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Politica

Il palazzo presidenziale georgiano assaltato dai manifestanti pro UE: le immagini

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Sabato sera, a Tbilisi, capitale della Georgia, sono esplose proteste di massa in seguito alle elezioni municipali tenutesi in tutto il Paese. I manifestanti hanno fatto irruzione nei locali del palazzo presidenziale, scontrandosi con le forze di polizia, che hanno risposto con spray al peperoncino e idranti.

 

L’opposizione ha parzialmente boicottato le elezioni, dopo aver annunciato in precedenza l’intenzione di organizzare una «rivoluzione pacifica».

 

Secondo le prime proiezioni, il partito al governo, Sogno Georgiano, ha conquistato un netto vantaggio a livello nazionale, ha dichiarato il primo ministro Irakli Kobakhidze.

Le immagini caotiche mostrano i manifestanti mentre scavalcano le recinzioni del palazzo presidenziale, abbattendone alcune sezioni. La folla tumultuosa è stata affrontata da un nutrito contingente di polizia in tenuta antisommossa, che ha utilizzato manganelli, spray al peperoncino e gas lacrimogeni.

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Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine sono scoppiati anche all’esterno. La polizia ha schierato diversi mezzi con idranti per disperdere la folla, che ha cercato di costruire barricate nelle strade.

 

Tra i manifestanti sono state avvistate bandiere dell’Unione Europea, dell’Ucraina e persino una variante della bandiera georgiana con i colori ucraini. Dopo essere stati respinti dal palazzo presidenziale, gruppi di individui mascherati hanno attaccato bar e altri esercizi nelle vicinanze, distruggendo vetrine, mobili e appiccando incendi.

 

La Georgia ha affrontato un’ondata di disordini violenti dopo le elezioni presidenziali e parlamentari dello scorso anno, quando le proteste che hanno scosso il Paese candidato all’adesione all’UE sono state apertamente sostenute dall’Unione Europea e da altri attori stranieri.

 

L’opposizione filo-occidentale ha protestato per settimane dopo il voto, chiedendo una nuova tornata elettorale, con il pieno appoggio dell’allora presidente uscente Salome Zourabichvili. Quest’ultima inizialmente si era rifiutata di lasciare l’incarico, ma alla fine si è dimessa a fine dicembre.

 

Le autorità georgiane hanno ripetutamente sostenuto che forze straniere stessero pianificando un colpo di Stato simile alla rivoluzione di Maidan in Ucraina. Il mese scorso, Kobakhidze ha dichiarato che il tentativo era stato «finanziato da servizi segreti stranieri, come nel caso di Maidan», portando al collasso dello «Stato ucraino».

 

«Gli agenti stranieri non riusciranno a organizzare una rivoluzione in Georgia, non lo permetteremo», aveva affermato il primo ministro in quell’occasione.

 

Come riportato da Renovatio 21, a giugno il primo ministro georgiano Irakli Kobakhidze aveva accusato l’UE di incitare e finanziare l’estremismo nel suo Paese.

 

Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno, in un clima di tensione alle stelle, è stato eletto il nuovo presidente georgiano Mikhail Kavelashvili, un euroscettico vicino al partito al governo Sogno Georgiano, dopo un periodo di persistente tensione politica nell’ex stato sovietico. All’epoca centinaia di dimostranti filo-occidentali sono scesi in piazza nella capitale georgiana di Tbilisi.

 

La scintilla che ha innescato i tumulti politici in Georgia sono state le elezioni parlamentari del 26 ottobre. Il partito Sogno Georgiano, al governo dal 2012, ha rivendicato la vittoria con oltre il 54% dei voti. I partiti di opposizione, tuttavia, hanno respinto i risultati, accusandoli di frode diffusa. La presidente filo-occidentale Salome Zourabichvili ha etichettato le elezioni come «operazione speciale russa» e si è rifiutata di riconoscere i risultati. Nonostante queste affermazioni, gli osservatori internazionali, tra cui l’OSCE, non hanno riscontrato irregolarità significative.

 

Pesanti proteste, dentro e fuori dal Parlamento, si sono consumate a Tbilisi negli ultimi mesi a seguito dell’approvazione della legge sugli agenti stranieri. L’UE ha aggiunto il carico sospendendo la candidatura della Georgia al blocco bruxellita.

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Come riportato da Renovatio 21, mesi fa era emersi che gli europei avevano fatto pressione sulla Georgia affinché inviasse mercenari in Ucraina. Settimane fa, tuttavia, l’ex primo ministro georgiano Bidzini Ivanishvili aveva dichiarato che Tbilisi chiederà scusa per aver scatenato la guerra antirussa del 2008, una guerra condotta dall’allora presidente Mikhail Saaskahvili arrivato al potere con la rivoluzione colorata del 2003 (finanziata, secondo varie fonti, anche dagli enti di George Soros) e poi fuggito in Ucraina per poi finire nelle carceri georgiane.

 

Come riportato da Renovatio 21, il premier Irakli Kobakhidze ha più volte dichiarato che la Georgia non verrà «ucrainizzata».

