, indicano che potrebbe non essere così. La revisione ha dimostrato che “le convulsioni febbrili che si verificano durante lo sviluppo neurologico… possono ‘in ultima analisi portare alla malattia'”, ha affermato. La revisione «mette in evidenza in particolare l’ADHD [disturbo da deficit di attenzione/iperattività], l’epilessia e il declino cognitivo in età adulta», ha affermato. Hooker ha suggerito che affermare che le convulsioni febbrili sono innocue aiuta a normalizzare un infortunio che può causare danni più ampi ai bambini, in particolare a quelli con altri problemi di salute. «È disgustoso come le reazioni ai vaccini vengano minimizzate e normalizzate dalle grandi aziende farmaceutiche», ha detto Hooker. »Troppi bambini vengono danneggiati – il tasso di convulsioni nelle persone autistiche può raggiungere il 20% – e il danno viene nascosto sotto il tappeto».Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Diversi tipi di vaccini sono collegati a un tasso più elevato di convulsioni febbrili
Il CBER ha valutato i vaccini antinfluenzali per due stagioni di raffreddore e influenza tra il 2023 e il 2025. L’agenzia ha analizzato i dati delle compagnie assicurative per confrontare l’incidenza delle convulsioni febbrili nei bambini dai 6 mesi ai 4 anni nel primo giorno successivo alla vaccinazione, con l’incidenza di tali convulsioni tra gli 8 e i 63 giorni successivi alla vaccinazione. Secondo il CBER, i dati indicavano un tasso di eccesso stimato di 21,2 convulsioni febbrili per milione di vaccini antinfluenzali quadrivalenti a dose standard e 44,2 convulsioni extra a seguito della somministrazione di vaccini trivalenti. Uno studio del 2012 condotto su bambini di età compresa tra 6 mesi e 2 anni ha rilevato un aumento del rischio di convulsioni febbrili nelle 24 ore successive alla somministrazione concomitante di un vaccino antinfluenzale inattivato e del vaccino pneumococcico coniugato 13-valente (PCV13 o polmonite) o del vaccino contro difterite, tetano e pertosse acellulare (DTaP). La dottoressa Meryl Nass, ex medico internista e fondatrice di Door to Freedom, concorda sul fatto che i vaccini antinfluenzali comportino un rischio di convulsioni febbrili. Tuttavia, ha affermato, altri vaccini, tra cui quello contro morbillo-parotite-rosolia (MPR), presentano un rischio ancora maggiore. L’anno scorso, il Comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione (ACIP), che fornisce consulenza ai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) in materia di politica vaccinale, ha votato per non raccomandare più il vaccino MMRV (morbillo-parotite-rosolia-varicella) per i bambini di età inferiore ai 4 anni. Il voto dell’ACIP è seguito a una presentazione contenente prove di un aumento del rischio di convulsioni febbrili in seguito alla somministrazione del vaccino MMRV. In uno studio del 2024 pubblicato su JAMA Network Open, i ricercatori della FDA hanno rilevato un segnale di sicurezza per le convulsioni nei bambini piccoli a seguito della vaccinazione mRNA contro il COVID-19. La maggior parte delle convulsioni era febbrile. Un segnale di sicurezza è un segnale che un evento avverso potrebbe essere causato dalla vaccinazione, ma sono necessarie ulteriori ricerche per verificare tale collegamento. In una pre-stampa pubblicata all’inizio del 2024, i ricercatori della FDA hanno scoperto che i bambini di età compresa tra 2 e 5 anni che avevano ricevuto il vaccino mRNA contro il COVID-19 presentavano un rischio maggiore di convulsioni febbrili subito dopo la vaccinazione. Nass ha messo in dubbio l’utilizzo da parte del CBER di studi osservazionali per trarre le sue conclusioni. «Ciò di cui abbiamo bisogno sono alcuni studi prospettici di sorveglianza attiva per ottenere dati reali sui tassi di convulsioni febbrili e altri problemi nei bambini piccoli». Ha affermato che questi problemi spesso non vengono rilevati negli studi retrospettivi sulle cartelle cliniche.Aiuta Renovatio 21
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Vaccini
Gemelli di 18 mesi morti dopo la vaccinazione
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
La polizia di Payette, Idaho, ha dichiarato di stare ancora indagando sulla morte dei gemelli di 18 mesi Dallas e Tyson Shaw, deceduti nella loro casa in Idaho una settimana dopo aver ricevuto il vaccino antinfluenzale e altre vaccinazioni di routine. Le autorità continuano a trattenere i dati e non hanno rivelato la causa o le modalità del decesso, citando un’indagine in corso.
