Spirito
Il patriarca ortodosso Cirillo dice che l’evoluzione fa parte del piano di Dio
La teoria dell’evoluzione di Carlo Darwin non contraddice il piano di Dio, ma rafforza solo l’idea di un piano divino, ha affermato lunedì il leader della Chiesa ortodossa russa, il patriarca Cirillo I, durante la sua visita all’Università scientifica e tecnologica Sirius.
Il Patriarca ha sostenuto che per lui – così come per Darwin, che era «un uomo molto religioso» – la teoria dell’evoluzione non è mai stata un fattore nelle argomentazioni antireligiose, e che dovrebbe invece essere intesa come uno strumento insito nell’universo che l’umanità può imparare a usare.
«Dio ha creato un Universo meraviglioso, ci ha dato la capacità di svilupparci. A volte hanno detto che l’evoluzione è contro il piano di Dio – non è contro il piano di Dio, ma testimonia un incredibile piano divino, quando una persona, con i suoi sforzi, affidandosi a fattori esterni, può svilupparsi nel modo in cui è accaduto come risultato dell’evoluzione», ha detto il patriarca di Mosca e di tutte le Russie.
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I suoi commenti giungono mentre alcuni membri del clero e diversi politici russi hanno recentemente descritto la teoria di Darwin come «non scientifica» e «fuorviante».
Come riportato da Renovatio 21, poche settimane fa Muslim Khuchiev, assistente del primo ministro russo ed ex primo ministro della Cecenia, aveva suggerito che gli insegnamenti di Darwin venissero cancellati dai libri di testo scolastici del Paese.
«Tutti sanno che questa è una teoria falsa, va contro la religione. Questo è il primo passo, credo, nella corruzione spirituale dei bambini. Possiamo semplicemente rimuoverlo. Non è vero, è contrario all’educazione religiosa e tutte le religioni lo hanno riconosciuto», ha sostenuto, invitando il ministro dell’Istruzione Sergej Kravtsov a vietare la teoria dalle scuole.
Anche diversi rappresentanti della Chiesa ortodossa russa hanno sostenuto la proposta, con il presidente della Commissione patriarcale per le questioni familiari, Fedor Lukjanov, che ha affermato che la teoria di Darwin è «intrinsecamente immorale» poiché «presuppone la razza umana come orfana, l’assenza di un Creatore per una creazione così complessa e bella come il nostro Universo».
Altri, tuttavia, si sono espressi contro il divieto. Il portavoce del Patriarcato di Mosca, Vladimir Legoida, ha sostenuto che l’evoluzione e il creazionismo non devono necessariamente essere in conflitto tra loro e che entrambi gli approcci dovrebbero essere insegnati ai bambini.
I commenti del patriarca Kirill non si discostano troppo da quelli che il 22 ottobre 1996 fece papa Giovanni Paolo II nel suo messaggio alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, salutato dai giornali dell’epoca come una «riabilitazione» della teoria darwinista da parte del Sacro Palazzo. «Oggi, circa mezzo secolo dopo la pubblicazione dell’Enciclica, nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi» dichiarava il polacco, che tuttavia puntualizzava che «le teorie dell’evoluzione che, in funzione delle filosofie che le ispirano, considerano lo spirito come emergente dalle forze della materia viva o come un semplice epifenomeno di questa materia, sono incompatibili con la verità dell’uomo. Esse sono inoltre incapaci di fondare la dignità della persona».
Come riportato da Renovatio 21, quest’anno un libro uscito per i tipi delle Edizioni Piane, L’evoluzione in 100 domande e risposte di Dominique Tassot, che è oramai uscita dal consenso scientifico totale di cui godeva fino a qualche anno fa. Ad opporsi vi sono anche e soprattutto menti scientista, come nel caso di matematici ed informatici che non ritengono possibile la selezione della specie nei tempi calcolati.
Rimane, ad ogni modo, il problema mai risolto, in secoli di mendacio darwinista, degli «anelli mancanti»: se esiste l’evoluzione, perché non troviamo resti delle creature che costituiscono il graduale passaggio da una specie all’altra?
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La teoria di Darwin, caposaldo dell’educazione massonica che vuole allontanare l’uomo dallo spirituale ancora quando è bambino, fu creata nella Gran Bretagna che, tra colonialismo spietato e schiavitù industriale, necessitava di definire l’essere umano non più come figlio di Dio, ma come bestia – scimmia, di fatto – da sfruttare a volontà.