 

Il Kobakhidze aveva accusato il presidente francese Emmanuel Macron di mentire sull’interferenza russa nelle elezioni georgiane.

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa la Georgia è stato oggetto di blackout.

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Immagine screenshot da Twitter

 

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Transessuale attacca la casa del vicepresidente americano JD Vance: è figlio di un donatore del Partito Democratico

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Il figlio di 26 anni di un importante donatore democratico, con un’identità di genere incerta, è stato accusato di aver vandalizzato la casa di famiglia del vicepresidente JD Vance in Ohio.   William DeFoor, che a quanto pare si faceva chiamare «Julia» e usava i pronomi «lei/sua», avrebbe usato un martello per mandare in frantumi quattro finestre sulla facciata della casa dei Vance e avrebbe danneggiato anche un’auto appartenente al vicepresidente.   La famiglia Vance non era a casa durante l’attacco di lunedì mattina presto, dopo essere tornata domenica alla residenza ufficiale del vicepresidente a Washington, DC, residenza principale della famiglia dal gennaio 2025.

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DeFoor è stato arrestato dai servizi segreti statunitensi e successivamente portato al centro di giustizia della contea di Hamilton.   Lunedì sera, il giudice distrettuale statunitense Dominick Gerace ha accusato DeFoor di danneggiamento di proprietà governativa, di violenza fisica contro persone o proprietà in un edificio o in un terreno riservato e di aggressione, resistenza o impedimento nei confronti di ufficiali federali.   Secondo l’agenzia di stampa locale Fox19, i danni stimati alla proprietà di Vance ammontano a circa 28.000 dollari.   Il vicepresidente Vance ha reagito alla notizia dell’attacco alla sua proprietà tramite una dichiarazione pubblicata su X:  

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Il padre di DeFoor, urologo pediatrico, è laureato ad Harvard e professore presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Cincinnati.   Secondo il New York Post, «il DeFoor senior ha donato migliaia di dollari alla fallita campagna presidenziale di Kamala Harris nel 2024» e «ha donato più di 5.000 dollari alle rispettive campagne dell’ex presidente Joe Biden e dell’ex vicepresidente Harris nel 2020 e nel 2024».   Si prevede che il DeFoor verrà processato martedì.

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Politica

Il Venezuela nomina il presidente ad interim

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La Corte Suprema del Venezuela ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere il ruolo di presidente ad interim dopo che Nicolas Maduro è stato rapito dalle forze statunitensi a Caracas e trasportato in aereo a New York per affrontare accuse penali.

 

In una sentenza di sabato, la Camera costituzionale della corte ha affermato che Rodriguez avrebbe assunto l’incarico «per garantire la continuità del governo», aggiungendo che avrebbe avviato una discussione legale per determinare il quadro necessario per assicurare la «continuità dello Stato», «l’amministrazione del governo» e la «difesa della sovranità» di fronte all’«assenza forzata» di Maduro.

 

La Rodriguez, 56 anni, avvocato nata a Caracas, è vicepresidente dal 2018. Ha ricoperto una serie di incarichi di alto livello sotto il defunto Hugo Chavez e sotto Maduro, tra cui quello di ministro degli Esteri. Al momento del rapimento di Maduro, sabato, era anche Ministro del Petrolio del Paese, ricco di petrolio. La funzionaria, ampiamente considerata una fedele alleata di Maduro, è stata oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.

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Sabato, gli Stati Uniti hanno catturato Maduro per processarlo per reati di traffico di droga e possesso di armi, in un raid senza precedenti a Caracas. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha poi affermato che Washington avrebbe «governato» il Venezuela fino a una transizione.

 

Rodriguez ha risposto chiedendo agli Stati Uniti di rilasciare immediatamente Maduro, sottolineando che il Venezuela «non tornerà mai più a essere la colonia di un altro impero» e «non tornerà mai più a essere uno schiavo».

 

Allo stesso tempo, ha affermato che, in linea di principio, Caracas è pronta a procedere verso «relazioni rispettose» con Washington. Trump aveva affermato in precedenza che Rodriguez aveva parlato telefonicamente con il Segretario di Stato Marco Rubio e sembrava disposto a collaborare con Washington.

 

Rodriguez ha parlato anche con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, il quale ha «espresso ferma solidarietà al popolo venezuelano di fronte all’aggressione armata».

