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Sanità

In Portogallo infermiera morta dopo 48 ore dalla somministrazione del vaccino anti-COVID

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In Portogallo un’infermiera di 41 anni, Sonia Acevedo, è morta dopo 48 ore dalla somministrazione del vaccino anti Covid Pfizer/BioNTech.

 

Il corpo sarà sottoposto all’autopsia proprio per comprendere se il decesso è collegato alla somministrazione del siero.

La giovane donna, peraltro madre di due figli, lavorava nel reparto di pediatria presso l’Istituto nazionale di oncologia (IPO) a Porto, e aveva ricevuto il vaccino il 30 dicembre

 

La giovane donna, peraltro madre di due figli, lavorava nel reparto di pediatria presso l’Istituto nazionale di oncologia (IPO) a Porto, e aveva ricevuto il vaccino il 30 dicembre.

 

La famiglia della vittima ha dichiarato al quotidiano locale Correio da Manha che la figlia non aveva altre patologie e non aveva mostrato malesseri. Poi, il primo gennaio, è deceduta improvvisamente.

 

«Mia figlia stava bene – ha dichiarato il padre – Non aveva avuto problemi di salute. Voglio solo risposte. Voglio sapere cosa ha portato alla sua morte».

«Mia figlia stava bene – ha dichiarato il padre – Non aveva avuto problemi di salute. Voglio solo risposte. Voglio sapere cosa ha portato alla sua morte».

 

Sapremo mai la verità?

 

 

Cristiano Lugli

 

 

 

 

 

Immagine d’archivio

 

 

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Sanità

Radiata la dottoressa Balanzoni. Tutta la nostra solidarietà

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La dottoressa Barbara Balanzoni, nota critica della vaccinazione mRNA e della giurisprudenza pandemica, è stata radiata dall’Ordine dei Medici.

 

Ne dà notizia la stessa dottoressa su un suo canale Telegram, caricando anche il documento della commissione dell’Albo dei Medici e Chirurghi che «al termine della sua ponderata e attenta riflessione (…) decide di comminare alla dottoressa Balanzoni Barbara (…) la sanzione della RADIAZIONE».

 

La decisione della commissione di radiare la dottoressa, si apprende, sarebbe stata presa all’unanimità.

 

Renovatio 21 alla dottoressa Barbara Balanzoni esprime tutta la solidarietà possibile.

 

È incredibile vedere come, anche fuori tempo massimo, l’epurazione vada avanti. Ieri il TAR della Lombardia in una sentenza considerava sproporzionata la misura che lascia senza stipendio e senza lavoro gli operatori sanitari che si sono sottratti alla vaccinazione sperimentale anti-COVID, domandando che sia la Corte Costituzionale a valutare la questione, avendo il TAR ravvisato evidenti profili di incostituzionalità nella legge.

 

Con ogni evidenza, la macchina non si ferma: ogni dissidenza va piegata, ogni opposizione cancellata.

 

Ci chiediamo altresì se siano stati radiati con la medesima velocità i vari chirurghi condannati per aver creato danni ai pazienti per operarli o tutta la serqua di dottori protagonisti di casi di malsanità conclamata.

 

La dottoressa Balanzoni è un caso forse unico di medico laureato anche in giurisprudenza; come giurista ha pubblicato anche un saggio tecnico-giuridico, La prova penale della responsabilità medica.

 

La dottoressa ha iniziato a lavorare come medico specialista nel 2004; nel 2012 è stata Ufficiale Medico del contingente italiano in Kosovo.

 

Radiare la Balanzoni e tutti gli altri medici che curano in scienza e coscienza, e esprimono in libertà il loro pensiero, ci pare un atto che definisce l’era in cui viviamo.

 

Chiediamo al lettore un pensiero, una preghiera per la dottoressa Balanzoni. Chiediamo al lettore di rendersi conto della portata di quello che accadendo.

 

Chiediamo al lettore di Renovatio 21, infine, di ricordare con un pensiero, una preghiera, per il dottor Roberto Gava, per finito nel tritacarne istituzionale ultravaccinista ancora prima del COVID, «protomartire», quindi, della tremenda situazione in cui versano le cose mediche ora.

