Droni
Il Belgio istituisce una squadra anti-droni, poi si dimentica di usarla
Nonostante disponga di un’unità di polizia specializzata nella lotta ai droni, il Belgio non l’ha utilizzata in nessuno dei recenti incidenti con UAV. Lo riporta la testata Nieuwsblad. Bruxelles ha invece richiesto supporto ad altri membri NATO per fronteggiare quella che definisce una «minaccia ibrida».
L’unità, istituita quattro anni fa e denominata C-UAS, conta 30 agenti qualificati equipaggiati con due antenne di rilevamento droni, quattro jammer e tre lancia-reti, secondo il rapporto. Il sito della polizia afferma che il team «fornisce supporto tecnologico nella lotta ai droni che costituiscono una grave minaccia per la sicurezza pubblica».
L’unità, tuttavia, non è intervenuta quando un drone non identificato ha bloccato per ore le operazioni all’aeroporto di Zaventem, vicino a Bruxelles, martedì scorso, né quando droni sono stati avvistati vicino all’aeroporto di Liegi nel fine settimana.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro della Difesa Theo Francken ha annunciato l’arrivo di un’unità britannica in Belgio per contrastare la minaccia dei droni. Bruxelles ha chiesto aiuto anche a Berlino e Parigi, secondo Nieuwsblad.
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Un membro dell’unità ha dichiarato che la polizia belga sembra ignorare le proprie capacità. «Stiamo ancora cercando di capire perché non siamo stati chiamati», ha detto a Nieuwsblad. «Non ci abbiamo nemmeno provato. Credo che molti agenti non sappiano nemmeno della nostra esistenza».
Le antenne dell’unità non rilevano i droni 5G più recenti e la carenza di attrezzature moderne costringe spesso gli agenti a usare binocoli per individuare potenziali minacce, ha aggiunto la fonte. Tutti i 30 membri hanno altri compiti, rendendo impossibile un monitoraggio continuo 24 ore su 24 anche in siti chiave, secondo il rapporto.
La polizia ha rifiutato di commentare le sue «risorse o azioni specifiche», scrive Nieuwsblad.
Diversi funzionari occidentali hanno accusato la Russia di violare lo spazio aereo UE con aerei e droni, definendolo parte di una «guerra ibrida». Il Cremlino ha respinto le accuse come «isteria» anti-russa.
Secondo Skeyes, il controllore del traffico aereo nazionale, gli avvistamenti di droni vicino a siti sensibili come aeroporti e basi militari sono frequenti in Belgio.
L’agenzia ha registrato oltre 31.000 voli di droni in quelle aree nel 2024, circa il 90% non autorizzati, ha riportato L’Echo il mese scorso. La questione, tuttavia, aveva ricevuto poca attenzione dai media belgi fino a tempi recenti.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Drone inonda d’acqua cagnone ignaro. Sai che puzza poi
A tech company based in Linyi, Shandong Province, China, showcased the capabilities of its newly developed solar panel cleaning drone by using it to wash a dog on the street. pic.twitter.com/t8gIX2x4D6
— Massimo (@Rainmaker1973) September 16, 2026
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Droni
Il Pentagono invia droni Reaper in Colombia ed Ecuador, aprendo la strada ad attacchi terrestri
Il Pentagono sta trasferendo droni MQ-9 Reaper in Sud America, soprattutto dal Comando Africa degli Stati Uniti, con Colombia ed Ecuador come primi destinatari. Lo riporta il Latin Times. il dispiegamento offre a Washington capacità di sorveglianza e, in determinate condizioni, la possibilità di condurre attacchi di precisione contro obiettivi di narcotraffico a terra. Si andrebbe così ben oltre gli attacchi alle imbarcazioni in mare che hanno caratterizzato la prima fase della campagna.
La Colombia riceverà tre MQ-9 in prestito, con l’opzione di acquistarne un quarto. Il numero di droni destinati all’Ecuador non è stato comunicato. La Costituzione ecuadoriana vieta le basi militari straniere, divieto ribadito dagli elettori con un margine del 60% in un referendum del novembre 2025; eppure i droni risultano già operativi nel Paese.
La rivista ecuadoriana Vistazo ha riferito che i trasferimenti potrebbero estendersi ad altri partner sudamericani.
Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno usato droni in America Latina soprattutto per sorveglianza e lotta al narcotraffico, più che per attacchi armati. Velivoli senza pilota come i Reaper e altri sistemi di ricognizione operano dalla Colombia, dai Caraibi e dal Pacifico orientale, spesso con il supporto delle forze locali, per individuare lanci di coca, piste clandestine e imbarcazioni sospette e passare le coordinate a guardia costiera e marine militari.
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In Colombia la cooperazione militare è storica, dal Plan Colombia in poi, e comprende intelligence aerea e addestramento. Accordi analoghi esistono con Ecuador, Perù e alcuni Stati centroamericani e caraibici.
Nel 2025 l’amministrazione Trump ha ampliato lo schieramento navale e aereo nei Caraibi, con raid contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti al largo del Venezuela che hanno provocato diecine di morti. Il governo li ha definiti operazioni antidroga, mentre molti giuristi e vari governi li hanno contestati come esecuzioni extragiudiziali.
Negli ultimi anni diverse elezioni sudamericane hanno spostato a destra la regione, con governi più vicini a Washington. Il caso simbolo è l’Argentina, dove nel 2023 Javier Milei ha vinto con un programma libertario e si è presentato come alleato di Trump, ricevendo poi anche un sostegno finanziario statunitense.
In Ecuador, Daniel Noboa è stato rieletto nel 2025 puntando sulla linea dura contro le bande criminali, e ha aperto alla cooperazione militare con gli Stati Uniti.
In Bolivia, nel 2025, la fine dell’egemonia del MAS (Movimiento al Socialismo – Instrumento Político por la Soberanía de los Pueblos) ha portato al potere Rodrigo Paz, di centrodestra, favorevole a un riavvicinamento con Washington.
In Cile e in altri Paesi la sicurezza e l’immigrazione hanno spinto l’elettorato verso candidati conservatori.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Il Pentagono recluta gli operatori di droni
Are you an FPV pilot? We want to hear from you!
The Drone Dominance Program is recruiting service members with FPV experience who would like to be considered as pilots for future Gauntlets and related efforts. Interested? Visit https://t.co/dlfuzlu2c0 to learn more: https://t.co/AyOAxjw9jt — Department of War Innovation Unit (@DIU_x) October 2, 2026
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