La teoria dell’evoluzione, se ci pensiamo, è il grimaldello con cui si può scardinare la dignità umana, rendendo la vita qualcosa di non divino, ma bestiale, brutale, accidentale, e quindi spendibile, impiegabile, sfruttabile, eliminabile a piacimento.
Il darwinismo, quindi, altro non è che uno dei volti scientifico-scolastici della Necrocultura.
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Il cardinale olandese Eijk celebra la prima messa pubblica in rito tradizionale a Utrecco
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Anche i vescovi USA contro Trump: «ripugnante» la guerra raccontata con i videogiochi
In seguito all’appello di di papa Leone XIV per un cessate il fuoco immediato nell’offensiva contro l’Iran, diversi figure della gerarchia cattolica statunitense si sono espresse sull’immoralità dei recenti sviluppi.
Ad esempio, l’arcivescovo di Washington, il cardinale Robert McElroy (già noto su queste colonne per varie controversie), ha definito la guerra moralmente ingiustificabile. Il cardinale di Chicago, Blase Cupich (anche lui, a dire la verità, controverso), ha affermato che è «ripugnante» il modo in cui la Casa Bianca sta inserendo immagini di videogiochi nei suoi messaggi sui social media riguardo alla guerra.
Il riferimento è probabilmente a dei meme a base di videogame preparati dal ramo social media della Casa Bianca. Uno sembra ricordare la vecchia console Nintendo Wii e il suo gioco sportivo, con attenzione all’orrendo giuoco del golf, come risaputo amatissimo dal Trump.
UNDEFEATED. pic.twitter.com/Jt69bcag5y
— The White House (@WhiteHouse) March 12, 2026
Un’altra clip presidenziale, anche quella esecrata su internet, usava un remix della colonna sonora del videogame Mortal Kombat montandoci sopra immagini dai film d’azione e fantascienza hollywoodiani.
JUSTICE THE AMERICAN WAY. 🇺🇸🔥 pic.twitter.com/0502N6a3rL
— The White House (@WhiteHouse) March 6, 2026
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Mentre la Casa Bianca pratica quello che in gergo si chiama shitposting, il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha respinto la giustificazione di Washington secondo cui gli Stati Uniti starebbero conducendo una «guerra preventiva», ha affermato che la Santa Sede non sta comunque interrompendo il dialogo con gli Stati Uniti.
«La Santa Sede parla con tutti e, quando necessario, parliamo anche con gli americani, con gli israeliani e mostriamo loro quali sono, a nostro avviso, le soluzioni» ha dichiarato il porporato vicentino segretario di Stato vaticano.
Il 16 marzo papa Leone XIV, che è di origini americane, ha colto l’occasione di un discorso ai giornalisti televisivi italiani per sottolineare l’importanza del momento, nelle difficili circostanze del periodo bellico, nel raccontare la realtà della guerra ed evitare di diventare portavoce della propaganda bellicista. «Sempre, ma in modo speciale nelle circostanze drammatiche di guerra, come quelle che stiamo vivendo, l’informazione deve guardarsi dal rischio di trasformarsi in propaganda. E il compito dei giornalisti, nel verificare le notizie, per non diventare megafono del potere, si fa ancora più urgente e delicato, direi essenziale»..
In precedenza Prevost in un discorso rivolto ai sacerdoti che partecipavano a un corso in Vaticano sul sacramento della confessione il 13 marzo, aveva affermato che il sacramento è un’occasione per ristabilire l’unità e la pace. Secondo il South China Morning Post, senza menzionare esplicitamente gli Stati Uniti, aveva posto la seguente domanda: «quei cristiani che hanno responsabilità gravi nei conflitti armati, hanno l’umiltà e il coraggio di fare un serio esame di coscienza e di confessarsi?».
Durante l’Angelus della scorsa domenica il pontefice aveva rivolto un pensiero anche al Libano, ora oggetto di una nuova invasione da parte dello Stato Ebraico.
«È motivo di grande preoccupazione la situazione in Libano. Auspico cammini di dialogo che possano sostenere le Autorità del Paese nell’implementare soluzioni durature alla grave crisi in corso, per il bene comune di tutti i libanesi» aveva dato dall’affaccio in piazza San Pietro il Prevost. «A nome dei cristiani del Medio Oriente e di tutte le donne e gli uomini di buona volontà, mi rivolgo ai responsabili di questo conflitto: cessate il fuoco! Si riaprano percorsi di dialogo! La violenza non potrà mai portare alla giustizia, alla stabilità e alla pace che i popoli attendono»
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Immagine screenshot da Twitter
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Il cardinale Marx dice che la guerra all’Iran è «illegittima»
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