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Intervista all’Avv. Enrico Manicardi di “Vivere liberi”

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Un importante corteo si è tenuto nella città di Modena lo scorso 19 luglio. Qualcuno ne ha fatto sapere qualcosa? Ovviamente no.

Così come in tante altre città, anche qui tanti cittadini, semplici padri e madri di famiglia sono scesi in piazza  sotto il silenzio dei media  in piazza per dire “NO” ad un decreto che vuole imporre le vaccinazioni – vero e proprio trattamento sanitario – a tutti i bambini senza indiscrezione, bypassando persino la volontà di tanti genitori non certi della sicurezza di questi farmaci preventivi inoculati fin dai primi mesi di vita in dosi fortemente massicce.

Per spiegare il senso della manifestazione e il punto in cui ci troviamo, abbiamo intervistato l’Avv. Enrico Manicardi, membro e portavoce del Comitato “Vivere liberi”,  che si è detto lieto di poter rilasciare un’intervista a Radio Spada.

CL: Avvocato Manicardi, lei è membro del neocostituito Comitato “Vivere Liberi” di Modena, organizzatore della manifestazione di mercoledì 19 Luglio scorso. Potrebbe raccontarci brevemente com’è andata e quante persone ha raccolto?

 

EM: La manifestazione mi pare sia andata benissimo: 400 persone consapevoli che, dalle ore 19:00 di un mercoledì di piena estate, hanno marciato in corteo per oltre un’ora lungo le vie della città, cantando slogan anche contro il governo e la svolta autoritaria che esso impone a tutti, gridando continuamente “Libertà!” e facendo sentire la loro voce di protesta; e poi partecipando per altre due ore al comizio che si è tenuto in una delle piazze principali di Modena, con tanti applausi per i relatori (che hanno cercatodi mettere in luce gli aspetti politici, tecnici e medicali della vicenda), intonando cori di libertà a sostegno delle loro parole e partecipando in maniera emozionata ed immedesimante alle testimonianze che hanno chiuso la serata: una giovane donna affetta da immunodepressione che ha lucidamente dichiarato di non voler essere strumentalizzata dal governo per la sua condizione di salute; una madre con un figlio che ha riportato danni alla salute di tipo irreversibile a causa della vaccinazione (e cioè l’autismo).

 

CL: Modena è abituata a questo tipo di manifestazioni? Cos’ha differenziato quella di ieri da una qualsiasi altra manifestazione?

 

EM: No, Modena è abituata alla quiete sociale, all’apatia, al silenzio rassegnato. Il decreto legge n.73/2017 (cosiddetto decreto Lorenzin) ha contribuito a smuovere le coscienze di tutti, e se un mese fa (il 18 Giugno) 400 persone hanno marciato per le vie del centro della città in una fiaccolata di protesta (fatto assolutamente ragguardevole per Modena), mercoledì scorso (19 Luglio) altrettante sono di nuovo scese per le strade del centro e della prima periferia per far sentire di nuovo il proprio “no!” alla deriva autoritaria che questo provvedimento sta imponendo. Erano anni che Modena non veniva scossa da una estate così animata da spirito di denuncia e di ribellione politica.

 

CL: I giornali locali il giorno dopo ne hanno parlato?

 

EM: C’erano diversi giornalisti alla partenza del corteo, e sono state fatte diverse interviste a noi membri del Comitato organizzatore. Alcune di queste interviste sono state poi mandate in onda dai telegiornali locali e altre hanno costituito la base per qualche articolo scritto. E’ vero che un quotidiano locale, nel dare la notizia, ha parlato di 200 persone in corteo quando invece erano 400 (ne siamo sicuri perché ci siamo contati), ed è vero anche che in qualche “resoconto” giornalistico del giorno dopo si è scritto che i manifestanti erano perlopiù favorevoli alle pratiche vaccinali ma non all’obbligo (quando invece tutti sappiamo che la maggior parte di chi protesta è contraria all’obbligo vaccinale ma anche alla pratica vaccinale in sé), tuttavia, in tempi di tirannia mediatica, con tutti i giornali nazionali imbavagliati e diventati protagonisti negativi di questa svolta autoritaria portata dalla sinistra al governo, non è poco.

 

CL: Il cosiddetto Decreto Lorenzin pare aver suscitato l’attenzione di tante persone, determinate fino in fondo a difendere il loro essere padri e madri, e quindi vantando altresì la libertà di scelta sui vaccini, che di fatto corrispondono ad un trattamento sanitario… Si è svegliato il can che dormiva?

 

EM: Mi pare proprio di sì! Ma quel che occorre comprendere è che il cosiddetto decreto Lorenzin non riguarda solo genitori e figli. Questo è ciò che il governo vuole farci credere per spezzare il fronte della resistenza. Quel che il governo sta attaccando è la Libertà, e la Libertà è di tutti (non solo di genitori e figli). Oggi il governo impone una sorta di TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) a tutti i bambini d’Italia, ma se non protesteremo tutti insieme (come si sta cercando di fare), se non faremo sentire uniti la nostra voce (come si sta cercando di fare), se non scenderemo nelle piazze per opporci decisamente a questa obbligatorietà (come si sta cercando di fare), domani i vaccini diventeranno obbligatori anche per tutti i maggiorenni (già si parla d’imporli adoperatori sanitari e della scuola); e se poi continueremo a stare zitti pensando che questo provvedimento liberticida riguardi solo genitori e figli, presto stabiliranno di mettere a tutti un bel braccialetto elettronico, di impiantare a tutti un bel microschips sottocutaneo e magari anche di obbligare ogni soggetto a farsi un bel tatuaggio d’identificazione anagrafica dietro all’orecchio, come già subiscono i cani.

Tutti i governi del mondo fanno sempre così: sia che sianodi destra o di sinistra, quando debbono attaccare la libertà degli individui lo fanno prima aggredendola in categorie particolari: prima leggi speciali per i poveri, in modo che siano solo loro a protestare, e quando tutto si quieta, le norme vengono estese a tutti gli altri. Prima leggi speciali per gli extracomunitari e poi per tutti; prima leggi speciali per gli operatori della scuola, o per i bambini, o per i cani, e poi per tutti.

Ci hanno attaccato sulla libertà e la difesa della libertà (proprio perché e di tutti) è sempre una questione politica: non dobbiamo avere paura delle parole. Dobbiamo riprenderci in mano anche la politica invece di delegarla sempre e soltanto a qualcun altro.

