Droni
Il dipartimento della Guerra USA annuncia un nuovo comando per droni e IA
Il Pentagono istituirà un nuovo Comando per la Guerra Autonoma, incaricato di progettare, produrre e impiegare sistemi robotici in tutte le forze armate. Lo ha annunciato il segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth nel discorso sullo «Stato delle Forze Armate».
L’annuncio arriva mentre gli esperti mettono in guardia dalla minaccia dell’intelligenza artificiale in ambito militare: un affidamento eccessivo potrebbe erodere il pensiero critico umano, accrescere il rischio di un’escalation accidentale per l’imprevedibilità delle decisioni algoritmiche e rendere la guerra ancora più pericolosa per i civili.
Mercoledì, alla base dei Marine di Quantico, in Virginia, Hegseth ha detto che all’AutoWarCom sarebbero state attribuite «autorità simili a quelle delle forze armate, create per estendere le capacità autonome e robotiche a tutte le forze congiunte, nel più rapido cambiamento in tempo di pace della storia militare moderna». Ha aggiunto: «La guerra con i droni, potenziata dal puntamento abilitato dall’intelligenza artificiale, rappresenta la più grande rivoluzione sul campo di battaglia degli ultimi decenni».
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Il giorno prima il presidente Donald Trump aveva firmato un ordine esecutivo che, nel vocabolario del governo statunitense, sostituisce «Intelligenza Artificiale» («IA») con «Super Intelligenza» («SI»).
Secondo il segretario alla Guerra, una delle ragioni principali del nuovo comando sono le lezioni del conflitto in Ucraina, dove entrambe le parti usano i droni su larga scala. In una nota dello stesso giorno Hegseth ha osservato che la strategia di lungo periodo del Pentagono, «di acquistare un numero minore di armi sempre più sofisticate», non è più efficace.
«La guerra… è cambiata in modo drastico e improvviso. L’informatica avanzata consente ora di produrre armi precise e a basso costo su vasta scala. Questi sistemi minacciano sempre più le nostre costose piattaforme obsolete e compromettono la nostra capacità di proiezione di forza. È necessario un cambiamento urgente», ha scritto.
Il Comando di Guerra Autonomo, guidato da un generale a quattro stelle, dovrebbe essere operativo entro il 1° ottobre 2027.
Bloomberg ha riferito il mese scorso che l’eccessivo affidamento sull’Intelligenza Artificiale, i tagli al personale e procedure di individuazione degli obiettivi affrettate hanno contribuito all’attacco missilistico statunitense contro una scuola femminile iraniana a Minab, il 28 febbraio, in cui sono morte almeno 157 persone, tra cui 123 bambini. Funzionari coinvolti nell’indagine del Pentagono hanno detto all’agenzia che alcuni membri del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) si aspettavano che il sistema Maven di Palantir segnalasse informazioni obsolete o incoerenti nella selezione degli obiettivi, ma ciò non è avvenuto. Gli Stati Uniti non hanno ancora riconosciuto pubblicamente la responsabilità dell’attacco.
Secondo alcune fonti, l’AI di Anthropic Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence. Secondo Dario Amodei, CEO di Anthropic, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.
Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini.
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La scorsa settimana la CNN ha riportato che in primavera l’IA ha quasi provocato un grave incidente tra Stati Uniti e Cina. Le forze americane stavano per intercettare una nave cinese che, secondo un rapporto di intelligence, trasportava componenti di un’arma nucleare destinata all’Iran. La missione è stata annullata all’ultimo momento quando è emerso che un chatbot usato dall’analista aveva identificato in modo errato il carico. Secondo alcuni analisti, l’incidente poteva agire da innesco per una Terza Guerra Mondiale.
A metà settembre, a una conferenza sulla difesa a Pechino, il ministro della Difesa thailandese Adul Boonthumjaroen ha avvertito che il mondo si trova a «un punto di svolta critico» per l’emergere dell’IA in ambito militare. «La questione più urgente non è chi sarà il più potente, ma piuttosto come possiamo costruire un ordine internazionale», ha affermato.
