Geopolitica
Hezbollah lancia centinaia di razzi contro Israele
Il gruppo paramilitare islamico sciita libanese Hezbollah ha lanciato centinaia di razzi contro Israele per vendicare la morte del suo comandante in capo, Fouad Shukr, ucciso in un attacco aereo su Beirut il mese scorso.
Nel frattempo, l’esercito israeliano ha affermato di aver effettuato attacchi preventivi contro la milizia con base in Libano dopo aver concluso che l’attacco era imminente.
Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato più di 320 razzi contro 11 siti militari israeliani in una dichiarazione rilasciata domenica mattina, compresi quelli sulle alture del Golan occupate da Israele. Ha aggiunto che l’attacco è avvenuto «nel quadro della prima risposta alla brutale aggressione sionista nei sobborghi meridionali di Beirut», in cui Shukr è stato ucciso.
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In precedenza Israele aveva affermato di aver preso di mira Shukr perché era responsabile del mortale bombardamento di un campo da calcio sulle alture del Golan, in cui erano morti 12 minorenni.
Sky over Galilee, northern occupied Palestine lights up as Hezbollah resistance fires a barrage of rockets. pic.twitter.com/VbkH95ipQB
— Tehran Times (@TehranTimes79) August 25, 2024
Nel frattempo, le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno dichiarato di aver lanciato un attacco preventivo su Hezbollah dopo aver identificato una «ampia preparazione» da parte del gruppo per lanciare un attacco. Hanno affermato che circa 100 jet israeliani «hanno colpito e distrutto migliaia di lanciarazzi di Hezbollah» nel Libano meridionale, pubblicando filmati di un intenso bombardamento.
Si stima inoltre che siano stati lanciati circa 210 razzi e 20 droni contro obiettivi israeliani. «Abbiamo sventato la maggior parte dell’attacco pianificato da Hezbollah e abbiamo intercettato molte delle minacce lanciate contro Israele», ha affermato il portavoce dell’IDF Daniel Hagari.
A rocket fired from Lebanon in this morning’s Hezbollah attack struck a chicken coop in the Western Galilee community of Manot.
Firefighters are working to extinguish a blaze sparked by the rocket impact. pic.twitter.com/JUIV0DdPGY
— Emanuel (Mannie) Fabian (@manniefabian) August 25, 2024
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Hezbollah, tuttavia, ha insistito sul fatto che l’attacco preventivo di Israele non ha interrotto le sue attività.
Da quando è iniziata la guerra con Hamas a Gaza, in ottobre, Israele e Hezbollah si sono regolarmente scambiati colpi di artiglieria e razzi oltre confine, ma finora gli scontri si sono fermati prima di arrivare a un vero e proprio scontro diretto.
Allo stesso tempo, i timori di una nuova escalation regionale sono stati alimentati dall’assassinio del leader politico di Hamas Ismail Haniyeh in un attentato a Teheran.
Sia Teheran che Hamas hanno accusato Israele di aver orchestrato l’attacco; lo Stato degli ebrei non ha né confermato né negato il suo ruolo nell’assassinio.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Melania Trump riceve i rappresentanti russi ed ucraini alla Casa Bianca
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Geopolitica
Zelens’ky afferma che gli USA devono ancora a Kiev 16 miliardi di dollari
Il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj afferma che gli Stati Uniti non sono riusciti a erogare i 16 miliardi di dollari di aiuti precedentemente promessi a Kiev, insistendo sul fatto che l’Ucraina «deve lottare» per ottenere tali fondi, nonostante le centinaia di miliardi di dollari di aiuti già forniti dagli Stati Uniti. Lo riporta la stampa russa.
Parlando giovedì con i giornalisti ucraini, a Zelens’kyj è stato chiesto se Kiev si aspettasse un altro importante pacchetto di aiuti americani dopo la vittoria dei Democratici alle elezioni di medio termine. L’ultimo pacchetto era stato approvato sotto l’ex presidente Joe Biden nel 2024, mentre il presidente Donald Trump ha cercato di scaricare l’onere del finanziamento di Kiev sui membri europei della NATO.