La protesta di mercoledì scorso (19 Luglio 2017), e quelle che di questi tempi si sono moltiplicate in tantissime piazze d’Italia, sono proteste politiche. Non partitiche, ma politiche: e cioè proteste di persone che vogliono mantenere nelle loro mani la libertà, la dignità e che rivendicano l’inviolabilità della persona.

Più saremo in grado di non limitarci all’incazzatura di pancia e di cuore, e la faremo diventare anche di testa (riflettendo su quel che questo provvedimento significa, sul suo senso e sulla portata anche storica di quel che sta accadendo), più la nostra resistenza sarà dura da smantellare; e non si fermerà con la conversione in legge del decreto.

 

CL: Sappiamo che nel comizio di mercoledì è intervenuto sotto vostro invito il dott. Stefano Montanari, insieme alla moglie una delle massime autorità sul tema vaccini. Cos’ha detto in proposito?

 

EM: Il dott. Montanari ha voluto essere presente a tutti i costi a questa manifestazione che si svolgeva nella “sua” città, e siccome si trovava materialmente in Francia, siamo riusciti a creare un collegamento telefonico con lui proprio per consentirgli di intervenire direttamente nella serata.

Il dott. Montanari ha parlato di questioni tecniche, di quel che si trova dentro i vaccini: a cominciare dal mercurio che – ha spiegato – è un componente necessario del vaccinostesso. Noi che facciamo tanto per mangiare cibo senza conservanti, adiuvanti e altri veleni, perché sappiamo bene quanto facciano male alla salute, come possiamo pensare di fare del bene dei nostri figli inoculando nel loro sistema immunitario del mercurio, dell’alluminio, della formaldeide?

E comunque, quel che si è detto negli interventi del comizio, anche aldilà dei preziosissimi spunti offertici dal dott.Montanari che ci ha onorato della sua partecipazionetelefonica, è un fatto importantissimo: e cioè che se è verissimo che i vaccini non sono né innocui né sicuri perché stracolmi di elementi tossici, è anche vero che essi fanno male a prescindere, e che la resistenza alla pratica vaccinale non si deve fermare solo alla tossicità degli elementi inoculati, ma estendersi alla filosofia che la sostiene.

Quel che spesso non sappiamo, infatti, è che la pratica vaccinale non è una verità calata dall’alto, ma si basa su di una idea, una ideologia: quella elaborata da Pasteur nell’Ottocento il quale – scambiando i sintomi del processo morboso con la causa – teorizzò che la malattia fosse la conseguenza dell’azione di germi patogeni che aggredirebbero e ucciderebbero gli umani e gli altri esseri viventi. Vivremmo cioè in un mondo naturalmente folle, e cioè nelle mani di una Natura maligna che vuole costantemente la nostra morte e di ogni essere vivente, condannandoci non solo alla paura perenne, ma – guarda caso – anche alla dipendenza perenne dai veleni prodotti dall’industria farmaceutica (farmaco deriva dal greco Pharmacon, e cioè veleno). Una teoria molto discutibile, mi pare. Del resto, come ogni altra teoria essa può essere errata, sbagliata, falsa. E soprattutto può essere criticata. Infatti, in tanti hanno criticato l’ideologia che muove le vaccinazioni, a cominciare dal dott. Claude Barnard, dal dott. Antoine Béchamp e da tutto il movimento dell’Igienismo Naturale (Isaac Jennings, Sylvester Graham, Arnold Ehret, Herbert Shelton). Questi studiosi, perlopiù medici, e comunque non invischiati con l’Industria delle Malattie, ci hanno spiegato che non è il batterio in sé il problema, ma il terreno biochimico ove esso si trova: se il terreno è forte, sano, ben curato (e cioè noi siamo in salute), il batterio fa solo il suo “lavoro” (che in genere è quello di tener pulito il sistema stesso); quando invece il terreno è indebolito, snervato, debilitato (da una vita stressante, da un’alimentazione inadatta, dalla mancanza di sole, aria pura, sorrisi, o dall’assunzione di farmaci in precedenza), ecco che il sistema stesso perde il suo equilibrio e compare la malattia. Dunque i germi patogeni non sono mai la causa della patologia ma, semmai, il risultato della stessa.

Occorre dunque cominciare anche a guardare a questi aspetti della vicenda, e a mettere in discussione tutto l’apparato culturale e ideologico che sta alla base di questi trattamenti sanitari che ci ammalano.

 

CL: Pensa che questa ondata di persone capaci ormai di riempire piazze in tutta Italia, nonostante l’insabbiamento creato ad hoc dai media, possa essere in grado di ottenere qualche cambiamento?
Qualcosa di molto importante è già stato ottenuto, su diversi fronti.

Intanto un numero sempre più consistente di persone si sta interrogando sulla questione, e sta dunque sviluppando una certa consapevolezza su di una materia che fino a ieri non era così in primo piano. D’altronde, il fatto che tante persone stiano scendendo in piazza per reclamare Libertà non è poco, se si considera che viviamo nell’era della televisione (una volta si sarebbe detto: del Grande Fratello) che spinge tutti a svagarsi e a distrarsi col suo divertimento preconfezionato (dalle ballerine alle partite di calcio).

Secondariamente, ci si sta cominciando a interrogare anche oltre la questione vaccinale e della libertà. Si sta cioè cominciando a mettere in discussione quello che fino a ieri sembrava per lo più un dogma: e cioè che i governi facciano sempre e soltanto il bene della gente. Un numero ogni giorno maggiore di persone si sta rendendo conto che non è così, e che i governi (di ogni colore) fanno soprattutto i lorointeressi, che sono economi e politici; e se ne fregano del bene della gente. Anzi la gente viene spesso usata, strumentalizzata e imbonita dai governi. Se vogliamoriprenderci in mano la nostra libertà dobbiamo cominciare a smettere di delegarla a politicanti, imbonitori e altri recuperatori sociali. Solo l’autogestione, l’autodeterminazione, l’autonomia personale può restituirci quella libertà che i governi ci tolgono coi loro diktat.