Otto mesi dopo la morte di due gemelli di 18 mesi nella loro casa in Idaho, pochi giorni dopo aver ricevuto il vaccino antinfluenzale e altre iniezioni di routine, la polizia di Payette ha dichiarato a KTVB, affiliata della NBC Idaho, che il caso rimane aperto. Tuttavia, le autorità non hanno rilasciato nuove informazioni.
A maggio i genitori hanno dichiarato a CHD.TV che la polizia li ha immediatamente trattati come sospettati.
La scorsa settimana, il capo della polizia di Payette, Gary Marshall, ha dichiarato a KTVB che le morti di Dallas e Tyson Shaw restano «sotto inchiesta» e che «non ci sono nuove informazioni che possono essere diffuse».
I funzionari hanno respinto le richieste di accesso ai documenti pubblici presentate al dipartimento di polizia di Payette e all’ufficio del medico legale della contea di Ada, citando l’indagine in corso.
Le autorità non hanno reso note la causa o le modalità del decesso, e non sono stati resi pubblici i risultati degli esami tossicologici o dell’autopsia. Non è ancora chiaro se gli inquirenti continuino a considerare l’asfissia come la teoria principale o se si stiano prendendo in considerazione spiegazioni alternative.
Gli esperti legali affermano che indagini così prolungate sono insolite. Kim Mack Rosenberg, consulente legale di Children’s Health Defense, ha affermato che la maggior parte dei casi viene risolta relativamente in fretta. Tuttavia, «non è raro… che un’indagine prosegua per oltre otto mesi senza aggiornamenti concreti», ha affermato. Ma è particolarmente difficile in casi come questo, «dove la famiglia è ancora in lutto per la morte di due bambini piccoli».
I gemelli furono trovati morti in un letto condiviso nella roulotte della loro famiglia il 1° maggio 2025. Inizialmente la polizia aveva trattato il caso come un omicidio, che secondo le autorità è la norma quando un decesso avviene per cause sconosciute.
Il 7 maggio Marshall ha dichiarato che i decessi non erano stati classificati «definitivamente» come omicidi e che gli investigatori erano in attesa di ulteriori risultati, compresi i risultati degli esami tossicologici.
I decessi sono avvenuti una settimana dopo che i gemelli avevano ricevuto diversi vaccini durante una visita di controllo di routine per i 18 mesi. A maggio, la madre, Andrea Shaw, ha dichiarato a CHD.TV che lei e la suocera avevano espresso preoccupazione per il vaccino antinfluenzale a causa di una storia familiare di reazioni avverse. Ha affermato che il pediatra aveva assicurato loro che i bambini sarebbero stati bene.
Il 23 aprile 2025, gli infermieri hanno somministrato il vaccino antinfluenzale insieme alle iniezioni contro l’epatite A e il DTaP. In precedenza, i gemelli avevano ricevuto la maggior parte delle vaccinazioni infantili di routine , comprese quelle del primo anno di vita.
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I gemelli hanno avuto difficoltà a muoversi subito dopo essere stati vaccinati, ha detto la madre
Nel giro di poche ore, Andrea ha raccontato che i bambini sono diventati letargici e malati. La mattina dopo, le loro labbra erano blu e facevano fatica a muoversi. Andrea ha portato i gemelli al pronto soccorso e ha detto al medico che avevano ricevuto tre vaccini il giorno prima.