La scorsa estate il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Droni
I russi bombardano con i droni un ponte di Kiev
Russia hit Kyiv’s Southern Bridge twice today. A drone damaged a support, the roadway, a barrier and the concrete shield over the metro. Trains and buses across the bridge were stopped. It is one of the few crossings over the Dnipro, and one of the busiest: the green metro line… pic.twitter.com/AxxbcgqcZA
— Iuliia Mendel (@IuliiaMendel) October 1, 2026
🇷🇺🇺🇦 A further Russian Geran strike targeted the Southern Bridge (Yuzhny Most) in Kiev, Ukraine, occurring a few hours ago. The initial footage shows the bridge burning from within a metro train. pic.twitter.com/m4e1gNnWaI
— Sputnik🛰️ (@SputniksWorld) October 1, 2026
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Droni
L’Iran cattura un altro drone spia USA a Ormuzzo
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (i pasdaran) ha dichiarato di aver catturato un veicolo sottomarino autonomo statunitense nello Stretto di Hormuz, il secondo episodio di questo tipo segnalato nel mese.
Secondo una dichiarazione della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, ripresa dai media iraniani, il veicolo sottomarino militare UROV stava svolgendo attività di spionaggio nella via d’acqua strategica.
L’IRGC ha identificato il mezzo come un Remus 600, veicolo sottomarino autonomo avanzato usato dalla Marina statunitense per il rilevamento di mine, la sorveglianza e la ricognizione. Ha diffuso un filmato del recupero dall’acqua e ha detto che gli specialisti stanno cercando di estrarne i dati.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre avvertito che lo Stretto di Hormuz resta «chiuso», affermando che continueranno a contrastare quelli che hanno definito «movimenti pericolosi e attività navali non autorizzate». Gli Stati Uniti non hanno ancora commentato.
First Footage
Iran has captured a second US unmanned underwater vehicle intact in the Strait of Hormuz. pic.twitter.com/XP343uFzoU— IRIB (Islamic Republic of Iran Broadcasting) (@iribnews_irib) September 27, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, ad inizio settembre l’Iran aveva detto di aver sequestrato un drone sottomarino statunitense; alcune riprese delle Guardie Rivoluzionarie sembravano mostrare un Dive-LD costruito da Anduril. Il Pentagono ha ammesso di aver perso il sommergibile, ma ha sostenuto che si trattava di un modello vecchio e danneggiato, senza dati sensibili o apparecchiature classificate.
Pochi giorni dopo le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato di aver distrutto un Saildrone Explorer statunitense vicino all’imboccatura dello Stretto ormusino, diffondendo filmati del mezzo in fiamme. A metà settembre l’esercito USA ha dichiarato di aver sventato un altro tentativo di sequestro di un Saildrone, colpendo due imbarcazioni iraniane presuntamente coinvolte.
Gli episodi avvengono in un clima di tensione marittima crescente tra Washington e Teheran. Gli Stati Uniti hanno distrutto diverse petroliere iraniane dopo aver accusato le Guardie Rivoluzionarie di aver lanciato missili balistici contro navi da guerra americane. L’Iran, dal canto suo, ha preso di mira navi e petroliere commerciali statunitensi, accusate di violare le restrizioni intorno allo Stretto. All’inizio di questa settimana fonti hanno riferito di un’intensificazione dell’attività militare di Washington nella zona, con aerei da ricognizione avvistati vicino al territorio iraniano e il presunto dispiegamento di altri caccia.
Nel frattempo gli sforzi diplomatici di questa settimana per sbloccare lo stallo Iran-USA sembrano falliti. All’Assemblea Generale dell’ONU l’Iran ha presentato quello che il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito un «piano concreto di sette giorni», offrendosi di riaprire lo Stretto di Ormuzzo e riprendere i colloqui sul nucleare se Washington avesse revocato il blocco navale, allentato le restrizioni sulle esportazioni di petrolio iraniano, sbloccato i beni congelati e rispettato un cessate il fuoco, compresa la fine delle operazioni israeliane in Libano. Il presidente Donald Trump ha respinto la proposta definendola «inaccettabile».
«Respinggo la loro proposta», ha detto ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca sabato, sostenendo che Teheran vuole un accordo «perché sta perdendo malamente». All’incontro ONU ha anche detto di trovarsi di fronte a una «decisione importante» sull’opportunità di «annientare» l’Iran se i negoziati fallissero.
Il comandante supremo dell’esercito iraniano, generale Amir Hatami, ha affermato domenica che «la guerra non è finita», insistendo sul fatto che Teheran ha vinto la fase iniziale del conflitto ma ora deve «consolidare la sua vittoria».
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Immagine screenshot da Twitter
Droga
I cartelli narcos messicani reclutano dronisti che hanno operato in Ucraina
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