In terzo luogo, quel che si è ottenuto con questa battaglia sembra essere un piccolo ma importante passo indietro da parte dello Stato. Aspetteremo a vedere il testo della legge che uscirà dalla conversione del decreto, ma è certo che nessuno di quelli seduti sugli scranni che contano s’immaginava questa reazione popolare, e tutti ne sono rimasti in un qualche modo spaventati (politicamente parlando). Dunque non è certo un caso che le sanzioni siano state molto ridimensionate nell’ammontare e che la segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni (per i provvedimenti sulla responsabilità genitoriale) sia stata stranciata. Da questo fatto possiamo solo trarre ulteriore entusiasmo, perché vuol dire che se le persone fanno sentire la loro voce possono ancora incidere sulla politica.

Naturalmente, siamo tutti consapevoli del fatto che questi ridimensionamenti legislativi sono perlopiù dei contentini utili a far cessare la protesta e farci accettare l’obbligatorietà. Non dobbiamo farci irretire. La battaglia è appunto sulla obbligatorietà, che deve essere tolta. E per fare questo dobbiamo tutti renderci conto che il decreto legge Lorenzin,e la balla dell’immunità di gregge che l’accompagna, hanno imposto un gravissimo cambio di paradigma: hanno cioè stabilito (o vorrebbero farlo) una nuova idea di “salute” stravolgendo quella che da sempre conosciamo. La salute cioè, non sarebbe più una condizione psico-fisica di benessere del soggetto, e dunque di esclusiva competenza del soggetto, ma una prerogativa dello Stato che la gestirebbe anche contro la volontà del soggetto (attraverso l’obbligo di cura). Questo è inaccettabile!

La salute ci appartiene, non è un bene comune, non è di proprietà dello Stato. Solo i sistemi totalitari stalinisti, fascisti e nazisti hanno concepito la salute dei cittadini come una prerogativa dello Stato. Se tollereremo che la salute non sia più nostra ma delle istituzioni che ci governano si aprirà una nuova fase veramente autoritaria nella nostra vita, perchéoggi lo Stato c’impone la vaccinazione, ma domani potrebbe imporci di prendere gli antibiotici quando lo vorrà e chissà, di questo passo, domani l’altro saranno imposti psicofarmaci a tutti coloro che scenderanno in piazza per protestare contro i provvedimenti del governo!

Come si vede la questione è molto delicata, e coinvolge tutti. Occorre dunque che tutti si continui a resistere, a lottare su ogni fronte, a difendere la salute, la dignitàumana, la libertà!

 

CL: Grazie, avvocato, per la sua gentile disponibilità e per il tempo dedicatoci.

 

EM: Grazie a voi per lo spazio che ci avete concesso con questa intervista, e per l’attività giornalistica di controinformazioneche state facendo su questi temi cruciali.

 

Chiunque fosse interessato a prendere contatto con il comitato Vivere Liberi, a trovarsi con noi per riflettere sulle questioni in campo e a proseguire nelle attività di resistenza, può scrivere alla nostra mail: comitatovivereliberi@libero.it

 

Cristiano Lugli

 

 

Articolo apparso in precedenza qui.

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Vaccini

La campagna di vaccinazione contro l’HPV del governo indiano è oggetto di contestazione legale.

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Un’alta corte indiana esaminerà un ricorso presentato da diverse parti preoccupate per i decessi avvenuti durante precedenti sperimentazioni cliniche di un vaccino contro l’HPV. Il ricorso mira a tutelare i diritti costituzionali delle giovani ragazze alla libertà personale, all’autonomia corporea e al consenso informato, sanciti dalla Costituzione indiana. A marzo, il Primo Ministro Narendra Modi ha lanciato la campagna di vaccinazione contro l’HPV, rivolta a 150 milioni di ragazze adolescenti.

 

Un’alta corte indiana esaminerà un ricorso legale contro l’avvio a livello nazionale del programma di vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV) per le ragazze adolescenti, utilizzando il vaccino Gardasil 4 della Merck, secondo quanto riportato da The Indian Express.

 

Mercoledì, l’Alta Corte di Delhi ha accettato di esaminare un ricorso di interesse pubblico presentato da diverse parti preoccupate per i decessi avvenuti durante le sperimentazioni cliniche del vaccino contro l’HPV negli stati indiani del Gujarat e dell’Andhra Pradesh. I decessi sono stati segnalati nel 2010.

 

Un’azione legale di interesse pubblico consente ai cittadini di chiedere al tribunale di autorizzarli a presentare denunce per conto degli «oppressi ed emarginati» che potrebbero non avere i mezzi finanziari per intentare cause legali personalmente.

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Non è necessario che la persona che presenta la denuncia sia direttamente colpita dal problema. Nel caso dell’HPV, diverse persone hanno presentato denuncia: la dottoressa Sujata Mittal, ginecologa e ostetrica; Jitendra Chouksey, imprenditore nel settore sanitario; e gli avvocati Gyanendra Kumar e Rohit Kumar.

 

Hanno affermato di voler proteggere i diritti costituzionali delle giovani ragazze alla libertà personale, all’autonomia corporea e al consenso informato, sanciti dagli articoli 19 e 21 della Costituzione indiana, come riportato da The Hawk.

 

A febbraio, il primo ministro Narendra Modi ha dato il via alla campagna nazionale di vaccinazione contro l’HPV, rivolta a 150 milioni di ragazze adolescenti.

 

Per 90 giorni, le strutture governative di tutto il Paese hanno programmato di offrire una singola dose gratuita del vaccino Gardasil 4 della Merck alle ragazze di 14 anni. Successivamente, le vaccinazioni vengono somministrate nelle giornate di vaccinazione di routine.

 

Il governo indiano sta collaborando con GAVI, l’Alleanza per i Vaccini, sostenuta dalla Fondazione Gates, che dal 2023 ha fornito al governo centinaia di milioni di dollari per includere i vaccini coniugati contro l’HPV e il tifo nel programma nazionale di immunizzazione dell’India.

 

Il Programma per le Tecnologie Appropriate in Sanità (PATH), finanziato dalla Fondazione Gates, era dietro la precedente sperimentazione clinica del vaccino contro l’HPV che aveva portato a gravi eventi avversi e decessi tra le ragazze adolescenti. Un’importante inchiesta parlamentare sui decessi ha portato all’interruzione definitiva della distribuzione del vaccino.