Secondo Andrea, il medico ha affermato che i bambini potrebbero «avere una brutta reazione alle vaccinazioni», ha detto alla direttrice del programma CHD.TV Polly Tommey.
Il personale ospedaliero ha dimesso i gemelli dopo che hanno mangiato ghiaccioli senza vomitare. I sintomi, tra cui diarrea, vomito e affaticamento, sono continuati per giorni.
Il padre, Nathaniel Shaw, ha poi dichiarato di essere rimasto sbalordito dalla rapidità con cui le condizioni dei bambini erano cambiate. Nel giro di 24 ore, i bambini erano passati dall’essere «bambini perfettamente spensierati e attivi» a «sembrare morenti», ha raccontato a Tommey.
La mattina del 1° maggio, Andrea trovò entrambi i bambini privi di sensi. Furono chiamati la polizia e i paramedici e gli investigatori si concentrarono immediatamente sui genitori. Andrea e Nathaniel hanno dichiarato a CHD.TV di essere stati trattati come sospetti.
«Hanno detto che non era una questione medica, che avevano pensato a un’asfissia, e che presumibilmente avevo avuto un blackout post-partum devastante e che l’avevo fatto ai miei figli», ha detto Andrea. La coppia non aveva altri figli.
La famiglia ha presentato una segnalazione al Vaccine Adverse Event Reporting System, o VAERS.
A fine maggio 2025, un portavoce della famiglia ha dichiarato che gli investigatori erano ancora in attesa dei referti tossicologici e non avevano escluso i genitori. La polizia non ha reso pubblici i nomi di alcun sospettato.
«Questi ragazzi erano la luce del mondo per tutti coloro che entravano in contatto con loro», ha detto Nathaniel.
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Vaccini
I ricercatori trovano DNA residuo, non rilevato dai test standard, nei vaccini mRNA contro il COVID
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I produttori «devono aver saputo» che il DNA residuo era ancora presente
McKernan, direttore scientifico e fondatore di Medicinal Genomics, ha sollevato per la prima volta preoccupazioni sulla contaminazione del DNA nei vaccini contro il COVID-19 nel 2023. È stato allora che il suo laboratorio ha sequenziato i vaccini contro il COVID-19 di Moderna e Pfizer e ha scoperto la presenza di DNA residuo che ha accusato Pfizer di aver eliminato dai dati forniti dall’azienda alle autorità di regolamentazione. Il laboratorio di McKernan ha testato i vaccini e ha scoperto che, invece di contenere solo mRNA, i vaccini Pfizer contenevano anche plasmidi di DNA, piccole molecole di DNA circolari a doppio filamento, distinte dal DNA cromosomico di una cellula. McKernan ha spiegato che per produrre i vaccini a mRNA, i laboratori utilizzano un processo chiamato «trascrizione in vitro» per produrre le molecole di RNA necessarie. Per produrre le molecole di RNA, gli scienziati progettano uno stampo di DNA che innesca la produzione della sequenza di RNA desiderata. Un enzima che riconosce questo segnale copia quindi il DNA in RNA. Tuttavia, per funzionare correttamente, il DNA nel modello deve essere amplificato. Per gli studi clinici, Pfizer ha amplificato il DNA utilizzando la PCR (reazione a catena della polimerasi), un metodo chiamato «Processo 1», che ha creato una versione pulita del DNA per produrre l’RNA. Tuttavia, il Processo 1 era costoso. Quindi, per produrre in serie i vaccini per il pubblico, Pfizer ha utilizzato il «Processo 2», che utilizzava un metodo diverso per amplificare il DNA. Il Processo 2 è più economico e semplice, ma comporta il rischio di introdurre sequenze non presenti nel DNA originale. McKernan ha definito questo passaggio dal Processo 1 al Processo 2 un «esca e cambio». In un recente video di Substack, ha affermato che il cambiamento è stato «una mossa premeditata». «Si possono capire quali siano le loro intenzioni dai test che hanno sviluppato», ha detto. «E da