 

Un ricordo anche per quei mesi di quattro anni fa, quando radiarono anche la dottoressa Lesmo, che oggi non è più con noi.

 

No, la macchina non si ferma. Perché la macchina è partita tanto, tanto tempo fa.

 

E, statene certi, non si fermerà da sola.

 

 

 

 

Immagine dal sito Barbarabalanzoni.it

 

 

 

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Epidemie

Studio sull’aumento dei decessi causati dai lockdown COVID

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Gli Stati Uniti hanno registrato quasi 170.000 morti in eccesso durante la pandemia, e si tratta di morti che non sono state causate dal virus stesso, poiché l’obesità, l’abuso di sostanze e altri assassini sono aumentati durante i lockdown imposti dal governo: è la tesi di un nuovo studio appena pubblicato.

 

Le cifre sono state rivelate in un rapporto pubblicato questo mese dal National Bureau of Economic Research (NBER). Il numero reale era probabilmente più alto, osserva lo studio, dato che la stima non include 72.000 persone morte con il virus, ma non necessariamente a causa di ciò.

 

Il rapporto ha suggerito che le morti in eccesso non dovute al COVID potrebbero essere state «danni collaterali delle scelte politiche». NBER ha indicato fattori come l’aumento della violenza armata, l’uso di droghe e alcol, il fumo e l’aumento di peso durante il lockdown.

 

«Troviamo particolarmente degno di nota il fatto che gli esiti sanitari non COVID non siano stati monitorati più da vicino, tra le altre cose, per determinare se le politiche COVID pubbliche o private li stessero aggravando», hanno affermato gli autori dello studio.

 

I ricercatori sostengono che mentre alcuni critici potrebbero incolpare le morti in eccesso sulle scelte personali, piuttosto che sulle politiche pubbliche, «questa non è una scusa per ignorare questo numero di vittime in aumento o mettere in secondo piano un esame di queste morti».

 

I decessi per cause indotte da droghe e alcol sono aumentati rispettivamente del 13% e del 28%, superando i livelli di base di un totale di 24.000 persone all’anno, ha affermato lo studio NBER.

 

Ci sono stati 32.000 decessi in eccesso all’anno per malattie circolatorie, circa il 4% al di sopra del valore di base, e i decessi causati da diabete o obesità sono stati del 10% superiori al previsto, con una media stimata di 15.000 casi aggiuntivi ogni anno.

 

Anche se i governi monitorano da vicino i casi e i decessi di COVID, sono stati offerti pochi dati su ciò che sta accadendo ai risultati sanitari a parte il virus, ha affermato NBER.

 

«C’è stata poca curiosità nel verificare se le politiche COVID pubbliche o private stessero aggravando i precedenti problemi di salute», hanno affermato gli autori, aggiungendo che i loro risultati sui danni alla salute subiti durante la pandemia erano «significativi e storici».

 

I decessi per COVID-19 colpiscono in modo schiacciante le persone anziane, ma i decessi non-COVID durante la pandemia sono aumentati in tutte le fasce di età degli adulti, ha scoperto NBER.

 

In effetti, i decessi per tutte le cause sono aumentati più nettamente tra i giovani adulti che tra gli anziani durante la pandemia.

 

«Altri dati su tossicodipendenze, sparatorie non fatali, aumento di peso e screening del cancro indicano un’emergenza sanitaria storica, ma in gran parte non riconosciuta», affermano gli autori dello studio.

 

I tassi pro capite di decessi non-COVIDin eccesso sono stati simili nei paesi dell’Unione Europea. Un’eccezione è stata la Svezia, dove i decessi non-COVIDsono scesi al di sotto dei livelli di base.

 

«Sospettiamo che alcune delle differenze internazionali siano dovute allo standard utilizzato per designare una morte come COVID, ma forse anche il risultato della Svezia è correlato alla riduzione al minimo dell’interruzione del normale stile di vita dei suoi cittadini», ha affermato NBER.