 

I firmatari della petizione hanno espresso preoccupazioni in merito agli eventi avversi associati alle vaccinazioni, visti i gravi problemi riscontrati in precedenza e la mancanza di accesso ai dati sugli eventi avversi legati alla campagna di vaccinazione in corso.

 

Il presidente della Corte Suprema DK Upadhyaya e il giudice Tejas Karia, che hanno esaminato la petizione, hanno definito la questione «una questione molto seria».

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Secondo l’Indian Express, hanno affermato: «ci ​​si vaccina per non contrarre l’infezione. Non mettiamo in dubbio le vostre intenzioni, ma si tratta di un problema serio che riguarda tutte le bambine, le donne in generale… È una questione molto importante… La vaccinazione è un buon sistema, ma se si verificano eventi avversi dobbiamo essere prudenti».

 

I legali dei ricorrenti hanno richiesto che i dati relativi agli eventi avversi vengano condivisi con il tribunale. Tuttavia, ottenere tali dati è difficile perché non sono disponibili al pubblico.

 

Kumar ha affermato che esiste un dipartimento che registra tali eventi. Nel 2013, il dipartimento ha segnalato così tanti eventi avversi associati al vaccino contro l’HPV che il progetto PATH è stato interrotto.

 

«Nel 2026 è stato lanciato lo stesso vaccino», ha detto Kumar. Si è chiesto se «potrebbero almeno fornire i dati sugli eventi avversi riscontrati tra gli 11,5 milioni di persone a cui è stato somministrato finora».

 

Kumar ha sollecitato la corte a ordinare alle autorità di inserire nel verbale i dati relativi a tale evento avverso.

 

Il tribunale ha chiesto al Ministero della Salute e del Benessere Familiare, al Consiglio Indiano per la Ricerca Medica e all’Organizzazione Centrale per il Controllo degli Standard dei Farmaci di rispondere alle questioni sollevate nella petizione.

 

Hanno inoltre ordinato allo stato di inserire nei verbali i dati relativi agli eventi avversi entro la prossima settimana.

 

La prossima udienza si terrà il 29 luglio 2026.

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Precedentemente classificato come «abuso su minori» da un’indagine governativa

A partire dal 2006, PATH ha violato le leggi indiane per testare segretamente Gardasil e il vaccino contro l’HPV Cervarix di GlaxoSmithKline su 24.000 ragazze indiane di età compresa tra i 10 e i 14 anni.

 

Il progetto è stato finanziato anche da Merck e GlaxoSmithKline ed è stato condotto in collaborazione con l’Indian Council of Medical Research (ICMR) e i governi statali in cui il farmaco è stato testato.

 

Il governo ha sospeso il progetto nel 2010 in seguito alle proteste per la morte di sette ragazze che avevano ricevuto il vaccino. La Commissione parlamentare permanente per la salute e il benessere familiare ha avviato un’inchiesta e ne ha pubblicato i risultati nel 2013.

 

Il comitato ha riscontrato negligenza da parte di molte delle istituzioni coinvolte, tra cui PATH e l’ICMR. Sebbene gli sponsor avessero definito la campagna di vaccinazione un «progetto dimostrativo», il comitato ha stabilito che si trattava in realtà di una sperimentazione clinica.

 

È emerso che il progetto «ha violato tutte le leggi e i regolamenti stabiliti dal governo per le sperimentazioni cliniche. Nel farlo, il suo unico scopo è stato quello di promuovere gli interessi commerciali dei produttori di vaccini contro l’HPV, che avrebbero tratto enormi profitti se PATH fosse riuscita a far includere il vaccino contro l’HPV nel Programma di Immunizzazione Universale (UIP) del Paese».

 

Secondo il rapporto, non vi è stato alcun consenso informato né per le ragazze né per i loro genitori, e non sono stati effettuati né controlli di follow-up né segnalazioni adeguate degli eventi avversi e degli eventi avversi gravi associati al vaccino.

 

La commissione ha concluso che il processo costituiva un «caso accertato di abuso su minori» e ha raccomandato al governo di intraprendere azioni contro PATH.

 

PATH contestò le conclusioni della commissione. Non furono mai presentate accuse penali.

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La storia si ripete: stesso vaccino, stesse domande senza risposta

La nuova campagna rappresenta un ulteriore passo avanti verso l’inclusione del vaccino contro l’HPV nel Programma di Immunizzazione Universale.

 

Secondo il Business Standard, una versione indiana del vaccino, denominata Cervavac, è attualmente in fase di sperimentazione clinica e si prevede che verrà presa in considerazione per l’inclusione nel programma dopo il 2027.

 

Quando la campagna è stata lanciata a febbraio, Donthi Narasimha Reddy, Ph.D., visiting senior fellow presso l’ Impact and Policy Research Institute, ha richiesto una revisione scientifica indipendente dell’ultima campagna di vaccinazione contro l’HPV in una lettera del 1° marzo indirizzata al Ministro della Salute indiano JP Nadda.

 

Reddy ha sollevato alcune delle stesse preoccupazioni delineate nella causa di interesse pubblico, sostenendo che in India esistono gravi e persistenti problemi relativi al vaccino contro l’HPV.

 

Ha affermato che nella nuova campagna manca la trasparenza e non esiste un meccanismo chiaro per la segnalazione degli eventi avversi. Non sono state indicate misure a livello distrettuale per la segnalazione degli eventi avversi, né metodi di segnalazione cartacei per le aree non coperte dal servizio sanitario nazionale, né la divulgazione pubblica obbligatoria dei dati aggregati sugli eventi avversi.

 

«L’assenza di segnalazioni non è sinonimo di sicurezza», ha scritto nella sua lettera al ministro della Salute.

 

Il vaccino Gardasil è stato collegato a una miriade di eventi avversi. Alcuni dei danni più comuni includono patologie autoimmuni e neurologiche invalidanti in modo permanente, come la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), la fibromialgia e l’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica.

 

Sono state segnalate migliaia di reazioni avverse in tutto il mondo. La letteratura scientifica peer-reviewed proveniente da Stati Uniti, Australia, Danimarca, Svezia, Francia e Giappone, nonché le statistiche pubblicate dalle agenzie di sanità pubblica di ciascuno di questi paesi, dimostrano plausibili associazioni tra la vaccinazione contro l’HPV e le malattie autoimmuni.

 

Di recente, la Merck ha raggiunto un accordo extragiudiziale negli Stati Uniti in centinaia di cause intentate contro di lei per gravi effetti collaterali causati dal vaccino.