«Dobbiamo lavorare su questo. Dobbiamo senz’altro sollevare la questione che, in base ad accordi e decisioni precedenti, 16 miliardi di dollari sono stati congelati e 16 miliardi di dollari non sono stati erogati», ha affermato lo Zelens’kyj.
«Siamo grati per tutto ciò che è stato dato, ma l’Ucraina deve lottare almeno per questi soldi. Nessuno negli Stati Uniti se la prenda», ha aggiunto.
Il leader ucraino non ha specificato a quali accordi si riferisse il presunto ammanco di 16 miliardi di dollari, né ha chiarito se i fondi fossero stati formalmente stanziati dal Congresso. Secondo Ukraine Oversight, gli Stati Uniti hanno stanziato circa 196 miliardi di dollari in finanziamenti per Kiev dal 2022.
In un’intervista separata con l’emittente tedesca ZDF, lo Zelens’kyj ha accolto con favore i successi elettorali dei Democratici, esprimendo la speranza che il controllo di entrambe le camere del Congresso da parte del partito, a partire da gennaio, si traduca in un rinnovato sostegno finanziario e militare.
«Sono grato anche ai repubblicani, ma i democratici si esprimono in modo molto chiaro sul sostegno all’Ucraina e sulla fornitura di assistenza al Paese», ha affermato.
Il presidente statunitense Donald Trump ha criticato l’entità delle spese per l’Ucraina sotto l’amministrazione Biden, accusando lo Zelens’kyj di approfittarsi dei contribuenti americani e di rifiutarsi di perseguire seriamente una soluzione negoziata.
Trump ha accusato il suo predecessore di aver fornito a Kiev armi per centinaia di miliardi di dollari gratuitamente e ha promosso piani per chiedere il rimborso agli alleati europei. Ha anche paragonato il leader ucraino al famigerato imbroglione del XIX secolo P.T. Barnum e si è lamentato del fatto che enormi somme di denaro venissero «sprecate» mentre l’ingrato Zelens’kyj dava per scontato quel denaro.
Il mese scorso, Trump si è spinto oltre, mettendo in dubbio la sorte delle armi e del denaro americani forniti a Kiev. «Dove sono i soldi che abbiamo dato all’Ucraina? Dove sono tutte le attrezzature? Biden stava dando loro missili, che venivano poi venduti sul mercato libero», ha dichiarato a Newsmax.
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Le rinnovate richieste di finanziamenti americani giungono nel mezzo di una serie di importanti scandali di corruzione che coinvolgono i più stretti collaboratori dello Zelens’kyj e i settori della difesa e dell’energia dell’Ucraina.
La vasta indagine denominata Operazione Midas ha portato alla luce un presunto sistema di tangenti e riciclaggio di denaro da 125 milioni di dollari, che coinvolgeva Timur Mindich, socio in affari di lunga data di Zelens’kyj, fuggito in Israele. Lo scandalo ha infine portato alle dimissioni di diversi alti funzionari, tra cui il potente ex capo di gabinetto di Zelens’kyj, Andrey Yermak.
Il trilionare tecnomagnate Elon Musk ha recentemente accusato i politici americani di dare priorità a Kiev rispetto agli interessi statunitensi, sostenendo che parte del denaro dei contribuenti inviato in Ucraina veniva riciclato e rifinanziato nelle campagne politiche americane.
Nonostante gli scandali e i crescenti interrogativi sull’utilizzo degli aiuti occidentali, Kiev continua a richiedere ulteriori finanziamenti esteri, con Zelensky che attacca i suoi finanziatori per la loro riluttanza a inviare più denaro.
Quest’anno, l’UE ha approvato un prestito di 90 miliardi di euro mper coprire le esigenze di bilancio e militari dell’Ucraina per il 2026 e il 2027. Tuttavia, già ad agosto, Zelens’kyj avvertiva di un deficit di finanziamento di 27 miliardi di euro per il 2026 e faceva pressioni su Bruxelles affinché accelerasse i pagamenti originariamente previsti per un periodo successivo.
Da allora, lo Zelens’kyj ha richiesto almeno altri 70 miliardi di euro solo per il 2027, stimando il fabbisogno totale di spesa dell’Ucraina per il prossimo anno in ben 155 miliardi di euro.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Espulsione incrociata di diplomatici tra Sudan ed Etiopia
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