 

Uno studio della John Hopkins University pubblicato all’inizio di quest’anno ha suggerito che i lockdown COVID in tutto il mondo hanno impedito pochi, se non nessuno, decessi a causa del virus.

 

«Sebbene questa meta-analisi concluda che i lockdown hanno avuto effetti minimi o nulli sulla salute pubblica, hanno imposto enormi costi economici e sociali laddove sono stati adottati» scrivono gli autori dello studio.

 

«Di conseguenza, le politiche di lockdown sono infondate e dovrebbero essere respinte come strumento politico pandemico».

 

 

 

 

 

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Salute

Più di 3000 diabetici britannici sono morti a causa del lockdown

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È stato stimato che più di 3000 persone con diabete sono morte inutilmente perché non hanno potuto sottoporsi ai controlli durante i periodi di feroce lockdown imposti in Gran Bretagna. Lo riporta il quotidiano inglese Telegraph.

 

Uno studio del NHS ha rilevato che il passaggio all’assistenza sanitaria a distanza e una riduzione delle cure di routine nei primi 12 mesi della pandemia ha avuto conseguenze «assolutamente devastanti» per i diabetici, nelle parole di Chris Askew, amministratore delegato di Diabetes UK.

 

Lo studio ha rilevato che nel corso di poco meno di quattro mesi, i decessi non-COVID tra i diabetici sono aumentati dell’11%, provocando 3075 morti in eccesso, con un particolare aumento dei decessi per malattie cardiache.

 

La ricerca rivela inoltre che nel corso del 2020-2021 solo poco più di un quarto dei diabetici è stato in grado di sottoporsi a controlli completi presso il Servizio Sanitario Nazionale, rispetto a quasi la metà dell’anno precedente.

 

Lo studio, che è stato pubblicato su Lancet Diabetes and Endocrinology, ha anche riscontrato un enorme aumento del 66% dei tassi di mortalità per coloro che non sono stati in grado di ottenere controlli completi.

 

È detto inoltre nell’articolo che le cifre siano stime prudenti perché l’analisi ha confrontato i decessi in Inghilterra solo per due periodi di 15 settimane.

 

«I ricercatori hanno affermato che alcuni pazienti affetti da diabete potrebbero essersi tenuti lontani dagli appuntamenti per paura di contrarre il COVID» aggiunge il Telegraph.

 

I ricercatori «hanno aggiunto che l’interruzione dell’accesso alle cure di routine e il “riutilizzo della forza lavoro sanitaria” per concentrarsi sulla pandemia significava che i diabetici subivano “un doppio colpo di mortalità”».

 

La quantità di danni biologici inflitti alla popolazione con il lockdown è di fatto oramai incalcolabile, tanto che il professore di medicina di Stanford Jay Battacharya lo definisce come «l’evento più catastrofico di tutta la storia umana».

 

Esperti accademici delle prestigiose università USA Duke, Harvard e John Hopkins un anno fa hanno calcolato che i lockdown avrebbero procurato circa un milioni di morti in più. Tale tesi, due anni fa era già sulla bocca del ministro tedesco per la cooperazione e lo sviluppo economico Gerd Muller.

 

Secondo uno studio tedesco, i lockdown nel 2020 hanno portato ad un calo del 31% rispetto al trattamento degli infarti.

 

Il numero di patologie anche mentali di cui si sono ammalati soprattutto i bambini è stata oggetto di svariati articoli di questo sito. Il biennio pandemico ha creato un mondo di Baby gang spietatequozienti intellettivi ridotti, risse di massa che coinvolgono la popolazione giovanile di intere città, ritardi nelle relazioni e nell’apprendimento dei bambini piccoli, autolesionismoanoressiadisperazionesuicidio.

 

Come riportato da Renovatio 21, si sospetta che la misteriosa epidemia di epatite dei bambini possa essere causata da danni al sistema immunitario dovuti al lockdown.

 

È giusto inoltre ricordare come durante il lockdown lo Stato canadese dell’Ontario abbia registrato il più alto numero di morti per eutanasia.

 

 

 

 

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