 

Le vendite di Gardasil sono in caduta libera : -40% a livello globale tra il 2024 e il 2025, in parte a causa del crollo della domanda in Cina, poi un ulteriore calo del 22% nel primo trimestre del 2026, con cali notevoli in Giappone e negli Stati Uniti.

 

Contemporaneamente, è in corso una campagna internazionale, finanziata in gran parte dalla Fondazione Gates, per vaccinare 86 milioni di ragazze nei paesi a basso e medio reddito contro l’HPV.

 

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 23 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Immagine di Jan Christian via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic 


 

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Cancro

Moderna avvia la sperimentazione del vaccino antitumorale a mRNA mentre gli esperti mettono in guardia sui rischi

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Moderna sta sviluppando un vaccino a mRNA per pazienti affetti da tumori solidi in stadio avanzato o metastatico, ha annunciato la scorsa settimana l’azienda. Il prodotto è ancora nelle prime fasi della sperimentazione clinica di Fase 1, ma alcuni esperti avvertono già che l’iniezione potrebbe comportare dei rischi, tra cui quello di provocare la formazione di nuovi tumori.   Moderna sta sviluppando un vaccino a mRNA per pazienti affetti da tumori solidi in stadio avanzato o metastatico, ha annunciato la scorsa settimana l’azienda. Il prodotto è ancora nelle prime fasi della sperimentazione clinica di Fase 1, ma alcuni esperti avvertono già che l’iniezione potrebbe comportare dei rischi, tra cui quello di provocare la formazione di nuovi tumori.   In un comunicato stampa, Moderna ha affermato che l’mRNA-4200 si differenzia dagli altri vaccini contro il cancro in fase di sviluppo in quanto è concepito come una «terapia antigenica pronta all’uso» che può essere utilizzata su molti pazienti.   Secondo la casa farmaceutica, l’mRNA-4200 fornisce istruzioni alle cellule del corpo per produrre sette proteine ​​comunemente presenti nei tumori. L’obiettivo è aiutare il sistema immunitario a imparare cosa attaccare.

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La sperimentazione clinica valuterà l’mRNA-4200 da solo o in combinazione con Keytruda (pembrolizumab), un anticorpo monoclonale approvato per i pazienti oncologici, in un gruppo di partecipanti. L’altro gruppo riceverà una dose di mRNA-4106, un altro vaccino antitumorale a mRNA sviluppato da Moderna.   Complessivamente, 42 pazienti affetti da diversi tipi di tumori solidi, tra cui melanoma, tumore alla vescica, tumore alla cervice uterina, tumore al colon-retto, tumore allo stomaco e tumore alle ovaie, parteciperanno alla sperimentazione clinica.   David Berman, MD, Ph.D., responsabile dello sviluppo di Moderna, ha dichiarato in un comunicato che la sperimentazione clinica di mRNA-4200 riflette «l’impegno costante dell’azienda nell’ampliare il potenziale dell’immunoterapia oncologica al di là degli approcci a bersaglio singolo».   Tuttavia, diversi esperti medici e scientifici avvertono che l’mRNA-4200 potrebbe comportare rischi significativi per la salute pubblica, rischi che Moderna non ha ancora rivelato completamente perché non ha specificato quali siano le sette proteine ​​tumorali che il vaccino mRNA-4200 produrrà.   Secondo l’immunologa e biochimica Jessica Rose, Ph.D., «antigeni specifici non divulgati ostacolano una valutazione indipendente e completa» della sicurezza del prodotto. Ha definito «una cattiva idea» lo sviluppo di un vaccino antitumorale che potrebbe di per sé provocare la crescita di tumori.   Diversi altri esperti avvertono che il processo di sviluppo temporaneo di proteine ​​o frammenti proteici, comuni anche a molti tumori, potrebbe a sua volta provocare lo sviluppo di tumori, altre forme di cancro o altri rischi per la salute.

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La piattaforma mRNA è considerata «non sicura e inefficace»

Nel vaccino mRNA-4200, l’mRNA ha lo scopo di istruire alcune cellule a produrre temporaneamente proteine ​​comunemente associate ai tumori. Il sistema immunitario riconoscerebbe quindi e attaccherebbe le cellule associate a tali proteine.   Ma Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), ha avvertito che questo processo può a sua volta portare al cancro. Ha affermato:   «Sembra – ed è – controintuitivo promuovere una terapia contro il cancro che a sua volta causa il cancro. Esistono diversi modi in cui la tecnologia a mRNA può favorire lo sviluppo del cancro, e si è osservato un aumento senza precedenti di tumori aggressivi in ​​tutto il mondo dall’introduzione del vaccino a mRNA contro il COVID-19».   «L’immunosoppressione innata, gli acidi nucleici esogeni e i contaminanti specifici in grado di replicarsi nei mammiferi presenti nelle fiale del vaccino anti-COVID sono già stati collegati al cancro, e presumibilmente nessuno di questi elementi cambierebbe in una nuova formulazione».   Altri scienziati hanno affermato che la crescita cellulare innescata dal vaccino mRNA-4200 di Moderna potrebbe non rimanere confinata in una sola parte del corpo o non mantenersi a livelli tali da consentire al sistema immunitario di contrastarla. Per questo motivo, l’analista Jon Fleetwood ha dichiarato che lo studio clinico di Moderna solleva «evidenti interrogativi sulla sicurezza e sul consenso informato».   Fleetwood ha citato due studi recenti: uno pubblicato nel 2021 sul Journal of Extracellular Vesicles e una revisione del 2023 sulla rivista Pharmaceutics. Gli studi indicano che le cellule che producono una proteina bersaglio possono rilasciare vescicole extracellulari – particelle delimitate da membrana – che potrebbero trasportare tale proteina al di fuori delle cellule e oltre la sede di destinazione nell’organismo.   La farmacologa e biologa Hélène Banoun, Ph.D., ha affermato che tutte le terapie antitumorali che prevedono l’immunizzazione del paziente contro gli antigeni presenti sulle cellule tumorali comportano dei rischi. Ha dichiarato:   «Le cellule mutanti resistenti agli anticorpi diretti contro specifiche proteine ​​tumorali acquisiranno un vantaggio competitivo e prolifereranno. Dopo un certo periodo di tempo, il tumore sfuggirà agli effetti della terapia mirata».   «Questo è ciò che generalmente accade con questo tipo di terapia: si osserva una riduzione del tumore per alcune settimane o mesi, dopodiché la crescita del tumore riprende se il paziente non è riuscito a eliminarlo completamente».   Per gli enti regolatori, tuttavia, la differenza relativa nei tassi di sopravvivenza è in genere «sufficiente perché le autorità sanitarie approvino questo tipo di terapia», ha affermato Banoun.   Secondo Banoun, mRNA-4200 è un esempio di prodotto di terapia genica, e tali prodotti sono stati collegati all’insorgenza del cancro.   «Uno degli effetti collaterali attesi, da monitorare con particolare attenzione con le GTP, è l’induzione di tumori, il che è paradossale per un trattamento destinato a curare il cancro», ha affermato Banoun.   Per i prodotti di terapia genica, è importante «studiare nello specifico la loro biodistribuzione all’interno del corpo del soggetto trattato e la loro escrezione nell’ambiente», ha affermato Banoun. Tuttavia, la sperimentazione clinica di Moderna «non include queste indagini», almeno stando alle informazioni disponibili al pubblico. Rose si è detta d’accordo. Ha affermato che prodotti come mRNA-4200 «rappresentano strategie “pan-tumorali”» intese a colpire il cancro in modo ampio, e che questo tipo di terapie comporta un rischio perché «la stessa piattaforma di nanoparticelle lipidiche e mRNA si è dimostrata pericolosa e inefficace» nei vaccini contro il COVID-19.