 

La leadership venezuelana ha ripetutamente negato le accuse di essere coinvolta nel traffico di droga, sostenendo che le accuse provenienti dagli Stati Uniti servono solo come pretesto per un cambio di regime.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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Politica

Deputata MAGA contro le tette di silicone

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La deputata repubblicana della Georgia Marjorie Taylor Greene ha dichiarato di aver sempre provato disagio per quella che definisce la «sessualizzazione delle donne alla MAGA Mar-a-Lago» e ha annunciato l’intenzione di affrontare più apertamente l’argomento, secondo un’intervista pubblicata lunedì dal New York Times.   Greene ha spiegato al NYT di voler parlare del modo in cui le donne si presentano a Mar-a-Lago, come emerge dall’articolo basato su due colloqui concessi all’inizio di dicembre. Il fenomeno, ribattezzato da alcuni «Mar-a-Lago Face», riguarda molte delle più fidate alleate del presidente Donald Trump, che appaiono aver ricorso a interventi di chirurgia plastica e a scelte estetiche particolarmente accentuate.   «Non mi è mai piaciuta la sessualizzazione di Mar-a-Lago da parte del MAGA. Credo che il modo in cui le donne in posizione di leadership si presentano trasmetta un messaggio alle donne più giovani», ha affermato Greene al quotidiano neoeboraceno. «Ho due figlie e mi sono sempre sentita a disagio per come queste donne gonfiano le labbra e ingrandiscono il seno. Non ne ho mai parlato pubblicamente, ma ho intenzione di farlo».

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«La Mar-a-Lago Face rappresenta una nuova era dell’estetica del lusso americano: progettato, raffinato e progettato per trasmettere controllo e benessere», scrive il chirurgo plastico Dr. Shervin Naderi. «Una moderna maschera aristocratica, scolpita chirurgicamente per trasmettere benessere, precisione e controllo. Non si tratta di invertire il tempo. Si tratta di riscrivere le regole dell’invecchiamento».   Nelle stesse interviste, la Greene ha criticato un commento pronunciato da Trump durante la commemorazione del defunto Charlie Kirk il 21 settembre. Il presidente aveva detto: «non odiava i suoi avversari. Voleva il meglio per loro. È su questo che non ero d’accordo con Charlie. Odio il mio avversario e non voglio il meglio per lui».   «Quella è stata in assoluto la peggiore affermazione», ha commentato Greene riferendosi alle parole di Trump. «Dimostra semplicemente dove sta il suo cuore. Ed è questa la differenza: lei ha una sincera fede cristiana, e lui non ha alcuna fede».   La deputata ha inoltre attaccato lo speaker della Camera Mike Johnson, dichiarando: «Johnson non è il nostro presidente… Non è il nostro leader». Come riportato da Renovatio 21 in passato la deputata si era chiesta se il Johnson non fosse ricattato.   Le rivelazioni della parlamentare della Georgia giungono dopo le sue dimissioni anticipate dalla Camera dei rappresentanti, motivate, tra l’altro, dall’abbandono delle priorità di America First e dalla disillusione verso il «complesso politico-industriale» della politica americana contemporanea, con favore particolare ad Israele. Lo stesso Trump l’aveva accusata di essere una traditrice.   «Se vengo messa da parte dal presidente e dalla macchina politica MAGA e sostituita dalle grandi aziende farmaceutiche, dal complesso bellico militare-industriale dei neoconservatori, dalle grandi aziende tecnologiche, dai leader stranieri e dall’élite dei donatori che non potrà mai relazionarsi con i veri americani, allora anche molti americani comuni sono stati messi da parte e sostituiti», ha affermato Greene in un video con cui ha annunciato le dimissioni a novembre. «America first dovrebbe significare America first, e solo gli americani prima di tutto, senza che nessun altro paese straniero venga mai associato ad America first nei nostri corridoi governativi».   È previsto che nel marzo 2026 si tengano elezioni speciali per coprire il seggio lasciato vacante da Greene.

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Molti hanno inteso le parole della Greene sulle tette al silicone e volti botoxati come una stoccata alla sua avversaria nel MAGA, la blogger ebrea Laura Loomer, che si dice essere molto vicina al presidente al punto da poter ottenere la cacciata di alcuni alti funzionari. La Loomer fa con evidenza uso di chirurgia estetica, nonostante la giovane età (32 anni).   La bega tra la Greene e la Loomer è risalente, con attacchi e denunce: nella tremenda catfight la deputata accusa l’influencer di essere stata psichiatrizzata al punto da non poter legalmente ottenere un’arma da fuoco, la Loomer invece fa insinuazioni sulla Greene riguardo la sua passione per la palestra (è agonista di crossfit) e il suo divorzio. La blogger giudea aveva definito l’ex stella MAGA come «a stronza più stupida del Congresso», oltre ad aver detto che «falsa cristiana» avrebbe tradito il marito con un sex guru che gestisce una palestra.   La Greene nel 2023 reagì alla notizia che la campagna Trump aveva assunto la Loomer dicendo che questa era «entalmente instabile» e «bugiardo documentata». Alla fine del 2024, la Greene parlò di «maniacalità tossica» descrivendo la presenza di Loomer nel movimento MAGA come caratterizzata da «bugie vere e proprie, instabilità e tossicità maniacale» arrivando a sostenere che la giovane donna apparteneva più che al MAGA al MIGA, Make Israel Great Again. In altre occasione la Greene ha affermato che Loomer non ha mai avuto un «vero lavoro» e ha lasciato intendere che è finanziata da agenzie di Intelligence straniere.   Come riportato da Renovatio 21, la Greene si è spesa attivamemte contro la geoingegneria e per la realtà dei danni da vaccino talvolta mortali.

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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0
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