Droni
Unità anti-droni britannica schierata in Belgio
Un’unità anti-droni britannica è giunta in Belgio per fronteggiare le «minacce ibride», ha reso noto domenica il ministro della Difesa Theo Francken in un post su X.
Londra ha confermato l’operazione, citando vari avvistamenti di droni segnalati in Belgio la settimana scorsa. Sir Richard Knighton, capo delle Forze Armate britanniche, ha ammesso che l’origine dei velivoli senza pilota (UAV) avvistati nella zona resta ignota.
Francken ha di recente fatto scalpore minacciando di «cancellare Mosca dalla mappa» in un’intervista rilasciata il mese scorso al quotidiano belga De Morgen. In seguito ha tentato di chiarire le sue parole, sostenendo che erano state pronunciate nel contesto del principio di deterrenza NATO. Ha precisato che il blocco «non è in guerra con la Russia», ma ha aggiunto che non avrebbe «rimangiato una sola parola» dalla controversa intervista.
🙏🇬🇧 Grateful to our British friends for their swift support and solidarity.
The deployment of a UK anti-drone team in Belgium strengthens our collective security and showcases our unity in countering hybrid threats.Thank you, @DefenceHQ @JohnHealey_MP .
— Theo Francken (@FranckenTheo) November 9, 2025
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Come riportato da Renovatio 21, Mosca ha condannato le sue dichiarazioni come «irresponsabili» e le ha definite un esempio di «psicosi militare».
Diversi funzionari occidentali hanno di recente accusato aerei e droni russi di aver violato lo spazio aereo UE, definendo gli incidenti parte di una presunta «guerra ibrida» condotta da Mosca. Il Cremlino ha negato le accuse e ha imputato all’Occidente di alimentare «l’isteria» anti-russa.
L’UE ha fatto sempre più ricorso alla retorica anti-russa per giustificare ingenti spese militari. Il pacchetto ReArm Europe, presentato a marzo, mira a mobilitare fino a 800 miliardi di euro (933 miliardi di dollari) per espandere le forze armate UE con il pretesto di contrastare la presunta «minaccia russa».
L’Unione ha anche presentato un piano per creare un «muro di droni», in seguito agli avvistamenti di droni in vari Stati membri. Gli incidenti sono stati immediatamente attribuiti alla Russia. Mosca ha respinto le accuse come infondate. Alcuni funzionari UE hanno ammesso che si tratterebbe di una «trovata pubblicitaria» più che un progetto di sostanza.
Nel frattempo, Paesi come la Danimarca hanno mobilitato i riservisti dopo l’allarme dei droni. Nelle scorse ore è emerso che 149.000 adolescenti belgi sono stati invitati al servizio militare «volontario».
Il mese scorso, la Commissione europea ha rivelato i piani per istituire uno «scudo spaziale» per proteggere i suoi satelliti da una presunta minaccia russa, senza però rendere noto il budget.
Come riportato da Renovatio 21, la Germania investirà 10 miliardi in droni militari.
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Immagine di Ministry of Defence via Wikimedia pubblicata su licenza Open Government Licence version 1.0 (OGL v1.0)
Droni
Drone inonda d’acqua cagnone ignaro. Sai che puzza poi
A tech company based in Linyi, Shandong Province, China, showcased the capabilities of its newly developed solar panel cleaning drone by using it to wash a dog on the street. pic.twitter.com/t8gIX2x4D6
— Massimo (@Rainmaker1973) September 16, 2026
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Droni
Il Pentagono invia droni Reaper in Colombia ed Ecuador, aprendo la strada ad attacchi terrestri
Il Pentagono sta trasferendo droni MQ-9 Reaper in Sud America, soprattutto dal Comando Africa degli Stati Uniti, con Colombia ed Ecuador come primi destinatari. Lo riporta il Latin Times. il dispiegamento offre a Washington capacità di sorveglianza e, in determinate condizioni, la possibilità di condurre attacchi di precisione contro obiettivi di narcotraffico a terra. Si andrebbe così ben oltre gli attacchi alle imbarcazioni in mare che hanno caratterizzato la prima fase della campagna.
La Colombia riceverà tre MQ-9 in prestito, con l’opzione di acquistarne un quarto. Il numero di droni destinati all’Ecuador non è stato comunicato. La Costituzione ecuadoriana vieta le basi militari straniere, divieto ribadito dagli elettori con un margine del 60% in un referendum del novembre 2025; eppure i droni risultano già operativi nel Paese.
La rivista ecuadoriana Vistazo ha riferito che i trasferimenti potrebbero estendersi ad altri partner sudamericani.
Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno usato droni in America Latina soprattutto per sorveglianza e lotta al narcotraffico, più che per attacchi armati. Velivoli senza pilota come i Reaper e altri sistemi di ricognizione operano dalla Colombia, dai Caraibi e dal Pacifico orientale, spesso con il supporto delle forze locali, per individuare lanci di coca, piste clandestine e imbarcazioni sospette e passare le coordinate a guardia costiera e marine militari.
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In Colombia la cooperazione militare è storica, dal Plan Colombia in poi, e comprende intelligence aerea e addestramento. Accordi analoghi esistono con Ecuador, Perù e alcuni Stati centroamericani e caraibici.
Nel 2025 l’amministrazione Trump ha ampliato lo schieramento navale e aereo nei Caraibi, con raid contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti al largo del Venezuela che hanno provocato diecine di morti. Il governo li ha definiti operazioni antidroga, mentre molti giuristi e vari governi li hanno contestati come esecuzioni extragiudiziali.
Negli ultimi anni diverse elezioni sudamericane hanno spostato a destra la regione, con governi più vicini a Washington. Il caso simbolo è l’Argentina, dove nel 2023 Javier Milei ha vinto con un programma libertario e si è presentato come alleato di Trump, ricevendo poi anche un sostegno finanziario statunitense.
In Ecuador, Daniel Noboa è stato rieletto nel 2025 puntando sulla linea dura contro le bande criminali, e ha aperto alla cooperazione militare con gli Stati Uniti.
In Bolivia, nel 2025, la fine dell’egemonia del MAS (Movimiento al Socialismo – Instrumento Político por la Soberanía de los Pueblos) ha portato al potere Rodrigo Paz, di centrodestra, favorevole a un riavvicinamento con Washington.
In Cile e in altri Paesi la sicurezza e l’immigrazione hanno spinto l’elettorato verso candidati conservatori.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Il Pentagono recluta gli operatori di droni
Are you an FPV pilot? We want to hear from you!
The Drone Dominance Program is recruiting service members with FPV experience who would like to be considered as pilots for future Gauntlets and related efforts. Interested? Visit https://t.co/dlfuzlu2c0 to learn more: https://t.co/AyOAxjw9jt — Department of War Innovation Unit (@DIU_x) October 2, 2026
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