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La riprogrammazione del sistema immunitario comporta il rischio di indurre malattie autoimmuni.

Nei vaccini a mRNA contro il COVID-19, le nanoparticelle lipidiche (LNP) veicolano l’mRNA alle cellule umane. Tuttavia, è stato riscontrato che le LNP trasferiscono quantità eccessive di mRNAproteina spike e contaminanti del DNA ad altre cellule e in tutto il corpo, anche al di fuori dell’area di trattamento prevista.   Rose ha affermato che tra i potenziali eventi avversi figurano le malattie autoimmuni e il rilascio di citochine, una condizione in cui il corpo rilascia troppe proteine ​​di segnalazione immunitaria troppo rapidamente, causando una risposta immunitaria eccessiva che può danneggiare tessuti e organi sani.   Secondo Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, «Riprogrammare il sistema immunitario comporta sempre il rischio di indurre malattie autoimmuni».   «Esiste un gruppo di proteine ​​che sono spesso presenti sulle cellule cancerose. Le chiamiamo antigeni tumorali. Se si riesce a istruire il sistema immunitario a distruggere le cellule che esprimono queste proteine, il cancro potrebbe essere sconfitto dalle difese naturali» ha aggiunto.   Tuttavia, «una persona affetta da cancro avrà un rapporto rischio-beneficio drasticamente diverso»ì rispetto a una persona sana», ha affermato Jablonowski. «Moderna non ha mai ammesso un’eccessiva contaminazione da DNA nei vaccini contro il COVID-19, né una contaminazione da DNA all’interno delle nanoparticelle lipidiche (LNP), né il fallimento della DNasi [che degrada il DNA extracellulare] nel degradare tale contaminazione».

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Gli esperti mettono in guardia dal rischio di perdita di peso

Fleetwood ha scritto che ci sono anche dubbi sul fatto che il vaccino mRNA-4200 «o i suoi prodotti possano essere rilasciati dal ricevente originale ad altri attraverso esosomi o vescicole extracellulari nei fluidi corporei escreti».   Banoun ha concordato. Gli esosomi «possono passare nei fluidi corporei ed essere espulsi», ha affermato, un processo che è stato osservato con i vaccini a mRNA contro il COVID-19.   «Questo è ciò che accade con gli mRNA anti-COVID, che passano nel latte materno e probabilmente anche in altri fluidi corporei. È quindi teoricamente possibile che questi prodotti possano essere trasmessi ad altri individui attraverso il rilascio di sostanze», ha affermato Banoun.   Hooker ha affermato di dubitare che Moderna terrà conto dei noti problemi di sicurezza relativi alla tecnologia mRNA nelle sue sperimentazioni cliniche per i vaccini antitumorali a mRNA.   «Dubito che qualsiasi studio clinico sui vaccini antitumorali a mRNA tenga conto di tali problematiche, soprattutto per quanto riguarda le conseguenze a lungo termine di queste iniezioni».   «Purtroppo, abbiamo un intero settore che nega e/o mente sui pericoli della tecnologia mRNA, e l’inevitabile sviluppo di nuovi tipi di terapie e profilassi porterà con sé gli effetti collaterali delle iniezioni originali e potrebbe persino causare danni maggiori».   Il vaccino mRNA-4200 è uno dei diversi vaccini antitumorali a mRNA che Moderna sta sperimentando.   All’inizio di quest’anno, un vaccino antinfluenzale a mRNA della Moderna ha ricevuto l’approvazione unanime da un comitato della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la potenziale approvazione per gli adulti di età pari o superiore a 50 anni, nonostante le preoccupazioni sulla sicurezza e la bassa efficacia.   Le preoccupazioni relative alla sicurezza della tecnologia mRNA hanno indotto un gruppo di scienziati a presentare lo scorso anno una petizione alla FDA per la sospensione o il ritiro dal mercato dei prodotti a base di mRNA.   Michael Nevradakis Ph.D.   © 20 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

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Vaccini

Neonato muore, la grande farmaceutica interrompe la sperimentazione del vaccino RSV dicendo che non c’è correlazione

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Nell’ottobre del 2024, l’azienda produttrice di vaccini Sanofi ha interrotto la sperimentazione clinica del suo vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) destinato a neonati e bambini piccoli. Secondo documenti ottenuti tramite una richiesta di accesso agli atti, un bambino è deceduto durante la sperimentazione. Tuttavia, l’azienda non ha segnalato alcun problema di sicurezza relativo al vaccino, affermando invece di aver interrotto la sperimentazione perché il vaccino non si era dimostrato efficace come sperato.

 

Nell’ottobre del 2024, l’azienda produttrice di vaccini Sanofi ha interrotto la sperimentazione clinica di un vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) destinato a neonati e bambini piccoli. Secondo i documenti ottenuti tramite una richiesta di accesso agli atti (Freedom of Information, FOI), un bambino è deceduto durante la sperimentazione.