quello che hanno fatto si capisce che il loro piano fin dall’inizio era quello di utilizzare sempre il Processo 2». I produttori sono tenuti a digerire e rimuovere tali sequenze, cosa che hanno fatto in questo caso utilizzando un enzima chiamato desossiribonucleasi o DNasi. Tuttavia, nello studio pre-stampa, i ricercatori hanno riferito che in tutti i casi esaminati, l’enzima non ha distrutto completamente le sequenze. «In questo nuovo articolo abbiamo dimostrato una teoria sul perché e sul come il DNA sia finito nelle fiale di Moderna e Pfizer«, ha dichiarato Rose, coautore del documento, a The Defender. «C’è DNA in ogni singola fiala testata fino ad oggi. Questo è stato riprodotto in diversi laboratori in tutto il mondo utilizzando diverse tecniche. E il DNA proveniva dall’ibridazione RNA:DNA come parte del processo di upscaling del Processo 2». Rose ha aggiunto: «Questi ibridi non erano degradabili dall’enzima che i produttori hanno scelto di utilizzare per eliminare il DNA residuo come fase finale del processo, e devono averlo saputo perché è risaputo nel settore che l’enzima da loro selezionato non degrada gli ibridi. È scandaloso quello che hanno fatto».Iscriviti al canale Telegram ![]()
I regolatori utilizzano limiti di sicurezza sbagliati e strumenti sbagliati per cercare frammenti di DNA
Le linee guida normative generalmente limitano il DNA residuo a 10 nanogrammi per dose. Tuttavia, gli autori hanno affermato che la DNasi non digerisce tutto il DNA allo stesso modo. Su Substack, McKernan ha spiegato che il limite di 10 nanogrammi è obsoleto perché è stato creato partendo dal presupposto che il DNA residuo sia «DNA nudo», che si degrada rapidamente. Ma il DNA nei vaccini contro il COVID-19 è incapsulato nelle nanoparticelle lipidiche, quindi non si degrada altrettanto rapidamente. Il problema di sicurezza dei vaccini contro il COVID-19 non è legato al peso, ma al numero di frammenti di DNA: più frammenti presentano un rischio maggiore che il DNA venga integrato nelle cellule esistenti. Alcune sequenze di DNA si ibridano con i corrispondenti trascritti di RNA, che trasportano le informazioni genetiche del DNA utilizzato per la costruzione delle proteine. Secondo gli autori, questi ibridi RNA:DNA sono significativamente più resistenti alla «digestione con DNasi I» rispetto al tipico DNA a doppio filamento. Poiché la regione del gene spike viene trascritta in grandi quantità nell’mRNA, è particolarmente incline a formare tali ibridi. Sebbene i produttori siano consapevoli di questo problema, i test normativi si basano in genere su una singola tecnica di laboratorio che amplifica e misura una specifica sequenza di DNA, chiamata «test qPCR». Tale metodo viene utilizzato solo per colpire il gene di resistenza alla kanamicina (KAN), una regione plasmidica che non viene trascritta ed è altamente sensibile alla digestione con DNasi. Secondo lo studio, questo approccio crea un pregiudizio sistematico: il DNA più facile da distruggere è anche quello che viene misurato, mentre le regioni più resistenti non vengono in gran parte conteggiate. Su Substack, McKernan ha affermato che questo è stato voluto. «I test che hanno progettato non sono stati concepiti per trovare cose». Karl Jablonowski, ricercatore senior del CHD, ha affermato: «Le autorità di regolamentazione hanno sfruttato ‘un solo target di test per il controllo di qualità da parte dello sponsor del vaccino. Non hanno verificato la qualità, né lo ha fatto una terza parte. Grazie a questo approccio, «coloro che avrebbero tratto profitto dai vaccini hanno progettato il test e ne hanno testato la qualità», ha affermato Jablonowski. «Hanno scelto un test che aveva meno probabilità di produrre un esito negativo. Un’alternativa perfettamente utilizzabile e validata era già a loro disposizione, ma i risultati potrebbero aver bloccato l’intera impresa».Aiuta Renovatio 21
