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I fedeli dell’ex diocesi peruviana di Leone lo esortano a revocare lo «scandaloso» rifiuto del titolo di Corredentrice
I cattolici della ex diocesi di Chiclayo, in Perù, chiedono a Papa Leone XIV di «riconsiderare» quello che definiscono un documento «veramente scandaloso» e «dannoso», emanato dal Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) del Vaticano, che si oppone ai titoli mariani di «Corredentrice» e «Mediatrice di tutte le Grazie».
La petizione ha raccolto le firme di oltre 100 cattolici «raccolte nel giro di pochi giorni» e mette in evidenza la «tristezza» provocata nella diocesi dalla nota Mater Populi Fidelis (MPF), che Leone ha guidato dal 2015 al 2023. Il pontefice aveva in precedenza svolto attività missionaria in Perù dal 1985 al 1998.
I fedeli peruviani sottolineano a Leone che «il popolo di Dio è profondamente addolorato per la nota dottrinale Mater Populi Fidelis», firmata dal prefetto del DDF, il cardinale Víctor Manuel Fernández, e pubblicata dal dicastero il 4 novembre. Leone aveva approvato il documento il 7 ottobre.
«Il 27 del mese scorso abbiamo celebrato la Madonna della Medaglia Miracolosa, dai cui anelli scaturiscono tutte le grazie che giungono al mondo, e tuttavia il nostro parroco si è trovato nella dolorosa posizione di non poter parlare della Madonna come Mediatrice di tutte le grazie», si legge nella lettera, datata 1° dicembre.
«Riuscite a immaginare una cosa del genere? Che innovazione dannosa per i fedeli è stata questa nota dottrinale del cardinale Fernández. Quanta tristezza ha causato a tutti noi!», prosegue.
«E per non parlare del fatto che alla nostra amata Madonna è stata tolta la possibilità di essere incoronata Corredentrice. Questo è davvero scandaloso», aggiunge.
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I cattolici di Chiclayo supplicano Papa Leone: «…non far soffrire in questo modo la nostra povera Madre, che ha sofferto così tanto, sia attivamente che spiritualmente, per “partorirci” ai piedi della Croce. Lei merita tutto, e nulla di ciò che potremmo fare sarebbe sufficiente per esaltare e onorare una Madre così buona».
Il Vaticano ha registrato forti critiche alla Mater Populi Fidelis, anche dalla Commissione Teologica dell’Associazione Mariana Internazionale, che a dicembre ha diffuso una correzione del documento, definendolo un «controsviluppo della dottrina». La commissione include cardinali, vescovi e oltre 40 teologi di fama internazionale, tra cui i professori Scott Hahn e Mark Miravalle.
La loro correzione evidenzia che numerosi papi e santi hanno impiegato i titoli di «Corredentrice» e «Mediatrice di tutte le Grazie» e che la MPF trascura «gli insegnamenti papali coerenti» e «le istruzioni encicliche autorevoli del Magistero papale».
Anche il mariologo padre Serafino Maria Lanzetta ha promosso una petizione mondiale intitolata «Appello filiale a Papa Leone XIV», invitando Leone a rivedere il documento. Sacerdoti e fedeli laici possono scaricare e firmare la lettera e inviarla in Vaticano.
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Immagine di Diario La Industria – Chiclayo via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
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Vescovo della Costa d’Avorio trasferito da Papa Leone dopo aver chiesto ai laici di denunciare i preti impuri
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Mons. Schneider afferma che Leone gli ha detto di aver incontrato giovani convertiti attraverso la Messa in latino
Il vescovo Athanasius Schneider ha recentemente dichiarato che papa Leone XIV gli ha confidato di aver incontrato giovani convertiti al cattolicesimo grazie alla Messa tradizionale. Lo riporta LifeSite.
Tale rivelazione è stata messa in evidenza dal corrispondente vaticanista del National Catholic Register, Edward Pentin, in un post su X, nel quale ha condiviso un’intervista rilasciata dal vescovo ausiliare di Astana, in Kazakistan, al dott. Robert Moynihan, fondatore e direttore della rivista Inside the Vatican. «Ha detto di aver incontrato dei giovani che gli hanno detto che la loro conversione a Dio era dovuta alla messa tradizionale in latino», ha riferito Schneider a Moynihan. «Sono rimasto sorpreso di sentirlo dire dal Papa stesso. Quindi per me è stato un segno che aveva una certa sensibilità per questo argomento».
L’ammissione da parte di Leone assume un rilievo particolare se si considera che, fino ad oggi, egli ha consentito ai vescovi di applicare il motu proprio Traditionis Custodes del suo predecessore, il quale ha di fatto soppresso la messa tradizionale in tutto il mondo.
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Schneider ha spiegato a Moynihan di aver incontrato Leone per presentare due proposte: in primo luogo, ha sottoposto al papa una bozza di «Professione di fede», nella quale erano indicati punti relativi agli errori dottrinali «diffusi nel nostro tempo» oppure espressi in forma ambigua.
In secondo luogo, ha chiesto al pontefice di concedere una «pace liturgica» che «accordi gli stessi diritti» alla forma tradizionale del rito romano e al Novus Ordo Missae, e «li lasci coesistere pacificamente».
Il vescovo ha riferito di aver detto a Leone: «Quando lo farai, allora passerà alla storia come una Pax Liturgica Leonina».
Monsignor Schneider ha inoltre raccontato il mese scorso di aver personalmente suggerito a Leone l’emanazione di una costituzione apostolica al fine di creare un quadro giuridico stabile per la Messa latina tradizionale, con l’intento di superare le restrizioni attualmente in vigore sulla Messa latina tradizionale.
«Suggerirei, e l’ho proposto al Santo Padre, quando l’ho incontrato, di redigere un documento più solenne di un motu proprio», ha affermato Schneider. «Benedetto XVI ha redatto un motu proprio e Francesco un anti-motu proprio. Quindi, penso che non sarebbe così appropriato redigere di nuovo un anti-motu proprio contro Francesco, ma semplicemente un documento più solenne».
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Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)
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La preghiera contro lo stato d’assedio del mondo moderno
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