 

La notizia che Sanofi avesse interrotto la sperimentazione è passata quasi inosservata, ricevendo solo una breve menzione su Fierce Biotech. L’azienda non ha segnalato alcun problema di sicurezza con il vaccino, affermando invece di aver interrotto la sperimentazione perché il vaccino non si era dimostrato efficace come sperato.

 

«Il profilo di sicurezza è risultato accettabile e l’IDMC [Comitato indipendente di monitoraggio dei dati] non ha rilevato alcun segnale di peggioramento della malattia respiratoria associata al vaccino», ha dichiarato l’azienda.

 

La malattia respiratoria potenziata associata al vaccino, o VAERD, è una grave malattia respiratoria che si sviluppa quando un bambino vaccinato, che non ha mai contratto il virus respiratorio sinciziale (RSV), viene esposto al virus e sviluppa una forma più grave di RSV rispetto a quella che avrebbe avuto se non avesse ricevuto il vaccino.

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Un portavoce di Sanofi, che ha confermato la morte del bambino a The Defender, ha dichiarato che il piccolo soffriva di una cardiopatia congenita. «La nostra analisi, supportata dall’IDMC, è che il vaccino candidato non sia stata la causa principale dell’evento».

 

Una ricerca pubblicata sul Pediatric Infectious Disease Journal indica che la maggior parte dei bambini che muoiono a causa del virus respiratorio sinciziale (RSV) presenta comorbilità come cardiopatie o malattie polmonari congenite.

 

I neonati affetti da malformazioni congenite avrebbero dovuto essere esclusi dallo studio e i partecipanti avrebbero dovuto essere valutati per la presenza di patologie preesistenti , secondo i criteri di esclusione della sperimentazione clinica.

 

Il portavoce ha inoltre affermato che l’azienda produttrice del vaccino pubblicherà i risultati della sperimentazione in una rivista scientifica sottoposta a revisione paritaria, ma non ha potuto specificare quando la pubblicazione sarà definitiva e disponibile.

 

Nel maggio 2026, The Defender ha presentato una richiesta ai sensi del Freedom of Information Act (FOIA) alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per ottenere le comunicazioni relative al decesso segnalato, inclusa una lettera «Dear Investigator» inviata da Sanofi il 13 dicembre 2024, che faceva riferimento a una sospensione della sperimentazione a causa di un «SAE fatale», ovvero un evento avverso grave.

 

Tali lettere vengono in genere utilizzate per notificare formalmente ai medici informazioni importanti che hanno un impatto immediato su una sperimentazione clinica.

 

La lettera, emessa dall’Autorità nazionale per la ricerca sanitaria del Servizio sanitario britannico (NHSHRA), rivela che è stato segnalato almeno un evento avverso grave: il decesso di un neonato.

 

L’NHSHRA ha rivelato l’esistenza della lettera nella sua risposta alla richiesta di accesso agli atti, che è stata condivisa con The Defender.

 

Tuttavia, nonostante le richieste di chiarimento, l’NHSHRA si è rifiutata di fornire la lettera o qualsiasi dettaglio sulla lettera o sulla morte del neonato, spingendo The Defender a presentare una richiesta FOIA alla FDA.

 

La FDA dovrebbe essere in possesso del rapporto perché la maggior parte degli studi clinici condotti secondo le normative federali statunitensi richiede agli sponsor degli studi clinici di segnalare all’agenzia qualsiasi reazione avversa grave e inattesa, nonché qualsiasi reazione avversa sospetta, fatale o potenzialmente letale, inattesa.

 

La FDA non ha ancora preso atto della richiesta FOIA presentata da The Defender né ha risposto.

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I documenti relativi alla sperimentazione di Sanofi hanno classificato la VAERD come «a rischio molto basso e teorico»

Sanofi ha sponsorizzato lo studio di fase 3 «PEARL» per testare il suo vaccino intranasale contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), RSVt, su bambini sani di età compresa tra i 6 e i 22 mesi.

 

Il vaccino RSVt è un vaccino a virus vivo attenuato contenente una forma geneticamente modificata del virus respiratorio sinciziale (RSV).

 

La sperimentazione di fase 3 ha fatto seguito a una sperimentazione di fase 2 di dimensioni inferiori, che aveva riportato risultati «promettenti» e nessuna problematica di sicurezza.

 

La sperimentazione di fase 3, che ha coinvolto 6.300 bambini negli Stati Uniti e in tutto il mondo, ha confrontato il vaccino con un placebo. Ai bambini sono state somministrate due dosi di vaccino e sono stati monitorati per la sicurezza per 24 mesi dopo le vaccinazioni.

 

Secondo il database federale delle sperimentazioni cliniche, Sanofi ha avviato lo studio nel 2023. La sperimentazione avrebbe dovuto concludersi nel 2027, ma Sanofi l’ha interrotta nel 2024.

 

Secondo un sito web dedicato alla sperimentazione, il compenso per la partecipazione allo studio variava. Un centro che testava il vaccino in Nebraska offriva ai partecipanti 3.750 dollari.

 

I documenti di consenso informato , ottenuti anch’essi tramite richieste di accesso agli atti, includevano informazioni su «disagi e rischi». L’elenco comprendeva possibili sintomi di raffreddore o altri sintomi lievi.

 

I documenti riportavano inoltre che la VAERD rappresentava un «rischio potenziale», ma sottolineavano che si trattava di «un rischio molto basso e teorico».

 

Nella sua dichiarazione a The Defender, Sanofi ha affermato che nell’ambito del suo programma di vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) per i bambini piccoli «non è stata osservata alcuna evidenza di malattia respiratoria potenziata associata al vaccino (VAERD) nei bambini che hanno ricevuto il vaccino sperimentale e hanno completato il follow-up per almeno una stagione di RSV».

 

L’azienda ha inoltre affermato che il bambino deceduto durante la sperimentazione non è morto a causa di una malattia correlata al virus respiratorio sinciziale (RSV).

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La morte dei neonati getta una lunga ombra sulla ricerca del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale

I ricercatori del National Institutes of Health (NIH) svilupparono per la prima volta un vaccino sperimentale contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) all’inizio degli anni Sessanta. Somministrarono il vaccino a oltre 50 bambini in un ospedale noto per la sua popolazione di pazienti prevalentemente afroamericana.