I livelli di DNA variano di oltre 100 volte a seconda del test utilizzato
I ricercatori hanno confrontato i test qPCR mirati a diverse regioni plasmidiche, anziché solo alla regione KAN. Hanno riscontrato discrepanze superiori a 100 volte nella concentrazione di DNA misurata nelle diverse regioni plasmidiche. I test che hanno preso di mira la proteina spike hanno costantemente rilevato una quantità di DNA residuo molto maggiore rispetto ai test che hanno preso di mira il gene KAN o altre posizioni. Le misurazioni fluorometriche, un diverso tipo di test che rileva le sostanze prendendole di mira con luce fluorescente, hanno mostrato livelli di DNA da 15 a 48 volte superiori al limite raccomandato dalla Food and Drug Administration statunitense in tutti i lotti di vaccini testati. Gli autori hanno verificato se gli ibridi RNA:DNA fossero responsabili della discrepanza e hanno trovato prove del contrario. Hanno anche chiesto a un’azienda indipendente, Oxford Nanopore Technologies, di confermare la presenza di lunghe molecole di DNA. Le molecole più lunghe hanno maggiori probabilità di essere espresse dalle cellule ospiti rispetto a quelle più piccole, hanno osservato. I ricercatori hanno concluso che gran parte del DNA residuo rilevato nei vaccini esiste in forme ibridate che resistono proprio all’enzima specificato per l’eliminazione del DNA residuo nelle attuali linee guida di produzione e che il tipo di test utilizzato probabilmente non rileverà il DNA residuo.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Gli autori mettono in discussione il processo normativo e chiedono cambiamenti
Gli autori concludono che l’attuale affidamento normativo su un singolo bersaglio qPCR sensibile alla DNasi non è adeguato per identificare le impurità del DNA nelle terapie a mRNA. Il suo utilizzo ha portato le autorità di regolamentazione a «sottostimare sistematicamente il carico totale di DNA plasmidico residuo». Raccomandano invece che gli enti regolatori impongano un approccio multi-metodo che includa la fluorometria controllata da RNasi, il test di più target qPCR in regioni diverse e il sequenziamento per la caratterizzazione dei frammenti. Hanno anche affermato che un diverso enzima ingegnerizzato per la scomposizione del DNA o dell’RNA, chiamato DNasi I-XT, funziona meglio per rimuovere il DNA residuo in tutte le posizioni. Gli autori hanno concluso sollevando una serie di questioni che, a loro avviso, devono essere approfondite. Hanno chiesto perché le autorità di regolamentazione non impongano altri e migliori test per la contaminazione del DNA, dato che esistono metodi più completi. Hanno chiesto una «rivalutazione completa degli attuali standard di quantificazione del DNA e dei controlli di produzione per le terapie a base di modRNA-LNP». Hanno affermato che è preoccupante che le autorità di regolamentazione richiedano test PCR multi-target per i test COVID-19 per evitare falsi negativi. Ma accettano test a bersaglio singolo per il controllo di qualità del vaccino, un contrasto che, a loro dire, merita un esame più approfondito. Hanno chiesto un’indagine sulla decisione di passare dal Processo 1 al Processo 2, «dato che questi prodotti biologici erano obbligatori in molte giurisdizioni – spesso esenti da responsabilità – e hanno raggiunto miliardi di persone, l’attenzione al controllo di qualità e alle GMP deve superare gli standard dei prodotti farmaceutici destinati a un sottoinsieme di persone. Questi prodotti sono stati somministrati universalmente ad anziani, infermi, donne incinte e neonati». Brenda Baletti Ph.D. © 12 gennaio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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