 

Quasi la metà dei neonati ha sviluppato l’infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV) e 10 di loro hanno richiesto il ricovero in ospedale, un dato che il dottor Robert Chanock, ricercatore del NIH e responsabile dello studio, ha successivamente ammesso essere «probabilmente al di fuori della norma».

 

Anziché interrompere il programma, i ricercatori hanno collaborato con Pfizer (allora Wyeth) per creare una versione più concentrata del vaccino, nota come Lotto 100.

 

Nell’inverno del 1965-66, i ricercatori selezionarono 31 dei bambini più piccoli di una delle cliniche dell’ospedale per testare il vaccino del lotto 100.

 

Alle famiglie non è stato comunicato che i neonati sarebbero stati inclusi in una sperimentazione clinica, né che una precedente sperimentazione non aveva avuto successo. Non sono state inoltre informate dei rischi associati al vaccino.

 

Due dei neonati, Victor King di 4 mesi e Ross Hambrick di 2 mesi, sono deceduti a causa di gravi malattie respiratorie contratte per via del virus respiratorio sinciziale (VAERD). I decessi si sono verificati durante la seconda stagione del virus respiratorio sinciziale (RSV) successiva alla somministrazione del vaccino.

 

All’inizio di quest’anno, le famiglie, a cui non era mai stata comunicata la causa della morte dei loro bambini, hanno intentato causa contro il governo federale.

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L’esito disastroso delle prime sperimentazioni ha bloccato lo sviluppo del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale per decenni.

Nessun vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) è stato immesso sul mercato fino al 2023, quando la FDA ha approvato due vaccini contro l’RSV, prodotti da Pfizer e GSK, per l’uso negli adulti più anziani, e il vaccino a base di anticorpi monoclonali Beyfortus per combattere l’RSV nei neonati e nei bambini piccoli.

 

Le iniezioni di anticorpi monoclonali non sono vaccini, bensì anticorpi destinati a fornire una protezione temporanea contro un virus.

 

GSK ha dovuto interrompere le sperimentazioni sulle donne in gravidanza a causa di un segnale di sicurezza relativo al parto prematuro.

 

Nell’agosto del 2023, le autorità regolatorie hanno approvato il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) della Pfizer per le donne in gravidanza nel terzo trimestre. Il vaccino è destinato a proteggere i neonati. Tuttavia, i dati post-marketing mostrano che il vaccino della Pfizer è anche collegato a parti prematuri.

 

Durante la sperimentazione clinica del Beyfortus, l’anticorpo monoclonale che è stato poi approvato per i neonati, 12 bambini sono morti . Tuttavia, i ricercatori dello studio hanno affermato che i decessi sembravano non essere correlati al prodotto.

 

Un’indagine condotta da The Defender ha inoltre rilevato che almeno due decessi infantili segnalati al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) erano collegati al vaccino Beyfortus.

 

Tuttavia, il presunto successo di quelle sperimentazioni cliniche sul virus respiratorio sinciziale (RSV) ha aperto le porte alla ricerca sui vaccini contro l’RSV, anche per i bambini piccoli , negli ultimi cinque anni.

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I vaccini a mRNA contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) di Moderna per neonati hanno attivato un segnale di sicurezza nella VAERD (malattia respiratoria acuta associata alla ventilazione meccanica)

Nel 2023, la FDA ha dato il via libera a Moderna per procedere con la sperimentazione clinica , denominata Rhyme Trial, volta a testare la sicurezza e l’immunogenicità dei suoi due farmaci sperimentali a mRNA contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) in bambini di età compresa tra 5 e 23 mesi.

 

Lo studio ha ricevuto l’approvazione dopo che la FDA ha accelerato la procedura di approvazione dei vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) di Moderna nel 2021, un processo che velocizza lo sviluppo e l’approvazione di un farmaco.

 

I risultati condivisi in un documento informativo della FDA indicano che, anziché proteggere i neonati come previsto, il vaccino ha probabilmente causato tassi più elevati di malattia grave da virus respiratorio sinciziale (RSV) tra i neonati vaccinati arruolati negli studi clinici di Fase 1, innescando un potenziale segnale di sicurezza relativo alla malattia erpetica associata al vaccino (VAERD) nei bambini piccoli.

 

Le preoccupazioni erano così serie che il documento informativo della FDA ha stabilito la sospensione dell’arruolamento in tutti gli studi clinici sui vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) per neonati e bambini di età inferiore ai 2 anni, e per bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni che non avevano mai contratto l’infezione da RSV.

 

Nel luglio 2024, Moderna dovette interrompere la sperimentazione. Pochi mesi dopo, anche la sperimentazione di Sanofi venne sospesa.

 

«È una coincidenza notevole che Sanofi abbia interrotto questo ampio studio di fase 3 che coinvolgeva 6.300 bambini piccoli poco dopo che la sperimentazione del vaccino a mRNA contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) di Moderna sui neonati sotto i 2 anni è stata sospesa a seguito del ricovero in ospedale di alcuni bambini vaccinati affetti da VAERD, soprattutto considerando che studi precedenti avevano mostrato risposte anticorpali incoraggianti al vaccino vivo somministrato per via nasale», ha dichiarato a The Defender il dottor Peter Selley, medico di base britannico ed esperto di vaccini contro l’RSV.

 

«È tragico che la risposta alla richiesta di accesso agli atti suggerisca che ci sia stato un decesso tra i neonati vaccinati poco prima che la sperimentazione venisse interrotta», ha affermato.

 

Moderna ha recentemente aggiornato la tempistica per il completamento dello studio Rhyme, interrotto a causa della pandemia, posticipandola dal 2026 al 2029. Ciò consentirà all’azienda di determinare se in futuro si verificheranno eventi avversi correlati al vaccino. Tuttavia, significa anche che i risultati dello studio non saranno disponibili per un’analisi approfondita per diversi anni.

 

La FDA non ha risposto alla richiesta di informazioni del The Defender in merito all’eventuale sospensione delle iscrizioni ai trial clinici del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) nei bambini entro la data di pubblicazione.

 

Tuttavia, il sito web federale sulle sperimentazioni cliniche mostra alcuni studi sui vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) nei neonati o nei bambini come soggetti attivi e in fase di reclutamento.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 17 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

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